CELLULE E ORGANELLI
PROPRIETA’ E STRATEGIE DELLE CELLULLE
La cellula è l’unità fondamentale, la struttura base di tutti gli organismi viventi. Le proprietà fondamentali degli esseri
viventi sono:
• Metabolismo: insieme delle reazioni biochimiche che avvengono in una cellula. per sostenere io proprio
metabolismo, ogni cellula utilizza fonti di energia.
• Irritabilità: ogni cellula deve percepire e rispondere a stimoli provenienti dall’esterno.
• Capacità di riprodursi : Si duplica e trasmette tutte le informazioni ereditarie, i principali sistemi biochimici
e molecolari alla progenie.
Bacteria, Archaea e Eukarya
Inizialmente, sulla base delle differenze strutturali delle cellule, gli organismi sono stati suddivisi in due gruppi
principali: i procarioti (batteri) e gli eucarioti (piante, animali, funghi e protozoi). La distinzione fondamentale tra
questi due ampi gruppi è che le cellule eucariote hanno un nucleo vero, circondato da una membrana, mentre le
cellule procariote ne sono prive. In realtà il termine procariota include due gruppi molto diversi fra loro: gli archaea e i
bacteria. Dal punto di vista biologico è quindi più corretto parlare di bacteria, archaea e eukarya.
• Il dominio dei Bacteria include la maggior parte degli organismi a singola cellula, privi di nucleo, ad esempio
l’E. coli e lo Streptococtus.
• Il dominio degli Archaea include molte specie che vivono in habitat estremi tra cui i metanogeni, che
ottengono energia dall’idrogeno mentre convertono l’anidride carbonica in metano, gli alofili, che crescono
in ambienti estremamente salini, e i termoacidofili, che possono vivere in ambienti con un pH=2 e T=100 °C.
NB: nei procarioti (in generale) ogni cellula corrisponde col singolo individuo.
Limitazioni alle dimensioni delle cellule
A parte casi estremi, la maggior parte delle cellule ha dimensioni molto piccole e prevedibili: le cellule degli archaea e
dei bacteria hanno dimensioni di circa 1-5 micrometri,, mentre le cellule animali e vegetali hanno dimensioni
comprese tra 10-100 micrometri. Le cellule sono così piccole a seguito di tre fattori:
• Rapporto superficie/volume: l’area superficiale è importante perché è sulla superficie della cellula che
avviene il flusso paracellulare. Tanto più è attiva una cellula, tanto più velocemente i materiali devono
passare. Naturalmente, man mano che una cellula aumenta di dimensioni tanto più lento è l’assorbimento di
sostanze. Le cellule il cui ruolo di assorbimento è di particolare importanza hanno sviluppato estroflessioni
digitiformi, dette microvilli, che aumentano di molto l’effettiva area superficiale della membrana, e quindi
anche la velocità di assorbimento dei nutrienti.
• Velocità di diffusione: anche la velocità con cui le molecole si spostano all’interno della cellula è molto
importante. Molte molecole si muovono nella cellula secondo gradiente (per diffusione); ovviamente tanto
più grande è la cellula, tanto più difficile è orientarsi per la molecola. Le cellule eucariote più grandi hanno
quindi sviluppato sistemi di trasporto molto avanzati, quali varie proteine vettore e le correnti
citoplasmatiche, che consiste in un movimento attivo delle componenti citoplasmatiche (anziché una
semplice diffusione). 1
• Adeguata concentrazione di reagenti e catalizzatori: le attività metaboliche di una cellula sono strettamente
influenzate dalle sue dimensioni. Se si vuole aumentare la concentrazione di una molecola ( e quindi anche
quella dei suoi enzimi specifici) è necessario aumentare il volume della cellula. Tuttavia, ogni qualvolta
raddoppia una delle tre dimensioni della cellula, il suo volume aumenta di otto volte, quindi il numero totale
di molecole dovrebbe aumentare di otto volte, per mantenere costante la concentrazione iniziale. Risulta
evidente quindi che cellule di grandi dimensioni devono possedere meccanismi in grado d mantenere
costante la concentrazione delle molecole e degli enzimi.
Bacteria, Archaea ed Eukarya hanno molte differenze strutturali, biochimiche e genetiche. Seppur vi siano alcune
analogie, ogni dominio possiede caratteristiche distintive proprie.
• Nucleo circondato da membrana: Invece di essere racchiusa in una membrana, l’informazione genetica di
una cellula procariota è ripiegata in una struttura compatta detta nucleoide, attaccata alla membrana
cellulare di una particolare regione del citoplasma.
L’informazione genetica di una cellula eucariota è invece Per risolvere questo problema, le
racchiusa in una regione detta nucleo, il quale è delimitato da cellule eucariote hanno sviluppato
una struttura a doppia membrana detta involucro nucleare; una compartimentalizzazione delle
all’interno del nucleo vi è un’ulteriore regione specializzata nella attività all’interno di organelli,
sintesi dei ribosomi detta nucleolo. ovvero compartimenti racchiusi da
• Uso delle membrane per separare le funzioni: la maggior membrane altamente specializzate
parte degli Archaea e dei Bacteria non possiedono membrane per specifiche funzioni. Ciò
permette di avere alte
interne. Alcuni batteri possiedono strutture delimitate da concentrazioni di reagenti ed
membrana che ricordano gi organelli eucarioti. Quasi tutte le enzimi in singole regioni, e non in
cellule eucariote possiedono numerosi organelli e membrane tutta la cellula
per compartimentalizzare specifiche funzioni. Esempi di organelli 2
nelle cellule eucariote sono il reticolo endoplasmatico, il complesso di Golgi, i ribosomi, i mitocondri, i
cloroplasti, i lisosomi, i perossisomi, i vacuoli e le vescicole.
• Il citoscheletro: le cellule eucariote posseggono una particolare struttura detta citoscheletro (formato da
microtubuli, microfilamenti e filamenti intermedi) la quale conferisce resistenza ed elasticità alla cellula. Il
citoscheletro è inoltre fondamentale per il trasporto di vescicole ed altre funzioni.
• Esocitosi ed endocitosi: le cellule eucariote hanno la capacità di regolare il flusso paracellulare grazie al
trasporto per endocitosi ed esocitosi. Nell’endocitosi porzioni di membrana plasmatica si introflettono e si
staccano in modo da formare vescicole citoplasmatiche che inglobano la sostanza d0interesse e la
trasportano all’interno della cellula. L’esocitosi è essenzialmente il processo opposto: vescicole rivestite di
membrana all’interno della cellula si fondono con la membrana plasmatica, rilasciando il loro contenuto
all’esterno della cellula.
• Organizzazione del DNA: il DNA batterico è in genere presente in forma circolare, con poche proteine
associate. Il DNA eucariota si trova invece sottoforma di molteplici molecole lineari, combinate con una
grande quantità di proteine dette istoni. Il DNA degli archaea è tipicamente circolare e complessato con una
quantità moderata di proteine. Il DNA delle cellule è molto più lungo rispetto alla cellula, quindi il problema
dell’impacchettamento è molto serio. Gli eucarioti risolvono questo problema mediane l’organizzazione del
DNA in strutture complesse dette cromosomi.
• Segregazione dell’informazione genetica: batteri ed archaea replicano il loro DNA per fissione binaria
grazie alla quale una molecola di DNA e metà del citoplasma passa a ciascuna delle cellule figlie. Le cellule
eucariote invece replicano il proprio DNA mediante due processi chiamati mitosi e meiosi, seguiti dalla
divisione del citoplasma detta citocinesi.
• Espressione del DNA: ciascuna molecola di RNA eucariote codifica tipicamente per un polipeptide. L’RNA è
qui sottoposto a vari livelli di maturazione. Una molecola di RNA procariote contiene l’informazione per
produrre diversi polipeptidi. L’RNA non è soggetto a maturazione. Negli archaea l’RNA è mediamente
processato, ma meno che negli eucarioti.
Analogie fra i domini
• Caratteristiche funzionali: tutte le cellule ossidano molecole di zucchero per ricavare energia, trasportano
ioni attraverso le membrane, trascrivono il DNA in RNA e vanno incontro a divisione cellulare per generare
cellule figlie.
• Caratteristiche strutturali: tutte le cellule sono circondate da una membrana selettivamente permeabile,
tutte possiedono ribosomi per la sintesi proteica e tutte contengono DNA a doppia elica come materiale
genetico.
COMPONENTI DELLA CELLULA EUCARIOTA
Dato che non esiste una cellula “tipica”, qui si analizzeranno semplicemente le componenti che si trovano
mediamente nella maggior parte delle cellule eucariote.
Membrana plasmatica
La membrana plasmatica definisce i confini della cellula e assicura
che i suoi contenuti non siano dispersi. Essa è costituita da
fosfolipidi, altri lipidi e proteine ed è organizzata in due strati ( si
parla infatti di doppio strato fosfolipidico). Tipicamente ogni
molecola fosfolipidica è costituita da due “code” idrofobiche e da
una testa idrofilica, ed è pertanto una molecola antipatica. Le
code idrofobiche sono orientate verso l’interno, mentre le teste 3
idrofiliche verso l’esterno. Questa struttura impedisce il passaggio alla maggior parte delle molecole idrosolubili.
Le proteine di membrana sono anch’esse antipatiche: la regione idrofobica è situata internamente alla membrana
mentre quella idrofilica fuoriesce nell’ambiente acquoso. Molte proteine che presentano regioni idrofiliche esposte
sul lato esterno della membrana plasmatica presentano brevi catene di carboidrati, chiamate oligosaccaridi, e sono
pertanto dette glicoproteine. Le proteine presenti nella membrana plasmatica svolgono una varietà di ruoli: enzimi
che catalizzano reazioni legate alla membrana (come ad esempio la sintesi della parete cellulare); ancore per gli
elementi strutturali del citoscheletro; proteine di trasporto responsabili del passaggio di specifiche sostanze; recettori
di membrana per specifici segnali chimici.
Nucleo
Il nucleo è quella regione della cellula in cui si trova il materiale
genetico (in realtà i mitocondri possiedono un proprio DNA). È
circondato da un doppio strato di membrane (una interna ed una
esterna) detto involucro nucleare. Questo presenta numerosi pori
(veri e propri complessi proteici) sulla sua superficie grazie ai quali
molecole idrosolubili e complessi sopramolecolari possono muoversi
tra il nucleo e il citoplasma. Nel nucleo è contenuto il DNA sottoforma
di cromatina, durante l’interfase della vita cellulare, e sottoforma di
cromosomi durante la metafase. Nel nucleo sono presenti inoltre i
nucleoli, strutture responsabili della sintesi e dell’assemblaggio dei
ribosomi.
Mitocondri
Un mitocondrio è un organulo cellulare di forma allungata, presente in
tutti gli Eucarioti (con alcune eccezioni). I mitocondri sono gli organelli
addetti alla respirazione cellulare. Nei procarioti sono sostituiti da
sacchette contenenti enzimi respiratori. Sono costituiti da due
membrane: la membrana interna e la membrana esterna. Lo spazio fra
queste due membrane è detto spazio intermembrana. Lo spazio
delimitato dalla membrana interna è detto matrice mitocondriale. La
membrana interna si estende nella matrice formando delle pieghe
dette creste mitocondriali, dove si concentrano gli enzimi respiratori. La
membrana mitocondriale esterna è simile a quella del Reticolo
Endoplasmatico ed è piuttosto permeabile grazie alla presenza di canali
proteici (porine), mentre quella interna è simile alla membrana
plasmatica dei batteri, è quasi del tutto priva di colesterolo e presenta
trasportatori di membrana altamente selettivi che la rendono assai poco permeabile. I mitocondri possiedono un DNA
proprio sotto forma di molecole circolari, non legate a proteine, agganciate alla membrana delle creste mitocondriali.
Cloroplasti 4
I cloroplasti sono presenti solo nelle cellule vegetali e nelle alghe e sono sede del processo di fotosintesi. Come i
mitocondri, anche i cloroplasti possiedono un proprio DNA e
presentano una doppia membrana che li riveste; in più essi hanno
però un terzo sistema membranoso costituito da sacche appiattite
dette tilacoidi e membrane dette sacche stromali che le
interconnettono. I tilacoidi sono impilati in modo da formare
strutture dette grana. La fotosintesi è un processo che sfrutta la
luce del sole e l’anidride carbonica per sintetizzare gli zuccheri e gli
altri composti necessari al metabolismo della cellula.
Teoria dell’endosimbiosi
Mitocondri e cloroplasti sembrano avere molte caratteristiche in comune con cellule batteriche:
• Possiedono i una doppia membrana che li circondano
• Possiedono un DNA circolare privo di proteine istoniche
• Le sequenze di RNA ribosomiale e la dimensione dei ribosomi sono simili a quelle dei batteri
• Forma e dimensioni sono simili a quelle dei batteri
Queste somiglianze hanno condotto alla teoria dell’endosimbiosi, la quale propone che entrambi questi organelli
siano originati da procarioti che riuscirono a penetrare nel citoplasma di antichi organismi unicellulari, detti
protoeucarioti, stabilendo una relazione simbiotica. I protoeucarioti inglobarono quindi questi batteri, ma non li
digerirono.
Reticolo endoplasmatico
E’ costituito da un reticolo di
membrane che si organizzano a
formare strutture tubulari e cisterne
appiattite che si estendono in molte
regioni del citoplasma. Lo spazio che
si viene a formare all’interno delle
membrane è detto lume e dà origine
ad un unico compartimento interno
che comunica anche con la cisterna
che avvolge il nucleo, costituendo
quindi un tutt’uno con la membrana
nucleare. Distinguiamo due tipi di
reticolo endoplasmatico:
• Reticolo Endoplasmatico
Rugoso (RER)
• Reticolo Endoplasmatico Liscio (REL)
Il reticolo endoplasmatico rugoso deve il suo nome alla presenza di ribosomi sulle membrane, il reticolo
endoplasmatico liscio ne è invece sprovvisto. 5
Reticolo Endoplasmatico Rugoso
La forma e la distribuzione del reticolo endoplasmatico rugoso, nonché il numero dei sacculi, variano in base al tipo di
cellula o all’attività funzionale del momento. La funzione fondamentale del RER è legata al processo di sintesi
proteica e consiste nel formare una proteina utilizzando i ribosomi e nel trasportarla dove è destinata. L’associazione
dei ribosomi alla membrana del reticolo endoplasmatico consente alle proteine neosintetizzate di penetrare
all’interno delle cisterne in quanto, prima di essere liberate dalla cellula, debbono subire una lunga serie di
trasformazioni che possono realizzarsi solo all’interno di un sistema chiuso. E’ qui che le proteine assumono strutture
secondarie e terziarie.
Reticolo Endoplasmatico Liscio
Rappresenta la sede primaria dove avviene la biosintesi dei fosfolipidi e dei trigliceridi, in quanto le sue membrane
sono dotate di alcuni sistemi enzimatici responsabili dell’allungamento e della saturazione degli acidi grassi. Il REL è
molto abbondante nelle ghiandole sebacee ed in tutte quelle cellule dove la sintesi dei lipidi è molto attiva. Interviene
inoltre nella sintesi degli steroidi, e del colesterolo (costituenti fondamentali delle membrane). E’responsabile del
metabolismo del glicogeno. Le sostanze possono essere immagazzinate nel reticolo o attraverso vescicole trasferite
altrove o ad altri organelli citoplasmatici. Questo compito è assolto dal reticolo endoplasmatico di transizione.
Le membrane del REL (principalmente nel fegato e nel rene) trasformano molecole tossiche in composti
atossici prima di essere eliminati dall’organismo ad esempio farmaci o etanolo presente nelle bevande alcoliche..
Ha anche funzione di accumulo di ioni calcio soprattutto nelle cellule muscolari dove tali ioni intervengono
attivamente nella contrazione muscolare. Nel muscolo tale reticolo prende il nome di reticolo sarcoplasmatico.
Complesso di Golgi
complesso di Golgi è la sede in cui
vengono convogliati e rielaborati i materiali
sintetizzati nel RER e nel REL, inoltre attua
specifiche attività di sintesi di polisaccaridi e
lipidi complessi. È costituito da vescicole
appiattite (chiamate cisterne) e impilate una
sopra l’altra. A livello delle cisterne l’apparato
di Golgi presenta una polarità interna; si
possono distinguere, in base all’attività
enzimatica e di sintesi:
• Una faccia cis, detta faccia prossimale,
rivolta verso il reticolo
endoplasmatico. È la camera di
ingresso che accoglie tutte le vescicole
dei vari organuli di sintesi.
• Una faccia trans, detta faccia distale
rivolta verso la periferia della cellula. Rappresenta la porta d’uscita dei prodotti delle cisterne. Da qui
numerose vescicole si distaccano per gemmazione e portano i prodotti maturati all’interno o fuori dalla
cellula.
Il complesso presenta inoltre microvescicole di trasporto e microvescicole di secrezione.
Vescicole di secrezione 6
Una volta rielaborate dal complesso di Golgi, le
proteine di secrezione e le altre sostanze destinate
all’esporto vengono inglobate in vescicole di
secrezione. Le sostanze sintetizzate nel RER
vengono impacchettate nel complesso di Golgi e
successivamente rilasciati dalla cellula per mezzo
queste vescicole, le quali si dirigono poi verso la
membrana plasmatica e si fondono con essa,
rilasciando il loro contenuto all’esterno della
cellula nel processo di esocitosi. L’insieme del RE,
.
del complesso di Golgi, delle vescicole secretorie e dei lisosomi costituisce il sistema di endomembrane
Lisosomi
Il lisosoma è una vescicola contenente enzimi idrolitici che si attivano a pH
5. È formato dalla fusione di vescicole idrolasiche del Golgi con vescicole di
endocitosi (endosomi). Nelle vescicole idrolasiche del Golgi (o lisosomi
primari) sono già presenti gli enzimi idrolitici, ma il pH non è
sufficiente
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