Biologia
Facoltà di Medicina e Chirurgia
A.A 2020/2021
Prof.: Francesca Magherini 1
Introduzione
In questa prima lezione introduciamo alcuni concetti basilari della biologia che saranno necessari per la
comprensione di argomenti futuri.
Organizzazione gerarchica in biologia:
Atomo: la più piccola parte di una sostanza.
• Molecola: due o più atomi legati assieme.
• Macromolecola: più molecole legate tra loro (DNA, proteine...).
• Aggregati molecolari: strutture che si trovano all’interno di una cellula (organelli).
• Cellule: più piccola unità vivente
• Tessuti: cellule simili strettamente associate.
• Sistemi d’organo: insieme di organi.
• Organismi: singoli esseri viventi all’interno di un ecosistema.
• Popolazioni: tutti gli individui di una specie che vivono in una determinata area.
• Comunità biologica: intera gamma di organismi di tutte le specie che vivono in un dato
• ecosistema.
Ecosistema: insieme di tutti gli esseri viventi e di tutte le parti inerti con cui essi interagiscono.
•
Un aspetto interessante di questa classificazione è rappresentato dal fatto che, man mano che si sale
nella scala gerarchica compaiono delle proprietà nuove dette proprietà emergenti, che non erano
presenti nel livello inferiore.
In biologia possiamo avere due approcci, una visione riduzionistica, che va a vedere le singole parti,
oppure una visione più globale, oggi chiamata biologia dei sistemi, che invece studia l’interazione tra le
parti da cui derivano le proprietà emergenti.
Le caratteristiche degli organismi viventi sono:
Crescono e si sviluppano
• Regolano i loro processi metabolici
• Rispondono agli stimoli
• Si riproducono
• Si evolvono e si adattano all’ambiente
•
NB. Il concetto di evoluzione nasce a metà Ottocento, prima si pensava che gli organismi fossero
suddivisi in più categorie, dai più semplici ai più complessi, senza che si potessero evolvere.
Il padre della teoria evoluzionistica è Darwin, egli viaggiò toccando varie parti del mondo e raccolse
molte informazioni, dalle quali ne ricavò la sua teoria (1859).
Alla base del processo evolutivo vi è il concetto di selezione naturale: gli organismi che meglio si
adattavano all’ambiente (hanno caratteristiche genetiche migliori) in cui vivevano venivano
“selezionati”.
È importante sottolineare che, sebbene la selezione naturale agisca sulle interazioni tra il singolo
individuo e l’ambiente, l’individuo non evolve, è la popolazione che evolve nel tempo.
La selezione naturale agisce sulla variabilità genetica, resa possibile dalla riproduzione sessuata
(crossing over e assortimento indipendente) e dalle mutazioni genetiche.
NB. Un esempio di evoluzione è la resistenza agli antibiotici sviluppata dallo Strphylococcus Aureus:
Nel 1943 la penicillina diventa il primo antibiotico di uso comune
• Nel 1945 il 20% dei ceppi di S. Aureus presenti in ospedale è resistente alla penicillina.
• Nel 1953 viene sintetizzato un antibiotico molto potente: la meticillina.
• Si selezionano i ceppi meticellino-resistenti, estremamente patogeni che negli ultimi anni sono
• aumentati in maniera esponenziale. 2
Sistematica: disciplina che si occupa della classificazione degli organismi viventi e fossili.
Gli organismi viventi sono stati classificati in una serie di suddivisioni, l’immagine sottostante è una
classificazione ad albero che considera anche le relazioni evolutive tra i vari gruppi; ovverosia quanto
questi gruppi sono vicini da un punto di vista filogenetico gli uni rispetto agli altri.
Tutti gli organismi viventi sono organizzati in tre domini: Batteri, Archea ed Eucarioti, e in sei regni.
Questi tre domini derivano da un progenitore comune, che è quello che ha dato origine a tutti gli
organismi; da questo progenitore comune, per due linee evolutive differenti si sono originati da un lato
i batteri veri e propri (quelli che noi oggi noi chiamiamo Eubatteri), e dall’altro si sono originati due
diversi domini: il dominio Archea e il dominio Eucaria. Questi due domini hanno un antenato comune,
però da un punto di vista della struttura cellulare sono molto diversi, gli Archea, da cui derivano gli
archeobatteri, sono infatti dei procarioti.
Batteri ed Archeobatteri possiedono entrambi cellule di tipo procariotico, vedendoli da un punto di vista
prettamente morfologico potrebbe sembrare che questi domini si siano originati insieme, mentre gli
Eucarioti per conto proprio; tuttavia l’analisi filogenico molecolare, ovvero l’analisi delle relazioni tra
gli organismi, non tanto basata sulla morfologia, ma basata sulla somiglianza di alcune regioni del DNA
o di alcune proteine, ha dimostrato che gli Archea sono più vicini agli Eucarioti rispetto a i Batteri.
Dai tre domini si originano sei regni: dai Batteri gli eubatteri, dagli Archea gli archeobatteri e dagli
Eucarioti protisti, piante, funghi e animali; anche in questo caso la filogenesi ci indica i progenitori
comuni (funghi e animali hanno un progenitore comune).
Specie: categoria di classificazione degli organismi che comprende individui in grado di accoppiarsi tra
loro e generare una prole feconda, una specie viene denominata attraverso l’utilizzo di due parole
(nomenclatura binomiale), la prima rappresenta il genere, la seconda un epiteto che caratterizza la
specie.
Filogenesi: disciplina che si occupa della ricostruzione dei processi evolutivi di una specie ; può essere
una filogenesi classica, basata su alcune caratteristica morfologiche macroscopiche (ad esempio la
struttura delle ossa), oppure una filogenesi molecolare che studia quanto divergono i DNA relativi ad
alcuni geni che si pensa siano molto conservati (ad esempio, i geni che codificano per gli rRNA sono
segni che non sono cambiati tanto, guardando quanto sono diversi questi geni tra gli organismi, si può
capire quanto precocemente questi organismi si siano separati nella scala evolutiva).
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È chiaro che la vita ha bisogno di un continuo apporto di energia e gli organismi viventi sono, sotto
questo punto di vista, in una relazione strettissima.
Metabolismo: tutti i processi chimici e le trasformazioni energetiche che avvengono all’interno della
cellula.
L’uomo ad esempio, con la respirazione cellulare utilizza composti organici preformati (glucosio o
grassi) per ricavare energia attraverso una reazione di ossidazione, l’energia ricavata da qu este reazioni
di ossido-riduzione viene conservata sottoforma di ATP, utilizzato poi in vari modi all’interno della
cellula. Noi di fatto siamo dei consumatori che necessitano di materiale organico preformato.
Un ecosistema autosufficiente è costituito da tre tipi di organismi dipendenti gli uni dagli altri:
• Produttori: sono piante, alghe e alcuni tipi di batteri (cianobatteri), tutti organismi in grado di
produrre composti organici da materiale grezzo (CO ) con concomitante liberazione di ossigeno
2
(necessario per l’ossidazione dei composti organici), utilizzano come fonte di energia la luce e
sono detti autotrofi.
• Consumatori: ricavano energia degradando le molecole prodotte dai produttori primari,
vengono chiamati eterotrofi.
• Decompositori: sono batteri e funghi, organismi in grado di ottenere nutrienti dalla
degradazione delle sostanze di rifiuto e da corpi di organismi morti rendendoli utilizzabili; senza
di loro le sostanze nutritive rimarrebbero intrappolate negli organismi morti, sono a nch’essi
eterotrofi.
Sulla base della loro dipendenza dall’ossigeno gli organismi si possono dividere in:
• Organismi anaerobi: organismi per i quali l’ossigeno è un elemento tossico e perciò vivono in
assenza di esso.
• Organismi aerobi: organismi per i quali l’ossigeno è necessario per la vita, questi possiedono
enzimi che eliminano le componenti tossiche che andrebbero ad ossidare le molecole.
Teoria Cellulare
Tanti concetti che ad oggi ci sembrano scontati erano impossibili da immaginare prima che fosser o
inventati i microscopi, i quali hanno permesso agli scienziati di visualizzare la cellula e di identificarla
come la più piccola unità vivente.
I primi microscopi risalgono intorno al Settecento, e da allora sempre più scienziati si sono avventurati
nell’osservazione del mondo microscopico, ecco alcuni cenni storici:
• A. van Leeuwenhoeck: uno dei primi microscopisti, osservò i microorganismi dell’acqua.
• R. Hooke: osservò e descrisse per la prima volta la cellula della corteccia di sughero.
• M. Schleiden e T. Schwann: formularono la teoria cellulare.
• Pasteur: confutò la teoria della generazione spontanea.
La teoria cellulare afferma che:
• Tutti gli organismi sono costituiti da una o più cellule.
• La cellula è l’unità di base della struttura di tutti gli organismi.
• Tutte le cellule originano da cellule preesistenti.
NB. L’ultimo punto non è scontato, infatti, inizialmente si pensava che gli organismi più semplici
nascessero per generazione spontanea dalla materia; intorno al 1700, essendosi diffuso il metodo
scientifico, si cercò di dimostrare questo principio.
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Esperimento di Needham: prese dei brodi di coltura ricchi di nutrienti, li scaldò e li tappò con una
garza in modo da permettere gli scambi con l’ambiente; dopo un po’ di tempo si accorse che in questo
brodo erano cresciuti degli organismi: era quindi convinto di aver dimostrato la teoria della generazione
spontanea.
Esperimento di Spallanzani: fece nuovamente l’esperimento bollendo il brodo più a lungo e stavolta
tappando bene l’ampolla in modo tale che non potesse entrare aria; passato del tempo constatò che non
era nato nessun organismo: la teoria era smentita! Tuttavia, gli venne contestato che non facendo
entrare aria aveva “ucciso” l’impulso vitale.
Esperimento di Pasteur: prese due palloni di vetro contenenti il brodo di coltura che progettò lui
stesso con un lungo tubino a collo di cigno ricurvo e aperto ad un’estremità da dove l’aria poteva entrare,
avendo però la curvatura le particelle, il pulviscolo ed eventuali contaminanti presenti nell’aria non
riescono a passare, rimanendo bloccati appunto a livello della curvatura.
Pasteur fece contemporaneamente questi due esperimenti: prese i due palloni, bollì bene bene il brodo
dopodiché ad un primo pallone tagliò il tubicino ricurvo permettendogli di venire in contatto con
l’ambiente esterno, nel secondo invece il tubicino a collo di cigno rimase intatto.
Pasteur si accorse che nel secondo caso non cresceva nulla benché il contatto con l’aria ci potesse essere,
nell’altro esperimento invece, dove il tubicino era stato tagliato, gli organismi crescevano nonostante il
liquido fosse stato bollito; ne dedusse che questi erano nati perché il brodo era venuto in contatto con
microorganismi presenti nell’ambiente esterno e non per generazione spontanea dalla materia.
Origine della vita
Nel 1920 il russo Oparin e l’inglese Haldane ipotizzano che le condizioni della Terra primitiva fossero
tali da permettere la formazione spontanea della vita a partire da materia inorganica.
Caratteristiche dell’atmosfera primordiale:
• Atmosfera riducente ricca di vapore acqueo, anidride carbonica e ammoniaca, ma priva di
ossigeno molecolare.
• Fonti energetiche elevate (tempeste di scariche elettriche, intensa attività vulcanica,
bombardamenti di meteoriti, radiazioni ultraviolette).
Esperimento di Miller: mise in un pallone di vetro una serie di elementi che si pensava fossero presenti
nell’atmosfera primordiale (metano, ammoniaca, idrogeno ed acqua), ed un sistema che producesse
scariche elettriche (mimavano i fulmini), inoltre collegata a questo sistema vie era dell’acqua sottoposta
ad ebollizione in modo tale che si generasse un flusso di vapore acqueo.
In queste condizioni si verificarono delle reazioni, le molecole derivanti da queste reazioni venivano
raccolte ed analizzate; Miller si rese conto che erano comparsi alcuni amminoacidi.
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Cambiando leggermente la composizione dell’atmosfera, per esempio mettendo acido cianidrico o acido
solforico, si ottennero vari tipi di molecole organiche come nucleotidi e zuccheri; ciò voleva dire che era
possibile ottenere da molecole di natura inorganica una molecola organica.
Possiamo quindi provare a descrivere una possibile successione evolutiva:
• Sintesi abiotica di piccole molecole organiche a partire da molecole inorganiche.
• Aggregazione delle molecole organiche in polimeri (acidi nucleici, proteine...)
• Evoluzione di una molecola depositaria dall’informazione genetica, in modo tale che certe
caratteristiche vantaggiose potessero in qualche modo trasmettersi (si pensa che fosse
inizialmente l’RNA perché è una molecola molto versatile).
• Aggregazione delle macromolecole e origine di strutture complesse dette protobionti o
protocellule con caratteristiche simili ad un organismo vivente.
• Evoluzione delle prime cellule a partire dai protobionti.
I primi organismi di cui abbiamo reperti risalgono a 3-4 miliardi di anni fa, hanno una struttura
procariotica, erano sicuramente anaerobi ed eterotrofi, sfruttavano quelle molecole organiche che si
generavano in maniera abiotica.
Si può immaginare che, ad un certo punto, questi organismi anaerobi ed eterotrofi abbiano cominciato
a competere per le molecole organiche, si selezionano quindi organismi autotrofi, che quindi non
dipendono più da sostanze organiche preformate, e tra questi gli organismi fotosintetici (compaiono
circa 3 miliardi di anni fa quando presumibilmente comparve l’ossigeno sulla Terra).
Si selezionarono successivamente gli organismi aerobi, a causa dell’accumulo di ossigeno nell’atmosfera.
1,9-2 miliardi di anni fa compaiono i primi eucarioti.
Biomolecole
Biomolecole: sono biopolimeri costituiti da un elevato numero di monomeri condensati tra loro,
formano la struttura delle cellule e sono i protagonisti del metabolismo cellulare. Le principali classi di
biomolecole sono:
• Carboidrati
• Lipidi
• Proteine
• Acidi nucleici
CARBOIDRATI
I carboidrati (o glucidi) sono biomolecole monomeriche o polimeriche costituite da due o più gruppi
ossidrili (-OH) e da un gruppo aldeidico (-COH) o da un gruppo chetonico (-CO), detti gruppi funzionali.
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I carboidrati hanno principalmente funzione strutturale, energetica e di riserva energetica; in base alla
complessità della loro struttura si dividono in:
• Monosaccaridi: formati da un solo monomero.
• Oligosaccaridi: formati da 2 a 10 monomeri.
• Polisaccaridi: formati da più di 10 monomeri.
NB. Le tre classi di carboidrati sono in relazione tramite reazione di idrolisi, ovvero per addizione di H O
2
in presenza di un catalizzatore acido H .
+
(polisaccaride + H O → oligosaccaride + H O → monosaccaride)
2 2
Monosaccaridi: sono carboidrati che non possono essere scomposti in composti più semplici, a seconda
del gruppo funzionale si distinguono in aldosi e chetosi e, a seconda del numero di atomi di carbonio
presenti nella molecola possono essere classificati in tri-osi, tetr-osi, pent-osi etc.
Monosaccaridi più importanti:
• Glucosio: un aldoesoso, è il monosaccaride più abbondante in natura, la rottura dei suoi legami
libera energia che viene poi utilizzata dalla cellula.
• Fruttosio: un chetoesoso con caratteristiche diverse dal glucosio.
• Galattosio: un aldoesoso.
• Gliceraldeide: un aldotrioso.
• Ribosio: aldopentoso, componente dell’RNA.
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• Desossiribosio: aldopentoso con un idrogeno al posto del gruppo ossidrilico, componente del
DNA.
In soluzione gli zuccheri sono in equilibrio tra una forma lineare ed una forma ciclica che si realizza
tramite un legame tra l’atomo di carbonio in posizione 1 e quello in posizione 5; mentre il carbonio 6
rimane al di fuori dell’anello.
Nella molecola ciclica (emiacetalica), la posizione dell’-OH rispetto al piano dell’anello può essere di
due tipi, o dalla stessa parte del carbonio 6 oppure da parti opposte; questa diversa disposizione dell’-
OH legato al carbonio 1 da origine a due forme alternative: conformazione alfa, in cui l’ossidrile è dal
lato opposto rispetto al carbonio 6, e conformazione beta, in cui l’ossidrile è dallo stesso lato del
carbonio 6.
Gli zuccheri si legano tra loro mediante un legame, detto legame glicosidico, che prevede l’eliminazione
di una molecola d’acqua.
Quando due monomeri si legano tra loro formano i disaccaridi, gli oligosaccaridi più importanti.
I disaccaridi più importanti sono:
• Maltosio: formato da due molecole di α-glucosio, legame 1,4 α-glicosidico.
• Cellobiosio: due molecole di β-glucosio, legame 1,4 β-glicosidico.
• Saccarosio: glucosio + fruttosio, legame 1,2 α-glicosidico.
• Lattosio: glucosio + galattosio, legame 1,4 β-glicosidico.
Il legame che si forma tra due monosaccaridi coinvolge generalmente il carbonio in posizione 1 del
primo monosaccaride e il carbonio in posizione 4 del secondo monosaccaride. Tuttavia, la
configurazione del carbonio a livello 1 può essere alfa o beta, questo implica la formazione di un legame
diverso che determina una disposizione spaziale dei monomeri che si susseguono in un modo piuttosto
che in un altro. 8
Polisaccaridi: formati da più di 10 monosaccaridi, e possono avere funzione di riserva energetica (amido
e glicogeno) o funzione strutturale (cellulosa e chitina).
Gli organismi, in presenza di un’abbondanza di glucosio (ad esempio dopo un pasto), tendono a
conservarlo sottoforma di polimeri di glucosio, nel caso delle piante il polimero che si forma è l’amido,
mentre negli animali è il
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