FORMAZIONE DI COMPOSTI ORGANICI
Chimica Organica I
Facoltà di Chimica Industriale Riccardo Cruciani
INDICE
1- METODI DI FORMAZIONE……………………………………3
1.1 IDROGENAZIONE
1.2 DEIDROGENAZIONE
1.3 OSSIDAZIONE
1.4 RIDUZIONE
1.5 IDROLISI
1.6 CONDENSAZIONE
1.7 IDRATAZIONE
1.8 DISIDRATAZIONE
1.9 REATTIVI DI GRIGNARD 6
SOSTITUZIONE ED ELIMINAZIONE…………………………………………..
1.10
2- SOLVENTI ORGANICI
2.1 METANOLO (CH OH)
3
2.2 ETANOLO (CH CH OH)
3 2
2.3 GLICOLE DIETILENICO (C H O )
4 10 3
2.4 ACIDO ACETICO (CH OOH)
3
2.5 TETRAIDRUROFURANO (C H O)
4 8
2.6 ETERE DIETILICO ((C H ) O)
2 5 2
2.7 DICLOROMETANO (CH Cl )
2 2
2.8 BENZENE (C H )
6 6
DEI COMPOSTI ORGANICI
2.9 SOLUBILITA’
RIASSUNTIVI…………………………………………7
3- SCHEMI –
4- FORMAZIONE ALCANI……………………………………8 11
- IDROGENAZIONE CATALITICA DEGLI ALCHENI *
- IDROGENAZIONE CATALITICA DEGLI ALCHINI *
- RIDUZIONE DI WOLFF-KISHNER *
RIDUZIONE DI CLEMMENSEN *
- –
5- FORMAZIONE ALOGENURI ALCHILICI………………12 16
- BROMURAZIONE O CLORURAZIONE ALCANI *
- ADDIZIONE ACIDI ALOGENIDRICI (HX) ALCHENI *
- ADDIZIONE DI BROMO (Br) O CLORO (Cl) ALCHENI *
- ADDIZIONE DI BROMO (Br) O CLORO (Cl) ALCHINI *
- ADDIZIONE ACIDI ALOGENIDRICI (HX) ALCOLI *
- REAZIONE CON TRIBROMURO DI FOSFORO (PBr ) *
3
- REAZIONE CON CLORURO DI TIONILE (SOCl ) *
2
- CLORURAZIONE DEGLI ACIDI CARBOSSILICI (SOCl ) *
2 1
- SCISSIONE DI ETERE ACIDO-CATALIZZATA CON HX CONCENTRATO (IN
ECCESSO) *
6- FORMAZIONE ALCHENI………………………………….17– 20
- REAZIONE CON IL CATALIZZATORE DI LINDLAR *
- RIDUZIONE TRAMITE UTILIZZO DI METALLI ALCALINI (Na) ED UNA
BASE (NH ) *
3
- IDROBORAZIONE-OSSIDAZIONE DEGLI ALCHINI *
- DISIDRATAZIONE ACIDO-CATALIZZATA DEGLI ALCOLI *
- RIDUZIONE DI WITTIG *
7- FORMAZIONE ALCHINI………………………………….…..21
- RIDUZIONE DI UN ALOGENOALCANO *
- RIDUZIONE DI UN ALOGENOALCHENE *
- SOSTITUZIONE NUCLEOFILA TRA ACETILURO ED ALOGENO DERIVATO
PRIMARIO *
8- FORMAZIONE ALCOLI……………………………………22– 27
- IDRATAZIONE ACIDO-CATALIZZATA DI UN ALCHENE *
- OSSIMERCURAZIONE-RIDUZIONE *
- IDROBORAZIONE-OSSIDAZIONE DI UN ALCHENE *
- RIDUZIONE CON LITIO ALLUMINIO IDRURO (LiAlH ) *
4
- GRIGNARD *
- EPOSSIDAZIONE ASIMMETRICA DI SHARPLESS
- SCISSIONE ACIDO-CATALIZZATA CON HX CONCENTRATO (LIMITANTE)
* –
9- FORMAZIONE ENOLI……………………………………..28 29
- IDROBORAZIONE DEGLI ALCHINI *
- TAUTOMERIA CHETO-ENOLICA ACIDO-CATALIZZATA *
- TAUTOMERIA CHETO-ENOLICA BASE-CATALIZZATA *
10- FORMAZIONE DIOLI………………………………30– 32
- ADDIZIONE DEL TETROSSIDO DI OSMIO (OsO ) *
4
- IDRATAZIONE DI UN ALDEIDE O CHETONE *
APERTURA DELL’ANELLO DELL’EPOSSIDO
- ACIDO-CATALIZZATA *
11- FORMAZIONE ALOIDRINE………………………….33
- ADDIZIONE DI UN ALCHENE A HOCl o HOBr * 2
12- FORMAZIONE TIOLI…………………………………..34
-
- ADDIZIONE DI UN SOLFIDRILE (HS ) AD UN ALOGENO DERIVATO *
–
13- FORMAZIONE SOLFURI………………………….35 36
- PREPARAZIONE DEI SOLFURI SIMMETRICI *
- PREPARAZIONE DEI SOLFURI ASIMMETRICI *
- OSSIDAZIONE DI SWERN
- OSSIDAZIONE DI UN TIOLO –
14- FORMAZIONE ACIDI CARBOSSILICI.………… 37 39
- OSSIDAZIONE DEGLI ALCHENI DA PARTE DI RCO H
3
- REAZIONE DI UN ALCOLO IN ACIDO CROMICO (H CrO ) *
2 4
- OSSIDAZIONE DI BAEYER-VILLIGER *
15- FORMAZIONE IDROPEROSSIDI……………………40
- IDROPEROSSIDAZIONE DEGLI ETERI *
- OSSIDAZIONE DI UN CICLOALCHENE –
16- FORMAZIONE ALDEIDI E CHETONI……………41 45
- OZONOLISI *
- IDROBORAZIONE-OSSIDAZIONE ALCHINI *
- ALCOLI IN ACIDO CROMICO (H CrO ) *
2 4
- REAZIONE DEL GERANIOLO CON IL PCC
- OSSIDAZIONE DEI GLICOLI IN ACIDO PERIODICO (HIO ) *
4 –
17- FORMAZIONE ETERI………………………………46 48
- ADDIZIONE ACIDO-CATALIZZATA DI UN ALCOLO AD UN ALCHENE *
- DISIDRATAZIONE ACIDO-CATALIZZATA DEGLI ALCOLI PRIMARI *
- REAZIONE DI WILLIAMSON * –
18- FORMAZIONE EPOSSIDI…………………………..49 51
OSSIDAZIONE DELL’ETILENE
-
- EPOSSIDAZIONE DEGLI ALCHENI DA PARTE DI RCO H *
3
- SOSTITUZIONE NUCLEOFILA INTERNA NELLE ALOIDRINE *
- EPOSSIDAZIONE ASIMMETRICA DI SHARPLESS –
19- FORMAZIONE ESTERI…………………………….52 54
- ESTERIFICAZIONE DI FISCHER *
- ESTERIFICAZIONE DI ESTERI METILICI CON DIAZOMETANO (CH N ) *
2 2
- OSSIDAZIONE DI BAEYER-VILLIGER * 3
20- ALTRE REAZIONI
20.1 ALCHILAZIONE DEI CARBONILI *
20.2 CONDENSAZIONE ALDOLICA *
20.3 CONDENSAZIONE ALDOLICA INCROCIATA *
20.4 CONDENSAZIONE DI CLAISEN *
20.5 ADDIZIONE CLORURO DI SOLFONILE (RSO Cl) *
2
20.6 FORMAZIONE DI UN EMIACETALE *
20.7 FORMAZIONE DI UN ACETALE *
20.8 TRASPOSIZIONE PINACOLICA *
20.9 SALIFICAZIONE DELL’ESTERE * 4
1- METODI DI FORMAZIONE
1.1- IDROGENAZIONE
L'idrogenazione è una reazione chimica dove viene addizionato idrogeno (H) ad
un substrato, che può essere un elemento o un composto chimico, di regola in
presenza di un catalizzatore. Si tratta di reazioni di riduzione che richiedono la
presenza di un opportuno catalizzatore, in genere di nichel (Ni), palladio
(Pd), platino (Pt) o rodio (Rh). In assenza del catalizzatore le reazioni di
idrogenazione richiedono temperature troppo elevate per essere di utilità pratica.
atomi di idrogeno, con l’utilità di rompere il doppio
Quindi vengono introdotti
legame. E’ una reazione di riduzione.
1.2- DEIDROGENAZIONE
La deidrogenazione è il processo in cui i composti organici perdono idrogeno (H),
con formazione di doppi legami fra atomi di carbonio. La deidrogenazione si svolge
quasi sempre in fase gassosa, talvolta a pressioni ridotte, e può essere termica o, più
frequentemente, catalitica. Quindi vengono catturati gli idrogeni, in modo tale che si
formino dei doppi legami o tripli. E’ una reazione di ossidazione.
1.3- OSSIDAZIONE
Una sottrazione di elettroni, che si traduce nell'aumento del suo numero di
ossidazione. Le sostanze che hanno la capacità di ossidare altre sostanze sono note
con il nome di agenti ossidanti. Essi sottraggono elettroni alle altre sostanze e poiché
in pratica accettano elettroni sono anche chiamate accettori di elettroni. Gli ossidanti
5
sono generalmente sostanze chimiche che possiedono elementi ad alto numero di
4-
ossidazione, per esempio il perossido di idrogeno (H O ), il permanganato (M O ) o
2 2 n
l'anidride cromica (CrO ), o sostanze altamente elettronegative, quali l'ossigeno (O),
3
il fluoro (F), il cloro (Cl) o il bromo (Br), capaci di sottrarre uno o più elettroni ad
In chimica organica l’ossidazione si classifica come quel processo che
altre sostanze.
rimuove atomi idrogeno o addiziona eteroatomi alla struttura. Vale anche come
addizione di ossigeno o rimozione di idrogeno (deidrogenazione).
1.4- RIDUZIONE
La riduzione è l'acquisizione di uno o più elettroni da parte di una specie chimica.
Ogni riduzione avviene contemporaneamente ad un'ossidazione. Gli stessi agenti
ossidanti sono ridotti, essendo ottimi elementi elettronegativi e dunque fungendo da
metallo ma riducono se stessi di numero d’ossidazione.
ossidanti, ossidano il In
chimica organica la riduzione viene classificata come quel processo che
addiziona un numero di idrogeni, o elimina un ossigeno o eteroatomi. Gli atomi
.
di idrogeno aggiunti hanno la funzione di rompere il doppio legame o triplo 6
1.5- IDROLISI
E’ una tipologia di dove l’acqua svolge il ruolo di solvente.
solvolisi
Le molecole sono scisse in due o più parti per effetto dell'acqua e può talvolta essere
considerata come la reazione inversa della reazione di condensazione. Non è da
confondersi con l'idratazione, in cui a una molecola viene addizionata una molecola
di acqua.
NaClO + H O Na⁺ ClO
−
+
2
1.6- CONDENSAZIONE
La condensazione (anche detta liquefazione) è la transizione di fase dalla fase
aeriforme alla fase liquida di una sostanza. Tale trasformazione si può eseguire:
a temperatura costante per compressione, se la temperatura dell'aeriforme è inferiore
a quella critica; per raffreddamento con una fonte esterna; per espansione adiabatica.
In ogni caso l'operazione di condensazione è esotermica, cioè avviene
sottraendo calore alla sostanza che si vuole condensare. In chimica organica,
condensazione indica l’unione di due composti.
1.7- IDRATAZIONE
L’idratazione è un processo, solitamente catalizzato da acido, in cui una molecola
d’acqua viene aggiunta ad una struttura idrocarburica. L’idratazione, a causa del
numero di protoni liberati dall’acido, rompe i doppi o tripli legami C-C. 7
1.8- DISIDRATAZIONE d’acqua dalla
La disidratazione è un processo in cui viene sottratta una molecola
struttura idrocarburica. La sottrazione avviene con catalizzatore acido, e prevede o la
sottrazione di un ossidrile ed un idrogeno, o l’addizione ad un ossidrile di un H + in
+
modo da creare un buon gruppo uscente H O . Sono un sottogruppo delle reazioni di
2
eliminazione.
1.9- REATTIVI DI GRIGNARD
Le reazioni con i reattivi di Grignard (RMgX) danno principalmente alcoli (di 1°, 2°
o 3°) ma possono produrre alcani o acidi carbossilici, a seconda di ciò che reagisce
con essi. I reattivi di Grignard sono generati dalla seguente reazione: 8
1.10- SOSTITUZIONE E ELIMINAZIONE
S 1 = La sostituzione nucleofila monomolecolare (1) avviene in solventi protici (tipi
N +
di solventi con un atomo di idrogeno dissociabile in H da, solitamente, F, O e N), di
+
solito polari. Il gruppo uscente (Gu) si stacca prima che al carbocatione (C ) si attacchi
dell’S
un nucleofilo. I carbocationi devono essere di tipo 2° o 3°. La particolarità 1 è
N
che il nucleofilo può entrare da entrambi i lati del composto, alterando la struttura
nello spazio, ovviamente però, sarà favorita l’entrata dalla parte opposta del Gu, ma
solo per ingombro sterico, in quanto può comunque attaccarsi ugualmente dalla parte
del Gu. Generando dunque una miscela racemica (vari isomeri).
S 2 = La sostituzione nucleofila bimolecolare (2) avviene in solventi aprotici (tipi di
N +
solventi senza atomi di idrogeno dissociabili in H ), di solito polari. Essi accelerano
la reazione perché non interagiscono fortemente con il nucleofilo. Il gruppo uscente
(Gu) si stacca dal carbocatione quando si attacca il nucleofilo. I carbocationi devono
2 è l’attacco del nucleofilo
essere di tipo 1° o 2°. La particolarità della S N
esclusivamente dalla parte opposta del Gu. Facendo cambiare configurazione alla
struttura. 9
= L’eliminazione monomolecolare
E1 caratterizza le reazioni di disidratazione e
viene attuata con i carbocationi 2° e 3°. Il nucleofilo qui funge da accettore
dell’atomo rimosso dalla struttura e ciò che ne consente la rimozione è l’uscita del
Gu dal composto. Questo fa sì che si generi un intermedio carbocationico e che
per arrangiamento, la struttura rilasci un protone, generando un doppio legame
C=C. Il protone come detto prima viene preso dalla base. Non vi è presente
ingombro sterico in queste reazioni e la formazione del doppio legame segue la
legge di Zaitsev (la stabilità, dunque la formazione migliore per un doppio
legame, è definita dal carbonio adiacente al carbocatione sostituito più volte,
dunque con meno idrogeni).
= L’eliminazione bimolecolare caratterizza i carbocationi
E2 1° e 2°. Solitamente
si utilizzano basi forti per la cattura del protone. Nella E2 la formazione e la
rottura di un legame è simultanea in quanto i carbocationi sono instabili. Il
prodotto finale è un alchene stabile, dunque trans ma anche con qualche
Il Gu e l’H che uscirà dalla struttura, sono orientati in modo
configurazione cis.
anti e coplanare (diedro di 180°). 10
2- SOLVENTI ORGANICI
2.1 METANOLO CH OH
3
come un liquido incolore e dall’odore caratteristico. E’ usato come
Si presenta
solvente in molte reazioni, in quanto è miscibile in acqua, dunque polare e di
carattere protico.
2.2 ETANOLO CH CH OH
3 2
Venduto in commercio come “alcol assoluto”, lo si necessita di una elevata purezza.
Si presenta come un liquido incolore e dall’odore particolarmente pungente. Esso è
miscibile in acqua, dunque polare, e di carattere protico.
2.3 GLICOLE DIETILENICO C H O
4 10 3
Ottimo solvente per i composti organici, in quanto è tra i solventi più inerti per
eccellenza, tralaltro è miscibile in acqua, dunque è polare.
2.4 ACIDO ACETICO CH COOH
3
Chiamato anche “acido acetico glaciale” (ovvero privo di acqua), si presenta come
incolore. Ha la particolarità di essere un ottimo solvente miscibile in acqua, dunque
polare. Ha un carattere protico ma essendo un acido debole, non cede troppo
facilmente ioni idrogeno.
2.5 TETRAIDRUROFURANO(THF) C H O
4 8
Si presenta come un liquido incolore e da un odore sgradevole e miscibile con
l’acqua in qualsiasi proporzione, dunque polare, e di carattere aprotico. 11
2.6 ETERE DIETILICO C H O
4 10
Si presenta come un liquido incolore e dall’odore forte e caratteristico. Pericoloso se
E’ il C’è
inalato in media dose. comune etere usato come solvente in laboratorio.
bisogno di precauzione durante il suo utilizzo in quanto, se lasciato a lungo a contatto
con l’aria ed esposto alla luce, (quindi non sotto cappa) si ossida generando dietil
perossido ((C H ) O ) altamente esplosivo. Ciò nonostante è usato come solvente in
2 5 2 3
quanto è molto poco polare, dunque poco miscibile in acqua, formando legami
idrogeno ma solo come accettore sull’ossigeno.
2.7 DICLOROMETANO(DCM) CH Cl
2 2
Caratteristico di un odore dolciastro e di un liquido incolore. Pericoloso se ingerito e
cancerogeno. Usato come solvente in quanto non miscibile in acqua, dunque non
polare.
2.8 BENZENE C H
6 6
e dall’odore
Si presenta come liquido volatile, facilmente infiammabile, incolore
caratteristico. Viene usato come solvente in quanto non miscibile in acqua, dunque
non polare.
2.9 SOLUBILITA’ DEI COMPOSTI ORGANICI
ALCANI APOLARE
ALCHENI MOLTO POCO
POLARE
ALCHINI 12
ALCOLI
ACIDI CARBOSSILICI
ALDEIDI POLARE
CHETONI ALCUNI SONO
MOLTO POCO
ETERI POLARI 13
3- SCHEMA DI FORMAZIONE 14
4- FORMAZIONE ALCANI
IDROGENAZIONE Alcani RIDUZIONE
(DEOSSIGENAZIONE)
15
1) Alchene Idrogenazione catalitica Alcano
Si sfrutta il potenziale catalitico di uno dei metalli: Pd, Pt, Ru, Rh, Ni, per
l’addizione di H ad un alchene. Gli idrogeni sono inizialmente attaccati al
2
catalizzatore, il quale funge da elettrofilo rompendo il doppio legame (nucleofilo)
dell’alchene e donando ai 2 carboni (C), del vecchio doppio legame, un idrogeno a
testa. Dopo l’attaccamento dell’ultimo idrogeno, si sarà formato l’alcano. Con
si forma in quanto, prima che l’ultimo
70/80% cis- e 15/30% trans-. Il trans
idrogeno venga aggiunto al carbonio estremo al doppio legame, il carbonio adiacente
al carbonio estremo al doppio legame, rilascia un suo idrogeno alla superficie
metallica del catalizzatore, ciò fa sì che si rigeneri un alchene isomero a quello di
partenza. L’aggancio dell’idrogeno per la rottura di questo nuovo doppio legame, non
per forza deve cis- al carbonio di partenza.
2) Alchino Idrogenazione catalitica Alcano
L’idrogenazione catalitica degli alchini, avviene tramite uno dei metalli: Pd, Pt, Ru,
Rh, Ni per addizione di H . Il procedimento è lo stesso per la trasformazione di
2
alcheni in alcani citato prima.
3) Aldeide / Chetone N H e KOH Alcano
2 4
Questa reazione è una reazione di deossigenazione riduttiva di un chetone,
chiamata anche riduzione di Wolff-Kishner. Per far si che il chetone venga ridotto
fino al raggiungimento finale di un alcano, si crea una soluzione composta
dall’idrazina la quale fungerà da base, e l’idrossido
(N H ), di potassio (KOH).
2 4
Viene usato anche il glicole dietilenico (a riflusso). 16
Il chetone reagisce con l’idrazina formando acqua e l’idrazone (4).
1-4 l’idrossido (OH) deprotona l’azoto (N) formando acqua. Da
5-7 Nella 5 -
questa deprotonazione il carbonio diventa nucleofilo (C ), in qua
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Formazione del colesterolo
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Formazione degli acidi grassi
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Formazione continua
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Formazione lipidi complessi