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Dopo guerra: impero ottomano

Ogni discorso sulle origini del Medio Oriente contemporaneo ci riporta agli anni 1916/1917 e a tre promesse fatte dalla Gran Bretagna, all'epoca in guerra contro l'impero ottomano.

Le tre promesse britanniche

  • Prima promessa: Rivolta dai comandanti militari di stanza in Egitto allo Sharif arabo della Mecca e a suo figlio Faysal, prometteva la creazione di uno o più regni indipendenti nella Mezzaluna Fertile araba.
  • Seconda promessa: Affermava che, nel dopoguerra, sarebbe toccato ai francesi il controllo dei territori che formavano la Siria e il Libano, più la regione di Mosul; agli inglesi sarebbe toccato tutto il resto. Tuttavia, i confini e il livello reale di autonomia dei nuovi stati arabi sarebbero stati decisi successivamente.
  • Terza promessa: Fatta nel 1917 (Lord Arthur James Balfour), passata alla storia come "Dichiarazione di Balfour", prometteva di favorire la nascita, in Palestina, di un focolare nazionale ebraico.

Alla fine del 1917, gli Inglesi occuparono Gerusalemme e permisero che Faysal giungesse per primo a Damasco. Ignorando le proteste dei francesi, cui l'accordo Sykes-Picot destinava la Siria, lasciarono che Faysal assumesse il controllo del paese e che si presentasse a Versailles.

L'accordo Sykes-Picot e le sue conseguenze

L’accordo Sykes-Picot era un accordo segreto sull'Asia Minore tra i governi del Regno Unito e della Francia, che definiva le rispettive sfere di influenza nel Medio Oriente. Alla fine, una conferenza internazionale indetta a Sanremo ribadì i termini dell'accordo Sykes-Picot, ma con una significativa differenza: Mosul e i suoi pozzi petroliferi passavano ora agli inglesi. Il "Trattato di Sèvres", nell'agosto, ratificò l'accordo.

Alla neonata Società delle Nazioni toccò escogitare la formula di un "mandato", che prevedeva l'obiettivo finale dell'indipendenza, senza però indicarne tempi e modi. Nella sostanza, tutto si inquadrava in una logica neo-coloniale.

Il Trattato di Sèvres, uno dei vari trattati firmati durante e dopo la prima guerra mondiale, fu firmato nel 1920 tra gli alleati e l'Impero Ottomano; cedeva ampie parti del territorio ottomano a Francia, Regno Unito, Italia e Grecia. La Russia non prese parte alle trattative, perché aveva già firmato con gli Ottomani il trattato di Brest-Litovsk.

Divisione del territorio ottomano

  • Il Regno Unito acquisì l’Iraq, la Transgiordania e la Palestina.
  • Alla Francia andò la Siria e le parti limitrofe dell’Anatolia sud-orientale. Vaste porzioni dell’Anatolia centro-orientale furono dichiarate zone di influenza francese.
  • All'Italia fu assegnato il Dodecaneso; ampie porzioni dell’Anatolia meridionale e centro-occidentale, tra cui la città portuale di Adalia, furono dichiarate zone di influenza italiana.
  • Altri territori, in cui risiedevano popolazioni greche, come Smirne, vennero destinati alla Grecia.
  • Lo Stato curdo ottenne l’indipendenza, legata al risultato di un referendum.

Tutto fu però annullato con un nuovo trattato del 1923, "Trattato di Losanna"; la maggior parte dei territori andò alla Turchia, un’altra porzione alla Siria e le regioni meridionali al Regno dell’Iraq, creato da Londra con la fusione dei due distretti di Bassora e di Baghdad. Ben poco fu lasciato alle popolazioni di lingua turca e di religione islamica.

Conseguenze dei trattati

Alcuni porti, come quello di Istanbul, situati in posizione strategica, vennero dichiarati di importanza internazionale (zone franche) e in essi furono garantite completa libertà e assoluta uguaglianza di trattamento economico per tutti. Nel mondo arabo però, né le forze nazionaliste moderne, né i vari gruppi religiosi e tribali, avevano intenzione di accettare tutto passivamente.

Ci volle un intervento militare francese per scacciare Faysal e i suoi partigiani dalla Siria. A Baghdad e nelle altre città irachene si sviluppò una forte opposizione. I britannici riuscirono a reprimerla solo bombardando con l'aviazione i villaggi indigeni. Sul fronte turco, i vincitori non ebbero le forze per imporsi. Si affidarono quindi all’esercito greco e l'élite ottomana, insidiata a Istanbul, non osò reagire.

Furono però le truppe dell'esercito turco, di stanza in Anatolia, a contrattaccare sotto la guida di Mustafa Kemal, l'ufficiale dei "Giovani Turchi", l’uomo che avrebbe segnato il destino della Turchia. Smirne e tutta l'Anatolia tornarono in mano turca e popolazioni, che abitavano l'Asia minore dai tempi di Omero, dovettero fuggire per non tornare più.

Durante questa guerra furono distrutti villaggi e città e compiuti massacri da entrambe le parti. I greci applicarono la tecnica della "terra bruciata" durante la loro ritirata, accompagnata da atrocità di ogni tipo compiute sui civili. Le forze turche non furono da meno nei confronti delle popolazioni greche e armene; oggi molti governi riconoscono il massacro dei greci come un "genocidio". A questi conflitti pose fine, nel 1923, il "Trattato di Losanna".

I turchi si videro riconosciuto il possesso dei territori riconquistati. Mustafa Kemal creò una Repubblica turca. L'adozione del modello dello Stato nazione, fatta in Turchia, comportò per queste zone conseguenze tragiche. Attraverso la mediazione della Società delle Nazioni, venne infatti deciso che ci sarebbero stati scambi di popolazioni tra i vari paesi. Ulteriori accordi prevedevano lo spostamento di popolazioni musulmane e turche da Bulgaria e Romania verso la Turchia. Il concetto di pulizia etnica entrò così negli accordi internazionali.

Nascita del Medio Oriente moderno

Gran Bretagna e Francia, grandi potenze coloniali, egemonizzarono la Società delle Nazioni, mentre gli Stati Uniti e la Russia sovietica ne rimasero fuori. Autorevoli esponenti dell'élite imperiale britannica collaborarono con la commissione per i mandati della Società delle Nazioni, come Lord Federick Lugard (conquista dell'Africa e poi governatore di Hong e della Nigeria).

Lugard appoggiò il "indirect rule", il governo indiretto. Spiegò che gli indigeni avevano una loro cultura, diversa da quella occidentale, e invitò quindi gli amministratori coloniali europei non solo a rispettarle, ma anzi, a valersene, perché solo in questo modo la loro azione sarebbe stata efficace.

Si ispirava a schemi molto diversi il colonnello Lawrence, noto come Lawrence d'Arabia; egli affermava che un'indipendenza araba sotto Faysal si conciliava benissimo con gli interessi britannici. Sapeva di toccare un punto delicato: l

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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