Il cambio delle valute
Ci è capitato di sentire più volte parlare di euro, dollaro USA, sterlina inglese, franco svizzero, yen giapponese: si tratta infatti di alcune tra le monete più diffuse. In realtà esistono moltissime altre valute, poiché ogni Stato ne adotta una al suo interno, che, avendo corso legale, deve essere accettata da tutti per il pagamento delle transazioni che avvengono entro i confini del suo territorio.
Quando un operatore economico vende o acquista merce all’estero, oppure quando una persona si reca all’estero, si pone un problema: in quale modo dovrà effettuare i pagamenti? Per rendere molto più semplici le transazioni tra soggetti appartenenti a Stati diversi, ma anche per consentire alle persone di muoversi per le ragioni più disparate (studio, lavoro ecc.) tra Paesi differenti, è stato previsto, ormai da molto tempo, il cambio. Il cambio indica la quantità di moneta nazionale necessaria per ottenere un’unità di moneta estera.
Così, per esempio, se ti devi recare negli USA, il cambio ti indica quanti dollari puoi acquistare con una certa quantità di euro, oppure, se ti devi recare in Svizzera, quanti franchi svizzeri ti saranno dati per un certo ammontare di euro e, viceversa, se uno straniero si vuole recare nel nostro Stato, quanti euro riceverà in cambio della propria valuta.
La determinazione del valore di cambio delle valute è fissata attraverso complessi meccanismi. In generale, i cambi mutano in continuazione e la loro variazione viene seguita ora per ora: ogni giorno, comunque, viene indicato un prezzo di riferimento, detto fixing, che viene pubblicato sui più importanti quotidiani, sulla base dei valori di cambio delle diverse valute scambiate tra loro in Borsa.
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