Biologia applicata
Lezioni di Prof. Clivio
Lezione del 17/10/2013
Le idee prima di Darwin
Karl von Linné (1707-1778)
Karl von Linné introduce nel 1735 la nomenclatura binomiale per la classificazione di tutti gli esseri viventi, in uso ancora oggi e che però presuppone la fissità delle specie nel tempo. A quel tempo gli studi di geologia erano ai primordi, e l'opinione più diffusa (almeno, ufficialmente) era che la vita sulla terra fosse comparsa (con la creazione divina) non più di 6000 anni prima, come scritto nella Genesi.
Questo sistema di classificazione si è rivelato utilissimo per lo sviluppo della conoscenza delle Scienze Naturali, ma i criteri in base ai quali veniva decisa la classificazione erano spesso del tutto arbitrari. Oggigiorno, per una sistemazione più attendibile delle categorie tassonomiche, vengono utilizzati anche i dati relativi alle sequenze di DNA delle specie attuali.
Linné adottò come metodo la classificazione sulla base delle somiglianze. Il suo lavoro è stato fatto correttamente e riuscì a creare gruppi molto ordinati secondo un aumento di complessità. Secondo Linné le specie sono gruppi di organismi interfertili tra loro, cioè che possono fecondarsi tra di loro. Il limite di un tale lavoro classificativo è che suppone che le specie non cambino nel tempo, una concezione molto diffusa alla fine del ‘700.
Jean-Baptiste Monet, Chevalier De Lamarck (1744-1829)
Il primo che comincia a scostarsi da questa concezione fu Jean-Baptiste Monet, Chevalier De Lamarck. Negli anni in cui visse troviamo la corsa al carbone, ciò implicava un'enorme diffusione di scavi i quali a loro volta implicavano numerosi ritrovi di fossili, di animali mai visti.
Proprio nell'anno 1809 (nascita di Darwin) pubblica la "Philosophie Zoologique", nella quale introduce per primo il concetto di evoluzione: le specie si trasformano divenendo più complesse e (come più tardi avrebbe affermato Cuvier) lasciando tracce visibili nei fossili.
Gli organismi semplici vengono continuamente generati per generazione spontanea. Quella dell'evoluzione era un'idea geniale ma i tempi non erano maturi per una sua accettazione.
Lamarck ipotizzò la legge dell'uso e del non uso, secondo la quale l'utilizzo di un organo porta nella specie a un suo sviluppo, il non utilizzo di un organo porta nella specie l'atrofia di quell'organo. Inoltre, Lamarck ipotizza che le caratteristiche acquisite mediante l'uso (o perse per il non uso) dell'organo si trasmettano ai discendenti. La teoria del germoplasma verrà molto dopo con Weismann.