Orale su teoria
Agostini + Manzoni alla fine fanno un esempio delle domande
2/03/2021
Come il knowledge management nasce: intuizioni su cosa significa oggi e che cosa
può diventare nel futuro. Alcuni pensano che sia stato inventato per rimpiazzare il
movimento di re- engineering. Altri pensano che il knowledge management è solo una
“rebadging” (commercializzazione di un medesimo prodotto con marchi differenti)
delle informazioni precedenti e metodi della gestione dei dati. Knowledge
management, come ogni sistema di pensiero che abbia valore, è sia vecchio che
nuovo e questa combinazione di nuove idee con idee che tutti quanti conoscono per
tutto il tempo. knowledge management non è solo un’invenzione dei consulenti ma
basato sui professionisti, risposta sostanziale per i trend reali socioeconomici.
Il movimento di rengineering ha avuto un successo per un certo numero di anni e
consiste in una ritrutturazione delle organizzazioni, soprattutto facevano delle
organizzazioni organizzate in processi perché i processi sono interpimentali e poi un
altro aspetto fondamentale è che facevano l’outsurcing di quelle parti che non erano
tipiche dell’organizzazioni. In questi rengeenering delle aziende alcune hanno avuto
successo, ma altri sono falliti per cui molte aziende cadevano in crisi quindi poi è
stato abbandonato.
Il movimento di qualità è diventato così importante le aziende cercano di fare
prodotti di qualità è molto diffuso e a parte le piccole aziende, le medie e le grandi
fanno il processo di qualità per essere più efficaci sul mercato.
Altri scetici pensano che sia giusto un rimaneggiare i metodi di information e data
management, cioè ritoccarli.
Tre aspetti che hanno dato vita alla knowledge management: la globalizzazione,
informatica abiquitaria e il vedere le aziende come sono centrate sulla conoscenza.
La globalizzazione è il colpevole più evidente e chiaro. La complessità e il volume di
oggi è come non è mai stato prima perché il numero di canali di distribuzione, di
prodotti e di soggetti è come non è mai stato precedentemente. L’accelerazione di
tutti gli elementi del commercio globale e il declino delle economie centralizzate
hanno creato un’atmosfera frenetica all’interno dell’azienda che si sentono obbligati a
portare nuovi prodotti e servizi a market più ampi sempre più rapidamente. La
combinazione della portata globale e velocità costringono alle organizzazioni di
chiedere a loro stesse “che cosa conosciamo? Che cosa non conosciamo che
dovremmo conoscere?” hanno iniziato a pensare su che cosa conoscessero e che
cosa non conoscevano. Anche in Italia ci sono aziende molto piccole che fanno
formaggi, vini, che iniziano a distribuire in tutto il mondo questa è una cosa che è
successa in tutto il mondo. Anche a noi arrivano delle cose che arrivano dagli Stati
Uniti, dalla Cina, perché tutte le aziende cercano di fare un market che sia globale,
quindi vendere a tutto il mondo. Hanno iniziato a pensare in termini di conoscenza,
questo già anche grazie alla globalizzazione.
Riguardo all’obiquitous computing tecnologie che sono al di fuori del computer
smart watch, realtà aumentata è trasparente perché l’utilizzo di questo dovrebbe
essere il più possibile trasparente rispetto al nostro cervello. Una conseguenza
involontaria dell’obitiquitous e dell’informatica trasparente è il valore della conoscenza
che non può essere digitalizzata, codificata e distribuita facilmente. Una conoscenza di
questo tipo è quella che noi chiamiamo conoscenza tacita, quindi che non può essere
codificata e non è distribuita facilmente. L’accesso alla comunicazione si espande
drammaticamente così che le persone hanno accesso a quasi tutte le informazioni che
possono necessitare in ogni momento e in ogni posto a costo nullo, il valore delle
abilità (skills) cognitive diventa non replicabile dal silicio che diventa maggiore, cioè
non può essere memorizzato dal computer e quindi diventa più grande. Anche se
abbiamo accesso all’informazione molto più di prima, questa non è conoscenza che
può essere digitalizzata, ma sono più gli skills perché la conoscenza tacita è anche lo
skill di una persona. Dopo le ultime decadi, quando molti commentatori hanno capito
che l’argomentazione è l’oggetto ultimo di ricerca dell’azienda, queste abilità ad alta
intensità di conoscenza sono sempre state più ampiamente riconosciute. Sebbene
abbiamo visto una tendenza a definire in modo riduttivo il knowledge management
come muovere i dati qua e là e i documenti vicino, knowledge management cresce
dalla comprensione del valore critico di fattori meno digitalizzati, e dalla necessità di
escogitare modi per supportare e beneficiare da essi.
Un altro trend meno evidente ma non meno importante è il fatto che emerge una vista
incentrata sulla conoscenza delle organizzazioni. La descrizione dell’azienda di Sydney
Winter come “organizzazioni che sanno come fare le cose” ha espresso un’idea
sempre più in crescita. Sempre più economisti, accademici che fanno strategia e
commentatori sono d’accordo sul fatto di come un’azienda può essere vista al meglio
come un’organizzazione coordinata di capacità. L’elemento principale di queste
capacità è la conoscenza, specialmente quella più tacita e specifica delle aziende.
Sebbene le nuove idee non abbiano totalmente sostituito le vecchie idee delle aziende
come principali processori di informazioni, macchine produttive, o strutture quasi
militari, loro si sono dimostrati abbastanza potenti da agire come stimolo per una vera
azione organizzativa. conseguentemente la frase “facciamo qualcosa con la
conoscenza” è stato ascoltato nel paese.
Come inizia il knowledge management
Un buon traguardo per segnare l’inizio della knowledge management è la conferenza a
Boston nel 1993. Son passati 30 anni, eppure è ancora attuale che migliora
continuamente e non è ancora stato cambiato la visione delle organizzazioni. Molti
degli speakers in questo evento hanno provato a definire la conoscenza comunicativa
per differenziarla dai dati e informazioni. La conoscenza sembrava essere un residuo
chiave, cosa rimaneva per spiegare la produttività interna dopo che qualunque altra
cosa era stata vista. Cioè tutto ciò che si poteva spiegare era possibile, poteva essere
guardato. Dopo si avevano differenze sostanziali nella produttività che non si sapeva
da dove provenissero e quindi questo veniva dalla conoscenza dagli impiegati.
Perché i soggetti erano così nuovi e non testati, molte delle discussioni rimasero
teoretiche. Ma c’erano alcuni progetti della conoscenza promettenti in tempo reale da
puntare.
Ad esempio, In una certa organizzazione facevano aerei e hanno scoperto che il
secondo aereo aveva meno problemi e ci mettevano meno perché le persone che
costruivano questo aereo, imparavano nel farlo e capivano come si costruiva l’aereo e
ci mettevano meno conoscenza tacita.
Quelli che avevano partecipato alla conferenza pensavano che anche se l’informazione
era gestita perfettamente non li avrebbe portati a una terra promessa di una
produttività e innovazione grandemente migliorata, quindi subito hanno pensato
anche alla prima conferenza vedono un aspetto chiave: anche se gestisci
l’informazione in una maniera perfetta questo non può servire a migliorare la
produttività o l’innovazione. Siccome il soggetto trattato a quella conferenza era
nuovo e non testato che molte delle discussioni sono rimaste teoriche, ma alcuni
progetti di conoscenza che sono da sottolineare per esempio, McKinsey e Company
andavano al di là di un sistema di document management system, che è diffuso in
quasi tutte le organizzazioni, ma di natura solo la conoscenza esplicita. McKinsey e
Company va al di là di questi sistemi e sviluppa un sistema a rete di risposte, quindi è
pensato più con al centro l’essere umano, piuttosto che i documenti. Un’altra azienda
che ha fatto qualcosa sulla conoscenza è Arian Ward at Hughes Aereospace and
Electronics Company che era responsabile di un sistema innovativo per catturare
l’informazione riguardo a ricorrenti problemi nello sviluppo dei satelliti e come questi
problemi furono risolti. Questo lavoro ha trovato velocemente valore perché si è
arrivati a dei cicli di sviluppi più corti e con meno errori. Queste sono aziende che
hanno sviluppato delle tecnologie differenti da quelle standard e hanno trovato dei
benefici. Da quali sorgenti nasce il knowledge management? Ha delle sorgenti sia
intellettuali che pratiche, sono strettamente correlati, per cui c’è un traffico a due vie
tra la teoria, cioè l’intellettuale e la pratica.
Teorici (antecedenti intellettuali):
l’economia durante la seconda guerra mondiale gli osservatori hanno notato che
costruire un secondo aereo ci mettevano meno tempo e aveva meno difetto i
lavoratori realmente imparano dall’esperienza. Negli anni ’50 la Rand Corporation ha
iniziato a analizzare, codificare l’osservazione di questo tipo. Il fenomeno ha dato
l’espressione l’economista Kenneth Arrow con “learning by doing” si impara facendo
(aspetto fondamentale della conoscenza tacita e creare nuova conoscenza nelle
persone). Sempre riguardo all’economia, in particolare learning by doing, noi abbiamo
qualche distanza dal capire come funziona il meccanismo di learning, ma se le
organizzazioni possono gestire il learning process meglio e il modo più effettivo per
passarlo è sul capire tacito che forma la base di come operano, allora possono
diventare più efficienti. Con conoscenza e apprendimento noi parliamo di cose affini
perché la conoscenza si crea nell’individuo attraverso un learning, che non ci può
essere solo ascoltando o leggendo, ma facendo le cose. Sviluppando queste strategie
di apprendimento è diventato un tema importante del knowlege management. Quando
la BP che ha voluto analizzare usando una prospettiva della conoscenza perché loro
avevano livelli di performance diversi nei loro impianti di perforazione, hanno trovato
un’ampia differenza nella conoscenza locale e nelle pratiche, conoscenza che era
grandemente tacita e non documentata. Come risultato dei loro sforzi per avere
questa conoscenza locale più globalmente praticata, BP ha ottenuto un risparmio
significativo e susseguentemente ha raggiunto uno stato leggendario nei circoli di
knowledge management perché ha fatto un progetto di knowledge management
vincente e quindi viene citata sempre come esempio. L’apprendimento organizzativo è
stata una sorgente di pratiche organizzative e indipendenti dal knowledge
management, ma l’apprendimento organizzativo delle persone spesso tende a credere
che se sviluppi un processo allora automaticamente l’apprendimento avverrà. Ma le
persone falliscono a specificare questo learning accade e quale business economico
outcomes noi ci possiamo aspettare dal learning. Il knowledge management non ha
capito questi temi, ma riconosce la loro importanza e continua a lavorare per capire
meglio questo learning.
Un’altra questione essenziale nell’economia è qual è l’unità di analisi e come la
misuriamo che è diventato una domanda essenziale del knowledge management. Noi
stiamo guardando più a più gruppi e reti come il focal point della conoscenza
organizzativa. Noi parleremo di comunità di pratica che sono un insieme di persone e
hanno caratteristiche in più rispetto ai gruppi e reti. Nell’area del knowledge
management, la comunità di pratica è diventata una cosa importante.
La sociologia ha un forte interesse di ricerca nelle strutture complesse delle reti
interne e delle comunità e per questo motivo ha un’importanza per il knowledge
management. Molti praticanti potrebbero essere d’accordo che la conoscenza cresce
in queste strutture, non cresce nell’individuo singolo, ma nelle comunità e nei network
e quindi questi practitioners hanno iniziato a studiare le reti e comunità come la più
produttiva unità di analisi per fare il knowledge management in un’azienda.
Nel lavoro di Emile Durkheim vengono sottolineati i fatti sociali, i comportamenti reali
osservabili che sono alla base del pensiero sociologico. Il knowledge management ha
irritato questa passione per i fatti sociali, piuttosto che costruire dalla teoria, guarda a
quello che le persone fanno, le circostanze in cui condividono con la conoscenza, o in
cui non la condividono, i modi in cui la usano, la cambiano o la ignorano. Quello che
hanno imparato dagli altri. Questa guida di fatti sociali guida allo sviluppo di strumenti
e tecniche di knowledge management, quindi gli aspetti sociali sono importanti in
un’azienda. Altri antecedenti intellettuali sono la filosofia e la psicologia. Fin dalla
prima conferenza il knowledge management ha esplorato la differenza tra conoscenza
tacita e esplicita, cioè tra know how e know what, distinzione fatta anche da Aristotele.
Nelle decadi recenti (anni ‘90), i sistemi per mantenere l’informazione elettronica ha
dato accesso a una vasta quantità d’informazione, una conseguenza che può
sembrare paradoxical a qualcuno, ma in realtà ha molto senso perché si ha una
susseguente e drammatica crescita del valore della conoscenza tacita e non
digitalizzata. Più abbiamo accesso all’informazione, più diventa rilevante la
conoscenza tacita. Questo valore della conoscenza tacita ha due sorgenti: una è ha la
scarsità, perché abbiamo tanta conoscenza digitalizzata ma abbiamo poca conoscenza
tacita, l’altra è il ruolo che la conoscenza nell’organizzare e selezionare il flusso
dell’informazione, così che può essere messa nell’usarlo è grazie alla conoscenza
tacita che noi possiamo trovare in questa massa d’informazione digitalizzata, noi
possiamo selezionare quella più importante grazie alla conoscenza tacita, cioè quella
che ci serve in quel momento la riusciamo a selezionare grazie all’informazione tacita.
Rispetto alla psicologia, anche essa tratta differenti tipi di conoscenza, come e perché
le persone imparano, dimenticano, ignorano, agiscono o falliscono all’agire e quindi
sono dei processi cognitivi naturali e fanno sorgere domande di motivazioni che
rendono impossibile pensare alla conoscenza in termini di trasferimento meccanico tra
donatore a ricevente. Grazie alla psicologia noi ci rendiamo conto meglio che non è
come la conoscenza esplicita che può essere meccanicamente trasferita, ma noi
dobbiamo tornare al learning by doing. Prendendo insieme il rigore concettuale
dell’economia, la ricchezza osservazionale della sociologia, la comprensione della
psicologia e filosofia danno al knowledge management la portata intellettuale e la
sostanza che necessita a lottare con l’essere umano reale e la complessità delle
conoscenze nelle organizzazioni. Noi abbiamo bisogno di tutti questi antecedenti
intellettuali per riuscire a lavorare sulla conoscenza nelle organizzazioni.
Le pratiche sono tre che hanno portato il contenuto e l’energia al knowledge
management e sono: l’information management, il movimento di qualità e i fattori
umani e capitale umano.
L’information management viene compreso come un sottoinsieme dell’information
tecnologie e anche del mondo dell’information science world. L’information
management è un corpo di pensiero e di casi che si focalizzano su come l’informazione
è gestita indipendente dalle tecnologie che la tengono e che la manipolano.
L’informazione in questo contesto generalmente significa quella digitalizzata, cioè i
documenti, i dati e i messaggi strutturati. Il knowledge management condivide con la
prospettiva dell’utente dell’information management un focus sul valore come
funzione di soddisfazione utente piuttosto che efficiente della tecnologia che mantiene
e distribuisce l’informazione. L’information e il knowledge management si focalizzano
nella qualità del contenuto e anche su come beneficia il destinatario e le
organizzazioni per i quali lui o lei lavorano. L’information management ha scoperto che
non tutta l’informazione è creata uguale ma che differenti tipi di informazione hanno
diversi valori e devono essere gestiti in modi diversi. Il knowledge management si
focalizza su quali tecnologie sono appropriate per condividere differenti tipi di
conoscenza e anche sull’uso della conoscenza, non solo sulla disponibilità della
conoscenza.
Quality moviment si focalizza significativamente sui clienti interni, i processi evidenti e
condivisi e gli obiettivi condivisi e trasparenti. Tecniche di qualità sono state applicate
in maniera più di successo ai processi di manifacturing, mentre invece sono le
organizzazioni di manifacturing a fare quality movement, quindi hanno un processo
produttivo ben preciso e controllabile. Invece il knowledge management ha uno scoop
molto più ampio che include i processi che non possono essere misurati e definiti
facilmente. Il lavoro sulla conoscenza rende la conoscenza visibile e perciò sviluppare
processi di conoscenza, il proprietario dei processi e strutture governative nel modo
che sono in debito significativo alle tecniche di analisi e miglioramento sviluppate dal
quality movement. Anche se c’è un antecedente ci sono impor
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