INDICE
INDICE............................................................................................................................ 2
RESISTENZE AL MOTO.................................................................................................... 4
EQUAZIONE DELLA TRAZIONE..................................................................................... 6
L’ADERENZA................................................................................................................ 7
RUOTA PORTANTE O CONDOTTA............................................................................... 7
RUOTA MOTRICE....................................................................................................... 9
L’UTENTE STRADALE..................................................................................................... 11
CARICO DI LAVORO MENTALE O WORKLOAD.............................................................11
PSICOLOGIA DELLA VISIONE......................................................................................... 12
TEMPO DI PERCEZIONE E REAZIONE..........................................................................13
VISUALI LIBERE............................................................................................................. 14
DISTANZA DI ARRESTO.............................................................................................. 14
DISTANZA PER CAMBIO DI CORSIA............................................................................ 15
DISTANZA PER IL SORPASSO...................................................................................... 16
CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DELLE STRADE E LIVELLI DI SERVIZIO........................17
VELOCITA’ DI PROGETTO........................................................................................... 17
RETI STRADALI........................................................................................................... 18
LIVELLI DI SERVIZIO................................................................................................... 20
FASI PRELIMINARI DELLA PROGETTAZIONE...................................................................21
TRACCIAMENTO DELLA LINEA D’ASSE.......................................................................21
TRACCIOLINO.......................................................................................................... 21
POLIGONALE D’ASSE.............................................................................................. 22
ASSE DELLA STRADA.............................................................................................. 22
ANDAMENTO PLANIMETRICO DELL’ASSE STRADALE.....................................................23
RETTIFILI.................................................................................................................... 23
CURVE CIRCOLARI...................................................................................................... 24
CURVE A RAGGIO VARIABILE...................................................................................... 32
ANDAMENTO ALTIMETRICO DELL’ASSE STRADALE........................................................44
PENDENZE LIMITI ALL’AVVIAMENTO..........................................................................44
RACCORDI VERTICALI................................................................................................. 46
DIAGRAMMA DELLE VELOCITA’..................................................................................... 53
PROFILO DEI CIGLI........................................................................................................ 59
ORGANIZZAZIONE SEDE STRADALE..............................................................................66
2
CORPO STRADALE......................................................................................................... 83
LA SEZIONE TRASVERSALE........................................................................................... 85
LE TERRE...................................................................................................................... 87
+ come si costruisce la clotoide di continuità?
le intersezioni 3
RESISTENZE AL MOTO
Affinché un veicolo possa percorrere un tratto lungo l, è necessario un certo
lavoro pari al prodotto di una forza F per la lunghezza l. La forza R uguale ed
opposta a F è detta “RESISTENZA AL MOTO” ed è la somma di diverse
aliquote:
RESISTENZE ORDINARIE: Incontrate in piano e in rettilineo a velocità
costante per il solo fatto di muoversi
• RESISTENZA AL ROTOLAMENTO
• ATTRITO AI PERNI (trascurabile rispetto alla resistenza di rotolamento)
• RESITENZA DELL’ARIA
RESISTENZE ADDIZIONALI: Dovute a particolari condizioni di marcia, come
salita, curva e accelerazione
• RESISTENZA DI LIVELLETTA
• RESISTENZA IN CURVA
• RESISTENZA DI INERZIA
RESISTENZA AL ROTOLAMENTO
Oltre alla resistenza al rotolamento vera e propria, dovuta al lavoro di
deformazione delle ruote e della pavimentazione, comprende anche l’attrito ai
perni, la resistenza degli organi motori collegati alle ruote motrici e le asperità
della via. La resistenza al rotolamento cresce col diminuire della pressione dei
pneumatici e con l’aumentare della velocità. Dipende dal disegno del
battistrada e dallo stato della pavimentazione (asciutta o bagnata). In pratica è
pari alla forza per far muovere il veicolo in orizzontale e a bassa velocità,
trainandolo o spingendolo.
E’ proporzionale al peso P agente sulle ruote motrici attraverso un coefficiente
μ:
RESISTENZA DELL’ARIA
Dovuta alla sovrapressione nella zona anteriore e alla depressione nella zona
posteriore e all’attrito lungo le fiancate
dove
ρ = densità dell’aria___________S = superficie frontale del corpo in movimento
2
c = coefficiente di forma_______V [km/h] e v [m/s]____k = ρ*c/3,6 4
RESISTENZA IN CURVA
Somma di tutte le resistenze dovute alla variazione della direzione del moto.
Inversamente proporzionale al raggio della curva.
RESISTENZA DI LIVELLETTA
Componente della forza peso parallela al piano viario (inclinato di α)
α è piccolo quindi sinα = tanα = pendenza i, quindi:
in definitiva
dividendo per P si ottiene che i‰=R /P [kg/ton] è la “resistenza specifica di
l
livelletta”
Quando la strada è percorsa in discesa
la pendenza si prende con il segno –
e la resistenza di livelletta R si trasforma in
l
forza attiva. 5
RESISTENZA DI INERZIA
Forza che si oppone alla variazione di velocità di un corpo di massa m
dove
β tiene conto delle ulteriori resistenze nei veicoli che hanno grandi masse in
moto rotatorio durante la marcia (pistoni, ruote...). β=1 per le autovetture.
EQUAZIONE DELLA TRAZIONE
Con cui si determina lo sforzo necessario per vincere tutte le resistenze:
i segni – si riferiscono a marcia in discesa e decelerazione quindi non sono
resistenze al moto ma lo favoriscono 6
L’ADERENZA
RUOTA PORTANTE O CONDOTTA
Serve soltanto a portare il carico che grava su di essa. E’ sottoposta al
seguente sistema di forze
P : peso sull’asse della ruota
• T forza traente applicata all’asse
• Q resistenza di attrito al perno
• R resistenza di attrito tra ruota e pavimentazione
• f
C punto di contatto ruota-strada, Centro di istantanea rotazione
•
Quando, sottoposta alla forza traente T, la ruota tende a traslare rispetto alla
pavimentazione, nel punto C si genera la forza di attrito R che si oppone alla
f
traslazione eil cui valore massimo è
dove
f : coefficiente di attrito volvente tra le due superfici
CASO A: RUOTA ROTOLA REGOLARMENTE SULLA SUPERFICIE
STRADALE
La forza d’attrito che nasce, pari alla forza traente, deve permettere la
generazione di un momento di rotolamento M maggiore di quello resistente al
r
perno M =Q*a.
p
in altri termini 7
dividendo per r si ottiene
con R = Q*a/r resistenza di attrito al perno come se fosse una forza esterna
applicata all’asse della ruota
CASO B: PATTINAMENTO
La ruota avanza senza rotolare nel caso in cui
ovvero
Mentre la ruota, oltre a pattinare, avrebbe anche un parziale rotolamento se
CASO C: NESSUN MOTO
Nel caso in cui
ovvero 8
RUOTA MOTRICE
Ruota a cui, attraverso opportuni organi viene trasmesso un momento motore
M, che può pensarsi sostituito dalle due forze T e –T pari a M/r e applicate
rispettivamente in O e C. Sia R la somma di tutte le resistenze ed R la
p f
reazione tangenziale esplicata dall strada sulla ruota
CASO A: NESSUN MOTO
T < R e T < R
• p f
lo sforzo di trazione è minore delle resistenze ed è anche minore della reazione
esplicabile dalla strada
CASO B: LA RUOTA SLITTA
T < R e T > R
• p f
viene vinta la reazione della strada e si ha moto di rotazione attorno al punto O
che rimane fermo
CASO C: MOTO DI ROTOLAMENTO
T > R e T < R
• p f
ora si ha traslazione del punto O e contemporaneamente rotazione intorno ad
O, si ha cioè il moto di rotolamento con C centro di istantanea rotazione.
Affinchè si abbia il rotolamento occorre, oltre all’ovvia condizione che lo sforzo
di trazione sia almeno pari alla somma di tutte le resistenze, che T sia non
superiore alla reazione tangenziale esplicabile dalla strada. Nel caso in cui, per
un eccesso del momento motore, risultasse “T > R ”, la ruota avanzerebbe
fmax
ancora ma slittando, cioè con successivi scorrimenti della propria superficie su
quella della strada.
Al limite se “R 0”, la ruota non potrebbe avanzare e slitterebbe senza
f
traslare. 9
ADERENZA R f
Il cui valore massimo può intendersi come la forza di trazione limite prima che
si rompa il legame cinematico di rotolamento tra ruota e pavimentazione ed
avvenga lo slittamento. In sintesi, l’aderenza è la forza esterna che, fornendo
un appiglio alle ruote, consente la traslazione del veicolo.
L’entità dell’ADERENZA DISPONIBILE (come attrito) è data dal prodotto del
peso gravante sulle ruote motrici o peso aderente P , per il coefficiente di
a
aderenza f .
a
La condizione necessaria affinchè il veicolo possa avanzare è in ogni caso
COEFFICIENTE DI ADERENZA f a
Aumenta all’aumentare della superficie S di contatto e del peso P
• a
Diminuisce all’aumentare della velocità
• La presenza dell’acqua fa diminuire di poco f se la pavimentazione è
• a
pulita, mentre lo riduce sensibilmente (20-30%) in caso contrario.
Se il velo d’acqua ha spessore molto piccolo (< 0,5mm) è la velocità del
• mezzo è modesta, l’acqua viene drenata attraverso le sculture del
pneumatico, mentre se lo spessore è > 2mm può generarsi l’aquaplaning.
10
L’UTENTE STRADALE
L’affaticamento alla guida dipende dal carico di lavoro mentale cui è soggetto
l’utente.
CARICO DI LAVORO MENTALE O WORKLOAD
• Risposta a due domande:
1. Quanta attenzione è richiesta per compiere questa attività?
2. Quanto bene sarà possibile svolgere un’attività addizionale?
• Stima che l’operatore fa del livello marginale di attenzione richiesto da
una attività addizionale
LEGGE DI YERKES-DODSON Esiste un livello ottimale di carico di
lavoro mentale, in corrispondenza del
quale è più probabile avere le migliori
performance. Cadute di performance
(quindi aumento del rischio) possono
aversi sia per eccesso che per difetto di
carico di lavoro.
TEORIA OMEOSTATICA DEL COMPORTAMENTO DI GUIDA
L’affaticamento del conducente tende ad
allontanare il carico di lavoro da un
CONDIZIONE OMEOSTATICA attraverso la
quale il comportamento di guida è gestito
naturalmente. La probabilità di errore umano
è elevata sia per sovraccarico che per
sottocarico di lavoro mentale 11
PSICOLOGIA DELLA VISIONE
L’immagine di un oggetto si forma capovolta sulla
retina dove si trovano due tipi di terminazioni
nervose:
• CONI: distinzione dei colori
• BASTONCELLI: visione notturna
Nella FAVEA CENTRALE si ha la massima
distribuzione di coni e quindi una visione più
nitida. Se l’immagine nella parte periferica della
retina si avranno immagini confuse.
CAMPO DELLA VISIONE 2α: angolo solido che
sottende la favea centrale. 5-7°.
CAMPO DELLA VISIONE EFFETIVA ω: cono entro cui maggiormente si
concentra la visione dell’utente
CAMPO DELLA VISIONE PERIFERICA o TOTALE 2Φ: Angolo solida che
sottende la retina. 130-160°.
Tali prestazioni sono relative ad un osservatore fermo, se si è alla guida si la
riduzione dei campi di visione distinta e periferica. Si consideri un
oggetto di dimensioni
2a al quale si avvicina
un osservatore in
movimento con
velocità v. In un dato
istante osservatore ed
oggetto si trovano ad
una distanza x e la
dimensione dell’immagine sulla retina è 2a’. Se diminuisce x aumentano θ e
2a’. Essendo θ molto piccolo è possibile porre
Sperimentalmente, esiste per un valore di soglia (variabile con l’individuo)
oltre il quale si avvertono sensazioni di disagio (l’oggetto sembra investirci) per
cui si tende a diminuire la velocità. ( 12
TEMPO DI PERCEZIONE E REAZIONE
L’utente riceve tramite gli organi sensoriali (vista, udito, apparato vestibolare x
l’equilibrio variazioni di velocità) le informazioni che determinano la sua
condotta di guida. L’elaborazione di tali informazioni necessitano di un tempo
variabile da persona a persona detto
TEMPO DI PERCEZIONE E REAZIONE O TEMPO PSICOTECNICO
“Tempo, in condizioni di non vigilanza, necessario al conducente per azionare il
dispositivo di frenatura” (Koerner).
Il tempo psicotecnico varia da conducente a conducente e, per lo stesso
conducente, dipende da:
• GRADO DI ATTENZIONE diminuisce con la velocità
• COMPLESSITA’ DELL’EVENTO
• ASPETTATIVE DI GUIDA
quindi aumenta per eventi complessi o inattesi.
AMBIENTE URBANO
• 50° percentile 1,26 sec
• 85° percentile 1,665 sec (si assume nelle applicazioni)
• 99° percentile 2,28 sec
AMBIENTE EXTRAURBANO
I tempi vanno maggiorati di 0,5 sec a causa della MONOTONIA e FATICA. 13
VISUALI LIBERE
Al fine di garantire le condizioni di sicurezza della circolazione, IN CONDIZIONI
DI VEICOLO ISOLATO, il progettista deve verificare per ciascun tratto del
tracciato, la disponibilità per l’utente di VISUALI LIBERE per:
• ARRESTO
• CAMBIO DI CORSIA
• SORPASSO
DISTANZA DI ARRESTO
Spazio minimo necessario perché il conducente possa arrestare il veicolo in
condizioni di sicurezza in presenza di un ostacolo imprevisto. Quindi è pari alla
somma dello spazio percorso durante il tempo di percezione e reazione e dello
spazio percorso durante il tempo di frenatura
v: velocità del veicolo prima della frenatura
Per la stima di s occorre risolvere l’equazione della trazione
f 2
P*(μ + μ + i + β/g*dv/dt) + kSV = - M /r
c fren
Le norme (DM 5/11/2001) indicano:
• La velocità v deve assumersi pari alla velocità di progetto nel punto in cui
inizia la frenatura
• t [s] = 2,8 – 0,01*V[km/h]
pr
Allora la distanza di arresto è
Per tener conto della variazione di alcuni
parametri con la velocità (β, μ, μ ...) si
c
utilizza un COEFFICIENTE DI
ADERENZA EQUIVALENTE f che
e
dipende dalla velocità prima della
frenatura 14
Esistono anche degli abachi
DISTANZA PER CAMBIO DI CORSIA
Spazio di deviazione + Spazio percorso durante t pr
D [m] = 2,6V = 9,5v
Le norme stabiliscono c
(NB. SE IL TRATTO DI STRADA SOGGETTO A VERIFICA RICADE IN PIU’ DI UNA
CONDIZIONE, OCCORRE GARANTIRE IL MASSIMO TRA LE TRE DISTANZE) 15
DISTANZA PER IL SORPASSO
Tratto di strada che deve essere visibile affinchè il veicolo che si appresta a
superare possa assicurarsi che nessun veicolo sopraggiunga in senso contrario
durante il tempo richiesto per iniziare e concludere la manovra di sorpasso.
Lo schema utilizzato dalle norme italiane è il
SORPASSO IN VELOCITA’
un veicolo viaggia a velocità V e, raggiunto un altro veicolo a velocità minore,
esegue il sorpasso senza modificare la propria velocità
A veicolo con velocita v
B veicolo con velocità v-Δv
C veicolo in senso opposto sempre con velocità v
A, giunto nella posizione 0, giudica C sufficientemente lontano e, senza
rallentare, inizia il sorpasso e, dopo un tempo t , si trova con la parte anteriore
1
all’altezza della coda di B (pos. 1). Dopo un tempo t completamente
2
sorpassato B (pos. 2) e inizia la manovra di rientro che dura t (pos. 3). Affinchè
3
non vi sia collisione il veicolo C può trovarsi al più nella posizione C .
1
Essendo t = t = 4s; t = (l + l )/Δv = 2s
1 3 2 a b
D = d + d + d + d = 20v = 5,5V
s 1 2 3 4
essendo V la velocità di progetto del tratto di strada su cui avviene il sorpasso
SORPASSO IN ACCELERAZIONE
Il veicolo viaggia a velocità v, siaccoda al veicolo che lo precede e, quando
riconosce libera la distanza necessaria, accelera ed esegue il sorpasso 16
CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DELLE STRADE E LIVELLI DI
SERVIZIO
VELOCITA’ DI PROGETTO
Massima velocità costante che un veicolo isolato può tenere, con sicurezza,
lungo un tronco stradale
INTERVALLO DI VELOCITA’ DI
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