Fisiologia e benessere degli animali in produzione
Studia il funzionamento degli organi e la modalità attraverso cui l’organismo
mantiene la stabilità dell’ambiente interno (omeostasi). Tutti i processi di
regolazioni del metabolismo fanno parte della fisiologia (proteico, lipidico,
glucidico).
LA CELLULA
Lisosoma: contiene enzimi lisosomiale per smaltire le sostanze di scarto della
cellula
Mitocondri: respirazione cellulare.
Reticolo endoplasmatico: sintesi proteica
Apparato del Golgi: completa la sintesi proteica
MEMBRANA CELLULARE
Doppio strato fosfolipidico che contiene anche proteine, colesterolo e glicidi. È
una membrana semipermeabile, crea una barriera protettiva dall’ambiente
esterno. Il trasporto all’interno della membrana può essere attivo quando
avviene un dispendio di energia, passivo quando non viene utilizza energia per
il trasporto. Nel trasporto passivo le sostanze passano secondo gradiente (da
un ambiente più concentrato a meno concentrato). L’acqua passa attraverso
canali specifici detti acquaporine dal distretto più diluito a quello più
concentrato.
FUNZIONI MEMBRANA
Barriera-struttura
Trasporto sostanza idrosolubili-carrier
Canali
Recettori (sistema endocrino e nervoso)
Enzimi
Proteine aggancio cellule limitrofe
Proteine ancoraggio a proteine fibrose
ACQUA
Acqua corporea circa 60% del peso corporeo
Liquido intracellulare 40%
Liquido extracellulare 20% (plasma sanguino 5%-liquido interstiziale
15%)
Questi liquidi sono in continuo scambio per mantenere l’omeostasi
dell’organismo
TIPI DI TRASPORTO
Esocitosi: si ingloba una sostanza e viene portata all’esterno attraverso le
vescicole che si fondono con la membrana cellulare
Pinocitosi: trasporto per macromolecole
Fagocitosi: inglobamento sostanze per poi essere eliminate
Transcitosi: trasporto di sostanze da una cellula all’altra.
POTENZIALE DI MEMBRANA
Sistema di comunicazione cellulare attraverso la perturbazione elettrica che
viene effettuata grazie alla presenza sia all’interno che all’esterno della
membrana plasmatica di ioni caricati o positivamente o negativamente. Il
potenziale di membrana riguarda sole gli ioni adesi alla parete cellulare.
All’interno della cellula potassio (+), sodio (+), cloro (-) e grossi anioni
organici (-) regolano l’l’elettricità all’interno della cellula. All’esterno della
cellula calcio, sodio (+) e in piccola quantità cloro (-). Tutti questi elementi
possono passare attraverso la membrana cellulare in modo continuo. Quindi la
membrana cellulare è permeabile a tutti questi elementi TRANNE ai grossi ioni
organici che non possono passare all’esterno ma rimangono sempre all’interno
della cellula. Il sodio intorno ha un grosso nucleo di molecole di acqua lo rende
più grande e quindi meno diffusibile rispetto al potassio che presenta una
concentrazione d’acqua molto più bassa. A ripristinare l’equilibrio tra le varie
cellule questi elementi per 80% passano da gradiente di concentrazione (no
energia) e per un 20% attraverso una pompa con dispendio di energia.
Quando il gradiente elettrico e il gradiente chimico si bilanciano il flusso di ioni
cessa e si dice che si è raggiunto l’equilibrio di potenziale (forze elettriche
bilanciano forze di concentrazione) quando vi è questo equilibrio di dice che la
cellula è a riposo. Il potenziale di riposo di una cellula a riposo è di -70mv
(millivolt). Ioni sodio e potassio possiedono due potenziali di equilibrio: +60 per
il sodio e -90 per il potassio.
CELLULE ECCITABILI
Cellule in cui è presente il potenziale:
Cellule del tessuto muscolare (evento elettrico serve per far avvenire la
contrazione)
Cellule del tessuto nervoso (utilizzano il potenziale per comunicare, far
passare il messaggio da una cellula all’altra.
Potenziale d’azione: brevi e ampie (100mv) variazioni del potenziale di
membrana durante il quale il potenziale si inverte.
Depolarizzazione: potenziale si alza (GRAZIE ALL’INGRESSO DEL SODIO
che carica l’interno della cellula positivamente fino a +30mv)
Ripolarizzazione: potenziale ritorna a potenziale di riposo (-70mv) (grazie
al potassio che va verso l’esterno).
Potenziale di riposo: potenziale rimane costante
Per far si che si avvii un potenziale d’azione lo stimolo deve essere
ADEGUATO, ovvero si deve raggiungere il potenziale soglia (-50mv).
Nella membrana sono presenti dei canali voltaggio dipendenti del
sodio e del potassio. Una volta raggiunto il valore soglia (-50mv) si
aprono le porte d’ingresso per il sodio e quini è obbligato ad entrare
all’interno della cellula; a +30mv le porte del sodio si chiudono e si
aprono le porte del potassio le quali rimangono aperte fino a -80mv,
poi si chiudono ed è per questo che si ritorna a -70mv.
PERIODI REFRATTARI
Periodo refrattario assoluto: la cellula non può essere eccitata da un
secondo stimolo qualunque sia l’entità dello stimolo, questo periodo dura
2/3 del periodo di ripolarizzazione, quindi per tutta la depolarizzazione
fino a quasi tutta la ripolarizzazione la cellula non può ricevere più di uno
stimolo. Se la cellula riceve più di uno stimolo in questo periodo si
instaura una causa di contrazione tetanica, che può causare la morte in
quanto non avviene più decontrazione e si muore per asfissia perché il
diaframma rimane contratto.
Periodo refrattario relativo: si instaura alla fine della ripolarizzazione da
-60/-80mv. Se la cellula viene colpita da una forte stimolo può essere
nuovamente eccitata da un nuovo potenziale di azione.
Il periodo refrattario fa si anche che il passaggio dell’informazione elettrica sia
in un solo senso, se l’evento elettrico andasse all’indietro l’evento perderebbe
d’intensità e di conseguenza non far partire il potenziale d’azione.
POTENZIALE AZIONE DEL CALCIO
Si verifica in:
Terminazioni nervose
Cellule muscolari lisce
Cellule muscolari cardiache
POTENZIALI GRADUATI
Sono localizzati in quelle cellule in cui ci sono scarsi canali voltaggio dipendenti
del sodio (potenziali postsinaptici, recettore, placca, pacemaker). In questo
caso lo stimolo non riesce a raggiungere la soglia (-50mv) oppure lo stimolo
arriva e sposta il potenziale da -70 a -60. Ci sono anche alcuni casi in qui lo
stimolo porta il potenziale di riposo a -80/-90 mv. Questi potenziali graduati
possono essere:
Postsinaptici eccitatori: lo stimolo arriva ma non sufficiente ad arrivare
alla soglia, la cellula può essere eccitata anche da uno stimolo di bassa
entità. SOMMAZIONE SPAZIO/TEMPORALE: se in una zona ben precisa o in
un breve lasso di tempo se la cellula è colpita da altri stimoli il potenziale
d’azione può avvenire, avviene la somma di più piccoli stimoli fino a
raggiungere la soglia di eccitabilità.
Postsinaptici inibitori: lo stimolo arriva e sposta il potenziale da -70 a -80/-
90 mv, di conseguenza lo stimolo deve essere molto più potente rispetto
alle normali condizioni, quindi è facile che la cellula non venga mai
eccitata.
NEURONE
Tipi di conduzione dello stimolo:
Conduzione contigua: si verifica nei neuroni (assoni) che non sono
ricoperti da una guaina mielinica. Dove non è presente la guaina
prendono il nome di Nodi di Ranvier, la guaina funge da isolante dove
l’impulso non può essere condotto, quindi l’impulso si trasmette da un
nodo all’altro. L’impulso quindi è più veloce quindi nei neuroni con la
mielina.
Conduzione saltatoria: assoni con guina mielinica e la conduzione
avviene solo in prossimità dei nodi di Ranvier.
TIPI DI COMUNICAZIONE
Comunicazione ormonale: un ormone viene prodotto a livello di una
ghiandola ma può esplicare la sua azione lontano dal luogo di
produzione.
Comunicazione paracrina: cellula secernete che produce un qualcosa
che viene riversato nello spazio extracellulare e va a condizionare
l’attività di una cellula contigua
Comunicazione autocrina: cellula secernete che produce sostanze che
influenza la vita propria della cellula.
Feromoni: sostanze chimiche che vengono percepite da individui della
stessa specie sia a livello sessuale che a livello di avvertimento, vengo
percepite dall’organo vomero nasale.
Comunicazione elettrica: attraverso rilascio di neuro trasmettitori
oppure attraverso gap Junction tra cellule contigue in cui il segnale passa
senza il bisogno di un neuro trasmettitore.
I recettori possono essere o sulla membrana della cellula oppure all’interno
della cellula. Se il recettore è posto sulla membrana lo stimolo per raggiungere
l’interno della cellula utilizza secondi messaggeri (principale mp ciclico) che
non fanno altro, attraverso una serie di reazioni enzimatiche, che portare
l’informazione dalla membrana all’interno del nucleo (anche ip3/DAG altri
secondi messaggeri). Il secondo messaggero amplifica anche il segnale dello
stimolo.
Gli ormoni che possono arrivare al nucleo sono gli ormoni liposolubili
mentre gli ormoni idrosolubili all’interno della membrana devono
trovare un secondo messaggero per portare l’impulso all’interno del
nucleo.
NEURONI
Entrano in contatto funzionale con:
Altri neuroni
Cellule muscolari
Cellule ghiandolari
SINAPSI
Mediante giunzioni dette
Le sinapsi a seconda della porzione con cui entrano in contatto prendono nomi
diversi:
Se la sinapsi entra in contatto con la terminazione assonica di un altro
asso-assoniche
neurone prendono il nome di
Se le sinapsi dell’assone si collegano con dei dendriti prende il nome di
asso-dendritica
Se le sinapsi dell’assone vanno in contatto con il corpo del neurone
asso-somatica
prende il nome di
Funzionalmente le sinapsi si dividono in
Elettriche: funzionano dove le cellule sono caratterizzate dalle Gap
Junction (gallerie di comunicazione) per cui il segnale elettrico passa
direttamente da una cellula all’altra. Queste sinapsi trasmettono
l’impulso con una grande velocità. Presenti nell’ipotalamo, miocardio e
muscolatura liscia, e l’informazione può essere portata in entrambi i
sensi.
Chimiche: il messaggio deve essere trasporto da un neurotrasmettitore
contenuto in delle vescicole che devono fondersi con la membrana per
rilasciare il neurotrasmettitore, la membrana e la vescicola si fondono
grazie al calcio che entra attraverso il potenziale d’azione che corre lungo
l’assone. Come l’ormone anche in neurotrasmettitore vuole il suo
recettore, quindi il neurone presinaptico libera il neurotrasmettitore in
uno spazio intersinapitco per poi trovare sulla membrana del neurone
postsinaptico il recettore a lui associato.
In base all’effetto si dividono in
Eccitatore
Inibitorie
SISTEMA NERVOSO
Encefalo(centrale), elabora le risposte e le manda alla periferia attraverso
i nervi
Midollo spinale(centrale), riceve gli stimoli dall’esterno e le convoglia
all’encefalo
Nervi (periferico), trasportano le riposte codificate dall’encefalo e le
trasportano agli organi effettori
SISTEMA NERVOSO PERIFERICO
Volontario(somatico): viene definito anche sistema nervoso somatico, di
questo fanno parte i motoneuroni che trasportano i segnali elettrici al
muscolo per farlo contrarre
Involontario(autonomo): definito anche sistema nervoso autonomo, che si
divide a sua volta in simpatico e parasimpatico che segna il
funzionamento della muscolatura liscia, cardiaca e ghiandole.
Simpatico (azione)e parasimpatico(riposo) agiscono l’uno in modo
opposto dell’altro.
Il sistema simpatico prepara a intensa attività fisica-emergenza-stress
aumentando il flusso sanguigno (cuore, muscoli, cervello)
Il sistema parasimpatico prepara a situazioni tranquille e di riposo.
Il sistema nervoso simatico e parasimpatico agiscono attraverso la liberazione
adrenalina
di un neuro trasmettitore: il simatico utilizza l’ (+) mentre il
acetilcolina
parasimpatico utilizza l’ (-).
LICQUIDO CELEBRO SPINALE
Liquido che circonda il midollo spinale e il cervello e ha una funzione di
ammortizzazione
BARRIERA EMATOENCEFALICA
Regola gli scambi tra sangue e cervello (funzione di filtro e protezione).
ENCEFALO
È in grado grazie alle strutture più importanti di effettuare vari comandi;
l’encefalo utilizza
Sistema sensoriale (da esterno a interno)
Sistema motorio (invio comandi)
Sistema motivazionale
MIDOLLO SPINALE
Funge da collegamento tra encefalo e sistema nervoso periferico, la risposta
RIFLESSO (arco
che avviene grazie a questo collegamento è una risposta
riflesso). L’arco riflesso è costituito da:
Neuroni sensitivi
Motoneuroni
NERVI SISTEMA NERVOSO PERIFIERICO:
Volontario: nervi cranici e nervi spinali
Guarda da pp
APPARATO MUSCOLARE
Classificazione dei muscoli :
Striato scheletrico
Striato cardiaco
Liscio: unitario e multiunitario
Funzioni del muscolo :
Movimento del corpo
Postura
Supporto e protezione
Controllo degli orifizi
Sviluppo movimenti peristaltici
Regolazione flusso ematico
Regolazione temperatura corporea
Tutti i tipi di muscolo hanno bisogno di calcio per far si che avvenga la
contrazione, in particolare il muscolo scheletrico contiene ampie riserve di
tubuli t reticolo sarcoplasmatico
calcio ( e ), la muscolatura liscia e cardiaca
extracellulare
contengono scarse riserve di calcio e lo prendono a livello
liquido extracellulare,
( bagna le cellule, scambi tra cellule).
Muscolo striato: Il muscolo striato ha una contrazione molto veloce e
rapida ma allo stesso tempo anche lente. La muscolatura striata si
differenzia anche per le grandi riserve di glicogeno che consente alla
muscolatura striata di contrarsi in modo molto rapido. La muscolatura
scheletrica ha un colore molto più vivo dato dalla grande presenza di
mioglobina (proteina in grado di legare il ferro). La muscolatura striata
dipende dal sistema nervoso.
Muscolo liscio: le contrazioni della muscolatura liscia e cardiaca sono
invece solo lente. La muscolatura liscia e cardiaca contengono circa la
metà delle riserve di glicogeno). La muscolatura liscia è autonoma.
PROTEINE MUSCOLARI
Contrattili: actina e miosina
Regolatrici: tropomiosina e troponina
Strutturali: titina
MIOSINA teste globulari
È costituita da una coda intrecciata ad elica e due sub unità ( )
identiche in cui sono presenti due siti: uno per il legame con l’actina e uno per
il legame con ATP (struttura a mazza da golf). Più filamenti di miosina
filamento spesso
costituiscono il . La miosina è una proteina filamentosa con
struttura ad alfa-elica.
ACTINA
È una proteina globulare in cui sono presenti i siti di legame per i ponti
trasversi della miosina (sito di legame).
TROPOMIOSINA
Filamentosa che avvolge i filamenti di actina, molecola fibrillare ad alfa-elica
che possiede alta affinità con actina. Il legame tra tropomiosina e actina
impedisce alla miosina di attaccarsi all’actina, infatti è se c’è legata la miosina
alla actina si ha la contrazione mentre se alla actina si lega la tropomiosina vi è
il rilassamento.
TROPONINA
Formata da tre teste globulari che avvolge i filamenti di actina;
inibitrice
Primo globulo:
troponina C
Secondo globulo: perch&eac
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