CAPITOLO 1
1-Considerazioni preliminari
Viviamo nella società dello spreco senza rendercene conto e non badiamo mai a quali ricadute avranno le nostre scelte quotidiane, puntiamo tutto sul possedere ma dobbiamo cambiare angolo di osservazione e puntare a valori più profondi, cioè all’ “essere”.
Chi compra un prodotto spesso lo fa per sentirsi parte di un gruppo sociale, e quindi quella decisione è indotta da un momentaneo desiderio e non da una reale necessità.
È solo quando un oggetto si rompe che ci rendiamo conto delle parti che lo costituiscono, e di un mondo estremamente complesso. Anche il cibo è soggetto a tanti sprechi e un notevole consumo di energie non rinnovabili, e nel momento in cui lo troviamo già impacchettato e pronto al supermercato esso è privato della sua storia e provenienza.
La reale possibilità evolutiva sta nel ribaltare i valori che sono radicati: porre l’ essere dinanzi all’ avere al centro delle nostre azioni ci fa capire che il valore più importante è la vita. La consapevolezza di questo valore non avviene tramite mezzi esterni ma attraverso la percezione delle necessità legate alla preservazione dell’ esistenza di ciascuno, che vuol dire relazionarsi armonicamente con l’ intorno è fondamentale.
Come designer ci si dovrà chiedere se vorremo progettare solamente il prodotto, o vorremo progettare per l’ uomo.
2-Motivazioni per cambiare
Il design nel tempo è diventato un punto di riferimento per lo sviluppo dell’ innovazione, creando sempre nuovi prodotti, ma ha però relegato a un ambito più tecnico/tecnologico tutte quelle problematiche riguardo l’ utilizzo delle materie prime, dell’ energia, smaltimento e scarti di produzione, che però devono essere conosciuti e far parte della progettazione.
Le normative attuali si soffermano sul fatto che gli scarti del processo industriale sia qualcosa di risorsa, con un valore economico, nascerebbe l’ interesse di considerarli parti attive di un processo. L’ output di un sistema deve diventare input di un altro. L’ obiettivo è l’ “emissioni zero”.
3-Innovazione sistemico-interdisciplinare
Linee guida DESIGN SISTEMICO:
- Output input: gli scarti di un sistema diventano risorse per un altro, generando aumento del flusso economico e nuove opportunità di lavoro-
- Relazioni: le relazioni generano il sistema stesso, infatti tutti nel sistema sono elementi strategici e le relazioni possono essere interne e esterne.
- Auto-generazione: i sistemi autopoietici si sostengono e si riproducono autonomamente.
- Agire localmente: nel contesto in cui si opera si valorizzano le risorse locali di uomini cultura e materia; si risolvono problematiche locali creando nuove opportunità
- Uomo centro del progetto: l’ uomo relazionato al proprio contesto ambientale, sociale, culturale e etico.
Non bisogna focalizzarsi solo sul prodotto, ma integrare anche tutto il complesso di relazioni generate dal processo produttivo.
Il focus del design sistemico è l’ uomo, inserito nel sistema in cui vive e in cui attiva le proprie relazioni. Devono vivere armonicamente processo industriale, agricoltura, la società con il sistema naturale (la natura) nello stesso contesto territoriale.
4-Piani correlati di progettazione
Il Design sistemico è la capacità di saper:
- programmare il flusso di materia che scorre da un sistema a un altro, che diminuisce l’ impronta ecologica e genera un flusso economico
- ottimizzare tutte le parti all’ interno di un ecosistema in modo che evolvano coerentemente le une con le altre
DESIGN SISTEMICO- Luigi BistagninoProgettare la sostenibilità produttiva e ambientaleSlow Food Editore
CAPITOLO 1
1-Considerazioni preliminari
Viviamo nella società dello spreco senza rendercene conto e non badiamo mai a quali ricadute avranno le nostre scelte quotidiane, puntiamo tutto sul possedere ma dobbiamo cambiare angolo di osservazione e puntare a valori più profondi, cioè all’ ‘essere’.Chi compra un prodotto spesso lo fa per sentirsi parte di un gruppo sociale, e quindi quella decisione è indotta da un momentaneo desiderio e non da una reale necessità.E’ solo quando un oggetto si rompe che ci rendiamo conto delle parti che lo costituiscono, e di un mondo estremamente complesso. Anche il cibo è soggetto a tanti sprechi e un notevole consumo di energie non rinnovabili, e nel momento in cui lo troviamo già impacchettato e pronto al supermercato esso è privato della sua storia e provenienza.La reale possibilità evolutiva sta nel ribaltare i valori che sono radicati: porre l’ ‘essere dinanzi all’ avere al centro delle nostre azioni ci fa capire che il valore più importante è la vita. La consapevolezza di questo valore non avviene tramite mezzi esterni ma attraverso la percezione delle necessità legate alla preservazione dell’ esistenza di ciascuno, che vuol dire relazionarsi armonicamente con l’ intorno è fondamentale.Come designer ci si dovrà chiedere se vorremo progettare solamente il prodotto, o vorremo pro