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Business start up e creazione d'impresa

Genesi: idea

Identificare un’idea non è facile per chi vuole fare impresa, ma non è di certo l’unica, anzi, il valore di un’idea sta nel metterla in pratica. Non esiste un percorso definito, ma si può rendere più facile la strada seguendo alcune tappe fondamentali. La creatività è fondamentale. Ci permette di aggirare l’ostacolo, di guardare questa situazione (magari complessa) con un occhio diverso.

L’etimologia d’idea è legata ad una visione (come posso legare la mia necessità e farla diventare realtà – tutto parte dalla necessità e da una visione che deriva da un problema che mi affligge), d’immagine, di rappresentazione mentale diventa un oggetto o realtà esteriore, oppure può essere anticipatrice, intuitrice di realtà.

La maggioranza delle idee dimostra che il processo di generazione dell’idea non è un processo che si può mappare perché le dinamiche che entrano nella generazione dell’idea e che rende questa poi attuabile sono così differenti perché basate su persone con culture diverse, paesi in cui queste vivono, delle risorse a disposizione e soprattutto l’incontro di due mezze idee o due mezze soluzioni genera l’innovazione.

Trasferimento di conoscenze e trasferimento d’innovazione hanno lo stesso meccanismo d’azione: bisogna rendere i luoghi in cui s’incontrano le persone fruibili. Per questo il web è un posto in cui si possono trovare tante idee: è un posto facilmente raggiungibile (basta una connessione), si ha il problema dell’omologazione, dettato anche dai social, che riduce l’innovazione. Per questo l’idea non può avere un processo standardizzato, non può derivare da uno sforzo/meccanismo/teoria. Spesso le idee passano per la curiosità.

Generazione dell'idea imprenditoriale

I soggetti che normalmente attivano il processo sono o diventeranno imprenditori/founder. Il termine imprenditore viene usato perché ha una connotazione di carattere economico, sconvolge l’economia perché porta l’innovazione (imprenditore innovativo).

Oggi, più che mai, l’imprenditore che rompe gli schemi applica in mercati, in prodotti, in strutture mature, applica dei nuovi meccanismi, dei nuovi modi di relazionarsi. Non esiste una procedura standard per diventare imprenditore, né un percorso definito. Proviamo a tracciare alcune tappe fondamentali (punti di riferimento logici ai quali richiamarsi e sui quali si può applicare il concetto di creatività. In assenza di punti di riferimento logici, la creatività diventa pazzia e confusione) la molta creatività porta alla pazzia e confusione.

La nascita di un progetto ha sempre elementi positivi e negativi – pregi e difetti – noi dobbiamo andare ad evidenziare quelli che sono i pregi ed a limitare quelli che sono i difetti SWOT analisi.

  • Bisogno di realizzazione
  • Creatività costituiscono la dimensione mentale
  • Percezione che si ha sulla capacità di controllo degli eventi dell’imprenditore
  • Tolleranza per l’incertezza
  • Assunzione del rischio
  • Alertness: capacità di cogliere informazioni e captare cambiamenti di mercato
  • Sensing: capacità di scoprire o creare opportunità
  • Search and Selection: acquisizione di risorse critiche, costituiscono la dimensione processuale di tale percorso. Ti permette di vedere i punti di debolezza della tua idea.

3 esempi d’approccio per individuare delle opportunità imprenditoriali: l’opportunità è uno degli elementi che genera idee.

  1. Osservare le tendenze, le quali, a differenza di mode, durano più a lungo ed impattano sulla società; osservare le tendenze è un esercizio importante (uno degli elementi più critici ed importante) ed è da distinguere dalla moda. La moda ha un tempo limitato, la tendenza (dal punto di vista statistico) è un percorso che ha una tempistica più lunga.
  2. Risolvere un problema;
  3. Trovare delle lacune nel mercato, come segmenti di una clientela ancora poco o per niente soddisfatti. La più complicata perché è difficile trovare un segmento di mercato in cui nessuno ha pensato.

Presupposti dell'idea imprenditoriale

  • Disponibilità di risorse: le risorse sono elementi di valore.
  • Capacità di governo: le cose bisogna gestirle.

L’idea nasce da un insieme di competenze, conoscenze, applicazioni. I fattori essenziali che richiede un’idea imprenditoriale perché sono quelli che caratterizzano la realizzabilità dell’idea, la difendibilità, la scalabilità dell’idea.

  • Scarsità
  • Appropriabilità: aggettivi che identificano le caratteristiche dei fattori di produzione e realizzazione.
  • Durabilità
  • Limitata trasferibilità
  • Imitabilità

La scarsità è intesa come disponibilità limitata delle risorse. Quanto più una risorsa è scarsa tanto più è difficile che altri produttori possano venire a fare concorrenza. Rappresenta una barriera assoluta all’ingresso nel mercato di nuovi competitori. Quanto più una risorsa è una commodity, è più facile per i competitor utilizzarla, farci applicazioni, individuarla.

L’appropriabilità è un tema legato al pieno sfruttamento della risorsa perché una risorsa adattabile alla mia idea imprenditoriale la posso sfruttare a pieno. Le risorse più sono durevoli e meno sono trasferibili e imitabili e quindi generano una difficoltà per i competitor, più a lungo dura l’idea e più dura il mio vantaggio competitivo.

Focus

Ho le risorse, una capacità di governo. Manca l’elemento cruciale di una start up che è la scelta del team: una delle cose più critiche per la gestione di una nuova impresa. Le risorse umane sono quelle che fanno la differenza (sono scarse, appropriate, durevoli, inimitabili risorsa più strategica).

Il problema è la scelta del modello di business: modo nel quale io metto insieme tutti i fattori che mi producono un valore aggiunto ed insieme al prodotto/servizio li vendo sul mercato ad un prezzo che mi genererà delle revenue ricavi. Ricavi meno costi = guadagno.

Il business model canvas è uno strumento strategico. Si presenta sotto forma di schema grafico ed è utile a sviluppare nuovi modelli di business o a perfezionare quelli già esistenti. Con “modello di business”, o business model, si intende l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche che permettono all’azienda di creare, distribuire e acquisire valore.

Decisioni strategiche

Si parla di strategia che si sviluppa su due elementi: piano strategico e piano tattico. La strategia è la mia “stella polare”, il piano tattico è “operatività”: le decisioni strategiche sono alla base dell’insediamento imprenditoriale perché guardo le qualità di produzione (guardo se produco un prodotto software o hardware hardware= prodotto materiale, software prodotto immateriale).

Conto economico: idee devono dare ricavi.

  • Politiche istitutive
  • Marketing e comunicazione
  • Organizzazione aziendale
  • Creazione di un network per necessità e conoscenza

Per una buona iniziativa di business start up è fondamentale le persone (fornitori, clienti, partner) per un motivo di: necessità perché le competenze e le risorse di cui si ha bisogno per iniziare un’azienda sono inversamente proporzionali alle capacità finanziarie dell’imprenditore o fondatore. Il disallineamento tra necessità e risorse è elevato, il network serve a colmare il gap tra risorse finanziarie, umane (competenze) e materiali. Ho bisogno di fare investimenti es. di macchinari, prove, ecc.

Conoscenza perché anche se ho un’idea fantastica, non avrò tutte le competenze per mettere in pratica la mia idea. Il network serve per acquisire le competenze e conoscenze.

Parte fondamentale del business plan è capire il mercato attraverso la fruibilità dei consumatori, in base a fascia d’età ecc. oggi si ottengono dei risultati di utenti profilati attraverso internet (social network). Il fatto di poter avere la sensazione che la rete rende tutto più facile, fa si che l’approccio al business diventa semplificato e superficiale causa principale della moria delle startup.

Le startup si costituiscono in forma di società di capitali hanno il deposito di bilancio. Le società di persone non hanno obblighi di bilancio, ecc. S.P.A. società per azioni. S.R.L.s. società a responsabilità limitata semplificata, possono avere come capitale sociale anche di 1€. Vengono utilizzate normalmente da startupper per i costi. Il problema delle startup è legato alla sostenibilità di quello che è un’idea (legata ad una visione) e questa per essere strutturata in un’impresa che è un insieme di fattori produttivi che l’imprenditore mette insieme affinché possano realizzare un risultato economico.

Come devono essere questi fattori produttivi per favorire la nascita di un’impresa valida dal punto di vista di presenza sul mercato?

  • Scarsità
  • Appropriabilità
  • Durabilità
  • Limitata trasferibilità
  • Imitabilità

Il tempo, nell’affrontare questa nuova iniziativa, nuovo scenario ecc. è una variabile cruciale ed una risorsa fondamentale. Es. telefono: anni 60-70 arrivano i primi telefoni nelle case. Per arrivare dal telegrafo al telefono ci sono voluti 50 anni. Dopo il telefono, un’altra innovazione nel settore delle comunicazioni è stato il fax: ad esempio in borsa, il fax veniva usato dai clienti per comunicare con il broker per gli ordini. Internet invece che è nato negli anni 70, mentre l’utilizzo si è sviluppato successivamente. A distanza di 10 anni si è sviluppato il telefono mobile “mattone” e dopo 5 anni il primo telefonino (Nokia). Da qui in avanti, la tecnologia, ogni 6 mesi, abbiamo nuovi prodotti con nuove funzionalità.

Per sopperire alla scarsità di risorse umane. Es. se dividessimo in tre parti l’azienda (produzione, amministrazione e marketing) la complessità di un’azienda nel momento in cui una startup si affaccia sul mercato molto competitivo, dove i tempi di reazione sono veloci, se siamo tre persone molto brave dal punto vista produttivo, es. Internet of Things in cui tre ingegneri hanno focalizzato tutta l’azienda (100%) sulla produzione, ma non avevano idea dei costi per realizzare i loro prodotti, la piattaforma per l’elaborazione dati, ecc. Come produciamo il prodotto? Creiamo il network di fornitori (2° focus) per poter azzerare il gap. È un elemento di stabilizzazione che serve a diminuire la mortalità delle startup. La competenza non si può acquistare con i soldi.

Una volta individuato le risorse, il team, il network, devo individuare le modalità con cui andrò a mettere insieme i fattori individuati. La scelta di come io combinerò questi elementi farà la differenza tra risultato e “morte”. L’imprenditore deve mantenere la sua finestra strategica aperta perché il mercato è dietro una caratterizzazione del tempo molto veloce. Mentre fino a qualche anno fa si parlava di learning by doing (imparare facendo), ma oggi, senza pensare quello che faccio, quindi devo imparare pensando, learning by thinking che è fondamentale in tutte le startup di successo. Perché? La sfida di oggi, vista la dinamicità del tempo, del mercato e la facilità con cui si possono replicare i prodotti e processi, è importante erodere il vantaggio competitivo attraverso l’innovazione ed essere sempre più avanti. Innovare quotidianamente ed è per questo che il learning by doing e learning by thinking mi permettono di collegare il fatto di mantenere la mia posizione e migliorarsi attraverso l’innovazione. L’elemento psicologico diventa cruciale.

Idea diventa progetto

Modellizzare il percorso è una mossa che si è limitati a fare, non esiste un modello unico che possa tracciare una strada per risolvere un problema. Una startup nasce sempre da:

  • Un’idea: contiene tutti gli elementi positivi e negativi. Sono racchiuse le potenzialità ed i punti deboli e minacce (SWOT analisi). Andare a trovare gli elementi negativi è il compito più arduo perché normalmente chi crea l’idea è coinvolto emotivamente e non è obiettivo. Chi lo aiuta a realizzare l’idea, a pianificare l’idea, a strutturare il passaggio tra idea e progetto, deve andare a fare un’analisi.
  • Pensare e sognare non costano nulla.

L’impresa ha uno scopo diverso: l’impresa dal sogno deve avere un percorso diverso perché si deve calare nella realtà fatta da persone, cose, interlocutori, ecc.

Quando e come l’idea diventa progetto?

  • Quando se ne comprende la possibilità d’utilizzo pratico, reale ed economico: individuare la necessità di un bene o un servizio e l’idea si concreta in un’offerta chiara;
  • Quando se ne traccia un mercato potenziale e target specifico più o meno ampio, più o meno complesso da raggiungere, ma sempre necessario;
  • Quando s’individua il più classico e semplice revenue model (Il termine viene utilizzato per individuare e definire quale debba essere, in un progetto o attività di business intrapresa, il modello, ovvero la fonte di ricavi per l'azienda che investe in tale progetto – ricavi specifici del prodotto): il momento in cui e la ragione per cui il denaro transa dal cliente al fornitore, nel minor tempo possibile;
  • Quando si comprende che i ricavi attesi sono maggiori dei costi necessari a generare quegli stessi ricavi: marginalità industriale ed operatività positiva;
  • Quando si concilia tutto ciò con l’ambiente normativo (es. fiscale, amministrativo, previdenziale e tributario – è un elemento regolatore del mercato, perché regolatore della finanza pubblica) circostante, cercando di non tralasciare gli ormai imprescindibili requisiti etici e/o ambientali.

L’idea: è un po’ confusa perché come tutte le cose che pensiamo, può essere soggetta a cambiamenti, viene dimenticata e ripresa, non hanno un contorno, ecc. ed alla fine, seguendo un percorso, andremo a strutturare un prodotto.

Gli elementi che ci aiutano in questo percorso, per avere dei punti di convergenza comune sono:

  • Business Plan, dal punto di vista teorico, ha una serie di elementi e non può essere statico (s-conosciuto). Conto economico, flussi di cassa e stato patrimoniale (importante perché ci dà gli elementi per capire come un’azienda si finanzia e investe) sono i tre elementi che formano il Business Plan. Quando un’azienda parte deve capire se riesce a fare un prodotto e differenziare i costi e ricavi e che sia positivo e se ha le risorse finanziarie per sostenere l’azienda (flussi di cassa). Dall’idea all’attuazione, un passaggio necessario per riordinare le priorità.
  • Scelta in tema di carattere societario;
  • Recap delle scadenze periodiche e degli aspetti da monitorare (es. imposte da pagare);
  • Sviluppo, cessione, valorizzazione.

Idee semplici, difficili da replicare, dai flussi di cassa certi

Il Business Plan è un documento di riferimento che permette di pensare ed organizzare le mie decisioni, se fatto con i giusti criteri. Idee semplici, difficile da replicare. Le grandi innovazioni nascono sempre dall’insieme di competenze, conoscenze e sensibilità. Molto spesso, chi ha l’idea non ha la capacità tecnica di concretizzarla. Il valore del denaro è dato dalla velocità di circolazione. Minibond: I minibond sono obbligazioni o titoli di debito a medio-lungo termine emessi da società italiane non quotate, tipicamente PMI, normalmente destinate a piani di sviluppo, a operazioni di investimento straordinarie o di refinancing. Permettono alle società non quotate di aprirsi al mercato dei capitali, riducendo la dipendenza dal credito bancario. Come tutte le obbligazioni hanno un tasso d’interesse riconosciuto sotto forma di cedola periodica, e una data di scadenza. Come lo faccio un piano di sviluppo? Attraverso la presentazione della mia azienda, del mio Business Plan che contiene la mia idea imprenditoriale (perché si finanziano anche idee startup) che devo presentare ad un investitore che deve poter leggere qual è la mia idea. Quali sono le risorse che metto in campo? Che cosa farò con le risorse che mi vengono prestate? Quali sono i risultati che mi aspetto? concetti molto trasparenti: prendo la mia idea, la caratterizzo, strutturo la mia impresa perché devo far capire come funziona la mia azienda dal punto di vista organizzativo e di persone che sono fondamentali: chi finanzia le aziende, finanzia le persone e nel nostro Business Plan è importante conoscere il team e le esperienze che hanno (tutto questo inserendo il curriculum vitae).

Una startup è possibile quotarla in borsa, esiste un mercato in Italia, copiato dal mercato inglese, l’ A.I.M. (Alternative Innovation Market) è un mercato di società innovative in cui investono gli investitori professionali. Quando decido d’investire su un’azienda con il mio fondo d’investimento, faccio una valutazione di tipo…

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher met94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Business startup e Creazione d'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Grandoni Dario.
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