Idroterapia
L'idroterapia è la terapia mediante l'impiego dell'acqua. Uno dei mezzi importanti che abbiamo per la fisioterapia è l'acqua (l'idroterapia). Noi siamo fatti per il 70% di acqua, infatti abbiamo delle affinità particolare con questo elemento a livello chimico. L'idroterapia ovviamente non è l'unico elemento che abbiamo per riabilitare un cane, dunque non è indispensabile. Mentre invece è indispensabile tutta la parte che abbiamo fatto fino ad ora. Se andiamo a fare riabilitazione a casa di una persona è necessario quello che abbiamo studiato fino ad ora e non andare a casa del paziente con un vascone. Anche a livello economico la piscina è costosa, bisogna mantenere la temperatura a 30-40°C, necessita di una copertura, di manutenzione, filtri... insomma è uno strumento valido, ma dipende dalla quantità di lavoro che c'è all'interno di una struttura.
Benefici dell'idroterapia
È la miglior forma di esercizio aerobico a basso impatto, in quanto consente una buona mobilizzazione articolare e un lavoro muscolare notevole senza sottoporre a stress da carico le strutture articolari e tenomuscolari. In acqua anche i soggetti incapaci di sorreggere totalmente il proprio peso possono eseguire attività fisica, aumentando così il tono e la massa muscolare e prevenendo nel contempo l'atrofia, la rigidità e le contratture muscolari. Inoltre l'idroterapia aumenta il flusso sanguigno e produce un generale stato di rilassamento.
Modi di praticare l'idroterapia
Può essere praticata in vari modi: all'aperto (mari, laghi e fiumi) o in una semplice piscina attraverso il nuoto, o in una vasca con la creazione di vortici artificiali, oppure si può far camminare il soggetto in acqua grazie all'immersione nella vasca di un treadmill subacqueo. L'ideale sarebbe che la struttura fosse in plexiglas così si possono valutare tutti i movimenti eseguiti da cane sott'acqua e la loro correttezza.
Proprietà fisiche dell'acqua
Le proprietà fisiche dell'acqua e gli adattamenti fisiologici del corpo a tali stimoli sono i motivi che rendono così importante questo elemento in materia fisioterapica. Infatti le proprietà fisiche dell'acqua sono strettamente correlate agli stimoli fisiologici che noi andiamo a dare agli animali durante la riabilitazione. Quindi vado a fare un'analisi dei principi fisici e vediamo che sono proprio questi principi che rendono importante questo tipo di strumento riabilitativo.
- Densità relativa
- Galleggiabilità
- Pressione idrostatica
- Viscosità e resistenza
- Effetto termico
Pressione idrostatica
La pressione idrostatica diminuisce andando verso il livello dell'acqua superiore, poiché l'acqua dà uno stimolo pressorio. Nel paziente neurologico la pressione esercitata con i massaggi viene usata per stimolare le afferenze. Più in acqua si va in profondità e più aumenta lo stimolo. Nel paziente ortopedico la pressione idrostatica drena l'ematoma e la pressione omogenea è uno stimolo che coinvolge tutto l'arto e la fibra afferente si scalda.
La pressione idrostatica è definita come l'applicazione di una forza ad un corpo. Le molecole del fluido premono infatti contro il corpo immerso. Un oggetto immerso in un fluido è sottoposto ad una pressione che è direttamente proporzionale alla profondità di immersione e alla densità del fluido; all'aumentare della profondità aumenterà la pressione. Questo fenomeno è di aiuto nel trattamento dell'edema degli arti dal momento che la pressione idrostatica contrasta la tendenza del sangue e dell'edema a localizzarsi nelle porzioni più declivi del corpo. La pressione idrostatica durante gli esercizi aiuta anche a contrastare il dolore, stimolando i recettori sensitivi della cute che provocano una diminuzione dell'ipersensibilità nocicettiva.
La pressione idrostatica viene percepita dall'animale appena lo si immerge in acqua ed è ancor più evidente nel momento in cui il soggetto respira, perché la pressione dell'acqua fa da resistenza all'espansione del torace. Per questo motivo bisogna porre attenzione ai pazienti con problemi cardiaci o respiratori. Per loro come per quelli timorosi, si ricorre ad un'immersione parziale. Quando l'animale si muove nell'acqua, si verifica un aumento della pressione idrostatica nella parte anteriore del corpo e una riduzione in quella posteriore, con la formazione della tipica scia in cui si originano piccoli vortici o mulinelli che ostacolano ulteriormente il soggetto. Rapidi cambiamenti di direzione provocano turbolenze maggiori e una più elevata resistenza.
Principio di Archimede
Il principio di Archimede (spinta idrostatica = ρ x v x g) sostiene che un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del volume del liquido spostato. Immaginate dunque un paziente immerso nell'acqua fino al collo. Esiste la pressione esterna e quella idrostatica che è proporzionale alla profondità, quindi se io mi immergo con l'acqua fino al collo, la pressione idrostatica esercitata all'altezza del torace sarà inferiore a quella esercitata all'altezza del bacino e sarà a sua volta inferiore a quella esercitata all'estremità del piede. Contrariamente la pressione sarà più alta nella parte più profonda e va diminuendo man mano che vado verso il livello dell'acqua.
Il risvolto pratico di un cane messo in acqua rispetto alla lesione riceverà uno stimolo pressorio (dato appunto dalla pressione idrostatica) che darà nel paziente neurologico uno stimolo alle afferenze, mentre sul paziente ortopedico, la compressione/pressione (anche dalle mani e dalle bende) riesce a bloccare l'edema, (es. le vecchie che devono tenere le calze compressive e/o camminare nell'acqua). Se ho un cane di taglia grande con un edema distale, l'immersione in acqua fornisce all'arto una spinta dal basso verso l'alto che è drenante, dunque spingono i fluidi verso l'alto.
A livello neurologico lo stimolo dettato dalla pressione data da questo principio fisico/stimolo pressorio sarà un stimolo progressivo, man mano che vado più a fondo e che la pressione aumenta lo stimolo sarà maggiore. Muovendo l'arto in acqua si vanno a stimolare le afferenze flessorie e non sinonimo di un massaggio. A livello neurologico vado a stimolare l'aspetto pressorio, dalla parte ortopedica mi dà un drenaggio, da quella neurologica mi dà uno stimolo variabile e in relazione al movimento, diminuisce o aumenta e soprattutto riguarda l'arto a tutto tondo, è uno dei mezzi che riesce a scaldare la fibra afferente.
Galleggiabilità
La galleggiabilità avviene in base a quanto enunciato dal primo principio di Archimede, secondo cui un corpo immobile totalmente o parzialmente immerso in un liquido è spinto verso la superficie da forze uguali a quelle del peso del liquido che sposta, oppure un corpo immobile in un liquido sembra perdere peso e questa apparente perdita è uguale al peso del liquido spostato. La galleggiabilità agisce in direzione opposta alla forza di gravità e dà la percezione che un corpo immerso in acqua perda peso.
La galleggiabilità in fisioterapia è utile soprattutto nel trattamento di problemi muscolari e articolari in quanto la riduzione di gravità consente una buona attività muscolare, un aumento dell'escursione articolare e una stimolazione della circolazione e del metabolismo locali, inoltre riduce la percezione del dolore diminuendo il carico di peso a livello articolare. È necessaria anche nei casi in cui sia utile ridurre la pressione su zone con lesioni da decubito o ustioni.
Densità e spinta
Un altro principio fisico è la spinta, quindi la densità fa la differenza e permette ad un oggetto di galleggiare o meno. Fondamentalmente le ossa, i muscoli, i legamenti, ecc. hanno una densità differente ed il corpo riesce ad avere un assetto leggermente positivo. Cani obesi e cani magri hanno un indice di galleggiabilità differente ed il grasso è il tessuto che galleggia di più in assoluto. Il vantaggio del principio di Archimede è quello di avere un alleggerimento di tutte le articolazioni.
Es. cane con lesione da MNI con riduzione della capacità di movimento e di reggere il peso, però un piccolo movimento lo fa, mettendolo in acqua è fortemente probabile che riesca a compiere dei passi e non c'è cosa più riabilitativa che camminare perché si va a rinforzare/stimolare progressivamente senza caricare i distretti articolari e tendinei. Anche il paziente ortopedico in cui il carico è impedito nel momento in cui si trova, in relazione all'altezza dell'acqua con un peso inferiore (fino al galleggiamento) lo andiamo ad alleggerire.