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Corporate finance non è attraverso la finanza che creiamo valore

Come si generano flussi? Come si crea valore? Con un’idea, svolgendo un’attività e con dei capitali, creiamo valore. Ma chi sono i soggetti che mettono flussi di cassa nell’impresa? L’imprenditore, i soci, i clienti. Gli unici che mettono soldi e creano flussi di cassa sono i clienti.

Imprese che creano valore

Quali sono le imprese che creano più valore? La creazione di valore è generare flussi di cassa netti positivi. Se voglio creare valore e se lo creerò veramente devo capire che gli unici soggetti che accresceranno il mio capitale in termini di valore sono i clienti, tutti gli altri soggetti sono prenditori di denaro.

Prenditori di denaro

  • Stato
  • Fornitori
  • Intermediari di vario genere (provvigioni)
  • Personale (in termini di peso nell’assorbimento di flussi di cassa prendono di più, ma l’azienda sono loro, senza di loro l’azienda non esiste)

I clienti sono i soggetti che dobbiamo considerare maggiormente per i nostri fini: non dobbiamo dimenticarci che alla fine saranno i clienti a metterci alla prova del valore, no clienti? No valore; no clienti che pagano? No valore. No clienti soddisfatti? No valore.

Ruolo della corporate finance

I metodi e i modelli che studiamo servono semplicemente per misurare, ma poiché attraverso tali misurazioni noi scopriamo diverse cose, introduciamo nuovi elementi.

Il ruolo della corporate finance

Creazione di valore e vantaggio competitivo durevole (Vcd)

Un’impresa crea valore solo e soltanto, e fino a quando, possiede un vantaggio competitivo. Nel momento in cui non sei il più forte non vinci più. Per un’impresa in cosa si concretizza il vantaggio competitivo? Come lo si acquisisce e come lo si perde? Come si mantiene nel lungo periodo? Quali sono i fattori che erodono il vantaggio competitivo? Allenarsi significa essere disciplinati, costanti, coerenti e non mollare mai, inoltre la capacità di adattarsi ai cambiamenti è fondamentale. Il fattore di erosione è l’entrata di nuovi competitors, l’introduzione di nuove tecnologie e la scarsa capacità di adattarsi.

Per creare valore un’impresa deve avere un rendimento del capitale investito superiore al suo costo medio ponderato del capitale (WACC). Il costo del capitale si calcola in base alla tipologia di fonte del capitale. Per calcolare il costo opportunità si stima il rendimento che ottiene un investimento alternativo con pari livello di rischio. Per spiegare un costo è necessario fare una stima e per ottenere la stima devo ricorrere ad un rendimento. Il WACC è la soglia minima di rendimento che deve avere il nostro progetto e che se otteniamo non ci consente di ottenere niente.

Mercato USA e vantaggio competitivo

Il mercato USA è un mercato forte. Se il mercato è efficiente e vige una relazione rischio-rendimento perfetta vuol dire che nessuno è migliore dell’altro. La relazione rischio-rendimento sul mercato è vecchia perché è calcolata dall’inizio del mercato sino ad ora, ma non tiene conto di domani, dopo domani o i giorni successivi, e quando noi vogliamo effettuare un investimento la relazione rischio-rendimento è volta al futuro. Il limite della teoria dell’asset pricing model è che si basa su dati “vecchi”.

Qual è la leva che dobbiamo sviluppare per cercare di essere più predittivi su quello che sarà il nostro rendimento? Le imprese che creano più valore per gli azionisti sono quelle dotate di un VCd. Creare valore sistematicamente in maniera superiore rispetto alle altre.

Imprese sul mercato americano che influenzano l’indice S&P:

  • Apple
  • Alphabet
  • Amazon
  • Facebook

Queste società creano valore per l’azionista. Il mercato italiano è asfittico. Il vantaggio competitivo deve essere durevole.

Le società con un vantaggio competitivo

  • Imprese che vendono un prodotto unico (Coca Cola ...)
  • Imprese che vendono un servizio unico (Moody’s ...)
  • Imprese che acquistano e vendono, a costo ridotto, un prodotto/servizio di cui i consumatori hanno costantemente bisogno (Walmart ...)

Il marchio è più della metà della capitalizzazione borsistica e il vantaggio competitivo deriva dal marchio, che non è inattaccabile.

Indice di efficacia e qualità della Corporate governance

ISS —> Indice di efficacia e qualità della Corporate governance

Le decisioni di finanziamento e i metodi di scelta del leverage

Incentivazione del management

Finanza straordinaria

Fai un’acquisizione quando vuoi crescere e compri un’azienda già fatta. Fai uno spin off quando ha un ramo di azienda che non ti interessa più e lo vendi. Perché compri un’azienda? A cosa ti serve? —> Per valutare l’acquisizione devi capire se il capitale che hai investito per acquisire l’impresa rende tanto quanto rendeva il capitale prima di essere investito nell’acquisizione.

PIL: somma fatturato di tutte le imprese italiane. La somma dei PIL di tutti i Paesi Europei per la % di R&D è secondo solo alla Cina che attualmente si trova al primo posto e agli Stati Uniti.

L’impresa è una fonte di ricchezza, la principale per un Paese avanzato. Le persone sono l’unico elemento (ad eccezione delle squadre di calcio) che non può essere inserito in un asset anche se di un’importanza estremamente rilevante.

Corporate finance: business to finance businesses

Corporate finance: business to finance businesses (Zingales), si tratta di un’attività di finanziamento delle attività imprenditoriali. Si occupa di tutte le scelte circa i flussi di cassa che vanno a sostenere le attività imprenditoriali. Le sue principali aree sono:

  • Corporate governance
  • Valutazione d’azienda
  • Struttura finanziaria

Alla base ci sono i sistemi di decisioni finanziarie (fonti per raccogliere capitali per poi impiegarli e rigettarli sul mercato). La finanza non serve a nulla se l’investimento/progetto imprenditoriale è un “bad investment”, ovvero se non ha mercato e quindi clienti. Un’attività per poter funzionare deve avere un mercato, e un’impresa che svolge attività o investe in attività che possiedono un mercato solido sono destinate a creare valore. (L’impresa più longeva del mondo è un albergo in Giappone, seguito da molte aziende vinicole anche italiane).

Questo ci denota una forte relazione tra la corporate finance e la creazione di valore: la finanza è essenziale per le scelte di finanziamento e la gestione dei flussi di cassa, di conseguenza un buon investimento può diventare un cattivo investimento se si svegliano le scelte di corporate finance, quest’ultima fornisce una serie di sistemi e modelli che supportano l’investimento scelto. Esempi di Corporate Finance che possono rovinare un business sono diversi, uno di questi consiste nel sbagliare le scelte di finanziamento, oppure sbagliare scelte riguardo l’M&A (operazioni straordinarie: fusioni, acquisizioni..).

È importante tenere conto anche delle scelte dei consumatori, che sono legate ai gusti, alle mode, alle correnti, questi fattori scindono dalla corporate finance ma devono essere comunque considerati a livello di valore di impresa. La svalutazione di un marchio dovuto al cambio di rotta delle scelte dei consumatori porta inevitabilmente al crollo dell’impresa in termini di valore (Heinz); la perdita registrata non è tuttavia in termini di flussi, ma in termini di incapacità di creare ulteriore valore.

Obiettivo: massimizzare valore per gli azionisti

Sull’onda di questo obiettivo si effettuano le decisioni aziendali, con uno sguardo all’efficacia e all’efficienza. L’obiettivo è la forza del corporate finance. La debolezza è che i risultati ottenuti valgono solo se si accetta come unico obiettivo la massimizzazione di valore. Il valore si crea soltanto se c’è un buon business, e quest’ultimo è garantito da un vantaggio competitivo durevole, tale vantaggio deve esistere nel presente e nel passato e deve essere sostenibile in futuro.

Mercato efficiente: garantisce la corretta relazione rischio-rendimento.

Stato patrimoniale tradizionale

(si tratta di tutte poste a medio/lungo termine)

Asset Liabilities
Current assets (es: magazzino) Equity (capitale paziente, senza una scadenza)
Financial investment Financial debt
Titoli Correnti (debiti che vanno restituiti nell’esercizio successivo)
Obbligazioni Consolidati (molto simili al capitale paziente perché la restituzione è distribuita in tempi più lunghi)
Intangible assets: brevetti, licenze,avviamento (goodwill), occorre verificare se tutto quello che è stato impiegato nell’intagibile crea del sovrareddito, se ciò non accade c’è inevitabilmente un assorbimento di capitale paziente.

Stato patrimoniale dal punto di vista del corporate finance

Asset Liabilities
Investimenti in essere (asset in place): investimenti già pagati che generano dei flussi di cassa netti positivi Equity
Opportunità di investimento future (growth assets) valori attesi dei flussi di cassa futuri, nel bilancio non figurano, ma sono prezzati sul mercato (DCF—> discounted cash flow: quello che si pensa di ottenere in futuro, scontato e inserito nel prezzo). La valutazione fatta dal mercato include gli asset in place e i growth assets. Debt

Il mercato è efficiente, ma allora cosa porta a guadagni e perdite di mercato? Ciò avviene a causa di comportamenti irrazionali dettati dalla paura. Ci si chiede cosa genera la Paura? Riflessione: perché si compra in un mercato BULL (prezzi che salgono) e si vende in un mercato BEER (prezzi che scendono) —> effetto gregge.

Vcd—> Vantaggio competitivo durevole

La creazione di valore di medio/lungo termine dipende dalla durabilità del vantaggio competitivo. Come si fa a capire se una società ha un vantaggio competitivo durevole:

  • Se l’impresa presenta margini elevati continui (sotto il 20% è un risultato scarso; Apple ha un Gross Margin del 40% costante ed è un risultato molto positivo, Coca Cola dell’80% ed è un risultato estremamente positivo). Dove trovo questo dato? Nel CE. È importante che i margini siano continui e sostenibili nel futuro, la durabilità si può prevedere, non è una garanzia ma leggendo i bilanci si hanno informazioni a sufficienza. Ciò che indipendentemente tiene conto di questi fattori è il mercato, ma leggendo i bilanci si può anticipare.
  • Se il debito è assente o molto basso: si tratta di imprese che non hanno bisogno di indebitarsi, perché genera flussi sufficienti ad autofinanziarsi. Si tratta di imprese che presentano esclusivamente qualche debito corrente “regalato” dalle banche per aumentare il loro rating riducendo il rischio.
  • Se l’impresa può evitare spese in R&D: imprese con vantaggi competitivi durevoli non hanno bisogno di R&D perché non necessitano di cambiamenti (Coca Cola, Nutella, Ferrovie Canadesi), il prodotto si vende anche senza essere cambiato.
  • Se gli utili sono continui o meglio in crescita

I due fattori che sostengono la formazione di un VCd sono:

  • Leadership di costo
  • Diversificazione di prodotto

La fonte dei profitti è più importante dei profitti stessi. Tali dati si colgono dal CE che evidenzia i margini partendo da costi e ricavi; le spese operative devono essere costanti e non possono scendere oltre un certo livello.

Dove cerco le info per trovare il valore delle imprese?

—> Financial triangle

  1. Conto economico: ricavi - costi = surplus (utile/perdita)
  2. Stato patrimoniale: la voce principale per le valutazioni è sicuramente il patrimonio netto, che rappresenta il valore dell’impresa dal punto di vista contabile ovvero di book value. Maggiore è il patrimonio minore è il ricorso alle fonti esterne di finanziamento e dunque è minore il rischio di fallimento.
  3. Calcolo del cash flow (rendiconto finanziario): entrate - uscite

Oltre a queste informazioni è sicuramente fondamentale tenere conto delle growth opportunities prezzate grazie alla formula di Black e Sholes.

Stato patrimoniale

Attivo Passivo
Immobilizzazioni nette Capitale netto
Disponibilità non liquide Passività correnti
Liquidità differite Passività consolidate
Liquidità immediate

*passività correnti: debiti finanziari che scadono l’anno successivo

*immobilizzazioni nette: illiquide

Margine di tesoreria

È un indicatore finanziario della liquidità dell'impresa. In particolare indica la capacità dell'impresa a "soddisfare" i debiti a breve e medio termine mediante la liquidità disponibile (cassa e banche) o con i crediti a breve e medio termine. Se il suo valore è positivo siamo di fronte a una buona situazione finanziaria; se negativo, la situazione finanziaria è squilibrata può anche essere negativo, questo non significa che l’impresa non è in grado di pagare, ma semplicemente potrebbe non averlo ancora fatto.

Può essere calcolato:

  • Capitale circolante netto - rimanenze
  • (Attività correnti - rimanenze) - passività correnti
  • Liquidità immediate + crediti a breve - debiti finanziari + debiti a breve

Margine di struttura

Mezzi propri - Capitale fisso; —> È un indicatore di medio-lungo periodo di solidità patrimoniale, se positivo il capitale netto dell’impresa copre tutto l’attivo più l’illiquido.

Capitale circolante netto

Attività correnti - passività correnti; —> Il CCN è una misura della capacità del management di gestire l'attività operativa corrente d'impresa.

*magazzino: questo asset più è grande più comporta costi all’impresa, è importante calcolare il tasso di rotazione del magazzino proprio per valutare la situazione dell’impresa, cercando di conoscere eventuali prodotti a rischio obsolescenza, o altre condizioni negative. Più è alto, meglio è; se tale tasso è basso occorre prestare attenzione e verificare se il dato scritto in bilancio corrisponde al vero valore dei prodotti analizzati.

NET SALES (VENDITE NETTE) - COST OF SALES (COSTO DEL VENDUTO) = GROSS MARGIN (PROFITTO LORDO) COST OF SALES —> contiene solo i costi che si riferiscono alle vendite della prima riga del bilancio riclassificato; è diverso dal costo di produzione che tiene conto dei pezzi prodotti anche se non ancora venduti.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elena.schivo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Corporate finance e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Miglietta Nicola.
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