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Buongiorno a tutti!!!!

Leggendo il terzo capitolo del libro, ho notato che viene ripreso il tema della Gewere, l’istituto di

origine germanica di cui avevamo già in parte discusso nel corso delle prime lezioni.

A questo proposito, usando come fonti il nostro libro di testo e un paragrafo di un libro trovato nella

biblioteca della nostra facoltà, ho deciso di pubblicare un commento che in breve ci rinfreschi un

po’ la memoria su questo istituto e sugli studi fatti a riguardo nel corso dei secoli. Il testo di cui ho

fatto menzione è “Uso, tempo, possesso dei diritti” scritto dal nostro professore con i professori

Mannino e Vecchi.

La Gewere è forse l’istituto che forse più rispecchia la caratteristica principale del diritto

altomedievale e cioè quella di essere composto da più elementi fusi tra di loro: quello romano,

quello canonico e quello germanico.

La Gewere ha da sempre attirato l’attenzione di tanti grandi studiosi del diritto in quanto è un

istituto dal contenuto vago, mutevole, indefinito. Incarnava sia la proprietà che il possesso e poteva

essere utilizzato per la difesa di qualsiasi situazione di fatto, di qualsiasi diritto: da quelli reali a

quelli personali, quali l’assunzione di uffici pubblici o ecclesiastici. Nel corso del medioevo venne

tradotto con il termine investitura e processualmente veniva molto più utilizzata rispetto alla

possessio romana. La Gewere infatti, grazie alla sua duttilità e alla sua adattabilità a qualsiasi tipo

di diritto, si adattava alle esigenze della pratica molto più che il diritto romano che esigeva rigidi

requisiti normativi. Si fa l’esempio del trascorrere del tempo che per il diritto romano non bastava a

far acquisire un diritto reale, mentre per quello germanico invece si; il trascorrere del tempo

rappresentava quindi il titolo, l’investitura per il riconoscimento del diritto e era sufficiente per

vincere la causa.

Sulla Gewere sono stati scritti importanti testi di autorevoli autori, basti ricordare Savigny e il Finzi.

Un’opera molto importante è sicuramente quella di Wilhelm Albrecht scritta in piena epoca

romantica dove imperversava la lotta tra romanisti e germanisti. Albrecht, in quanto germanista,

studia soprattutto fonti germaniche che vanno da leggi, a atti della pratica notarile, alla

giurisprudenza e ha lo scopo di dimostrare la germanicità dell’istituto, il suo essere espressione

suprema del famoso Volksgeist.

Altra opera importante è quella di Andreas Heusler che utilizza fonti non solo germaniche, ma

anche francesi, spagnole e italiane; tenendo conto del fatto che anche queste terre subirono la

dominazione longobarda e franca e quindi ne furono influenzate anche sotto il profilo del diritto.

Heusler sostiene che la Gewere continuò a essere utilizzata anche durante l’epoca dei glossatori

anche se con un nome diverso. Nella diffusa contrapposizione tra possessio civilis caratterizzato

dall’animus e possessio naturalis caratterizzato dalla materialità, egli rinviene l’eterna

contrapposizione tra diritto romano e germanico. In realtà gli studiosi del XII e XIII secolo

rinvenivano in questa contrapposizione il rapporto tra aequitas naturalis e ius civile. Inoltre la

contrapposizione fra le due forme di possessio prima menzionate serviva semplicemente a creare

un’interpretazione più ampia che andasse bene per più situazioni. Il diritto romano infatti era

caratterizzato da forte rigidità e si cercava in tutti i modi di creare aperture in vista del mutare della

società e delle sue esigenze sempre più crescenti di flessibilità. Le prime aperture in favore del

riconoscimento di situazioni di fatto diverse dalla possessio si ebbero con il diritto canonico che


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

L'appunto fa riferimento alle lezioni di Diritto Comune, tenute dal Prof. Emanuele Conte nell'anno accademico 2010.
Il documento riporta un approfondimento relativo alla Gewere, istituto di diritto germanico simile al possesso. Si descrive il suo rapporto con l'investitura, la proprietà, il possesso, le opere a riguardo di Albrecht, Savigny, Finzi e Heusler.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Comune e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Conte Emanuele.

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