Domande aperte sugli effetti dello stress
Effetti dello stress sull'apparato dermatologico
La cute è particolarmente sensibile allo stress, come esemplificato da manifestazioni quali lichen, psoriasi, prurito, orticaria, dermatite atopica e alopecia areata. La psoriasi è una malattia cronica della cute con esacerbazioni e remissioni, caratterizzata da placche rosse e pruriginose; lo stress agisce aggravandone i sintomi. Nella dermatite atopica (o eczema atopico) si ha pelle secca che si desquama e prude; sembrerebbe esistere una relazione tra dermatite atopica ed eventi stressanti, evidenza scientifica. L’alopecia areata, infine, è una condizione in cui si perdono peli in una parte dello scalpo, benché la malattia possa poi diffondersi in tutto il cranio. Si tratta di una malattia autoimmune con anomalie dell'innervazione del follicolo. Solitamente l'alopecia areata si risolve spontaneamente, specialmente nei pazienti che presentano un maggior grado di fiducia nella possibilità di una guarigione.
Effetti dello stress sull'apparato digerente
I legami tra stress e disturbi gastrointestinali sono testimoniati dalla sindrome dell'intestino irritabile, dalle ulcere peptiche e dal reflusso gastroesofageo. La sindrome dell'intestino irritabile (SII) è un disturbo che causa distensione addominale, dolore e alterazione della consistenza delle feci, tipicamente preceduti da un evento stressante; il transito di materiale attraverso l'intestino crasso (o colon) è accelerato, mentre quello lungo l'intestino tenue è rallentato. A questi due fenomeni corrispondono il sistema parasimpatico (che provoca stimolazione della motilità) e ortosimpatico (inibizione della motilità). La SII è frequente in alcune patologie psichiatriche caratterizzate da ansia, depressione e PTSD, per cui curare questi disturbi può talvolta alleviare i sintomi del disturbo intestinale.
Inoltre, lo stress è in grado di agire sulla SII grazie al fatto che il sistema nervoso enterico (SNE), alla base della motilità intestinale, aumenta la sensibilità della connessione tra questi due sistemi. Si pensi ora al percorso dell'informazione, che va dal mondo esterno al SNC, dal SNC al SNA e infine al SNE e alla muscolatura liscia della parete intestinale: si ritiene che lo stress contribuisca a rendere anomalo questo percorso, ad esempio attraverso il coinvolgimento del CRF a livello cerebrale, tant'è che gli antagonisti del CRF possono rappresentare un valido aiuto nella SII. Oltre allo stress, anche un'infezione intestinale può provocare SII, specialmente in pazienti stressati.
Quanto alle ulcere peptiche, queste possono essere causate da fattori di stress, che riducono la motilità e l'irrorazione sanguigna della mucosa gastrica; a sua volta, questo provoca una ridotta protezione della parete dello stomaco (muco) dalle sostanze acide. Tuttavia, recentemente è stata scoperta l'importanza dell'Helicobacter pylori nell'eziopatogenesi dell'ulcera gastrica. Quanto al reflusso gastroesofageo, lo stress ne esacerba i sintomi per inibizione dello sfintere esofageo inferiore e conseguente aumento della sensibilità agli acidi.
Stress e sistema immunitario
Il sistema immunitario. Esistono due categorie di risposte immunitarie, mediate da tipi diversi di linfociti e di sostanze prodotte dai linfociti (es. interleuchina): la risposta cellulare, messa in atto contro patogeni intracellulari (es. virus) e la risposta umorale, contro patogeni extracellulari (parassiti, batteri).
Effetti del sistema immunitario su quello nervoso
A seguito di una risposta immunitaria, le citochine, ormoni rilasciati durante una risposta immunitaria, informano il SNC dell’attivazione del sistema immunitario attraverso il nervo vago; la principale citochina coinvolta in questo processo è l’interleuchina (IL-1). È stato osservato che iniezioni di IL-1 nel liquido cerebrospinale hanno effetti molto potenti sul comportamento, producendo una reazione di malattia con febbre, ritiro dal contatto sociale e riduzione dell’esplorazione; tale reazione consente di risparmiare energie da spendere per i meccanismi di guarigione. Infine, sistema nervoso e immunitario sono connessi in quanto l’IL-1 provoca il rilascio di CRF.
Effetti del sistema nervoso su quello immunitario
Il sistema nervoso può agire su quello immunitario in maniera diretta oppure indiretta (cioè tramite la mediazione del sistema endocrino). Ad esempio, sui globuli bianchi sono presenti recettori che si legano a neurotrasmettitori rilasciati dal sistema nervoso e ad ormoni rilasciati dal sistema endocrino; questo fatto suggerisce che il sistema nervoso possa eccitare o inibire la liberazione dei globuli bianchi, e che pertanto il sistema immunitario sia almeno parzialmente sotto il controllo della branca simpatica del SNA.
Anche lo stress può modulare, inibendolo (down-regulation) oppure stimolando (up-regulation) il sistema immunitario, con modalità differenti a seconda della tipologia di stress. Ad esempio, l’esposizione acuta a fattori di stress (es. dover tenere un discorso di pochi minuti davanti a un pubblico) può produrre un’up-regulation, dovuta ad attivazione simpatica, mentre fattori di stress prolungato, ma non cronico (es. un esame, un divorzio, lutto o deprivazione di sonno), rendono le cellule immunitarie meno attive e producono soppressione dell’immunità cellulare con conservazione dell’immunità umorale; infine, fattori di stress cronico sopprimono entrambe le tipologie di risposta immunitaria.
Ovviamente vale anche il discorso opposto: pazienti affetti da tumore sopravvivono più a lungo se ricevono supporto sociale; la guarigione di cicatrici post-chirurgiche è accelerata da uno stato emotivo positivo (effetto che sembrerebbe essere mediato da una maggiore attività immunitaria). Oltretutto, lo stress può esercitare sulla salute effetti diversi da quelli che si verificano per via nervosa ed endocrina, ad esempio con una riduzione delle ore di sonno, dell’attività fisica, della salivazione (che protegge da agenti patogeni), oppure con un aumento del consumo di alcol e sigarette.
Infine, ci si potrebbe chiedere per quale motivo lo stress moduli l’attività immunitaria. In condizioni di stress acuto, o di risposte attive, l’individuo potrebbe essere maggiormente esposto a lesioni e infezioni; d’altra parte, il sistema immunitario presenta dei costi energetici non indifferenti, e in condizioni di stress cronico potrebbe essere adattivo sopprimerne l’azione. Va segnalato poi che il sistema simpatico è attivo su organi del sistema immunitario come timo e milza, dal momento che è in grado di stimolare i recettori presenti sui linfociti di questi organi.
Stress e depressione (con enfasi sugli aspetti neurobiologici)
Lo stress rappresenta un fattore di rischio per la depressione, che a sua volta genera ulteriore stress. La depressione si accompagna:
- A un aumento dell’attività dell’asse IIS, un importante fattore causale nella depressione: in questa patologia, infatti, si riscontrano anche un ingrossamento del surrene ed elevati livelli di cortisolo nel sangue, conseguenza dell’incremento del segnale proveniente dai neuroni noradrenergici del locus coeruleus tipica della depressione; a sua volta, l’incremento di questo segnale potrebbe essere il risultato dell’aumentata attività dei neuroni contenenti CRF (che si trovano all’origine dell’asse IIS).
- All’indebolimento del feedback negativo dei corticosteroidi del cervello, il quale, in condizioni normali, dovrebbe inibire l’attività dell’asse IIS.
- Alla perdita di tessuto nell’ippocampo, che potrebbe essere dovuta alla tossicità di un eccessivo livello di corticosteroidi. Infatti, alti livelli di steroidi e di CRF sarebbero tossici per le cellule dell’ippocampo, aumentandone l’apoptosi (in particolare nel giro dentato e nella regione CA1, che presentano recettori per i glucocorticoidi), riducendone la neurogenesi e riducendo livelli di BDNF. Similmente, la sindrome di Cushing, caratterizzata da eccessiva secrezione di corticosteroidi, si accompagna talvolta a depressione. Il danno ippocampale si accompagna a disfunzione mnestica.
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Riassunto esame psicobiologia del ciclo di vita, docente Maravita, basato su dispense e testi del docente
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129 domande a risposta multipla e 39 domande tipiche, esame Psicologia Clinica, docente Madeddu
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Paniere di Farmacologia - domande a risposta multipla
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Tedesco - Domande aperte