Federico De Roberto
Federico De Roberto nasce nel 1861, anno dell'unificazione nazionale. Nasce a Napoli ma vive a Catania. Si ispira molto a Manzoni e Verga. Proprio in Sicilia si vive il peso dell'unità di più rispetto alle altre regioni perché cadono i titoli nobiliari e le promesse su una migliore condizione di vita non vengono mantenute. Finisce la grande era dell'aristocrazia siciliana.
I romanzi anti-storici
I romanzi anti-storici vogliono decretare il fallimento della storia. Il romanzo storico non è più possibile perché la storia è fallita nel momento in cui c'è stata l'unificazione d'Italia. Scrive una trilogia ma non in ordine cronologico.
I Viceré
È un romanzo corale, cioè tutti sono a loro modo protagonisti, ognuno ha il suo punto di vista. Inizialmente si doveva chiamare "La vecchia razza". Gli Uzeda sono gli eredi dei viceré spagnoli in Sicilia. Tutti gli Uzeda sono egoisti, arrivisti, maniaci e cattivi; l'unica persona buona è Teresa, però è buona per egoismo cioè ha delle manie di santità, vuole essere elogiata per quello che fa. Viene pubblicato nel 1894. Prima pubblica il post e poi il pre: nel 1891 pubblica "L'Illusione" (Teresa già adulta), nel 1892-93 comincia a scrivere "I Viceré" che pubblica nel '94 e "L'Imperio" (scesa politica di Consalvo) pubblicato postumo nel 1929 e rimasto incompiuto.
Trama/Personaggi
All'inizio del romanzo Donna Teresa muore quando Consalvo VII è già morto, quindi ha tutti i beni lei. Odia il primogenito (Giacomo) mentre ama l'ultimo figlio (Raimondo), così decide di dividere l'eredità. Giacomo, siccome Raimondo è impegnato nei suoi affari, prende l'eredità dei fratelli.
Lodovico si trova in convento dove diventa uno spietato arrivista e si finge santissimo per arrivare fino alle grazie del Papa, al contrario dello zio Don Blasco. Don Blasco accumula i soldi, diventa amante di una sigaraia con la quale fa due figli e muore di stravizio senza aver concluso niente. Il nipote quindi si finge santissimo per fare una scalata ecclesiastica.
Chiara e Lucrezia sono le due figlie femmine che andrebbero monacate ma alla fine si sposano. Chiara viene fatta sposare al marchese Federico che, talmente innamorato di lei, vuole sposarla senza dote (soldi). Lei non lo vuole sposare fino al giorno del matrimonio quando si innamora follemente di lui, quindi vuole dargli un bambino ma non ci riesce a causa di molti aborti. Alla fine decide di far fare un figlio a Federico con la cameriera e lo crescerà in campagna ("Il Bastardello"). Riuscirà successivamente a partorire una bestia disumana che morirà dopo pochi secondi e deciderà di mantenerlo in una boccia.
Lucrezia vuole sposare Benedetto Giulente, un borghese, cosa che non può fare perché i nobili non potevano macchiare la loro stirpe. Però Giacomo, che voleva i soldi di Lucrezia e Benedetto, approfitta della situazione.
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