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Fitoiatria

Indice:
- Concetti generali di fitoiatria
- mezzi agronomici e fisici
- mezzi chimici
- tipologie di agrofarmaci
- Xylella fastidiosa
- Decreti di lotta obbligatoria (Marciume anulare della patata, Cancro colorato del platano, colpo di fuoco batterico, PPV, Malsecco agrumi, flavescenza dorata della vite)
- Specie invasive
- la valutazione della stabilità... Vedi di più

Esame di Fitoiatria docente Prof. M. Iriti

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MEZZI CHIMICI

[1] ASPETTI GENERALI E TIPI DI ANTICRITTOGAMICI

- I mezzi chimici utilizzati per la difesa delle piante dalle avversità biotiche sono stati nel tempo definiti in varia

maniera dalla legislazione nazionale (presidi sanitari, prodotti fitosanitari, agrofarmaci…)

- I prodotti fitosanitari (agrofarmaci o fitofarmaci) sono tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, che vengono

utilizzati per combattere le principali avversità delle piante (infettive, fisiopatie, parassiti e infestanti).

- Con il termine di fitofarmaco (dal greco rimedio per la pianta) si fa riferimento alle sostanze attive e ai preparati

contenenti uno o più principi attivi destinati a:

o Proteggere i vegetali o i loro prodotti da tutti gli organismi nocivi o prevenirne gli effetti

o Favorire o regolare i processi vitali delle piante (con esclusione dei fertilizzanti)

o Conservare i prodotti (con esclusione delle sostanze disciplinate da particolari disposizioni comunitarie)

o Impedire lo sviluppo di specie indesiderate

o Eliminare parti di vegetali, frenare o evitare un loro indesiderato accrescimento

- Altre caratteristiche dei fitofarmaci:

o È possibile attuare trattamenti rapidi (eventualmente in “fase di recupero” da diagnosi errate) e con

spettro multiplo (nello stesso momento si contrastano organismi nocivi differenti)

o Facilità di utilizzo e alcuni costi sono difficilmente monetizzabili

o Aspetti ecotossicologici: impatto sull’ambiente, tossicità per l’operatore, rischi per il consumatore

o Limiti biologici: nessun prodotto è efficace per curare un’infezione virale

- Sotto il profilo epidemologico con i fitofarmaci l’evoluzione di un’epidemia può essere ostacolata riducendo:

o La quantità di inoculo che raggiunge la pianta oppure la sua massa sull’ospite

o La capacità del parassita di dare luogo a nuove generazioni

Il tutto agendo o sull’inoculo iniziale o sul tasso d’infezione o su entrambi

- La maggior parte degli anticrittogamici commerciali ricade in uno dei seguenti gruppi:

o Protettivi: prevengono l’infezione nel sito di applicazione. Anche chiamati preventivi, di copertura, residuali

o Eradicanti: eliminano un patogeno presente su/nell’ospite nel sito di applicazione, oppure evitano che il

patogeno di diffonda (si chiamano anche stoppanti quelli che impediscono la dispersione dei propaguli)

o Curativi: bloccano un’infezione in atto (si parla anche di chemioterapia).

Poiché di norma questo implica la capacità di penetrazione e di traslocazione all’interno della pianta,

l’arresto del processo patogenetico è possibile solo se la molecola ha proprietà sistemiche

- Anticrittogamico ideale:

o Considerazioni di ordine biologico:

 Deve garantire un contenimento della malattia efficace e affidabile

 È necessario che non presenti rischi di fitotossicità ai dosaggi raccomandati

 Non deve interferire significativamente con altri componenti dell’ecosistema

o Considerazioni di ordine tossicologico:

 Non deve rappresentare un rischio durante l’applicazione e la conservazione

 I suoi residui nelle porzioni eduli non possono costituire un pericolo per il consumatore

o Considerazioni di ordine economico:

 Occorre che vi sia convenienza economica nell’applicazione

- La disponibilità è rappresentata dalla capacità di liberare il composto efficace sino a farlo giungere al bersaglio

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- Dinamica quantitativa del prodotto in cui svolgono un ruolo determinante i tre fattori:

o Deposito: quantità di sostanza applicata al momento del trattamento (dipende dalla modalità di

somministrazione, da fattori legati alla vegetazione e dalla capacità di trattenimento)

o Distribuzione: influisce sul grado di copertura della superficie trattata. Costituiscono elementi rilevanti la

densità delle gocce (o particelle), l’uniformità di distribuzione e la bagnabilità

o Residuo: rapporto tra il deposito iniziale e la quantità di prodotto presente al momento. Esso è in funzione

della tenacità (capacità di resistere all’azione rimuovente degli agenti atmosferici)

[2] FORMULAZIONI

- Normalmente non si distribuisce alle piante direttamente il principio attivo ma formulazioni in cui questo sia

opportunatamente diluito e integrato da altri composti. Obiettivo: cercare la forma fisica più efficace e sicura

per la conservazione, l’applicazione e la manifestazione dell’attività biologica

ALTRI COMPONENTI

FORMULATO PRINCIPIO ATTIVO VOLONTARI INVOLONTARI

COMMERCIALE (allo stato tecnico*) INERTI (diluenti e veicolanti) Impurezze e

COADIUVANTI (adesivanti e tensioattivi) prodotti di

* vale a dire con un certo livello di impurezze dovuto degradazione

ai processi industriali di sintesi

- Adesivanti: additivi poco idrosolubili che favoriscono la formazione del deposito e la tenacità del residuo.

Generalmente si tratta di colle animali o vegetali e resine sintetiche

- Tensioattivi: sostanze che disciolte in acqua ne abbassano la tensione superficiale (bagnanti, penetranti,

disperdenti, emulsionanti)

 FORMULAZIONI DA APPLICARE TAL QUALI

- Polveri secche:

o Miscele di principio attivo (non oltre il 10%), veicolanti (assorbono il principio attivo), diluenti, eventuali

neutralizzanti (contro l’acidità di superficie) e antiagglomeranti

o Difficile manipolazione, scarsa aderenza alle superfici vegetali (deriva), penetrazione nel fogliame

o Preparazione per macinazione meccanica o impregnazione dell’inerte

o Trattamenti agli organi aerei, al terreno e al seme

- Granuli:

o Facile manipolazione, mancanza di fenomeni di deriva e lenta cessione del principio attivo

o Preparazione per impregnazione principio attivo sull’inerte (spray), intonacamento ed estrusione

o Trattamenti al terreno

- Soluzioni per aerosolizzazione (aerosol): principio attivo solubilizzato in solventi organici (acetone, benzene) e

diluita con una base propellente (butano, propano) sotto pressione (bombolette). Scarse applicazioni pratiche

- Miscele per volume ultrabasso: principio attivo non diluito + ausiliari per ottimizzarne viscosità e rallentarne

l’evaporazione. Con idonee attrezzature distribuzione minime e uniforme del prodotto

- Fumiganti: principi attivi liquidi o solidi distribuiti come gas impiegati per il trattamento al terreno e nei

magazzini. Tossici per le radici: il loro utilizzo deve essere condizionato al blocco temporaneo delle colture

- Soluzioni in solventi volatili: trovano specifica applicazione per impregnazione di legnami e imballaggi

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 FORMULAZIONI DISPERSIBILI IN ACQUA

- Polveri sospensibili (bagnabili): formazioni polverulente che diluite in acqua danno origine a sospensioni stabili.

Caratteristiche richieste: bagnabilità adeguata o solubilità completa, adesività e lenta sedimentabilità

- Soluzioni vere e polveri solubili: contengono principi liquidi o polverulenti perfettamente miscelabili nell’acqua.

Scarso interesse applicativo in relazione alla modesta idrosolubilità dei principi attivi anticrittogamici

- Microcapsule: formulati granulari il cui principio attivo è rivestito da pellicole polimeriche porose. Sospensioni

preparate al momento del trattamento disperdendo il principio attivo in acqua

- Concentrati emulsionabili: principio attivo aggiunto a un solvente organico e a un emulsionante in poca acqua.

La miscela al momento del trattamento viene diluita e agitata per formare un’emulsione. Applicata in

particolare nelle colture da fiore dove non devono rimanere residui colorati visibili sugli organi trattati

- Sospensioni concentrate fluide: formulazioni liquide concentrate di principio attivo in polvere, sospeso in poca

acqua, più coformulanti. Facilità di impiego, buona dosabilità, dispersibilità e adesività

- Sacchetti idrosolubili e tavolette effervescenti: ritrovati finalizzati a rendere minore l’esposizione dell’operatore

e ad agevolare gli aspetti pratici della distribuzione

- Granuli idrosospendibili: di recente introduzione, il formulato non libera polvere, è di facile dosaggio e di

disperde rapidamente e completamente in acqua

[4

[3] PROGETTAZIONE, SVILUPPO E REGISTRAZIONE DI UN ANTICRITTOGAMICO FASE DI SELEZIONE

- I prodotti fitosanitari possono essere utilizzati solo se approvati Foto 2

dal ministero della salute. I prodotti registrati devono essere:

o Immessi in commercio dai titolari delle autorizzazioni in

conformità di tutte le condizioni previste

o Commercializzati dai distributori e rivenditori nel rispetto

delle informazioni riportate in etichetta

o Conservati ed impiegati correttamente in conformità a

tutte le indicazioni e prescrizioni

- L’istruzione di un dossier “registrativo” è complessa e vede

l’intervento di due commissioni: una agronomica ed una medica

secondo la procedura schematizzata in figura [FOTO 1]

- La ricerca finalizzata allo sviluppo di un nuovo prodotto

fitosanitario deve rendere disponibili le più attuali conoscenze

tecnico-scientifiche per dimostrare che il prodotto: [FOTO 2]

o È sufficientemente efficace

o Non causa effetti inaccettabili sui vegetali o sui loro

prodotti e sull’ambiente (contaminazione delle acque e

impatto sulla specie bersaglio)

o Non provoca effetti nocivi, direttamente o indirettamente

sulla salute dell’uomo o degli animali

o Possiede proprietà chimico-fisiche tali da garantire una

utilizzazione ed un immagazzinamento adeguati 7

[4] MISCIBILIT À E SINERGISMO

Foto 1 - Frequentemente in un unico trattamento si abbinano

fitofarmaci diversi per ampliarne lo spettro, per evitare

rischi di insorgenza di fenomeni di resistenza acquisita e

per difendere le piante simultaneamente da avversità di

natura diversa

- Le cause principali d’incompatibilità riguardano:

o Interazioni chimiche tra i componenti (possono

portare alla loro inattivazione o a sostanze nocive)

o Formazione di reazioni fisiche

- Quando si opera l’uso combinato di due o più molecole,

il loro livello di attività può essere influenzato in 3 modi:

o Sinergismo: potenziando la loro azione, in modo

che l’efficacia della miscela sia > delle prestazioni

dei due principi attivi considerati separatamente

o Additività: sommando la loro azione

o Antagonismo: ostacolando la loro azione, in modo

che l’efficacia della miscela sia < della somma delle

efficacie dei singoli componenti

o Indifferenza: azione totalmente indipendente da ciascun principio nei confronti dell’altro

[5] CARATTERIZZAZIONE DI UN

FASE DI SVILUPPO FITOFARMACO

- Caratteristiche chimico-fisiche del

principio attivo:

o Denominazione comune e chimica

(regole IUPAC)

o Formula di struttura e bruta

o Peso molecolare e punto di fusione

o Solubilità, odore, tensione di vapore

- Caratteristiche del prodotto

commerciale:

o Denominazione commerciale del

formulato e formulazioni

o Colore, peso specifico

o Contenuto in umidità, resistenza al

dilavamento, miscibilità

o caratteristiche tossicologiche,

infiammabilità e immagazzinamento

- Aspetti normativi relativi ai campi di

impiego dei prodotti fitosanitari

(Pieno campo, colture protette, aree di

svago, giardinaggio domestico…)

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[6] LA RESISTENZA ACQUISITA AGLI ANTICRITTOGAMICI

- Uno dei principali fattori limitanti l’impiego dei moderni anticrittogamici è costituito dai pericoli di diminuita

efficacia in relazione al fatto che popolazioni di microrganismi bersaglio possono acquisire resistenza nei loro

confronti

- Dal punto di vista applicativo, le misure ritenute più idonee per fronteggiare il problema e impedire perdite di

efficacia da parte dei prodotti anticrittogamici a elevato rischio di resistenza sono:

1. Limitarne l’impiego, riservandoli ai soli momenti critici di maggior pericolo e infezione

2. Somministrarli, per quanto possibile, con finalità preventive e non curative o eradicanti

3. Distribuirli correttamente ed uniformemente sulle piante per evitare l’organizzazione di forme di resistenza

4. Evitarne l’impiego in vivaio e semenzaio a causa delle condizioni eccessivamente favorevoli per l’insorgere

di malattie e difficoltà di distribuzione omogenea

5. Impiegarli in miscela o in alternanza con altri prodotti dotati di meccanismo di azione diverso

6. Seguire attivamente il comportamento del parassita, con un monitoraggio delle sue popolazioni, allo scopo

di individuare tempestivamente fenomeni di resistenza

[7] EFFETTI INDESIDERATI DALL’IMPIEGO DI FITOFARMACI

 FITOTOSSICITÀ

- Fitotossicità: sostanze che svolgono azioni collaterali nocive sulle piante. Importante è pure l’aspetto della

fitotossicità residuale, derivante dalla presenza di tracce di fitofarmaci applicati alla coltura precedente

- I sintomi della fitotossicità sono: acuti (localizzati es: ustioni fogliari) o cronici (generalizzati es: cascola)

- Indice chemioterapeutico: rapporto tra la dose minima efficace (curativa) e quella massima supportata senza

effetti negativi dall’ospite

- Malattie iatrogeniche: stati patologici indotti (o aggravati) proprio dai farmaci somministrati a un soggetto per

guarirlo un’alterazione. Si può giungere ad uno stato di sofferenza a seguito dell’uso di un fitofarmaco per:

o Ridotta resistenza dell’ospite: sono coinvolte sia la composizione chimica sia l’architettura

o Aumento del potenziale d’inoculo del patogeno: per stimolazione diretta o per riduzione degli antagonisti

o Variazioni del microclima

 RISCHI PER L’OPERATORE

- I soggetti maggiormente esposti ai fitofarmaci (non considerando gli addetti alla produzione) sono gli agricoltori

incaricati della somministrazione. Classificazione dei prodotti fitosanitari in:

o “molto tossico” e “tossico” (possono

provocare intossicazioni anche mortali)

o “nocivi” e “irritanti” (facilmente

infiammabili e non classificati)

- L’avvelenamento avviene per ingestione,

inalazione o assorbimento cutaneo (per

immersione, deposizione di aereosol o per

contatto con i materiali trattati)

- Altri fattori di rischio: le attività di

manutenzione e riparazione delle

attrezzature utilizzate per l’esecuzione del

trattamento, nonché quelle di pulizia degli

indumenti

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 RISCHI PER IL CONSUMATORE

- Il problema tossicologico più importante dei fitofarmaci (a lungo termine) è legato alla possibile presenza nei

prodotti alimentari, di residui di sostanze attive superiori ai limiti massimi di residui (LMR) fissati per legge

- Dose Giornaliera Accettabile (DGA): quantità di prodotto che può essere ingerita quotidianamente dall’Uomo

per tutta la vita senza alcun rischio sulla base di tutte le informazioni disponibili al momento della valutazione

- Fattori oggettivi che compongono il rischio alimentare:

NATURA DEL RISCHIO EFFETTO POTENZIALE

Contaminazione di Infezioni e/o tossinfezioni per ingestione di microrganismi e/o loro tossine

origine biologica

Contaminazione di Intossicazione da ingestione di residui di fitofarmaci, farmaci, solventi, inquinanti di

natura chimica varia origine

Contaminazione di Danni al cavo orale e soffocamento da materiali estranei all’alimento

tipo fisico

Fattori tossici intrinseci all’alimento o involontariamente prodotti a Reazioni allergiche, intolleranza,

seguito di reazioni della pianta o di trattamenti tecnologici, allergeni shock anafilattico

 IMPATTO AMBIENTALE - Solo una minima parte dei prodotti applicati alle piante finiscono per

colpire l’obiettivo: il bilancio di massa presenta rendimenti molto

bassi, dell’ordine globale forse del 50% (in alcuni casi anche più bassi)

- Importante è il fenomeno della deriva: movimento

dell’atmosfera dall’area trattata verso un sito non

bersaglio nel momento in cui avviene la distribuzione

- Vari e complessi sono i fattori influenti sulla

persistenza dei residui una volta raggiunto il suolo, e

il tempo di decomposizione della sostanza non è

costante ma dipende da:

o La natura chimica e la formulazione del farmaco,

la concentrazione e la localizzazione dei residui

o La natura e le caratteristiche del terreno (in

relazione all’attività biologica), i fattori ambientali

[8] SICUREZZA DEI PRODOTTI FITOSANITARI

- In Italia è garantita attraverso 3 livelli di controllo e applicazione delle norme in materia di sicurezza alimentare:

- Europeo: obiettivo di garantire un elevato livello di protezione della salute dei consumatori, coprendo tutti i

settori della catena alimentare “dalla fattoria alla tavola”. La normativa comunitaria disciplina il commercio dei

prodotti di origine vegetale e di prodotti fitosanitari all’interno dell’UE nonché con i Paesi Terzi.

- Nazionale: il Ministero della Salute recepisce le Direttive ed applica i Regolamenti comunitari. La Commissione

Consultiva per i Prodotti Fitosanitari fornisce pareri tecnico-scientifici sugli aspetti relativi all’efficacia

agronomica, alle proprietà chimico-fisiche, alla tossicologia… per la registrazione di prodotti fitosanitari

- Regionale: gli Assessorati alla Sanità le A.S.L. attuano i piani di controllo per monitorare i livelli dei residui di

prodotti fitosanitari negli alimenti, sia l’impiego ed il commercio dei prodotti fitosanitari. I dati dei controlli

vengono, ogni anno, comunicati al Ministero e alla Commissione Europea.

10

TIPOLOGIE DI AGROFARMACI

Meccanismi di azione.

1. Biosintesi degli acidi nucleici

2. Citoscheletro e proteine motrici

3. Respirazione cellulare

4. Biosintesi di aminoacidi e proteine

5. Vie di trasduzione del segnale

6. Biosintesi dei lipidi ed integrità della membrana

citoplasmatica

7. Biosintesi degli steroli nella membrana

citoplasmatica

8. Biosintesi della parete cellulare

9. Biosintesi della melanina nella parete cellulare

10. Induzione delle difese della pianta ospite

11. Multisito (da contatto)

12. Meccanismo d’azione multiplo (prodotti

biologici)

13. Meccanismo d’azione sconosciuto

14. Non classificati

[1] COMPOSTI INORGANICICI [multisito]

 ZOLFO [S]

- Elemento multisito, di superficie (copertura) con azione preventiva.

- Il suo potere anticrittogamico è in funzione della temperatura, della finezza delle particelle e dell'umidità

- Combatte l'oidio (come vapore) penetrando nel protoplasma e producendo acido solfidrico al posto dell'acqua

- A temperature elevate, tutti gli zolfi diventano fitotossici quindi trattamenti nelle ore più fresche della giornata

 2+

RAME [Cu ]

- Elemento multisito, di superficie (copertura) con azione preventiva. Metallo pesante: max 340Kg/ha per 5 anni

- Ampio spettro: Oomycota (Peronosporaceae); Eumycota; batteri fitopatogeni (blanda attività)

- Non trattare in corrispondenza della fioritura ed in condizione di persistente bagnatura.

- Solfato di rame: sale solubile in acqua che, per il suo impiego, viene normalmente neutralizzato con idrato di

calce al fine di ridurne l'acidità (poltiglia bordolese). Se il composto ottenuto è acido, il prodotto ha una azione

pronta, ma poco persistente, mentre se è alcalino è più persistente, ma meno efficace

- Idrossido di rame: sostanza insolubile nei solventi organici. Ha migliore prontezza d'azione grazie alla finezza

delle sue particelle, maggiore persistenza d'azione e ridistribuzione grazie alla sua capacità di rimobilitarsi sulla

vegetazione se presente forte umidità ambientale. Contrasta germinazione di spore e conidi

- Ossicloruro di rame: attività fungicida pari alla poltiglia bordolese, avvalendosi di una penetrazione più rapida e

non necessitando dell'aggiunta di calce. Pronta azione, efficienza e persistenza maggiore, ma una più lenta

azione biologica. Rappresenta la forma più attiva nei confronti delle batteriosi.

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[2] COMPOSTI ORGANICI

 SOSTANZE ATTIVE MULTISITO

- Ditiocarbammati: multisito, di superficie (copertura), azione preventiva usato per trattamenti alla vegetazione,

al suolo e concia delle sementi. Ampio spettro: Oomycota, Eumycota ma inattivi verso gli ioidi.

Assenza di fitotossicità: applicazione in sicurezza nei momenti critici (fioritura…)

- Tioftalimmidi: multisito, di superficie (copertura), azione preventiva ed ampio spettro (Oomycota, Eumycota).

Legano i gruppi -SH e inibiscono la respirazione. Causano fitotossicità, probabili effetti cancerogeni e rischi

ecotossicologici. Appartenenti a questa famiglia molto usati sono folpet e captan

- Tiocianochinoni: multisito, di superficie (copertura), azione preventiva su colture arboree ed erbacee. ampio

spettro (Oomycota, Eumycota), lega i gruppi -SH, elevata resistenza al dilavamento (indicato in periodi con

frequenti precipitazioni), no fitotossicità e può favorire i processi di cicatrizzazione

 SOSTANZE ATTIVE UNISITO E OLIGOSITO

- Benzimidazoli, Tiofanati e Benzammidi: fungicidi unisito, sistemici, con traslocazione in senso acropeto.

Trattamenti sulla vegetazione, semi e in post raccolta ed azione sugli Eumycota. Rischi tossicologici. Diverse

sostanze attive:

o Benomyl: Fungicida sistemico che svolge azione preventiva, curativa ed eradicante. Non trasmette odori

sgradevoli ai frutti e non interferisce sulla fermentazione dei mosti.

o Tiabendazolo: Fungicida sistemico ad ampio spettro d'azione con attività preventiva e curativa per diverse

malattie crittogamiche. Impiegato contro l'antracnosi del platano e in post-raccolta di mele, pere e patate.

o Carbendazim: Fungicida sistemico con attività preventiva e curativa; penetra rapidamente nei tessuti e ha

diffusione acropeta. Efficace contro malattie crittogamiche e ha attività collaterale verso acari fitoparassiti.

o Tiofanato metile: Fungicida attivo sia per via sistemica che per contatto. Esplica la sua azione attraverso la

biotrasformazione in vivodi cui il principale metabolita attivo è MBC

o Zoxamide: azione preventiva contro le peronosporacee, praticamente insolubile e forte affinità per le cere.

Agisce fissandosi in maniera stabile e irreversibile con un legame covalente alla βtubulina, principale

costituente del fuso mitotico, durante la divisione cellulare (che viene quindi bloccata)

- Dicarbossimidi: attive nei confronti di Botrytis resistenti ai benzimidazoli. Solo Iprodione è ancora oggi in uso

(non ha problemi di tossicità) essenzialmente di copertura. Le dicarbossimidi determinano un anomalo

accumulo di glicerolo nei conidi germinanti e nelle ife in sviluppo con conseguente lisi.

- Fenilammidi: fungicidi unisito e sistemici con rapido assorbimento e traslocazione in senso acropeto. Applicati al

terreno e attivi nei confronti degli Oomycota (sui primi austori) sono in grado di bloccare la sintesi proteica. No

fitotossicità ma può causare ruggini.

- Antiperonosporici citotropici e translaminari:

o Acetammidi: l’unica attualmente commercializzata è il cymoxanil usata in miscela con fungicidi penetranti e

di copertura. È oligosito, viene rapidamente assorbita dalla pianta e ha ridistribuzione di tipo citotropico e

trasnlaminare. Ha azione preventiva e persistenza limitata (3-4 gironi).

o Ammidi degli acidi carbossilici (CAA): sostanze con lo stesso meccanismo di azione: l’impossibilità da parte

dei patogeni di sintetizzare la parete. Per ridurre la resistenzaai CAA limitare a 4 interventi/stagione

 Dimethomorph: morfina usata su vite e poche floricole attiva prevalentemente contro Oomyceti. Ha

rapida velocità di assorbimento e ha una spiccata attività eradicante

 Iprovalicarb, Benthivalicarb e Valifelanate: usati contro gli agenti delle pernospore e distribuiti in

miscela con altre sostanze attive e di copertura. Hanno un lento assorbimento e movimento

12

 Mandipropamid: penetra nei tessuti vegetali e ha affinità con le cere (resistenza al dilavamento della

sostanza sulla superficie mentre quella assorbita blocca le infezioni già in atto)

o Inibitori della biosintesi degli steroli (IBS)

 Gli steroli sono componenti essenziali della membrana cellulare di tutti gli organismi eucarioti

(compresi i funghi), che se inibiti rende i miceti impossibilitati a sintetizzare la membrana.

 Gli INS sono fungicidi penetranti, per lo più sistemici, unisito

 Meccanismo d’azione:

1. Inibizione della C14-demetilasi (inibitori della demetilazione C14; DMI; classe I)

8,7

2. Inibizione della Δ isomerasi e della Δ14 reduttasi (inibitori dell’isomerasi-reduttasi; RIS; classe II)

3. Inibizione della 3-ketoreduttasi (inibitori della demetilazione C4; classe III)

 DMI: contro oidi e altri Eumycota (Fusarium, Helminthosporium, Septoria, Alternaria, Sclerotinia,

Venturia, Cercospora…); imidazoli (imazalil) e triazoli (cyproconazole, difenoconazole, epoxiconazole,

fenbuconazole, metconazole, tenbuconazole, penconazole, prothioconazole, propiconazole,

tetraconazole, triticonazole, triadimenol, bitertanol)

 RIS: antioidici; morfoline (dodemorph, fenpropimorph), piperidine (fenpropidin), spiroxamina

 Classe III: idrossianilidi (fenhexamid, inattivo contro le Erysiphaceae)

 Ceppi resistenti, ma non resistenza incrociata tra DIM e RI

o Fenossichinoline: In commercio c’è solo quinoxyfen che viene utilizzato come antioidico su vite e su alcune

orticole. Fungicida con notevole affinità per le cere e penetra nei tessuti vegetali nei quali si muove

limitatamente. Ha attività essenzialmente preventiva e lunga persistenza

o Analoghi delle Strobilurine e QOl:

 Modello strutturale della strobiliruna A: metabolita secondario ad attività fungicida prodotto da funghi

agenti di carie del del legno (Stobilurus tenacellus, Oudemansiella mucida)

 Rapida fotodegradazione →stobilurine di sintesi: azoxystrobin, fluoxastrobin, kresoxim-methyl,

pyraclostrobin, trifloxystrobin

 Si legano alle cere dello strato cuticolare, dalle quali vengono assorbite gradualmente dalla pianta

 Legame con il sito Qo del complesso enzimatico del citocromo bc1 (complesso III della catena

mitocondriale di trasporto degli elettroni) presente sulla superficie esterna della membrana

mitocondriale interna (complesso codificato dal gene mitocondriale cyt b) →blocca la sintesi di ATP

 Spettro d’azione molto ampio: UNICI fungicidi contemporaneamente attivi nei confronti di

peronospore, oidi e ruggini; possibilità di intervenire con un unico trattamento su più patogeni →largo

impiego! → pressione di selezione sulle popolazioni dei patogeni

 Ceppi resistenti (su vite di Plasmopara viticola, ma non di Erysiphe necator); mutazione puntiforme del

gene mitocondriale cyt b (sostituzione 143 Gly →Ala); resistenza ereditata differentemente dai

caratteri nucleari

 Profilo ecotossicologico favorevole: tossicità ridotta verso le componenti biotiche dell’ecosistema;

rapida degradazione dei residui nel suolo e nelle acque

o Inibitori del sito Qi (complesso III): Fungicida unisito, di contatto (uso preventivo), attivi contro gli

Oomyceti. Non sono noti ceppi resistenti. No resistenza incrociata con ceppi resistenti agli inibitori Qo

 Cyazofamid: fungicida molto attivo contro la peronospora della vite (Azione preventiva). A seconda

della pressione della malattia assicura un buon controllo per un periodo fino a 14 gg

 Amisulbrom: proprietà translaminare e spiccata attività preventiva. Non presenta resistenza

incrociata per famiglie di anticrittogamici attualmente impiegati difesa antiperonosporica.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Indice:
- Concetti generali di fitoiatria
- mezzi agronomici e fisici
- mezzi chimici
- tipologie di agrofarmaci
- Xylella fastidiosa
- Decreti di lotta obbligatoria (Marciume anulare della patata, Cancro colorato del platano, colpo di fuoco batterico, PPV, Malsecco agrumi, flavescenza dorata della vite)
- Specie invasive
- la valutazione della stabilità degli alberi


DETTAGLI
Esame: Fitoiatria
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze della produzione e protezione delle piante
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simone.raspagni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fitoiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Iriti Marcello.

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