IMPIANTI DELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA
Un impianto è un sistema che include non soltanto i macchinari ma comprende
anche il personale, la documentazione e tutti quegli elementi che permettono al
sistema di funzionare. Un documento compilato male può generare un errore che
può impattare su tutto il sistema.
Il guadagno dell’industria farmaceutica inizia quando il prodotto viene lanciato sul
mercato ma nelle fasi precedenti è anche necessario risparmiare sul processo di
sviluppo ottimizzando gli sforzi (lo spazio che viene occupato, il personale, acqua,
energia elettrica). Ad esempio per mettere sul mercato un integratore non si può
spendere tanto quanto si spenderebbe per produrre un antitumorale.
Le industrie farmaceutiche devono operare seguendo delle linee guida dettate da
ORGANI REGOLATORI INTERNAZIONALI:
• EMA: ente che regola a livello europeo lo sviluppo e l’immissione in
commercio dei farmaci ad uso umano e veterinario occupandosi anche della
fase della farmacovigilanza
• FDA: ente regolatorio americano
ERRORE= deviazione dal riferimento
Il valore vero non esiste. Per valutare se sto facendo bene una misurazione mi serve
un riferimento; il riferimento è una misura che viene determinata con uno
strumento di maggiore accuratezza. L’errore può essere indeterminato (o errore
random) o sistematico ovvero determinato dal livello di precisione dello strumento.
FARMACO GENERICO: è un prodotto copia di un prodotto originale con un brevetto
scaduto che ha lo stesso principio attivo ma che può contenere eccipienti diversi. Il
farmaco deve però essere bioequivalente. Il concetto di bioequivalenza è diverso dal
concetto di biodisponibilità. La biodisponibilità è data dall’AUC. Due farmaci
possono avere curve di forma diversa ma con la stessa AUC; questi farmaci avranno
quindi la stessa biodisponibilità ma non sono bioequivalenti. Per essere
bioequivalenti le curve concentrazione- tempo dei due medicinali devono essere
sovrapponibili con una deviazione tollerata del + o – 20%. Nel caso dei farmaci con
basso indice terapeutico la deviazione ammessa sarà inferiore.
BREVETTO
Per sfruttare la commercializzazione di un prodotto è necessario monopolizzare la
proprietà intellettuale brevettandolo. Nel momento in cui l’industria ha un
candidato per diventare un prodotto farmaceutico lo brevetta. Il brevetto che ha il
più alto valore è il brevetto di invenzione che viene effettuato quando si ha un
prodotto totalmente nuovo e ha una durata di 20 anni con possibilità di prolungarlo
per ulteriori 5 anni . Dal momento in cui l’industria brevetta al momento in cui si
ottiene l’autorizzazione all’immissione in commercio possono passare anche 15
anni. L’industria tende ad ottimizzare il tempo e le risorse per poter massimizzare lo
sfruttamento del brevetto. Oltre al brevetto di invenzione c’è il brevetto d’uso che si
ottiene quando ad una molecola esistente viene cambiata formulazione. il brevetto
tutela soprattutto le aziende più piccole in quanto le multinazionali
impiegherebbero molto meno tempo a sviluppare un medicinale sfruttando l’idea di
un’azienda più piccola. Quando il brevetto scade c’è la corsa alla produzione dei
generici.
ORGANIZZAZIONE DI UN’INDUSTRIA FARMACEUTICA
L’industria farmaceutica ha un’organizzazione piramidale ad albero perché le
decisioni vengono prese in team; è basata su suddivisione dei ruoli e delle
responsabilità. Al vertice c’è l’amministratore delegato.
Esistono diversi tipi di industrie farmaceutiche: alcune compagnie sono
maggiormente orientate alla produzione, altre al business e poi ci sono le industrie
biotecnologiche che generalmente si dedicano esclusivamente a questa attività.
I prodotti biotecnologici hanno infatti maggiori criticità: es stabilità, complessità
della produzione. I farmaci biotecnologici hanno anche notevoli problematiche
analitiche; le proteine ad esempio si possono denaturare facilmente causando lo
sfaldamento della struttura terziaria e quaternaria. Si tratta di molecole sensibili a
condizioni di ph, di luce ecc. Ad esempio la liofilizzazione deve essere effettuata con
attenzione: talvolta è necessario utilizzare dei criostabilizzanti per evitare lo
sfaldamento della struttura delle proteine. Le tecniche che vengono utilizzate per
l’analisi delle proteine sono generalmente tecniche spettroscopiche: es il dicroismo
circolare: quando una molecola chirale ( es: le proteine) si pone sul cammino della
luce polarizzata avvengono due fenomeni: il dicroismo circolare e la birifrangenza. Il
dicroismo circolare si verifica quando le sostanze chirali assorbono in maniera
diversa le due componenti destra e sinistra della luce polarizzata circolarmente.
Dall’analisi della differenza di assorbimento delle due componenti è possibile
individuare la struttura secondaria della proteina. Questo tipo di caratterizzazione è
molto complessa, non è una tecnica routinaria che può essere inserita in una linea
produttiva per fare il controllo qualità perché necessita di una complessa analisi dei
risultati che richiede molto tempo. Questi sono i motivi per cui i farmaci
biotecnologici hanno generalmente dei prezzi molto più elevati rispetto ai farmaci
tradizionali.
Le attività che vengono svolte maggiormente nelle multinazionali sono gli affari
regolatori e il marketing ma anche R&D, produzione, controllo qualità. L’ambito
regolatorio è in continua innovazione grazie alle informazioni e alle evidenze
provenienti dal mondo scientifico. Talvolta accade che si riscontrano delle carenze a
livello legislativo che per le industrie potrebbero rappresentare da una parte un
problema ma dall’altra potrebbero rappresentare delle occasioni per imporre un
nuovo modello a livello europeo o mondiale. Il settore del marketing si occupa delle
indagini di mercato, della divulgazione, della pubblicità, della scelta dell’area
terapeutica su cui investire considerando non solo l’impatto sulla salute ma anche il
grado di innovazione che il farmaco porterebbe nel mercato e la tradizione
dell’azienda. Infatti generalmente un’azienda con una secolare tradizione nella
produzione di antiinfiammatori non si butterà nel mercato degli antitumorali in
quanto dovrebbe stravolgere il proprio sistema: non soltanto l’impianto inteso come
insieme di macchine che producono il medicinale, ma anche il personale, il sistema
regolatorio ecc. Il marketing si occupa anche della determinazione del costo del
prodotto finale. Il costo del farmaco è il risultato di una contrattazione tra il
produttore e l’AIFA. La contrattazione non riguarda soltanto il prezzo del farmaco
ma anche la classe farmaceutica in cui collocare il medicinale: i medicinali in fascia
A sono a carico del sistema sanitario nazionale (es farmaci salvavita) i medicinali in
fascia C sono a carico del paziente. Il marketing si occupa anche di stabilire come
organizzare l’impianto di produzione: ciò dipende dalla quantità di medicinale che
deve essere prodotto che a sua volta dipende dalla domanda del mercato. Ma
poiché il mercato è in continua evoluzione bisogna tener conto, attraverso delle
previsioni di mercato, di quella che sarà la futura domanda di mercato per
prevedere un eventuale espansione dell’impianto. Se ad esempio si prevede un
incremento della domanda di mercato negli anni successivi si opta per un impianto
di processo che è più flessibile; l’industria infatti non potrà costruire un nuovo
impianto per aumentare la produzione. Lo strumento per definire il costo di un
medicinale è l’HTA: health tecnology assesment. Il valore del prodotto dipende dalla
sua efficacia: es un prodotto curativo ha un valore maggiore di un medicinale
palliativo e ciò impatta anche sul costo. Vengono inoltre presi in considerazione i
processi tecnologici che sono necessari per la realizzazione del medicinale. In
definitiva le strategie di mercato stabiliscono cosa produrre, quando produrre e
quanto. Tra i settori dell’industria farmaceutica c’è anche l’R&D ( R&D director), la
produzione ( production director), il settore che si occupa della qualità ( quality
director). Le grandi multinazionali sono costituite da tantissime aziende con
un’organizzazione capillare sul territorio. Molto spesso la multinazionale preferisce
acquistare l’azienda medio-piccola e inserirla nel suo sistema in maniera tale da
essere certo che il prodotto sia conforme alla filosofia aziendale. Infatti tutte le
aziende che fanno parte di una multinazionale devono operare all’interno di uno
stesso ambiente regolatorio. Queste aziende dette satelliti si occupano della
distribuzione del prodotto, del contatto con i clienti e con i fornitori. Ci sono
industrie che producono autonomamente e altre che commissionano la produzione
( conto terzi). Nelle industrie raramente si fa ricerca in quanto in ricerca sono più i
fallimenti che i successi e all’industria non conviene rischiare. Solitamente sono le
industrie medio-piccole che fanno ricerca per cercare di innovare e rimanere sul
mercato mentre le multinazionali commissionano la ricerca ad aziende esterne
perché è conveniente anche dal punto di vista economico.
Alcuni esempi di posizioni occupate all’interno dell’azienda farmaceutica sono: il
supply chain director che si occupa delle relazioni con i fornitori selezionando le
aziende produttrici di materie prime e farmaci. Il plant maneger: è il responsabile
dell’intero impianto. Al di sotto di questo si trova il quality director che gestisce sia il
quality control che il quality assurance .
La produzione non consiste solo nel processo fisico di realizzazione del prodotto (
che viene detto manifattura) ma comprende anche elementi gestionali, i servizi (
acqua, elettricità, gas, vapore). Nell’industria vale sempre il principio del risparmio:
ottenere il massimo con il minimo sforzo. Dunque vige sempre la regola del riciclo.
Es: il vapore che è necessario ad alimentare alcuni macchinari viene riciclato da
un'altra linea. Generalmente ogni impianto è destinato ad un prodotto
farmaceutico. La conversione di un impianto talvolta è più costosa di allestire un
impianto da zero. Quando si sceglie un sito per l’impianto dell’industria si tiene
conto di fattori logistici: i trasporti che garantiscano la distribuzione del prodotto, i
servizi (apporto di acqua, energia ecc…). La linea produttiva viene creata
parallelamente allo sviluppo del prodotto in maniera tale che qualora il prodotto
ottenesse l’AIC l’industria sarebbe già pronta a lanciare sul mercato il prodotto
ottimizzando i tempi. Quando si arriva alla fase clinica si è già fatto lo sviluppo del
farmaco; per passare dalla fase clinica al marketing è necessario effettuare uno
scale-up e un’operazione di trasferimento tecnologico. Questo passaggio si fa grazie
ad un impianto pilota che è un impianto totalmente rappresentativo di quello che
sarà l’impianto produttivo ma con dimensioni inferiori. Molto spesso in fase R&D
vengono utilizzati dei processi che non sono riproducibili su scala industriale. La
scalabilità dipende anche dalla tecnologia.
QUALITY ASSURANCE: filosofia che si è sviluppata negli anni 60 in Giappone
nell’azienda automobilistica Toyota. L’assicurazione della qualità coinvolge diversi
aspetti non solo la produzione che è solo la punta dell’iceberg dell’attività
dell’industria farmaceutica. L’assicurazione della qualità è un aspetto gestionale:
coinvolge tutti gli aspetti organizzativi ( è necessario gestire il rapporto con i
rifornitori, con i produttori, con il personale ecc). L’assicurazione della qualità si basa
su azioni pianificate e sistematiche. Come pianificare il controllo sul prodotto? Come
pianificare gli interventi sulle macchine? Anche i lavaggi dei macchinari, la
manutenzione, la calibrazione non può essere effettuata in maniera casuale ma
deve essere pianificato in modo tale da non interrompere la produzione.
Nel settore del quality assurance c’è anche il quality control che non viene
effettuato soltanto sul prodotto finito ma si estende al controllo della
documentazione, del personale. La quality assurance permette di monitorare il
prodotto in maniera tale da accorgersi tempestivamente di deviazioni che nel tempo
potrebbero trasformarsi in veri e propri errori che impatterebbero sulla qualità del
prodotto e intervenire in brevi tempi. ( attività di prevenzione che può essere fatta
soltanto se si conosce il prodotto e l’intero sistema). Nell’industria farmaceutica c’è
sempre un doppio o triplo controllo con doppia firma e convalida per ridurre al
minimo il rischio di errori casuali. In questo modo sarà possibile fare il traking ovvero
capire dove si è generato un eventuale problema che può produrre un effetto a
cascata devastante..
Un buon prodotto farmaceutico deve avere le caratteristiche di efficacia, sicurezza
ma deve essere anche commercializzabile. La qualità del prodotto medicinale è
legata all’efficacia del prodotto medicinale. Efficacia = capacità del prodotto di
esercitare la sua funzione in relazione al target. Parlando di efficacia si devono
considerare diverse sfaccettature: l’efficacia clinica è quella legata all’effetto
terapeutico misurabile clinicamente attraverso degli end point. L’efficacia ha però
un senso più ampio: considera anche la presenza di effetti collaterali in quanto una
terapia è efficace quando è sostenibile. Ci sono anche aspetti legati alla compliance
che è l’accetazione della terapia da parte del paziente. La compliance dipende
dall’invasività della via di somministrazione, la facilità di comprendere la posologia
cioè la dose e la frequenza di somministrazione. Per i farmaci salvavita la
compliance passa in secondo piano. Questi parametri possono contribuire
all’aumento o alla diminuzione valore commerciale del prodotto. Un prodotto di
qualità è un prodotto che rispetta le specifiche che sono state fissate ad esempio
dalla farmacopea. Se il prodotto non rispetta le specifiche non si otterrà l’AIC. Il
sistema di produzione deve essere robusto, stabile ma anche snello cosi che
permetta di ottimizzare le risorse. I parametri della qualità sono: affidabilità,
stabilità, fattori estetici ( qualità percepita importante soprattutto nei farmaci
pediatrici). Anche il packagin è importante: ha un impatto sia funzionale perché
deve garantire il mantenimento del prodotto per almeno 10 anni che commerciale
in quanto rende identificabile il prodotto e può influire sulle scelte d’acquisto del
paziente.
In passato la qualità non veniva considerata un aspetto fondamentale, non sempre
era salvaguardata, c’era molta più libertà di movimento per l’industria. Oggi invece
c’è un’assoluta responsabilizzazione del produttore: la farmacovigilanza è anche
diventata responsabilità di chi produce. Un tempo l’assicurazione di qualità viene
fatta a posteriori dopo la produzione. Questo tipo di strategia non permette però di
prevenire i problemi con conseguente spreco di risorse Attualmente la qualità deve
essere intrinsicamente costruita all’interno del processo produttivo. Tutto ciò che si
fa deve essere garanzia del risultato. In teoria si potrebbe evitare di controllare in
prodotto finito perché si sa che seguendo una determinata strategia si ottiene di
conseguenza un prodotto di qualità. Il primo passo per assicurare la qualità di un
prodotto è quello di conoscere il sistema, conoscere il prodotto e stabilire quali
siano i parametri di qualità, definire i processi che si scelgono per ottenere quel
prodotto. Una volta misurati e analizzati i parametri si fa un processo di
miglioramento e di controllo. Si ha un miglioramento continuo del sistema di
produzione. Nella fase di sviluppo ci sono tanti parametri che devono essere
monitorati e presi in considerazione è per questo motivo che sono stati messi
appunto degli approcci statistici come ad esempio il DoE: design of experiment:
approcci statistici che serve alla valutazione multifattoriale di un sistema. Viene
utilizzato nella fase conoscitiva del sistema perché Servono per aumentare le
conoscenze di un sistema ( ad esempio un sistema formulativo) con il DoE è
possibile ridurre i costi e il tempo necessario per effettuare esperimenti per la
valutazione dei parametri.
Il quality assurance si basa sul concetto del kaisen che in giapponese significa
miglioramento. Importante è anche il concetto di just in time che significa quanto
basta ed è relativo all’ottimizzazione delle risorse: es ottimizzare la quantità di
materiale primo, il personale. Un miglioramento continuo contribuisce all’aumento
della stabilità del sistema. Avendo un sistema stabile gli attributi di qualità che
vengono determinati all’inizio si conserveranno nel tempo . La stabilità contribuisce
alla robustezza del processo cioè il mantenimento della performance anche quando
vi sono delle alterazioni random non prevedibili. La robustezza si valuta facendo un
challenge sul processo. Ad esempio nella produzione di compresse posso modificare
qualche elemento nella linea di produzione. Il quality assurance si basa sul sistema
delle 5s ovvero 5 concetti fondamentali: eliminare il superfluo, ordinare, rendere più
snello il sistema, standardizzare e sostenere. L’applicazione delle 5S permette di
avere un sistema che funziona in maniera efficace e più
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