corso di FISICA TECNICA
(L_MECC) AA 2019/20
ELENCO DOMANDE
isentropica
1) Postulato di stato 26) Macchina termica
2) Portata in massa con flusso (dimostrare le 3 possibili
monodimensionale soluzioni logiche)
3) Esperimento pvT 27) Teorema di Carnot con
4) Equazione di stato dei gas dimostrazione
ideali 28) Ciclo di Carnot diretto
5) Proprietà del vapore saturo 29) Ciclo di Carnot inverso
6) Temperatura ridotta e 30) Espansori a vapore
pressione ridotta 31) Espansori a gas
7) Principio degli stati 32) Compressori di vapore
corrispondenti 33) Compressori di gas
8) Quando un gas reale si può 34) Rendimento isentropico
considerare a comportamento 35) Caldaie e generatori di
ideale vapore
9) Proprietà del gas reale a 36) Miscelatori adiabatici
comportamento ideale 37) Valvole di laminazione
10) Proprietà dei liquidi 38) Ciclo diretto a vapore
11) Perché il calore specifico nei 39) Rendimento di 1° e di 2°
liquidi non dipende dal tipo di principio
trasformazione 40) Ciclo di Joule
12) Grandezze di stato e 41) Ciclo Otto
grandezze di scambio 42) Ciclo Diesel
13) 1° principio della 43) Ciclo inverso a
termodinamica: equazione di compressione di vapore
bilancio dell’energia per 44) COP
sistemi chiusi 45) Proprietà dell’aria umida
14) Definire l’entalpia a partire 46) Trasformazioni dell’aria
dal lavoro di pulsione umida
15) Equazione di bilancio di una 47) Legge di Fourier
proprietà estensiva 48) Conduzione termica
16) 1° principio della 49) Dimostrare che i gruppi
termodinamica: equazione di adimensionali (Nu, Pr, Re, Gr)
bilancio dell’energia per sono tali
sistemi aperti 50) Legge di Newton per la
17) Equazione di bilancio convezione
dell’entropia 51) Radiazione termica
18) Entropia 52) Corpo nero
19) Reversibilità ed 53) Distribuzione di Planck
irreversibilità 54) Analogia elettrica per i
20) Trasformazioni meccanismi combinati di
endoreversibili scambio termico
21) Equazioni del TdS 55) Scambiatori di calore
22) Lavoro di variazione di 56) Scambiatori in Equi-
volume, lavoro di elica o corrente e in Contro-corrente,
all’albero valutare le differenze
23) Equazione di Bernoulli 57) Equazione dell’ energia
24) Trasformazioni politropiche meccanica
25) Perché un’adiabatica
reversibile è anche
1. Postulato di stato
Il numero di proprietà interne, intensive, indipendenti, necessario a definire
lo stato di un sistema a un componente è pari a uno più il numero di
modi in cui esso può significativamente scambiare lavoro reversibile.
2. Portata in massa con fluido monodimensionale
In molte applicazioni che riguardano i sistemi aperti, più che la massa di
fluido entrante e uscente da un sistema in un tempo di osservazione finito,
interessa conoscere la massa fluente nell’unità di tempo, cioè la rapidità
con cui la massa si sposta nel sistema.
Per permettere una analisi punto per punto nel sistema, e quindi fornire
una indicazione esatta all’istante considerato, ci si riferisce alla massa che
fluisce nel sistema in un tempo elementare; in simboli:
Si definisce dunque portata massica (m· ) la massa che fluisce nel sistema
nell’unità di tempo. L’unità di misura è una massa diviso un tempo, cioè
[kg/s]
La portata massica che attraversa un generico varco della superficie di
controllo del sistema è pari al prodotto della densità del fluido per la misura
della sezione trasversale del condotto per la velocità del fluido.
Esperimento
3. PVT
Al fine di esplorare la correlazione che lega le varie proprietà di un sistema
semplice si prendono in considerazione le 3 proprietà più facilmente
misurabili, pressione, volume specifico e temperatura, e si sottopone il
sistema a un semplice esperimento. Si racchiude una
quantità nota della sostanza pura all’interno di un sistema pistone-cilindro:
il pistone può scorrere senza attrito all’interno del cilindro e con le masse
poste in testa più il suo peso proprio realizza una pressione nota e
costante.Partendo da una situazione di equilibrio al sistema viene fornito
calore in maniera quasi-statica (nella realtà dopo aver fornito calore al
sistema pistone-cilindro mantenuto in un bagno termostatico si aspetta un
tempo sufficiente affinché il sistema raggiunga l’equilibrio) misurando man
mano la temperatura e il volume specifico.
La procedura viene ripetuta per molti stati di equilibrio in modo da
registrare una quantità sufficiente di terne di valori (p), (v) e (T), capaci di
descrivere compiutamente il comportamento del sistema.
Affinché il sistema investigato possa considerarsi semplice occorre
accertarsi che siano assenti o trascurabili tutti gli effetti di tipo elettrico,
magnetico, elastico, inerziale, superficiale ecc.
Le fasi dell’esperimento PVT:
Fase solida Aumento temperatura e volume specifico
Fusione Si fornisce calore ma la temperatura rimane
costante
Fase liquida Aumento temperatura e volume
Vaporizzazione Si fornisce calore ma la temperatura rimane
costante
Fase aeriforme Aumento temperatura e volume
4. Equazione di stato dei gas ideali
Temperatura
Pressione assoluta
V.specifico molare Costante universale gas (8314.472 J/kmol K)
Dove:
n è la massa del gas in moli
m è la massa del gas
5.Proprietà del vapore saturo
La zona cosiddetta del vapore saturo è quella contraddistinta dalla
coesistenza delle fasi liquida e aeriforme. La regola delle fasi suggerisce
che un sistema costituito da due fasi, cioè in condizioni di saturazione,
possiede un solo grado di libertà: in saturazione, all’equilibrio, se varia una
tra le due proprietà intensive pressione e temperatura l’altra varia di
conseguenza in quanto esiste una corrispondenza biunivoca tra le due. A
ogni valore della temperatura corrisponde quindi un solo valore di
pressione che mantenga il sistema nelle
condizioni bifasiche.
6. Temperatura ridotta e pressione ridotta
Occorre introdurre un criterio generale che possa definire per ogni gas il
valore di temperatura e pressione oltre i quali il suo comportamento
possa essere descritto dal modello di gas ideale in maniera accettabile.
Il termine di confronto per generalizzare il risultato è dato dal valore che
la pressione e la temperatura assumono al punto critico, con
conseguente utilizzo dei valori ridotti della temperatura e della
pressione:
È evidente invece la tendenza delle sostanze ad avvicinarsi al valore (Z = 1)
quando la pressione ridotta tende a zero. Per definire un criterio quantitativo,
pur di larga massima, si può dire che quando (pR < 0,01) l’errore è accettabile
anche se (TR < 1), mentre al di sopra della temperatura critica, (TR > 1),
l’errore diventa accettabile purché sia (pR < 0,1).
Quando poi la temperatura ridotta diventa sufficientemente alta, per esempio
(TR > 2), allora l’influenza della pressione diventa trascurabile, per cui si può
dire che il comportamento della sostanza pura reale è ben descritto dal
modello di gas ideale quando la sua temperatura ridotta è maggiore di 2 anche
per valori superiori alla pressione critica, purché non di troppo.
In definitiva, se: allora il
gas si può considerare a comportamento ideale.
7. Principio degli stati corrispondenti
Il Principio degli stati corrispondenti, principio non rigorosamente esatto
afferma che per tutte le sostanze vale, ed è unica,
l’equazione:
Le proprietà ridotte normalizzano i valori della pressione e della temperatura,
confrontandoli con i valori critici caratteristici della sostanza.
In altre parole, il principio degli stati corrispondenti stabilisce che le proprietà
ridotte di tutti i fluidi sono sostanzialmente le stesse se confrontate a uguali
temperature e pressioni ridotte. Il fattore di comprimibilità (Z) è quindi
all’incirca lo stesso per tutti i gas alla stessa temperatura ridotta e pressione
ridotta.
8. Quando un gas reale si può considerare a
comportamento ideale
Se: allora il gas si può considerare a comportamento
ideale .
9. Proprietà del gas reale a comportamento ideale
È evidente invece la tendenza delle sostanze ad avvicinarsi al valore (Z =
1) quando la pressione ridotta tende a zero. Per definire un criterio
quantitativo, pur di larga massima, si può dire che quando (pR < 0,01)
l’errore è accettabile anche se (TR < 1), mentre al di sopra della
temperatura critica, (TR > 1), l’errore diventa accettabile purché sia (pR <
0,1). Quando
poi la temperatura ridotta diventa sufficientemente alta, per esempio (TR >
2), allora l’influenza della pressione diventa trascurabile, per cui si può dire
che il comportamento della sostanza pura reale è ben descritto dal modello
di gas ideale quando la sua temperatura ridotta è maggiore di 2 anche per
valori superiori alla pressione critica, purché non di troppo.
In definitiva un gas ideale è poco denso ed ha una bassa pressione e alta
temperatura.
10. Proprietà dei liquidi
Le proprietà nella zona del liquido (sia saturo che sottoraffreddato) possono
essere calcolate partendo dall’osservazione che i liquidi, almeno negli stati
non troppo vicini al punto critico e quando la differenza di pressione tra la
fine e l’inizio della trasformazione non sia troppo elevata, si comportano
come fluidi incomprimibili(non varia il volume specifico al variare della
pressione). La incomprimibilità dei liquidi si manifesta nel ridurre
l’equazione di stato all’espressione:
11. Perché il calore specifico nei liquidi non dipende
dal tipo di trasformazione
In base al postulato di stato, nel caso generale di un sistema semplice
comprimibile una qualsiasi proprietà può essere data in funzione di due
proprietà indipendenti. Per esempio, l’energia interna (u), può essere data
come: u =
u(T, v)
Differenziando si ha:
Dalla definizione di calore specifico a volume
costante:
dal fatto che per un fluido incomprimibile: dv= 0 discende che la variazione
cvdT
di energia interna può essere calcolata come: du =
Per come è definito, il calore specifico di un fluido incomprimibile è funzione
della sola temperatura e, di conseguenza, anche l’energia interna di un fluido
incomprimibile è funzione della sola temperatura.
Una immediata conseguenza è che:
Se per l’energia interna vale la
dipendenza dalla sola temperatura, non altrettanto può dirsi per l’entalpia: h =
u(T) + pv
in quanto il termine (pv) non può, in generale, essere considerato dipendente
dalla sola temperatura, come invece avviene per il gas ideale.
Differenziando l’espressione per l’entalpia si ottiene: dh = du(T) + vdp +
pdv
Poiché il termine (pdv) è nullo per l’ipotesi di incomprimibilità, rimane: dh =
du(T) + vdp
da cui discende immediatamente: Cioè, nella
ipotesi di incomprimibilità non c’è distinzione tra calore specifico a pressione
costante e calore specifico a volume costante.
Grandezze di stato e grandezze di scambio
12.
La grandezza di stato è matematicamente una funzione di punto (dipende dallo
stato in cui si trova il sistema e non dal cammino percorso dal sistema per
raggiungere quello stato). La grandezza di scambio, invece, è una funzione di
linea (è definita sul cammino percorso per raggiungere un certo stato finale
partendo da uno stato iniziale, e da quel cammino dipende).
13. Primo principio della termodinamica: equazione di
bilancio dell’energia per sistemi chiusi
Nei sistemi chiusi non c’è flusso di massa tra sistema e ambiente
esterno, per cui gli scambi di energia possono avvenire
solo come calore e come lavoro.
In maniera del tutto generale si può scrivere l’equazione di
bilancio dell’energia scrivendo, per la massa di controllo, (MC), che
rappresenta il
sistema chiuso:
Per non correre il rischio di complicare le cose con la convenzione dei segni
adottata in precedenza, in queste formulazioni, quando compaiono disaggregati
tra quota in entrata e quota in uscita, il calore e il lavoro vanno sempre presi in
valore assoluto.Al fine di semplificare anche la formulazione più generale appena
vista conviene
posizionare a primo
membro tutto il calore e
il lavoro scambiato, così:
Poi, ricordando la convenzione dei segni, opposta per il calore e per il
lavoro, torna utile scrivere sinteticamente: (Q)
dove il simbolo rappresenta la differenza
tra il calore in ingresso e quello in uscita dal sistema, entrambi presi col
(L)
loro valore assoluto, mentre il simbolo rappresenta la differenza tra il
lavoro in uscita e quello in ingresso, anch’essi presi col loro valore assoluto.
Come è noto le quantità riferite alle grandezze specifiche si indicano con le
lettere minuscole, per cui la formulazione precedente si trova normalmente
scritta così: dt),
Se invece il tempo di osservazione è infinitesimo, e pari a ( la
formulazione del 1° principio per un sistema chiuso risulta:
14. Entalpia a partire dal lavoro di
pulsione
Il lavoro compiuto per permettere al volumetto di fluido
( ΔVe ) di entrare nel sistema si chiama lavoro di pulsione .
Si tratta di lavoro fatto dall’a
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