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Strato resistente verso l’’esterno (blocchi in laterizio o calcestruzzo),

isolante verso l’interno (lastre coibenti di isolante, cartongesso con barriera

al vapore per evitare condensa interstiziale).

Il pericolo è la formazione di ponti termici: infatti viene spesso adottata

come soluzione nella riqualificazione di edifici la cui facciata ha un valore

architettonico.

Lo strato interno viene posto con malta adesiva sul retro dell’isolante

oppure fissato con listelli in legno e viti o con montanti in acciaio fissati alla

muratura (può essere lasciata un’intercapedine per l’inserimento di

impianti).

Questa controparete esclude la muratura come accumulo termico e ne

limita l’inerzia termica il calore non viene assorbito dalla muratura.

Pareti a pannello

tamponamenti a pannello in calcestruzzo o GRC (glass reinforced concrete).

Di rapida realizzazione è molto utilizzato per i capannoni.

Per l’isolamento tra i due pannelli in C. si inserisce uno strato di isolante

(polistirene espanso di spessore tra 5 e 10 cm), è una soluzione critica

poiché nelle giunzioni tra i due pannelli in calcestruzzo e nel punto di

incontro con la struttura portante si interrompe l’isolante e c’è rischio di

ponti termici.

Lo spessore totale del pannello è tra 16 e 30 cm. I giunti tra i pannelli

hanno ottima resistenza ad aria e acqua.

La giunzione con la struttura portante avviene attraverso piastre

metalliche.

Le finiture esterne sono a scelta, quelle interne sono solitamente intonaco

o calcestruzzo a vista.

Chiusure opache leggere

Sostituzione della muratura con intelaiatura a cui si fissano strati di rivestimento e

isolante interno.

Il montaggio è a secco come avvitaggio.

L’intelaiatura è formata da elementi verticali detti montanti che coprono l’altezza

di piano e sono fissati tra solaio e solaio, i montanti possono correre esterni alla

struttura con il rischio di ponti termici.

Ci possono essere anche elementi orizzontali detti traversi.

Dopo l’intelaiatura vengono inseriti i diversi strati, essendo queste soluzioni prive di

inerzia termica vengono utilizzate nel settore terziario anche se ci sono materiali

innovativi come i PCM (Phase Change Materials) che garantiscono con ridotti

spessori inerzia termica.

Chiusure leggere con montanti in acciaio

Intelaiatura in profilati a C di spessore 8/10 di millimetro a cui si fissano

pannelli prefabbricati.

Il telaio può essere a filo esterno appoggiato al telaio e si interrompe

quando incontra la struttura portante, si fissa con guide a U a pavimento e

soffitto in cui si inseriscono montanti verticali.

Per evitare ponti termici vengono inseriti strati isolanti esterni alla testa dei

solai con una sottostruttura metallica appesa alle teste che sorregge il

rivestimento esterno.

Stratigrafia: rivestimento interno | isolante termico | isolante acustico |

rivestimento esterno |

Al telaio si applicano pannelli tramite viti.

La finitura esterna è in pannelli prefabbricati fissati con viti, la finitura

interna è in cartongesso stuccato e verniciato con funzione antifuoco.

Chiusure leggere con montanti in legno

Pareti non portanti, montanti in legno larghi 5 cm e di profondità variabile.

Fissati da solaio a solaio a filo esterno o da intradosso ad estradosso, anche

l’isolante è in fibra di legno solitamente.

Ai montanti si fissano pannelli OSB che irrigidiscono e sostengono l’isolante

in intercapedine.

Il legno ha elevata capacità termica isolamento e irrigidimento

favoriscono anche l’inerzia termica.

Il rivestimento esterno è in legno sostenuto da travettatura verticale o

orizzontale.

Chiusure leggere con pannelli sandwich

Pannelli prefabbricati che arrivano già assemblati.

Due pannelli di rivestimento distanti pochi centimetri con all’interno un

isolante in schiuma insufflata.

Sono non portanti e vanno fissati direttamente alla struttura portante o

con montanti intermedi (fissati da solaio a solaio).

I pannelli corrono in continuità a filo esterno rispetto la struttura portante

fissati tramite giunti di incastro e avvitati a montanti di sostegno.

Intonaco

Applicati internamente ed esternamente hanno funzione protettiva e di supporto per altre finiture.

Le malte devono essere impermeabili, si usano a base di calce idraulica così da evitare ritiri e fessurazioni.

Si spalma a più strati per tre motivazioni:

- Strati con diverse funzioni

- Contenimento del ritiro idraulico, riduzione delle microfessurazioni

- Stesura di intonaci con differenti granulometrie

Gli strati di intonaco sono tre:

1. Rinzaffo: strato di aggrappo al supporto e livellamento

2. Arriccio: tenuta all’acqua e resistenza meccanica

3. Finitura: prima barriera, permeabile al vapore

Prima di stendere l’intonaco si deve raschiare e pulire.

Rivestimenti incollati o graffati

Strato di materiale pregiato applicato alla muratura tramite incollaggio, i materiali possono essere:

- Pietre naturali e marmi

- Pietre artificiali

- Materiali ceramici

Se il rivestimento è pesante si accosta a lastre che si fissano al supporto con staffe metalliche e

l’intercapedine che si forma viene riempita con malta.

Rivestimenti con sottostruttura metallica a fissaggio meccanico

Pannelli di varie dimensioni sottili fissati meccanicamente ad una sottostruttura fissati al supporto della

chiusura con tasselli. Tramite la sottostruttura si può realizzare un’intercapedine d’aria che può ospitare il

materiale isolante.

Rivestimento esterno fissato in corrispondenza dei vertici ai montanti metallici con sistemi di fissaggio.

Il fissaggio può avvenire con elementi visibili o con elementi non visibili.

I giunti tra i pannelli possono essere sigillati con elementi plastici (PVC o neoprene) per consentire la

dilatazione.

L’intercapedine può creare l’effetto camino.

Tipologie di materiali:

- Elementi lapidei naturali (0,5-2 mm)

- Elementi ceramici

- Fibrocemento: matrice cementizia e rinforzo fibroso, lo spessore dei pannelli varia da 3 a 30 mm.

- Laminati plastici: fibre cellulosiche impregnate con resine (4-10 mm).

- Rivestimenti metallici: lamiere lisce, nervate o ondulate (0,7-1 mm) che però al sole se lisce ri-

schiano di bozzarsi.

Chiusure verticali trasparenti:

i serramenti hanno ruolo di garantire le prestazioni delle chiusure opache, ma facendo entrar la luce.

Si distinguono in:

- Finestre: ventilazione, illuminazione naturale e visibilità

- Porte-finestre: ventilazione, illuminazione naturale, visibilità e passaggio delle persone

- Luci fisse: non permettono la ventilazione

Le parti del serramento:

- Vetrocamera_

Migliora le prestazioni termiche del vetro componendosi di due lastre di vetro di 4 mm in mezzo

alle quali si pone un’intercapedine d’aria di 6 mm in questo modo la trasmittanza termica del vetro

si riduce notevolmente evitando l’effetto “vetro freddo”.

Per migliorare il potenziale termoisolante si possono utilizzare i vetri bassa-emissione.

Si può migliorare ulteriormente inserendo nell’intercapedine gas nobili.

Il vetro è carente dal punto di vista acustico, ma intervenendo sullo spessore delle due lastre e

variandolo si può ottenere un incremento dell’acustica, in casi particolarmente rumorosi si può

ricorrere ai tripli vetri con due intercapedini d’aria.

- Telaio fisso e telaio mobile

Il telaio è ciò che incornicia il vetrocamera, se il serramento non è apribile si ha un solo telaio

fissato alla muratura (chiusure di massa) o con montanti e traverse (chiusure leggere).

Se invece il serramento si apre ci sono due telai:

o Telaio mobile: incornicia il vetrocamera e fa da anta apribile

o Telaio fisso: fermo e fissato alla muratura, costituisce il raccordo tra anta e muratura. È co-

stituito da profili collegati alla muratura tramite controtelaio che vincolano l’articolazione

del telaio mobile.

I due telaio garantiscono perfetta tenuta ad aria e acqua tramite un sistema che inserisce tra

parti apribili e fisse due superfici di battuta intercalate da camera d’aria.

Se sono presenti due ante battenti il raccordo centrale va in battuta ed evita infiltrazioni.

- Guarnizione ed elementi di tenuta

In corrispondenza dei giunti si hanno piccoli spostamenti che insieme alle variazioni di temperatura

e ai cedimenti creano punti critici.

Si lascia quindi uno spazio di tolleranza per i piccoli movimenti e per evitare perdite di prestazioni

su aria e acqua si collocano sigillanti e guarnizioni e si può o iniettare un materiale sigillante

impermeabile negli interstizi oppure inserire una guarnizione sagomata.

I sigillanti hanno particolari proprietà adesive e elastiche.

Sia sigillanti che guarnizioni possono deteriorarsi.

Le linee di battuta tra i telai sono un punto critico e si inseriscono guarnizioni in neoprene

all’interno di sedi apposite.

Nel punto di contatto tra telaio fisso, controtelaio e muro si inseriscono schiume poliuretaniche per

riempire la cavità ed evitare infiltrazioni.

Nel punto di contatto inferiore tra telaio fisso e telaio mobile si inserisce un listello nella traversa

del telaio mobile detto gocciolatoio, viene a volte eliminato e sostituito con soluzioni rispetto alla

traversa inferiore del telaio fisso si ha un profilo speciale (giunto aperto) tra i due telai cosicchè

l’acqua che rischia di entrare con il vento venga bloccata.

- Fermavetro

Il telaio è sagomato appositamente per la vetrocamera, l’alloggiamento di essa è larga quanto la

vetrocamera più 5 mm per le guarnizioni.

La profondità di inserimento varia tra 10 e 25 mm, il fermavetro è un profilo che viene posto

all’interno poiché rimovibile. È fissato tramite chiodatura, viti o a scatto.

Tra lastra e telaio si pongono specifici tasselli d’appoggio nel traverso inferiore e spaziatori in quello

superiore.

- Taglio termico

I serramenti in materiale metallico conducono molto e quindi creano dispersioni termiche.

D’inverno fanno formare condensa e rischiano ammaloramenti.

Nei profilati a taglio termico la sezione è divisa in due parti in modo da interrompere la continuità e

anche la trasmissione termica.

Entrambi i telai hanno questa divisione con una divisione verticale e le due parti sono tenute

insieme da un elemento plastico isolante, si riducono anche le dispersioni di calore e si migliora la

resistenza termica e il risparmio energetico.

Tipologie di serramenti e movimentazione delle ante:

ci sono due tipologie di movimentazione del serramento:

- rotazione

- traslazione

il movimento dipende dagli accessori che permettono il movimento dell’anta:

- cerniera: rotazione dell’anta mobile su asse verticale o orizzontale

- carrello: traslazione in senso orizzontale tramite meccanismo a rotolamento abbinato ad un pattino

- carrucola: traslazione in verticale dell’anta mobile

l’anta mobile è attaccata al telaio fisso tramite cerniere.

Rapporto tra serramento e parete opaca:

- posizione rispetto al vano murario:

i serramenti possono essere a filo esterno, interno o intermedi.

Gli elementi verticali laterali al vano che connettono serramento e muro di spalla sono detti

mazzette e possono essere:

o a gradino: sagomatura ad L funge da giunto tra telaio fisso e controtelaio

o piana: elemento prefabbricato in calcestruzzo o mattoni ortogonali alla chiusura del muro,

la tenuta non è ottimale e inoltre si ha rapido deterioramento dei profili.

- Davanzale e architrave:

il serramento è sorretto sotto dalla muratura o da un traverso in acciaio o legno mentre

superiormente si fissa il traverso al telaio fisso dell’architrave che è anche sostegno per la bucatura.

Veletta: architrave sagomata per coprire il rullo dell’oscuramento.

Davanzale: non è elemento continuo poiché può formare ponti termici, quello esterno serve per

proteggere la parte di parete sotto l’apertura ed è dotato di gocciolatoio (scanalatura in prossimità

del bordo esterno.

Se il serramento è una porta la soglia può essere a battuta (dislivello tra le quote dei due pavimenti)

o a raso (pavimenti allo stesso livello).

- Modalità d’attacco e fissaggio:

le chiusure a massa costruite in opera non sono mai precise al millimetro, mentre l serramento è

preciso al millimetro, la differenza va riempita con un elemento che è il controsolaio.

Assorbe le tolleranze di fabbricazione ed è composto da profili di legno o metallici: due ritti e un

traverso controventati.

Il controtelaio è fissati nella muratura con zanche (elementi metallici con estremità ripiegata

inglobati in uno strato di malta, nella parete leggera il serramento è fissato direttamente ai

montanti.

Il raccordo tra serramento e muro va sigillato per evitare infiltrazioni di aria e acqua.

Il controtelaio non va lasciato a vista.

Declinazioni materiche:

- Serramenti in legno

Vengono scelti legni resinosi per maggior resistenza meccanica e minor deformabilità e più

resistenza e si attuano diversi trattamenti protettivi:

o Deresinazione

o Antiparassitario

o Impermeabilizzante

o Apprettatura (resine con funzione di fissativo)

o Strato di collegamento

o Verniciatura o pitturazione o laccatura

I telai non sono pezzi unici, ma più pezzi uniti connessi con chiodatura o piastre per incastro e

incollaggio.

- Serramenti in alluminio

Assemblaggio di profili estrusi accoppiati a scatto, per infilaggio e con elementi di collegamento in

materiale plastico.

L’alluminio si ossida formando una patina protettiva ed inerte che viene però quasi sempre

anodizzata (aumenta lo spessore dello strato ossidato) e poi verniciato oppure semplicemente

verniciato.

La verniciatura è fatta in tre fasi:

o Preparazione della superficie: profilati sgrassati e puliti dall’ossido

o Conversione chimica: rendere rugosa la superficie ricoprendola di ossidi di cromo

o Verniciatura: realizzazione di un film protettivo

- Serramenti in acciaio

Piegatura a freddo di lamiere in acciaio che può essere:

o Zincato: copertura di zinco che protegge il profilo dall’ossidazione all’esterno e all’interno e

verniciato con finitura lucida, semi-lucida o satinata.

o Inox: facile manutenzione poiché non arrugginisce anche se esposto all’atmosfera

o Cor-ten: elevata resistenza meccanica che permette di realizzare profili con sezioni conte-

nute

- Serramenti in PVC

È di tipo rigido ed è formato:

o Per estrusione: barre rigide tagliate a misura e saldate che costituiscono i telai dei serra-

menti.

o Per pultrusione: resine rinforzate con fibre minerali vetrose

Ha un buon comportamento termoisolante e non richiede presenza di elementi di taglio.

Elevato coefficiente di dilatazione controllabile con particolari accorgimenti in posa.

I nuovi profili hanno camere d’aria in direzione da interno ad esterno per migliorare le

caratteristiche termiche.

- Serramenti misti legno-alluminio

Sezione in alluminio rivestita di legno dal lato interno o sezione portante in legno rivestita in

alluminio.

Con questo accoppiamento si abbinano resistenza all’atmosfera esterna e piacevolezza tattile e

estetica e coibenza termica verso l’interno.

La scarsa coibenza dell’alluminio crea fenomeni di condensa verso il lato a contatto con il legno che

va quindi protetto con impregnanti, camere d’aria e sigillanti.

Chiusure continue:

sistemi modulari che possono chiudere esternamente le facciate degli edifici a struttura portante

puntiforme. Sono divise in:

o Facciate continue a montanti e traversi: reticolo di montanti verticali fissati alla struttura

portante e traversi orizzontali dove vengono inseriti i serramenti apribili, i vetrocamera o i

pannelli opachi di tamponamento.

Montanti e traversi sono in alluminio o acciaio a sezione cava e di forma tubolare

rettangolare.

I montanti hanno larghezza di 50 mm e profondità variabile secondo l’interpiano da

coprire.

Il montaggio avviene dall’esterno con angolari ad L fissati alla soletta tramite bullonatura e

staffe.

I montanti presentano una forchetta filettata che permette di fissare il telaio esterno detto

pressore che preme la lastra trattenendola.

L’assemblaggio e reversibile per cui si può smontare il pressore e sostituire il vetro.

o Facciate continue a cellule: moduli preassemblati interconnessi con pannelli di tampona-

mento.

Facciata continua che evita l’uso dei ponteggi, vengono movimentate da gru issate al piano.

Nei solai si inserisce un profilo a L metallico su cui si fissano i moduli già intelaiati.

o Vetrate strutturali:

Il vetrocamera è incollato su tutto il perimetro su profili in alluminio o acciaio tramite

sigillante siliconico.

Si evita in questo modo il reticolo in facciata e si aumenta la trasparenza di facciata.

Gli elementi di sostegno non sono visibili esternamente.

Facciate di questo tipo solitamente non presentano aperture e gli ambienti sono

climatizzati.

Per garantire la tenuta delle lastre ci sono piccole sporgenze orizzontali dette manine.

o Vetrate strutturali sospese:

lastre di vetro con fori conici negli angoli dove si inseriscono fissaggi detti rotules che

servono a trasferire i carichi alla struttura portante in acciaio o alluminio.

Le quattro rotules formano un componente metallico detto ragno.

Vengono utilizzati vetri di almeno 12 mm di spessore temperati.

La tenuta ad aria e acqua è ottenuta tramite una sigillatura tra un bordo e l’altro delle

lastre.

Partizioni interne

Dividono e conformano lo spazio interno dell’edificio, non hanno ruolo strutturale, ma dividono e

soddisfano requisiti acustici, fisici e termici.

È una delle fasi finali della costruzione dell’edificio ed è problematica nei suoi attacchi con i solai poiché

rischia di formare ponti termici e acustici.

Devono rispondere a requisiti di sicurezza, benessere, fruibilità, integrabilità impiantistica, mantenimento

dell’integrità.

- Partizioni interne verticali:

pareti che coprono l’intera altezza del piano, dividono gli ambienti interni.

Sono composte da struttura autoportante con inserimento di diversi strati funzionali che possono

essere:

o Strato di tamponamento

o Strato di isolamento termico

o Strato di isolamento acustico

o Intercapedine attrezzabile

o Strato di impermeabilizzazione e resistenza all’acqua

o Strato di resistenza al fuoco

Pareti interne verticali a massa

Strato resistente costituito da piccoli elementi resi solidali dalla malta.

Gli elementi vengono uniti irreversibilmente rendendoli parete fissa.

Lo strato resistente può essere:

Mattoni forati/ semi-pieni

Blocchi

Tavelle

I materiali dei blocchi sono:

Laterizio

Calcestruzzo cellulare

Conglomerato di argilla espansa

Calcestruzzo alleggerito con argilla espansa

Calcestruzzo vibrocompresso

Gesso alveolato

Il prodotto maggiormente utilizzato è il mattone forato con spessore tra 8 e 12 cm

o il blocco in laterizio con spessore tra 12 e 15 cm.

Per resistere all’umidità si sovrappone un materiale ceramico all’intonaco tramite

collanti.

La parete in blocchi ha un’elevata inerzia termica mentre se in mattoni forati ha

scarsa inerzia e quindi è più facile che ci siano sbalzi di temperatura.

Se il paramento murario è doppio all’interno si possono inserire gli impianti.

La prestazione acustica migliora se si isolano gli attacchi ai due solai.

Cinque accorgimenti per l’acustica:

Evitare fessure giunti ben chiusi

Calibrare l’intercapedine (almeno 4-6 cm)

Applicare isolante nell’intercapedine

Pareti doppie di diverso spessore

Utilizzo di giunti elastici per connettere alle strutture.

Pareti interne verticali leggere

Profili che formano un’orditura autoportante in cui si inseriscono pannelli

prefabbricati assemblati a secco inserendo materiali isolanti, la partizione risulta

svincolata dal solaio.

La struttura autoportante è un telaio in legno o un profilato a C in acciaio (spessore

0,8 mm), il rivestimento (cartongesso) è anche tamponamento e si ancora al telaio

di sostegno con spessore di 12,5 mm fissati ai profilati con viti e coperti con adesivo

e malta di gesso.

Le guide sono fissate ogni 50-60 cm sia all’intradosso che all’estradosso, ci devono

essere fughe perimetrali di almeno 3 mm tra le lastri.

L’intercapedine può essere utilizzata per l’impiantistica e per le ispezioni.

Hanno prestazioni meccaniche inferiori rispetto alle pareti a massa che dipendono

dagli strati funzionali presenti che vanno inseriti in dipendenza di quali

caratteristiche si vogliono attribuire alla partizione.

Sono sensibili ad acqua e umidità possono essere impregnate di idrorepellente.

L’isolamento termico può essere garantito tramite uno strato apposito,

l’isolamento acustico è favorito dal sistema dell’intercapedine dove l’aria fa da

smorzatore se l’intercapedine è minore di 15 cm.

Pareti interne verticali scorrevoli

Gestione flessibile dello spazio.

Hanno basse prestazioni termico-acustiche e quindi vengono usate solo come

meccanismo di divisione.

Sono di diverse tipologie:

Scorrevoli: pannelli con guide a soffitto e a pavimento

Pivotanti: uno o più pannelli che ruotano sul proprio asse vincolati da cer-

niere cilindriche a soffitto e a pavimento

Pieghevoli: elementi collegati da cerniere che permettono di ripiegare le

pareti

Basculanti: si ripiegano sul soffitto

Porte

Diverse tipologie:

Rotazione:

o Battente: apertura di 90-180°

o Ventola: apertura a spingere e ritorno dell’anta

Traslazione:

o Porte scorrevoli: hanno il difetto di accumulare sporcizia nel vano e

di rendere inutilizzabile il muro della nicchia

Miste:

o Ripiegabili

o A libro

o A soffietto

I vani vanno architravati con C.A. nelle murature mentre con una traversa metallica

nelle pareti leggere.

In aderenza del taglio si pone un controtelaio formato da due montanti verticali ed

una traversa che assorbono i difetti di realizzazione dell’apertura ad esso si fissa il

telaio fisso che serve per contornare la parte apribile e fare da battuta, l’anta gli è

collegata tramite cerniere.

Controsoffitti

Devono garantire:

Occultamento dell’intradosso del solaio

Comfort acustico dell’ambiente sottostante

Isolamento termico

Creazione di vani per reti impiantistiche

Possono essere

Continui: inamovibili in intonaco e rete metallica

Discontinui: apribili con struttura semplice o doppia e rivestimento a lastre

con all’interno uno strato di isolante termico.

Il rivestimento viene scelto in base alle necessità prestazionali.

I profili portanti possono essere in legno o in lamiera piegati a T e a U e

appesi alla soletta mediate tiranti, se no l’ancoraggio può avvenire tramite

viti incastrate nel getto di calcestruzzo, se il solaio è in lamiera grecata si

fissano tramite tasselli.

Gli strati funzionali del controsoffitto sono:

Intercapedine attrezzabile: inserimento di impianti, ispezionabile, vi si può

collocare un isolante termico o acustioco

Isolamento acustico

Isolamento termico

Assorbimento acustico: due elementi divisa da aria che funziona a parete

doppia

Rivestimento: può avere funzione acustica se la superficie è porosa.

Pavimenti:

elementi di finitura, devono essere resistenti, confortevoli acusticamente e

termicamente, elastici e devono garantire l’impermeabilità.

Presenta più strati funzionali (non obbligatori):

Strato attrezzabile con impianti: consentire inserimento di impianti, che

vengono appoggiati al rustico e ricoperti con gettata di calcestruzzo leg-

gero. I pavimenti sopraelevati hanno elementi di sostegno puntuali (pie-

dini) che permettono di creare un’intercapedine continua sotto la pavimen-

tazione. Gli strati dell’estradosso del solaio possono contenere elementi

riscaldanti isolati rispetto al piano inferiore tramite uno strato di isolante.

Strato di isolamento termico: può fungere anche da isolamento acustico

Strato di ammortizzazione acustica: impedisce il trasferimento delle vibra-

zioni e riduce i rumori d’urto

Strato di impermeabilizzazione: impedisce il passaggio dell’acqua ed è col-

locato a contatto con la struttura portante

Rivestimento: ne dipende l’assorbimento acustico, può essere continuo (ri-

vestimento cementizio) o discontinuo di piccole e grandi dimensioni

Chiusure orizzontali superiori

comprende il classico tetto oltre a coperture perfettamente piane.

Serve per chiudere superiormente e orizzontalmente l’interno dall’esterno dell’edificio, deve garantire il

benessere per chi è all’interno e la sicurezza per chi sta all’interno.

Deve garantire la tenuta all’acqua, un microclima soprattutto se la mansarda è abitata, isolamento acustico,

resistenza meccanica (se nevica o piove va sostenuto tale peso), ben ancorata all’edificio.

Le coperture possono essere opache o trasparenti.

Gli strati funzionali delle coperture sono classificati dalla norma UNI (8089, 8178) e la prima suddivisione è

tra elementi primari (elemento di tenuta, elemento termoisolante, elemento portante) e strati

complementari (elemento di collegamento, elemento di supporto, strato di irrigidimento o ripartizione dei

carichi, strato di pendenza, strato di protezione, strato di barriera al vapore, strato di separazione, strato di

tenuta all’aria, strato di ventilazione).

- Coperture opache:

possono essere distinte in coperture a elementi discontinui (copertura a falda) e a elementi

continui (copertura a lastrico solare), sono distinte rispetto allo strato impermeabilizzante: le

discontinue hanno le tegole per proteggere ciò che si trova sotto dall’acqua, mentre nelle

coperture piane non ho le tegole e quindi l’acqua e respinta dalla membrana impermeabilizzante.

Il tetto a falda può essere in piccoli elementi (tegole), in grandi elementi (lastre) o a falde verdi

Al di sopra del 5% parlo di copertura a falda, mentre al di sotto parlo di copertura piana.

o Coperture opache discontinue:

la struttura portante può essere in legno oppure in laterocemento, si dividono in:

Alla piemontese: gli elementi principali sono i puntoni che corrono dal colmo fino ai

muri ed è detta ordita (elementi che corrono verticalmente ed elementi che

corrono orizzontalmente). L’orditura primaria è detta grossa orditura sostiene e

trasmette i pesi alla struttura (capriate, puntoni, terzere), l’orditura secondaria è

costituita da travi secondarie e poi c’è la piccola orditura (listelli o correntini che

sostengono le tegole).

È tipica di edifici con sistema di sostegno continuo. Nella parte bassa i puntoni

appoggiano sui muri portanti, nel colmo appoggiano o sul muro di spina o su

pilastri che poggiano sul muro di spina, sui pilastri si poggia una trave di colmo su

cui si inchiodano i puntoni.

Alla lombarda: terzere che corrono lungo tutto il corpo di fabbrica su cui poggio

l’orditura secondaria, può appoggiare su capriate o su muri trasversali

La capriata è la struttura su cui si ordiscono puntoni (travi inclinate secondo l’inclinazione della capriata) e

terzere (travi ortogonali ai puntoni), è formata da un monaco su cui scaricano le saette che sostengono a

loro volta i puntoni. La trave parallela al terreno alla base della capriata è detta catena.

L’isolamento termico e lo strato di ventilazione si trovano nello spazio tra manto di copertura e struttura

portante fornito dall’orditura.

L’acqua deve defluire e quindi è necessaria una grondaia che corre lungo tutta la copertura, tra le

falde si trovano le converse che raccolgono l’acqua e la portano nelle gronde, il colmo può essere

ventilato o meno, per proteggere alcuni punti sensibili si utilizza il grembiule. Il punto in cui la

conversa (gronda che si pone sulla piega tra due falde) incontra la gronda si chiama compluvio,

mentre il possibile dorso su una copertura piana è detto displuvio. Al termine di ogni falda si trova il

bordo.

I pluviali sono i tubi verticali che scaricano l’acqua dalle converse e dalle linee di gronda.

La copertura può essere:

o Non isolata e Non ventilata: solo struttura che sostiene cartone bitumato su cui si pongono

i listelli (adatta per un capanno per gli attrezzi)

o Non isolata e ventilata: lo strato di ventilazione può essere uno strato di copertura o un

sottotetto con aperture lungo il perimetro (in questo caso la copertura è l’ultimo solaio che

è isolato, il sottotetto non abitabile e la falda inclinata). Lo strato termoisolante può non

essere previsto.

o Isolata e non ventilata: puntoni, controsoffittatura perprendicolare ai puntoni (detta assito

- se si vuole vedere la struttura portante lo si mette sopra, se no sotto), barriera al vapore e

listelli su cui poggio i coppi. Il sottotetto in questo caso è abitabile (tetto caldo)

o Isolata e ventilata: strato di ventilazione bucato che serve per la ventilazione sotto-tegola,

raffresca lo spazio sottostante non abitabile (tetto freddo).

Il manto di copertura può essere in diversi materiali:

- Tegole in laterizio o cemento: sono raggruppate in coppi (curvi) e in tegole piane (romane, marsi-

gliesi, portoghesi).

- Lastre di pietra o fibrocemento: solitamente ardesia di piccole dimensioni con spessore tra i 6 e i 9

mm, si usa per coperture a forte pendenza

- Lamiere grecate in acciaio: spessore di 8/10 mm, resistenti a gelo, corrosione e impermeabili al va-

pore

- Pannelli sandwich

o Coperture continue:

strato di tenuta all’acqua continuo e realizzato con teli saldati durante la posa per garantire

la tenuta. Hanno quindi pendenza inferiore al 5% solo per favorire lo scorrimento delle

acque verso gli scarichi.

Al di sotto dello strato di tenuta si inserisce solitamente un massetto in calcestruzzo (al di

sopra dello strato portante o dell’isolante).

Queste coperture possono essere non praticabili (solo manutenzione) oppure praticabili

come parcheggi, terrazze o tetti verdi.

Sopra la guaina impermeabile (molto sensibile e facile a deteriorarsi) si pone uno strato di

ghiaia tra i 4 e gli 8 cm che funge, nel caso di vento, anche da zavorra e può essere

compattato con un getto in cls o impasto bituminoso.

Elementi costitutivi:

Pluviali: posti in opera nei punti più bassi, devono avere intorno una sede più pro-

fonda di 1 o 2 cm.

Rilievi verticali (bordi del tetto, parapetti, camini): se si estrudono la guaina imper-

meabile deve salire su di essi di almeno 15 cm per evitare infiltrazioni. I rilievi de-

vono essere presenti lungo il perimetro (coronamento) per creare una piscina a te-

nuta per evitare scrosci sulla facciata-

Soglie di accesso: va prevista la continuità del rivestimento impermeabile (15 cm

solitamente)

Giunti di dilatazione strutturale: discontinuità nello strato di tenuta consentono le

variazioni dimensionali.

Le coperture continue possono essere di quattro tipologie:

Copertura continua non isolata: elemento impermeabile sopra all’elemento por-

tante. Usata per spazi pubblici o aperti.

Copertura continua isolata: inserimento di un isolante tra strato impermeabile e

strato portante, ma essendo che l’impermeabile facilita la formazione di condensa

viene inserita anche una barriera al vapore sul lato interno dell’isolante (il vapore

migra dall’interno verso l’esterno).

Copertura isolata rovescia: inserimento di un isolante al di sopra dello strato imper-

meabile infiltrazione delle acque fino all’impermeabile consentendo in estate il

raffrescamento degli ambienti sottostanti, salvaguarda la guaina impermeabiliz-

zante e la rende più duratura. D’inverno si ha però un peggioramento del rendi-

mento termico e un aumento di umidità. Lo strato di tenuta fa da barriera al va-

pore che quindi non è presente. I pannelli isolanti devono essere di specifici mate-

riali zavorrati e idrorepellenti per resistere agli agenti.

Copertura continua isolata e ventilata: strato di ventilazione posto tra isolamento

termico e manto di impermeabilizzazione. Per fare ciò si usano due strutture di


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Sofia.5

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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sofia.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di tecnologia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Campioli Andrea.

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