Erbivoria
Pascolatori
- I pascolatori attaccano alcune o molte prede individuali nel corso della loro vita, ma consumano soltanto una parte di ciascuna preda individuale e quindi di solito non uccidono la loro preda, specialmente a breve termine.
Questi comprendono:
- I bovini, gli ovini, le locuste
- I bruchi roditori mobili
Effetti dell'erbivoria
Gli effetti dell’erbivoria su una pianta dipendono da quali parti vengono influenzate esattamente e dal momento in cui viene condotto l’attacco rispetto allo sviluppo della pianta.
Conseguenze dell'erbivoria
- Riduce l'ombreggiatura delle altre foglie facendo aumentare la loro attività fotosintetica
- Determina la mobilizzazione dei carboidrati accumulati
Dopo la defogliazione, il riaccrescimento della varietà «Liscate» del loglio italiano (Lolium multiflorum) è migliore di quello della varietà «S.22» per quanto concerne (a) l’allungamento delle foglie e (b) l’espansione dell’area fogliare, ma non (c) la formazione di germogli di accrescimento. La frazione di carboidrati idrosolubili presente nel fusto e nelle radici della varietà «Liscate» era del 27% maggiore di quella presente nella varietà S22.
- Determina una modificazione della modalità di distribuzione dei prodotti della fotosintesi ed, in particolare, di mantenere un giusto rapporto radici/germogli. Così nelle piante con radici danneggiate vengono ripristinate le radici mal funzionanti, mentre nelle piante con i germogli danneggiati vengono ripristinati i germogli e le foglie con inadeguate velocità di fotosintesi.
- Determina un aumento della velocità di fotosintesi riferita all’unità di area fogliare. Agropyron smithii, defogliata sperimentalmente, ha prodotto un aumento della velocità di fotosintesi nell’unità di area fogliare del 10% sulle foglie residue. Tale aumento di velocità si può avere anche quando vengono creati nuovi “pozzi” come accade quando gli afidi consumano grandi quantità di carboidrati.
- L’asportazione di anelli di corteccia e il consumo di meristemi possono uccidere la pianta. Le graminacee sono particolarmente resistenti al pascolo grazie al fatto che, nella maggior parte delle specie, il meristema si trova a livello del terreno tra le guaine fogliari basali.
- Gli erbivori possono agire come vettori di agenti patogeni (es. i coleotteri scolitidi che agiscono da vettori del fungo che causa la moria degli olmi; le cicatrici di alimentazione create dai bruchi di Cactoblastis sulle cactacee Opuntia in Australia vengono invase da batteri).
- Gli erbivori possono avere effetti che sono in apparenza lievi ma in realtà profondi. Alberelli di Tilia infestati da afidi, hanno mostrato un accrescimento del volume epigeo normale, ma un accrescimento di nuove radici quasi nullo.
- Una defogliazione ripetuta può uccidere le piante. Una singola defogliazione delle querce per opera di Lymantria dispar ha determinato un tasso di mortalità del 5%. Tre defogliazioni successive, intense, hanno determinato una mortalità dell’80%.
- Molte plantule vengono uccise dagli erbivori
- L’erbivoria può determinare un ritardo della fioritura. Ciò può determinare un aumento della longevità delle piante (es. Poa annua).
- Gli erbivori distruggono spesso direttamente le strutture riproduttive (es. su un terreno sottoposto ad un intenso pascolo da bovini nel Galles settentrionale, solo il 15% dei ranuncoli fioriti ha prodotto semi. Il 48% dei ranuncoli fioriti ha prodotto semi su un terreno sottoposto a pascolo leggero).
Amensalismo
- Interazione -/0 dove la popolazione 1 è inibita e la popolazione 2 non è influenzata.
- Alcuni studiosi definiscono questa interazione come competizione asimmetrica.
A) Veduta aerea di arbusti aromatici di Salvia leucophylla e di Artemisia californica che invadono la prateria annuale nella Santa Inez Valley della California ed esibiscono inibizioni biochimiche. B) Veduta ravvicinata che mostra gli effetti di zonazione delle tossine volatili prodotte dai cespugli di Salvia, visibili sulla sinistra, al centro in A. Tra A e B c’è una zona di due metri, scabra, eccetto per poche, minute ed inibite piantine. I sistemi radicali degli arbusti che si estendono sotto a parte di questa zona sono pertanto liberi da competizione con altre specie.
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