Fisica Tecnica
Capitolo primo: Concetti e definizioni di base
Ignorandone la natura particellare, si parla di approccio macroscopico.
Leggi generali: dall'applicabilità indipendente dal mezzo in esame.
Leggi particolari: legate alla natura del mezzo ed hanno un limite d'applicabilità che
dipende dal modello formulato.
Sistema termodinamico: costituito dalla materia contenuta all'interno di un confine che
superficie di controllo (S.C.)
sarà detto .
Superficie di controllo: una superficie geometrica immaginaria, tuttavia essa può, del tutto
o in parte, coincidere con superfici reali.
Ambiente: costituito da ciò che è al di fuori del confine del sistema.
Sistema chiuso: i confini del sistema non consentono il passaggio di quanto contenuto
massa di
all’interno verso l’esterno o viceversa. Il contenuto del sistema chiuso viene detto
controllo (M.C.).[ Le pareti di confine dell’edificio sono sistemi chiusi, così come un edificio o
un appartamento viene considerato un sistema chiuso in cui la massa di controllo è l’aria
contenuta in essi, quando non si considerano i flussi di massa necessari per ricambi d’aria: in
quest’ultimo caso il sistema è aperto.]
Sistema aperto: una parte dei confini è permeabile alla materia. Non ci si può riferire alla
massa contenuta all’interno dei sistemi, poiché essa può entrare e/o uscire attraverso i
volume di controllo,
confini; pertanto ci si riferisce al volume attraversato dal fluido, detto
delimitato sia dalle pareti reali che dalle superfici immaginarie.
[I componenti degli impianti di riscaldamento e condizionamento sono sistemi aperti, può
avere più uscite.] proprietà fisiche
La descrizione macroscopica di un sistema è fatta in termini di che possono
essere in linea di principio misurate con l'aiuto di appropriati strumenti. Le proprietà associate
ad uno stato termodinamico non sono tutte indipendenti tra loro.
Proprietà estensive: dipendono dall’estensione del sistema. È applicabile la proprietà
additiva. (es. Massa, Volume)
Proprietà Intensive: resta costante al variare dell’estensione del sistema. Non gode della
proprietà additiva. (Es. Temperatura).
Proprietà specifica: proprietà estensiva divisa per la massa, non dipende più
dall'estensione del sistema, non gode della proprietà additiva e soddisfa la definizione di
proprietà intensiva. (y=Y/m)
Proprietà interne: se, in linea di principio, è suscettibile di misura dall'interno dei confini del
sistema. Sono proprietà interne la pressione, il volume specifico, la temperatura.
Proprietà esterna: dipende dal moto o dalla posizione del sistema in un campo di forze.
Sono proprietà esterne, ad esempio, la velocità, l'energia cinetica, l’energia potenziale
dipendente dalla posizione in un campo gravitazionale o elettrostatico.
Stato termodinamico: condizione di un sistema definito dall'insieme dei valori delle
proprietà che lo caratterizzano. Per individuare lo stato termodinamico di un sistema è
sufficiente la conoscenza dei valori assunti da un insieme di proprietà indipendenti da cui è
possibile ricavare i valori delle altre proprietà (dipendenti).
Stato di equilibrio termodinamico: se le misure eseguite sulle proprietà del sistema non
mutano nel tempo.
Stato intensivo: se le proprietà del sistema sono intensive e/o specifiche.
Stato estensivo: se le proprietà del sistema sono estensive.
Trasformazione : evoluzione di uno stato termodinamico causato da interazioni con
l’ambiente o alla rimozione di un sistema di vincoli interni.
Equazione di stato: relazione che lega le proprietà che caratterizzano lo stato
termodinamico di un sistema. Un caso molto semplice di equazione di stato è quella relativa
gas con comportamento ideale.
ai L’equazione che lega pressione, volume e temperatura si
pV = mRT
scrive: dove con m si indica la massa del gas, ed R è una costante caratteristica
dei gas. Se si dividono sia il primo che il secondo membro della precedente relazione per la
massa m si ha: pv = RT
dove v è il volume specifico.
Capitolo secondo: Equazioni di bilancio per la massa e l’energia
Energia: proprietà estensiva del sistema. Il contenuto di energia può essere variato secondo
tre differenti modalità:
calore
lavoro
trasferimento di massa (non per i sistemi chiusi)
Calore: se la causa è una differenza di temperatura
Lavoro: se la causa non è riconducibile né ad una differenza di temperatura né ad un flusso
di massa
(Calore e lavoro non sono delle proprietà del sistema; sono grandezze in transito tra il sistema
e l’ambiente oppure tra due sistemi. Esse esistono solo in presenza di uno scambio di energia:
quest’ultima è invece una proprietà, una coordinata del sistema e quindi può essere utilizzata
Il lavoro sarà ritenuto positivo se compiuto dal sistema sull'ambiente,
per definirne lo stato.
negativo nel caso contrario; il calore sarà ritenuto positivo se è in ingresso nel sistema,
negativo nel caso contrario.)
Lavoro di elica: tipica interazione energetica come lavoro tra un sistema aperto e l’ambiente
Sistema diatermano: consente i flussi energetici come calore.
Sistema adiabatico: non consenta i flussi energetici come calore.
Sistema anergodico: non consenta i flussi energetici come lavoro.
Sistema rigido e fisso: non si può avere trasferimento di energia come lavoro di variazione
di volume
Sistema mobile o deformabile: lo scambio secondo la modalità lavoro è possibile
Sistema isolato: impedisce tutti e tre i tipi di flussi energetici
Equazione di bilancio: Richiede che siano definiti: il sistema, la grandezza rispetto alla
quale si effettua il bilancio, l’intervallo di tempo o periodo di osservazione. Per i sistemi
termodinamici è possibile effettuare bilanci su grandezze quali la massa, l’energia e
l’entropia.
Variazione = Entrata + Produzione - Uscita – Consumo
Bilancio di massa per un sistema chiuso: si ritiene che la massa sia una grandezza
generarsi consumarsi.
conservativa, ovvero che la massa non possa né né Tenuto conto che:
- il sistema è un sistema chiuso
- la grandezza è la massa
- l’intervallo di tempo è un generico Δθ
Δm = 0, 2
L'equazione di bilancio si scrive relativamente all'intervallo di tempo Δθ , quindi
m=costante. pistone-cilindro:
Sistema chiuso sistema chiuso nel quale
variazioni di
una parte del confine è mobile. Ciò consente
volume del sistema. Si noti che uno degli elementi della
superficie di controllo (il pistone) è mobile, e che ciò consente
questo tipo di interazione energetica. Tuttavia se la pressione
esercitata dall’esterno sulla superficie del pistone risulta
uguale a quella esercitata dal fluido che è all’interno del
cilindro, il pistone, è fermo.
Si faccia ora l’ipotesi che sulla superficie esterna del pistone agisca una pressione maggiore di
quella presente sulla superficie interna. Si avrà in tal caso una forza sulla superficie esterna,
maggiore di quella che agisce dall’interno. Si determinerà quindi uno spostamento del pistone
dx
verso l’interno, con conseguente aumento della pressione interna. Quando quest’ultima
avrà raggiunto il valore di quella esterna si avrà nuovamente l’equilibrio.
Il lavoro meccanico elementare
F
effettuato dalla forza esterna è
e
calcolabile come prodotto della
δL =
Forza per lo spostamento:
F ⋅dx
e L = p e
⋅dV L = p ∙ΔV = p ∙ (V −V )
Per una variazione finita del volume di avrà: e e f i
Se la sostanza di cui è costituito il sistema, non varia il suo volume all’aumentare della
incomprimibile,
pressione, è cioè come sostanze allo stato liquido o solido, l’equazione non
vale.
Le tipologie di lavoro sono Lavoro di Variazione di Volume e Lavoro di Elica.
Bilancio di energia per sistema chiuso: si ritiene che l’energia sia una grandezza
generarsi consumarsi.
conservativa, ovvero che l’energia non possa né né Tenendo conto:
- il sistema è un sistema chiuso
- la grandezza è l’energia
- l’intervallo di tempo è un generico Δθ
ΔE = |Q| + |L|
L’equazione di bilancio sarà in valore assoluto (Energia in entrata con
Q=calore e L=lavoro). Ricordando la convenzione adottata, in cui Q è positivo in ingresso e
ΔE = Q – L
negativo in uscita e L è positivo in uscita e negativo in entrata, si ottiene [prima
legge della termodinamica per sistemi chiusi]
Si consideri ora, per maggiore generalità, il caso in cui le interazioni energetiche siano più
numerose:
nell’equazione si pongono e
L’energia contenuta all’interno del sistema, ossia quella associata alla massa di controllo, si
energia cinetica energia potenziale energia
può considerare composta da E.C., E.P., ed
interna U. ΔE = ΔE.C. + ΔE.P. + ΔU
Quindi la ΔE può essere scritta come E.P. = m⋅g ⋅ z
L’ energia potenziale risulta pari a , in cui m è la massa del sistema; g è
2
l’accelerazione di gravità, posta pari a 9,81 m/s ; z è la quota del baricentro del sistema
rispetto ad un piano orizzontale di riferimento.
E.C. = mw 2
L’energia cinetica è con w del sistema rispetto alla stessa terna di riferimento.
Assumendo che il sistema sia in quiete, ne consegue che ΔE.C. e ΔE.P. risulteranno nulle.
ΔU = Q – L
L’equazione di bilancio di energia su sistemi chiusi assume quindi l’espressione:
prima legge della termodinamica per sistemi chiusi
che è la forma più usuale della .
m
Per un sistema di massa a quella per il sistema di massa unitaria, è sufficiente dividere
Δu = q – l.
primo e secondo membro per la massa si ha
ΔU = Q } sistema chiuso con pareti rigide e fisse
ΔU = L } sistema chiuso con pareti mobili o deformabili ma adiabatiche
U=0 | Q=L } trasformazione ciclica
Calcolo dell’energia interna: quando nel sistema è presente una sola fase, è lecito
assumere che vi sia una proporzionalità diretta tra la variazione di temperatura del sistema e
la variazione di energia interna.
ΔU = m · c · ΔT } gas a comportamento ideale (per temperature comprese tra 0°C
v sist
e 100°C)
ΔU = m · c · ΔT } per i liquidi e per i solidi
sist
ΔU = m · c · (T –T ) } sistema che passa da una temperatura T ad una
2 1 1
temperatura T 2
Δu = c · (T –T ) } dividendo entrambi i membri per la massa
2 1
Si considerino più sistemi termodinamici di massa e calori specifici diversi, e s’immagini di
somministrare ad ognuno la stessa quantità di calore Q. Nell’ipotesi che siano nulli gli scambi
di energia secondo la modalità lavoro, il bilancio di energia è ΔU =Q. Considerando il sistema
i
costituito da un solido o liquido la variazione dell’energia interna può essere scritta: ΔU = m
i i
Q = m ∙c ∙ΔT = C ∙ΔT
∙c ∙ΔT e quindi , avendo indicato con C la capacità termica del
i i i i i i
i i ∆T =Q/C
iesimo.
sistema (Da cui si ricava ).
i i
C apacità termica = parametro che influenza l’inerzia termica del sistema
Inerzia termica = risposta del sistema, in termini di ampiezza e di ritardo temporale delle
variazioni di temperatura, alle sollecitazioni esterne costituite dalle variazioni di temperatura
dell’ambiente esterno sostanza pura
Sistema ad un componente: costituito da una (composizione chimica che
non muta) e omogeneo dal punto di vista della composizione chimica.
Sistema a più componenti: costituito da più sostanze.
Fase: l'insieme di tutte le parti omogenee del sistema che hanno lo stesso stato intensivo.
Le fasi più comuni sono Solido, Liquido, Aeriforme, Cristallina, Plasma.
Passaggio di Fase
Appendice A: IL CALCOLO DELLE PROPRIETÀ DI UNA SOSTANZA
Riconoscimento della fase
Fase aeriforme: fase in cui una sostanza si trova a una temperatura maggiore di quella
critica. Se la pressione assume valori inferiori a quello della pressione critica si può assumere
valido il modello di comportamento di gas ideale e quindi è valida l’equazione di stato.
Fase liquida, Vapore surriscaldato, Fase liquido-aereiforme: la temperatura è inferiore
a quella critica
Saturazione: condizioni di passaggio di fase liquido-aeriforme
Curva di saturazione: durante il passaggio di fase, se la
pressione si mantiene costante lo sarà anche la temperatura e
viceversa. Ne fanno parte quindi i punti corrispondenti alle
punto triplo T
condizioni di saturazione, i cui estremi sono il ed
punto critico C.
il
Per una generica sostanza con temperatura compresa tra
quella tripla e quella critica, noti i valori di pressione e
temperatura, è possibile definire quali sono le fasi presenti,
effettuando un confronto con i valori di saturazione e
(pressione-
mediante l’ausilio del piano termodinamico p-T.
temperatura)
Riconoscimento fase Acqua
[Acqua – Tab. A4.5 -A4.6]
1 - Se la pressione assegnata è maggiore della pressione di saturazione alla temperatura
p > p (T) fase liquida
assegnata la sostanza è in condizioni di liquido: ⇒
s
2- Se la pressione assegnata è minore della pressione di saturazione alla temperatura
assegnata, la sostanza è in fase aeriforme e viene detta in condizioni di vapore surriscaldato:
p < p (T) fase di vapore surriscaldato
⇒
s
3- Se la pressione assegnata uguaglia quella di saturazione alla temperatura assegnata la
p= p (T) fase di vapore saturo
sostanza è in passaggio di fase: ⇒
s
Calcolo dell’energia interna e dell’entalpia specifica
Quando la sostanza è tutta nello stato di aggregazione gassoso, liquido o solido, cioè quando
nel sistema è presente una sola fase, il calcolo dell’energia interna e dell’entalpia specifica è
molto semplice.
Gas a comportamento ideale Liquidi e solidi
Δu = c ∙ ΔT Δh ≅ Δu = c ∙ ΔT
v
Δh = c ∙ ΔT
p
Se si vuole calcolare l’energia interna specifica o l’entalpia specifica corrispondente ad un
particolare valore di temperatura, occorre valutare la variazione di questa rispetto ad uno
stato di riferimento, in cui convenzionalmente si pone il valore della proprietà pari a zero.
(T=0 – u=0 – h=0)
Gas a comportamento ideale Liquidi e solidi
u = c ∙ (T-T ) h ≅ u = c ∙ (T-T )
v 0 0
h = c ∙ (T-T )
p 0
[Acqua – Tab. A4.5 -A4.6]
Appendice A: L’INTERPOLAZIONE LINEARE y
Si supponga ora di dover determinare il valore assunto dalla per un valore intermedio di x
Δx x
non presente in tabella. Si scelga perciò un intervallo che contiene il valore di assegnato,
x x
come, ad esempio, quello che ha per estremi i valori = 20 ed = 25, cui corrispondono i
1 2
y y
valori = 210 ed = 235. In corrispondenza della ascissa x = 23, è indicata sul diagramma
1 2
y.
l’ordinata incognita
Per i triangoli simili ABC e AEF si può scrivere: BC AC
=
EF AF
Tenendo conto delle coordinate dei punti estremi
di ciascun segmento, la precedente relazione
fornisce:
235−210 25−20
=
y−210 25−20 3
y=210+25 ×
da cui ⬄ y=225
5
Spesso i dati su cui operare l’interpolazione non
sono legati da semplici relazioni lineari. Resta
tuttavia possibile, anche in questi casi, applicare
la procedura d’interpolazione lineare purché il
passo della tabella risulti sufficientemente
piccolo.
Capitolo terzo: Sistemi aperti in regime stazionario: bilanci di massa e di
energia
Si possono introdurre delle ipotesi semplificative, al fine di potere applicare le relazioni che
ne derivano a tutti i sistemi in cui tali ipotesi possono essere considerate valide e che
rappresentano casi significativi nello studio dei componenti del sistema edificio-impianto.
In un sistema aperto non vale l’ipotesi di equilibrio termodinamico. Le proprietà però
sono definite solo in condizioni di equilibrio. La velocità w si ipotizza uniforme.
Ipotesi dell’equilibrio locale: consideriamo il sistema aperto come composto da tanti
sistemi chiusi in equilibrio locale.
Bilancio di massa per sistemi aperti: L’equazione di bilancio di una generica grandezza si
scrive come Variazione = Entrata + Produzione - Uscita – Consu
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