I GAS
I Gas e le loro proprietà
Per definire lo stato di un gas sono necessarie quattro grandezze:
1. La quantità del gas, n (moli)
2. La temperatura del gas, T (Kelvin)
3. Il volume del gas, V (Litri)
4. La pressione del gas, P (Atmosfere)
Le proprietà dei gas dipendono dalle condizioni. Le condizioni standard di
temperatura e pressione (STP) sono:
P = 1 atm (760 mm Hg)
T = 273.15 K (0°C)
Il concetto di pressione
La pressione è definita come la forza per unità di area.
Pressione esercitata da un solido:
• Se i cilindri hanno la stessa massa esercitano la stessa forza sulla
superficie (F = m×g);
• Differenti aree di contatto (cilindro verde ha una minore area di contatto ed
esercita una pressione maggiore). m
M assa (Kg) × Accelerazione ( )
F orza (N ) Kg
2
P (P a) = = =
s
2 2 2
Area (m ) Area (m ) m · s
Pressione dei liquidi:
La pressione di un gas viene misurata indirettamente per confronto con quella
di un liquido
La P esercitata da un liquido dipende:
• dall’altezza h della colonna di liquido;
• dalla densità d della colonna di liquido.
P = g · h · d
liquido 1
Pressione barometrica:
Pressione Atmosferica Standard ( 1 Atm ) è la P esercitata da una colonna di
mercurio alta 760 mm di Hg.
Pressione Atmosferica:
Effetto della pressione atmosferica sui corpi sulla superficie terrestre:
• Nel recipiente pieno d’aria, la pressione atmosferica esterna è uguale a
quella all’interno delle superfici metalliche
• Quando si estrae l’aria dal recipiente, la pressione atmosferica esterna lo
schiaccia.
Legge di Boyle (Isoterma):
« Il volume di una certa quantità di gas racchiusa in un recipiente è
inversamente proporzionale alla pressione esercitata sul gas
».
1
P = K · P V = K
⇒ con T e n costanti
V
Per una quantità di gas, ad una data temperatura, il prodotto della pressione
per il volume è costante.
Da un punto di vista microscopico dimezzare il volume fa raddoppiare gli urti
delle molecole di gas sulle pareti e raddoppia quindi la pressione.
Se il prodotto pressione – volume è noto a certe condizioni:
P V = K
1 1
È noto a qualsiasi condizione di P e V:
P V = K
2 2
Allora: P V = P V
1 1 2 2
Legge di Charles (Isobara):
« Se una certa quantità di gas viene mantenuta a pressione costante, il suo
volume è direttamente proporzionale alla temperatura assoluta
»
V
V = K · T = K
⇒ con P e n costanti
T 2
Da un punto di vista microscopico diminuire la temperatura fa diminuire la
velocità delle particelle, ed è possibile far raffreddare un gas fino alla
temperatura di -273,15 °C o 0 K, dove il volume del gas diventa 0.
Se il rapporto volume-temperatura è noto a certe condizioni:
V = K
1
T 1
È noto a qualsiasi condizione di V e T:
V = K
2
T 2
Allora: V V
=
1 2
T T
1 2
Legge di Gay-Lussac (Isocora):
«Se una certa quantità di gas viene mantenuta a volume costante, la sua
pressione è direttamente proporzionale alla temperatura assoluta»
P
P = K T = K
⇒ T
P P
=
1 2
T T
1 2
Legge di Avogadro:
Il volume di un gas, a temperatura e pressione costante, è direttamente
proporzionale al numero di moli del gas.
V = k · n
Equazione Generale dei Gas Ideali:
1
• Legge di Boyle V ∝ P
} nT
V∝
• Legge di Charles V T
∝ P
• Legge di Avogadro V n
∝
P V nT P V = K nT
∝ ⇒
K= R
=costante universale dei gas
3
Equazione dei gas ideali e costante dei gas
P V = n RT
Un gas il cui comportamento segue l’equazione del gas ideale si dice GAS
IDEALE o PERFETTO. PV
R = nT
R, costante universale:
Il valore della costante R, chiamata costante universale dei gas, può essere
ricavato sostituendo nell’equazione di stato i valori relativi a una mole di gas a
c.n. 1 atm × 22,4140 L −1 −1
[ ]
R = = 0 , 0 82057 atm · L · m ol · K
1 mol × 273,15 K
I Gas nelle Reazioni Chimiche:
• Usare fattori stechiometrici per correlare la quantità di gas con le quantità
degli altri reagenti e prodotti.
• L’Equazione dei Gas Ideali correla la quantità di un gas a volume,
temperatura e pressione.
• Usando la Legge dei Gas può essere sviluppata la Legge dei Volumi di
Combinazione
.
Densità dei gas e densità relative: 4
Densità relativa di un gas A rispetto ad un altro gas B:
d M
gas A gas A
=
d M
gas B gas B
Miscele di gas: Legge di Dalton
La pressione totale di una miscela di gas è la somma delle pressioni parziali
dei componenti della miscela:
P = P + P
tot gas 1 gas 2
Pressione parziale:
La pressione parziale è la pressione del gas che contribuisce alla pressione
complessiva.
Frazione Molare:
Per le miscele di gas è conveniente introdurre una quantità chiamata frazione
molare: 5
Teoria Cinetico-Molecolare:
Le leggi naturali sono spiegate dalle teorie. La legge dei gas ha portato allo
sviluppo della teoria cinetico-molecolare dei gas nella metà del XIX secolo.
• Le Particelle sono masse puntiformi in moto costante, rettilineo e caotico.
• Le Particelle sono separate da grandi distanze.
• Le Collisioni sono rapide ed elastiche.
• Non vi sono forze tra le particelle.
• L’Energia Totale rimane costante.
Equazione di van der Waals:
Per i gas reali si possono usare diverse equazioni, che si applicano in un
intervallo di T e P superiore a quello dell’Equazione dei Gas Ideali.
Esse contengono termini con valori specifici diversi per gas differenti (corrette
per il volume occupato dalle molecole stesse e per le forze intermolecolari di
attrazione): TERMOCHIMICA 6
La Termochimica è un settore della termodinamica che si occupa il calore
assorbito o rilasciato nelle reazioni chimiche.
Terminologia:
● Si definisce sistema la parte dell’universo che stiamo studiando.
● Si definisce ambiente tutto ciò che è fuori dal sistema e che è in grado
di scambiare energia con esso.
Tipo di Sistema:
Energia cinetica:
L’energia cinetica è l’energia associata al movimento:
2 2 −2
[ ]
1
E nergia cinetica = E = mV Kg · m · s
c 2
● Al movimento di oggetti macroscopici;
● Il movimento di atomi, molecole, o ioni nel livello microscopico; 7
● Energia termica dei corpi.
Energia potenziale:
L’energia potenziale è l’energia associata alla posizione:
● Energia posseduta dal tuffatore (energia gravitazionale);
● Energia presente in un combustibile (energia chimica, tutte le reazioni
chimiche coinvolgono variazioni di energia chimica);
● Energia associata alla separazione di due cariche elettriche (energia
elettrostatica).
Energia termica e calore:
L'energia termica è la forma di energia posseduta da qualsiasi corpo che
abbia una temperatura superiore allo zero assoluto
● Energia cinetica associata al moto molecolare caotico;
● Proporzionale alla temperatura.
Il CALORE è il trasferimento di energia termica da un sistema fisico ad un
altro unicamente a causa di una differenza di temperatura.
Convenzione dei segni nei calcoli energetici:
Quando il calore viene trasferito dal sistema sull'ambiente si dice che il
processo è esotermico . 8
Quando il calore viene trasferito dall’ambiente sul sistema si dice che il
processo è endotermico .
Distinzione tra temperatura e calore:
● La temperatura è una grandezza intensiva
, non dipende dalla quantità
di sostanza.
● Il calore è una grandezza estensiva
, dipende dalla quantità di sostanza
presente.
Unità di misura dell’energia:
L’unità di misura dell’energia secondo il SI è il joule (J):
2 2 2
21 m
E = mV = 0 , 5 (1 Kg)(1 ) = 1 Kg · m · s = 1 J
c s
Il chiloJoule (KJ) 1 KJ = 1
000 J
⇒
La caloria (cal) è la quantità di calore richiesta per variare di un 1° C la
temperatura di 1g di acqua pura, da 14.5 a 15.5°C.
1 cal = 4 184 J
La chilocaloria (Kcal) è equivalente a 1000 cal.
Capacità termica:
La capacità termica C è definita come la quantità di calore (q) necessaria
per variare la temperatura di un oggetto di 1°C
q
C = Δ
T = T − T q = C · Δ
T
f inale iniziale
ΔT
q dipende da:
● Quanto deve essere variata la temperatura;
● Dalla natura della sostanza (tipi di atomi o molecole); 9
● Dalla quantità di sostanza.
Capacità termica specifica o calore specifico:
La capacità termica specifica o calore specifico (c) è la quantità di calore
(q) necessario per variare la temperatura di 1 g (massa, m) di un oggetto di
1°C. q J
c = = q = m · c · Δ
T
q p
m·ΔT g·K
I MPORTANTE : Il calore specifico di un campione è indipendente dalla sua massa.
Serve molto più calore (q, energia) per riscaldare una data massa di acqua che una
eguale massa di oro, rame o ferro.
Trasferimento di energia con cambiamento di stato:
Durante il passaggio di stato la Temperatura rimane costante e il CALORE q
aumenta l’energia cinetica delle particelle.
G
hiaccio + 333 J/g A
cqua liquida 333 J/g = calore latente di f usione
⇒
Energia (interna) di un sistema chimico:
A temperatura ambiente l’ottano si presenta come un liquido incolore. La
combustione all’aria è la seguente: 10
Funzione di stato:
Poiché dipende solamente dall'energia di partenza e da quella di arrivo.
Prima legge della termodinamica: 11
Δ
U = q + w
ΔU è la variazione del contenuto energetico;
Non è facile conoscere i valori assoluti dell’energia interna, ma è possibile
calcolare la variazione di energia interna del sistema (ΔU).
Convenzione sui segni per q e w del sistema:
Reazioni a volume costante: bomba calorimetrica
Misura il calore di reazione a volume costante (ΔU):
● Brucia campioni di combustibili;
● Misura il calore sviluppato dalla reazione;
● Nessun lavoro (w = 0);
● Si ottiene il ∆U della reazione;
Reazioni a volume costante:
(In assenza di lavoro) il ΔU, cioè la variazione di
energia interna sarà uguale al calore ceduto o
acquistato dal sistema.
Δ
U = q + w
Δ
U = q V 12
Sistemi a pressione costante:
Quando il volume (V) di un sistema aumenta di un incremento ΔV contro
una pressione esterna (P), il sistema compie il lavoro PV sull’ambiente:
w = − P ΔV
(In presenza di lavoro) il ΔU sarà uguale al calore ceduto o acquistato +
il lavoro fatto o ricevuto dal sistema:
Δ
U = q + w
Calori di reazione ed entalpia:
U, P e V sono sono tutte funzioni di stato, perciò definiamo una nuova
funzione di stato, l'Entalpia H:
q = H = U + P V
p
Se compiamo lavoro a pressione e temperatura costanti:
q = Δ
H = Δ
U + P ΔV Δ
H = H − H
p f i
Entalpia e calore a pressione costante:
H = U + P V ΔH = Δ
U + P ΔV ΔH = q
⇒ ⇒ p
La differenza di entalpia è il flusso di calore scambiato a pressione costante.
Per reazioni chimiche a pressione costante il calore scambiato è la differenza di
entalpia tra prodotti e reagenti.
Confronto tra ΔU (q ) e ΔH (q )
v p
Molte reazioni avvengono solo con una variazione di energia (trasferimento di
calore), altre avvengono anche con variazione di volume (trasferimento di
energia come lavoro PΔV):
Δ
H = Δ U + P ΔV Δ
U = Δ
H − P ΔV 13
1. Reazioni a cui NON partecipano gas , es.:
2
KOH + H SO K SO + 2
H O
⇒
(aq) 2 4(aq) 2 4(aq) 2
Liquidi e solidi subiscono solo variazioni infinitesime di volume, quindi PΔV
≈0 e ΔU ≈ ΔH
2. Reazioni in cui la quantità (in moli) di gas NON varia , es.:
N + O 2
N O
⇒
2(aq) 2(aq) (aq)
Anche in questi casi PΔV = 0 e ΔU = ΔH.
3. Reazioni in cui la quantità (in moli) di gas VARIA, es.:
2
H + O 2
H O
⇒
2(g) 2(g) 2 (g)
in questi casi PΔV ≠ 0 e ΔU ≠ ΔH.
Variazioni di Stato della Materia:
Liquido che passa allo stato gassoso (o vapore). Se la T del liquido resta
costante, esso deve assorbire calore dall’ambiente
Entalpia Molare di vaporizzazione:
H O → H O ΔH = 4
4.0 kJ/mol a 298 K
2 (l) 2 (g)
Entalpia Molare di fusione:
H O → H O ΔH = 6
.01 kJ/mol a 273.15 K
2 (s) 2 (l)
Entalpia Funzione di Stato:
Poiché l'entalpia è una funzione di stato, la variazione di entalpia ΔH da
subl
solido a vapore non dipende dal percorso fra i due stati. 14
Diagrammi entalpici:
Legge di Hess:
Legge di Hess della costanza della somma dei calori:
Se un processo avviene per stadi (anche solo ipotetici), la variazione di
entalpia per l’intero processo (totale) è la somma delle variazioni di entalpia
dei singoli stadi.
ΔH è una proprietà estensiva. La variazione di Entalpia è direttamente
proporzionale alla quantità delle sostanze presenti nel sistema (sono riferite
a 1 mole).
Il ΔH cambia di segno quando un processo viene invertito. 15
GLI ELETTRONI NEGLI ATOMI
Onde:
Un’onda è una perturbazione che trasmette energia attraverso un mezzo.
Radiazione elettromagnetica:
La luce è una radiazione elettromagnetica che si propaga attraverso lo
spazio sotto forma di campi elettrici e magnetici che oscillano su piani
ortogonali. 8
v = c = 3 × 1
0 m/s
Natura ondulatoria della luce: Lunghezza d’onda l distanza tra due creste (m)
Frequenza n numero di cicli subiti dall’onda
-1
nell’unità di tempo (s o Hz)
Nel vuoto tutti i tipi di radiazione si propagano
8
ad una velocità di 3.00 x 10 m/s
velocità della luce
:
c = ν λ 16
Differenza tra onde e particelle:
Una particella di materia che entra in uno
stagno varia bruscamente la velocità e poi
segue una traiettoria curva perché la maggiore
resistenza l’acqua ne rallenta gradualmente il
moto. Un’onda che si propaga dall’aria all’acqua con
angolo incidente 1 180° si rifrange (varia la
propria velocità e anche la direzione di
propagazione). L’angolo di rifrazione dipende
dai due materiali e dalla lunghezza dell’onda λ
.
Caratteristiche delle onde: Interferenza costruttiva:
le creste si sovrappongono
rafforzandosi; creste e ventri sono in
accordo di fase e le due onde si
sommano.
Interferenza distruttiva:
le creste si sovrappongono ai ventri e si
elidono con questi; creste e ventri sono
sfasati e portano alla cancellazione delle
due onde (onde in opposizione di fase). 17
Gas Eccitati & Struttura Atomica:
Se si applica una differenza di potenziale elevata ad un gas a bassa pressione
gli atomi assorbono energia e passano nello stato eccitato, ed essi emettono
una luce di un determinato colore, caratteristico di ciascun atomo.
Spettri Atomici:
Gli spettri atomici suggeriscono che per gli atomi gassosi eccitati è disponibile
solo un numero limitato di valori di energia. Gli spettri atomici permettono di
individuare univocamente un certo elemento chimico, come un codice a barre.
Equazione di Balmer (1885):
Studiando la regolarità negli spettri a righe degli atomi, scoprì che le frequenze
nella parte visibile dello spettro dell'idrogeno potevano essere rappresentate
con grande precisione da una formula semplicissima:
( ) 7 −1
1 1 1
= R − R = c
ostante di Rydberg = 1
.096776 × 1
0 m
2 2
λ 2 n n=3,4,...
Equazione di Rydberg (1890):
Con questa equazione era possibile calcolare la lunghezza d’onda delle linee
spettrali non solo nel visibile ma in tutto lo spettro elettromagnetico:
Radiazione di Corpi Riscaldati:
Un corpo solido freddo non produce luce, ma al crescere della temperatura
comincia a diventare luminoso e a cambiare colore. Un metallo incandescente
cambia il suo colore e diventa prima rosso, poi arancione, e infine di un
giallo-bianco abbagliante. 18
Energia e lunghezza d’onda:
Un corpo solido emette luce visibile quando viene riscaldato a circa 1000 K.
Questo tipo di emissione è detto « radiazione di corpo nero ».
L’intensità e il colore della luce varia con la lunghezza d’onda l che dipende
dalla temperatura della sorgente.
L’intensità della radiazione emessa dai solidi caldi avrebbe dovuto crescere
sempre, dando una «catastrofe ultravioletta» (ogni oggetto caldo avrebbe
«devastato&r
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Appunti esame Chimica inorganica
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Domande esame orale di Chimica generale e inorganica
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Appunti esame Chimica inorganica
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Chimica generale pt 3 - Riassunto per esame orale di chimica generale, appunti presi a lezione