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Rifiuti

Quando un materiale ha finito di svolgere il compito per il quale è stato creato, viene comunemente chiamato “rifiuto” e catalogato come “inutile”.

Classificazione dei rifiuti

  • La loro provenienza
  • La loro pericolosità in relazione alle sostanze contenute

Rifiuti

Rifiuti speciali urbani

Rifiuti pericolosi

Rifiuti solidi urbani

Produzione: 1,49 kg/abx giorno

Composizione:

  • Umidità 40­-50%
  • Materiali combustibili 30­-35%
  • Materiali incombustibili 20­-25%
  • PCI 1000 ÷ 1500 kcal/kg

Raccolta

  • Differenziata
  • Indifferenziata
  • Sistemi integrati

Smaltimento

  • Selezione secco-umido
  • Compostaggio
  • Termovalorizzazione
  • Discarica

Sistema integrato di smaltimento

Selezione secco-umido

Valorizzazione compostaggio umido RD secco

Suddivisione per reimpiego in agricoltura

Trasferimento nelle filiere industriali:

  • Produzione
  • Riciclaggio
  • Termovalorizzazione di CDR

Principali elementi e flussi di materia in un sistema di gestione integrata

  • Medicinali
  • Consorzi di raccolta
  • Batterie

Pericolo

  • Carta
  • Vetro

Mercato delle materie prime nobilitate:

  • Plastica
  • Metalli

Scarti:

  • Compostaggio organico
  • Scarti IFO FX %
  • RTA EN frazione umida residui

Stabilizzazione aerobica

IT residui vagliatura termodistruzione frazione secca URBR discarica AI NF UI I LO

Lo smaltimento in discarica

Discariche

  • Per rifiuti inerti
  • Per rifiuti non pericolosi
  • Per rifiuti pericolosi

Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n° 36

Norme per lo stoccaggio definitivo

  • Discariche per rifiuti inerti
    • Per materiali inerti (demolizioni, vetri, ecc.)
    • Misure di sicurezza richieste: non sono richieste particolari cautele per la scelta dell’area, salvo quella di evitare zone assoggettate a frane o cedimenti
    • Ubicazione:
      • Distanza da captazioni potabili 1000 m
      • Da fiumi, laghi, torrenti 100 m
      • Da centri abitati 500 m
  • Discariche per rifiuti non pericolosi
    • Per R.S.U., R.S.A.U., rifiuti non pericolosi di qualsiasi altra origine, rifiuti pericolosi stabili e non reattivi
    • Misure di sicurezza richieste: obbligo di sistema di captazione ed allontanamento delle sostanze gassose e liquide; garanzie di stabilità
    • Ubicazione:
      • Distanza da captazioni potabili 1000 m
      • Da fiumi, laghi, torrenti 100 m
      • Da centri abitati 500 m
  • Discariche per rifiuti pericolosi
    • Per rifiuti speciali, tossici e nocivi, residui dell’attività di trattamento dei rifiuti e di attività industriali
    • Misure di sicurezza richieste: impermeabilizzazione obbligatoria delle pareti e del fondo con uno strato di materiale artificiale, resistente all’eventuale azione aggressiva dei rifiuti depositati
    • Ubicazione:
      • Distanza da captazioni potabili 1000 m
      • Da fiumi, laghi, torrenti 300 m
      • Da centri abitati 2000 m

Tipi di discariche

Discarica tradizionale

Rifiuti distribuiti in strati su aree vaste, senza subire compattazione meccanica e lasciati alla densità originaria (0,4 t/mc).

Fermentazione aerobica.

Ricoprimento realizzato con uno strato di materiale permeabile.

Discarica di rifiuti compattati

I rifiuti vengono compattati, subito dopo la deposizione, in strati dello spessore di 2­-2,5 m con una densità pari a circa 0,8 t/mc.

Fermentazione anaerobica.

Ricoprimento giornaliero con uno strato di materiale inerte dello spessore di circa 20 cm.

Discarica con pretrattamento

Prevede la riduzione in volume del rifiuto da abbancare.

I materiali vengono triturati (con dimensioni di circa 5 cm) o pressati in blocchi di 1 mc con densità pari a circa 1­-1,2 t/mc.

Ripristino vegetazionale della discarica

Possibili destinazioni d’uso:

  • Spazio verde
  • Utilizzo agricolo
  • Rimboschimento
  • Parco pubblico o area sportiva

Possibili inconvenienti:

  • Assestamenti (90% nei primi cinque anni)
  • Fessurazioni
  • Fuoriscite di gas
  • Ristagni d’acqua

Accorgimenti per la preparazione degli strati finali

  • Permeabilità e pendenza degli strati superficiali
  • Copertura preliminare di adeguato spessore e grado di compattazione
  • Copertura definitiva di tessitura e spessore adatto alla destinazione finale d’uso dell’area

Impermeabilizzazione

Materiali

  • Materiali naturali
  • Materiali sintetici
  • Materiali modificati

Materiali sintetici

Il sistema più adottato è quello costituito da fogli in HDPE saldati in opera tra loro.

Le asperità del terreno devono essere attenuate mediante strato livellante.

Materiali modificati

Per aggiunta di additivi e miscelazione con sabbia, limi o bentonite con conseguente miglioramento della distribuzione granulometrica dei terreni naturali.

In alcuni casi può risultare adatto all’uso specifico richiesto.

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Scienze chimiche CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher toninorusso95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di chimica ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Giordano Girolamo.
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