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<È evidente che le banche prestano i depositi>
Sembrerebbe ma non è così. I soldi sono prodotti dalla banca stessa, che li crea prestandoli. Nel caso di un assegno è ancora più semplice. La banca fa un fido al cliente A, permettendogli di spendere 100. A comincia a staccare assegni per la sua attività, e paga i suoi fornitori. I quali vanno in banca e depositano il proprio assegno (Per semplicità ipotizzo che ci sia una sola banca.). La banca addebita il conto dell’emittente e contemporaneamente accredita quello dei beneficiari. Ecco quindi che il bilancio prende forma: crediti 100 debiti 100. A prima vista, sembra proprio che la banca abbia prestato i soldi dei risparmiatori. In realtà, il sistema funziona al contrario: la banca ha raccolto i soldi che ha emesso prima prestandoli! I risparmiatori, che hanno un saldo di conto positivo, sono portati a pensare di “avere dei soldi”. In realtà essi ne hanno solo il possesso “temporaneo”: i soldi sono della banca, ed esistono solo perché qualcuno è andato alla banca a chiederli in prestito.
Ho fatto l’esempio dell’assegno perché è più comprensibile, ed è anche quello preferito dalla banca: la gestione delle banconote è infatti sgradita alla banca, perché può determinare la potenziale insolvenza e soprattutto perché se la gente non porta le banconote in banca, bensì le tiene sotto il materasso, la banca non può sviluppare il meccanismo della riserva frazionaria. Ma il succo è lo stesso.
Quando leggiamo i bilanci delle banche, dobbiamo quindi fare presente che i soldi dei risparmiatori (i debiti v/clientela) sono stati emessi prima dalla banca. Prima è nato il debitore della banca (il credito), dal nulla, il creditore risparmiatore è solo una conseguenza. Se mi sono spiegato bene, credo che questo possa chiarire il vincolo mentale principale che abbiamo affrontando questa materia. Quanti soldi a prestito può emettere una banca? Dipende dall’ammontare del suo conto di tesoreria presso la banca centrale (attualmente con la riserva al 2%, circa 50 volte tanto). Su questo conto confluiscono tutte le operazioni tra banche.
La moneta bancaria è rappresentata dai debiti a vista delle banche. Sono i debiti di quelle aziende che possono emettere passività a vista rappresentate dai conti correnti in contropartita con i depositanti. Lo stock di moneta bancaria ad una determinata data è costituito dall'ammontare dei depositi in conto corrente. Questi si formano perché i clienti affidati dalle banche pagano forniture a soggetti che ritengono di delegare la custodia dei mezzi di pagamento ricevuti al settore bancario; il mantenimento di tali mezzi di pagamento nella forma di depositi a vista determina l'esistenza della moneta bancaria.
<Le garanzie aumentano il merito di credito del richiedente>
Le garanzie sono contratti accessori al credito e determinano una riduzione del rischio di credito, riconosciuta in sede di calcolo dei requisiti patrimoniali. Ciò significa che non aumentano il merito di credito ma sono solo elementi di attenuazione del rischio. Il merito di credito dipende dalla capacità del debitore di essere in condizione, nel momento prestabilito, di dar corso ad una delle seguenti alternative:
- Restituire il prestito ed estinguere l'obbligazione;
- Ottenere un rinnovo del prestito dal medesimo finanziatore;
- Restituire il prestito tramite il prestito di un finanziatore diverso.
Le garanzie non possono guidare il processo di affidamento e quindi di valutazione del merito di credito; esse offrono una misura del valore aggiunto patrimoniale del richiedente. Riassumendo le garanzie non aumentano la capacità di credito del debitore ma salvaguardano le ragione del creditore, proteggendolo in parte dal rischio di inadempienza.
<L’analisi del rischio di concentrazione tende a fronteggiare la commistione fra banca e industria>
Il rischio di concentrazione riguarda il rischio che le banche corrono in conseguenza di finanziamenti di importo rilevante rispetto al patrimonio di vigilanza. I finanziamenti in questione possono essere concessi ad una sola controparte o a un gruppo di clienti connessi; il rischio da fronteggiare è il rischio idiosincratico, che vede il portafoglio finanziamenti dipendere eccessivamente dall'andamento di una singola impresa. L'analisi del rischio di concentrazione fronteggia principalmente l'eccessiva esposizione nei confronti di pochi clienti o di un unico settore, incentivando la diversificazione del portafoglio. Si può dunque affermare che solo in parte fronteggi anche la commistione fra banca e industria, invitando le banche a contenere (linee guida dettate dal CEBS) la posizione di rischio entro il limite del 25% del Pvig.
<Il modello di banca OTD è sicuramente più rischioso del modello OTH>
Il modello di banca Originate to Hold registra la permanenza degli impieghi fra gli attivi fino alla loro scadenza. Dovendo detenere nel proprio attivo mutui e finanziamenti le banche pongono una grande attenzione all'analisi del merito di credito, concedendo prestiti ponderati e a soggetti affidabili. Il modello di banca Originate to Distribute prevede la trasformazione dei prestiti erogati in strumenti finanziari da collocare sul mercato. Le banche che vi ricorrono scaricano il rischio di credito delle attività cartolarizzate su terzi, vendendole sul mercato tramite strumenti finanziari che le rappresentano.
Tramite la cartolarizzazione l'originator perde il ruolo di holder di attività naturalmente illiquide, rendendole di fatto liquide tramite la vendita. L'approvvigionamento di liquidità ha il grande vantaggio di consentire una ricomposizione degli attivi a favore di elementi con combinazioni di rischio-rendimento maggiormente adeguate alle nuove situazioni e di fruire dei vantaggi di un maggiore rigiro dei finanziamenti. Il modello OTD, se accompagnato da adeguati sistemi di analisi e di gestione del rischio da parte degli intermediari, offre così una serie di benefici ai soggetti che fanno parte della filiera.
Tuttavia la scarsa qualità dei prestiti cartolarizzati (dovuta ad analisi del merito di credito poco consone al settore e basate sulla possibilità di cedere i rischi) e la grande domanda mondiale di strumenti finanziari hanno riversato sul mercato migliaia di prestiti scadenti tramutati in titoli spazzatura. Il modello OTD può offrire enormi vantaggi in termini di smobilizzo degli attivi e di risparmio di mezzi propri, ma richiede una grande attenzione in materia di qualità dei prestiti sottostanti e di complessità e trasparenza del processo di cartolarizzazione.
Si può affermare che il modello OTD potrebbe essere più rischioso da un punto di vista sistemico, poiché se effettuato senza limite (crisi finanziaria del 2007) può riversare nel mercato e nei portafogli delle banche elevate quantità di poste illiquide e di scarso o nullo valore (mutui subprime). Doveroso è sottolineare che comunque dal punto di vista dell'intermediario risulterebbe meno rischioso e più proficuo cedere i rischi di credito a soggetti terzi a fronte di liquidità che permette di ampliare le proprie operazioni. Ciò non deve prescindere da un'attenta analisi del merito di credito che porta a concessioni di mutui e finanziamenti ponderate, base dell'intero sistema.
<Le riserve di liquidità rappresentano un costo>
Dipende. La riserva obbligatoria di liquidità (ROB) viene remunerata al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale. Il tasso di remunerazione corrisponde al valor medio dei tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale, effettuate nel corso del periodo di mantenimento, mentre i saldi eccedenti il dovuto non vengono remunerati. Le riserve in eccesso, date dalla differenza tra il saldo medio sul conto di Riserva e l'obbligo medio, non vengono remunerate mentre una eventuale inadempienza viene sanzionata. La presenza di riserve in eccesso rappresenta la difficoltà di gestione efficiente della tesoreria. La mancanza di remunerazione e la sanzione per l'inadempienza invitano a limitare al massimo il costo-opportunità della detenzione di riserve in eccesso.
Il settore bancario tenderà a ridurre le riserve in eccesso e a richiedere la liquidità necessaria alla banca centrale partecipando alle facilitazioni di finanziamento (come l'anticipazione infragiornaliera, che è illimitata e gratuita). In sostanza la parte di riserva obbligatoria non rappresenta un costo, poiché viene remunerata (e non ci si pone il problema di confrontarla con altre attività perché è comunque obbligatorio detenerla). Le riserve in eccesso invece rappresentano un costo per i seguenti motivi:
- L'inflazione che logora il potere d'acquisto del denaro giorno per giorno;
- Impiegate in altre attività (ad esempio nel mercato interbancario) quelle riserve genererebbero proventi.
La ROB può inoltre essere mobilizzata (con regole prestabilite e per brevissimo tempo) provocando interessanti effetti di arbitraggio nel mercato monetario tra i diversi giorni del periodo di mantenimento, optando fra le variabili relative ad un determinato giorno del periodo di mantenimento. Se sono previsti aumenti dei tassi interbancari, la banca tenderà ad accumulare riserve indebitandosi su quel mercato a tassi più bassi per ridurle successivamente, impiegandole nell'interbancario quando i tassi saranno più convenienti.
Spiegare
a. Se le riserve patrimoniali risolvano problemi di liquidità e perché
No, i problemi di liquidità si risolvono con la composizione dell'attivo. Le riserve di liquidità fanno parte dell'attivo ma non si possono distinguere. Il rischio di liquidità non può essere fronteggiato da requisiti patrimoniali ma da un'adeguata composizione delle fonti e degli usi di fondi. I problemi di liquidità sono due: l'incapacità di far fronte prontamente ed economicamente ai propri impegni, nei tempi contrattualmente prestabiliti, e la necessità di allocare in modo conveniente eccessi di mezzi monetari.
Gestione e misurazione del rischio di liquidità prevedono di valutare e controllare la liquidità di breve termine. Ciò significa disporre di uno stock di attività liquide o stanziabili per fronteggiare fabbisogni attesi e inattesi dovuti alle asincronie fra entrate e uscite monetarie. Si deve controllare e valutare anche la liquidità strutturale, che cerca di prevedere una corrispondenza sostenibile fra flussi in entrata e in uscita in modo da predisporre una conveniente composizione quali-quantitativa di attività finanziarie e di passività che consenta un'evoluzione dei flussi finanziari adeguata alle necessità.
b. Se le riserve patrimoniali rappresentino componenti delle riserve di liquidità (libere e/o obbligatorie) e perché
No, la liquidità e i rischi annessi (pur facenti parte del II° pilastro) si fronteggiano con meccanismi che prescindono dall'utilizzo di mezzi propri. Il rischio di liquidità non può essere fronteggiato da requisiti patrimoniali ma da un'adeguata composizione delle fonti e degli usi di fondi.
d. Se il patrimonio netto contabile fronteggi le perdite attese o le perdite inattese
No. Le perdite attese e inattese sono elementi di accentuazione del rischio che interferiscono nel calcolo del requisito patrimoniale minimo di vigilanza. La banca dovrebbe distinguere tra debiti e crediti, da un lato, e costi e ricavi, dall'altro; e dovrebbe altresì rendere pubblici i protocolli interni che stabiliscono i criteri di valutazione e di gestione dei crediti. Se ne seguirà un aumento della previsione dei tassi di default si richiederà un fattore di ponderazione per il rischio di credito più elevato che, a propria volta, assorbirà maggiori dosi di patrimonio.
Politiche di bilancio, ammortamenti e svalutazioni. Si devono affrontare con la cassa, sono costi.
e. Se la banca possa sfruttare a proprio favore il moltiplicatore dei depositi
No. Il moltiplicatore dei depositi è la capacità delle banche di favorire, nel momento in cui concedono prestiti, l'aumento dei depositi e creare in questo modo nuova moneta bancaria. L'idea centrale che sta alla base del concetto di moltiplicatore dei depositi è data dal fatto che gli accreditati dalla banca utilizzano i prestiti, per la maggior parte, a mezzo di assegni bancari e coloro a cui gli assegni sono dati in pagamento spesso se ne servono senza tramutarli in biglietti (versandoli sul proprio conto in banca o girandoli a terzi). Per ogni prestito accordato ai clienti, quindi, si creerà un nuovo deposito presso le banche e queste ultime utilizzeranno i fondi così ottenuti per concedere nuovi crediti.
Questa idea risulta inapplicabile a livello di una singola banca: i prestiti concessi possono, infatti, alimentare i depositi o ridurre i prestiti presso le banche concorrenti e condurre rapidamente al dissesto l'azienda ultima entrata nel mercato. La banca centrale manovra il moltiplicatore dei depositi tramite la ROB, che regola la propensione alla base monetaria.
f. Se vi sia relazione fra riserve libere e ROB
Le riserve libere sono delle riserve detenute in base monetaria. Non vi è una relazione diretta con la riserva obbligatoria poiché sono assestanti e dipendono dalle decisioni della singola banca e non dal rispetto di un vincolo. La differenza tra il saldo medio sul conto di Riserva e l'obbligo medio, ad esempio, forma la riserva in eccesso, che fa parte delle riserve libere. Mentre la ROB è prefissata dal rispetto di alcuni parametri, le riserve libere sono decise dalla singola banca. La quota mobilizzabile della ROB e le riserve libere formano l'aggregato riserve disponibili, poiché esse sono intercambiabili per effetto della mobilizzazione. La liquidità del sistema bancario e di ciascuna banca viene influenzata dalle modalità di computo della riserva obbligatoria, la variazione del suo livello, invece, influenza solo temporaneamente la liquidità.
g. Che cosa possa rientrare nell’ambito delle attività liquide di una banca e perché
Attività prontamente ed economicamente trasformabili in liquidità immediata. Possono essere strumenti monetari in primis e per certi aspetti, legati all'andamento del mercato anche strumenti finanziari.
h. A che cosa serve la ROB
La ROB è il principale strumento di controllo della liquidità del settore bancario. La riserva obbligatoria è un istituto con cui si impone alle banche di detenere una percentuale delle loro passività depositata presso la Banca centrale. I motivi di tale imposizione normativa vanno ricercati:
- Nella possibilità per le autorità monetarie di controllare la quantità di moneta. Manovrando il coefficiente k di riserva obbligatoria, infatti, le autorità monetarie fanno variare in senso inverso la grandezza del moltiplicatore dei depositi e quindi l'ammontare della quantità di moneta anche mantenendo costante la base monetaria.
- In alcuni casi, nella possibilità di finanziare il settore pubblico a condizioni di favore. È quanto accadeva in Italia: permettendo alle banche di versare la riserva dovuta con titoli di Stato, si convogliava una parte del risparmio verso il settore pubblico e si assicurava un'ulteriore forma di assorbimento dei titoli del Tesoro. Inoltre, il tasso di remunerazione della riserva in genere è più basso di mercato: ciò permette alla Banca centrale, se questa (come accadeva in Italia fino al 1993) è obbligata a finanziare il Tesoro, il finanziamento del settore pubblico a condizioni più vantaggiose.
- In determinate circostanze (ad esempio quando è possibile movimentare interamente o parzialmente la riserva grazie al meccanismo della mobilizzazione) la riserva obbligatoria svolge una funzione di ammortizzatore (buffer) della liquidità sul mercato monetario;
- Stabilizzare i tassi del mercato monetario.
i. Se la mobilizzazione della ROB influisca sulla dimensione della riserva disponibile
Sì perché le riserve disponibili delle banche sono formate dalle riserve libere e dalla quota mobilizzabile della riserva obbligatoria. Ciò significa che al diminuire della quota mobilizzabile diminuiranno le riserve disponibili della banca, viceversa se aumenta.
j. Cosa si debba intendere per riserve libere delle banche
Si tratta di riserve detenute in base monetaria: biglietti della Banca Centrale, biglietti e monete del Tesoro; depositi liberi presso la Banca Centrale e Tesoro; margine disponibile in conto anticipazione ordinaria con la Banca d'Italia (quota non utilizzata del credito aperto); riserve in eccesso, cioè la differenza fra il saldo del conto di riserva e riserva dovuta (obbligo medio).
k. Quando e perché sia più conveniente depositare sull’interbancario piuttosto che sulla banca centrale
Le operazioni di rifinanziamento marginale consentono alle controparti di ottenere fondi overnight, a fronte di titoli stanziabili, ad un tasso dell'interesse fissato a discrezione della banca centrale. Il tasso delle operazioni di rifinanziamento marginale sarà sempre superiore al tasso interbancario overnight: conviene quindi risolvere problemi di deficit di liquidità sul mercato interbancario. Fa eccezione l'anticipazione infragiornaliera, cioè una linea di credito, gratuita e illimitata ma garantita da titoli stanziabili (con annessi costi di ritiro).
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