Intelligenza artificiale e test di Turing
Con intelligenza artificiale si intende un agente non umano che compie la migliore azione possibile in una situazione. La tecnologia digitale è quella disciplina basata sulla generazione e sulla trasmissione di informazioni tradotte in termini numerici. Uno dei grandi problemi è proprio la trasposizione di nozioni giuridiche in termini puramente quantitativi. La democrazia non è sempre fatta delle scelte migliori ma è fatta dalle scelte della popolazione, per questo motivo l’intelligenza artificiale può andare in contrasto spesso con elementi della democrazia.
Il machine learning è l’insieme degli strumenti con i quali una macchina apprende, migliora la sua performance, raggiunge dei risultati sulla base di un apprendimento che richiede reti neurali (che spezzano le informazioni, le congiungono ad altre poi giungono ad una serie di ramificazioni fino a un punto di raccolta).
Le reti neurali: imitazioni del nostro cervello
Il dataset: serie di informazioni che facciamo ingerire alla macchina prima di immetterla nel mercato. Data training: richiede aspetti tecnologici e informatici, ed è il processo che rappresenta l’insegnamento alla macchina. La presenza di informazioni che la macchina raccoglie dall’ambiente è chiamata dataset. Il dataset e le reti neurali consentono il data training.
Black box e test di Turing
La black box: scatola nera impenetrabile, nessuno sa come la macchina arrivi a certe conclusioni sulla base delle informazioni date; insieme di elementi che non sono noti, divulgabili, controllabili.
Test di Turing: due persone in una stanza si scambiano biglietti con domande e risposte; una delle due persone viene sostituita con una macchina. Se l’altra non si accorge di star parlando con una macchina allora si può dire di trovarci di fronte ad un’intelligenza artificiale. Generalizzando: quando la macchina si comporta come un uomo, ovvero non ci si rende più conto di essere davanti ad una macchina, si parla di intelligenza artificiale.
Tre leggi della robotica di Asimov
- Un robot non può arrecare danno ad un essere umano o permettere che per un suo mancato intervento un essere umano subisca danno.
- Un robot deve obbedire ad un essere umano se non in conflitto con la prima legge.
- Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di questa non vada in contrasto con la prima e la seconda.
Intervenire nei processi automatizzati coi nostri provvedimenti giuridici, porre dei limiti, dei “dossi” alle azioni del software, come ad esempio i software predittivi in America. Necessità di specificare al software di escludere bianchi neri, sesso ecc. per evitare esclusioni o scelte discriminatorie da parte dell’intelligenza artificiale durante la sua azione predittiva.
Definizione di diritto
Il diritto ha vari significati:
- Una pretesa soggettiva nel senso che ognuno di noi può pretendere che gli venga riconosciuto un determinato bisogno o esigenza.
- Un ordinamento (che comunemente intende un sistema di norme e di istituzioni).
- Una tradizione giuridica: quelle che solitamente chiamiamo norme in verità sono disposizioni (la norma è il risultato dell’interpretazione della disposizione) le disposizioni contengono regole di condotta.
Ci sono due importanti partizioni del diritto: diritto pubblico e privato. Il diritto privato riguarda la relazione tra i singoli privati che si occupano dei propri interessi; il diritto pubblico riguarda gli interessi della collettività.
La tradizione di diritto italiano
L’Unione Europea ha un ruolo importantissimo nella produzione delle norme sulla tecnologia perché di fatto i produttori della tecnologia, se vogliono immettere i propri prodotti nel mercato, devono adeguarsi alle nostre norme. Pur non essendo produttori di tecnologia influenziamo come la tecnologia viene prodotta sul piano mondiale grazie alle nostre norme. Una grande divisione nel campo della tradizione del diritto è data dalla distinzione tra civil law e common law. La tradizione di civil law di cui facciamo parte è centrata attorno alle norme scritte prodotte da un potere legislativo; la tradizione di common law è invece una tradizione tarata storicamente su quello che il giudice decide: il giudice emette la sentenza, questa fa precedente e quel precedente orienterà le decisioni successive.
Un’altra caratteristica tipica dell’ordinamento italiano è quella di avere una costituzione scritta. Un paese che per antonomasia non ha una costituzione scritta è invece il Regno Unito, in questo caso si dice che è la consuetudine che costituisce la costituzione. La nostra costituzione oltre a dirci come funziona il paese contiene dei diritti scritti ed è soggetta a controllo di costituzionalità. L’esperienza dell’abuso del proprio potere da parte del Parlamento, o di chi deteneva il potere politico, ha sollecitato una tutela nei confronti del potere politico. Altre due caratteristiche importanti dell’ordinamento italiano sono di far parte dell’Unione Europea e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Le fonti del diritto
- Principi fondamentali ordinamento costituzionale: non coincidono col testo costituzionale, non possono in alcun modo essere derogati né possono essere abrogati (modificati).
- Costituzione + diritto Unione Europea (Art. 11 “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”).
- Diritto internazionale (Art. 10 “L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”, Art. 117, primo comma, Cost, “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”).
- Leggi/decreti-legge (fonti primarie) - Baricentro
- Regolamenti (fonti secondarie)
- Norme corporative
- Usi
Ciò che sta sopra limita la legge, ciò che sta sotto sottostà alla legge. Oggi la funzione centrale delle leggi è un po’ in crisi in quanto il 70% dell’attività parlamentare è di adeguamento a quello che dice l’Unione Europea. Una fonte incompatibile con una superiore è illegittima, se il contrasto riguarda leggi costituzionali si dice che la norma è incostituzionale. Le norme del diritto internazionale generalmente riconosciute sono le cosiddette norme del diritto internazionale consuetudinario, non sono trattati ma norme consuetudinarie. Oltre al diritto internazionale consuetudinario esiste il diritto internazionale pattizio cioè fonti di diritto che derivano dall’accordo di due o più stati. Queste norme non prevarrebbero sul legislatore in base all’articolo 10 che parla solo di norme consuetudinarie, l’articolo 117 quindi allarga la capacità del diritto internazionale di limitare il legislatore. L’articolo 117 inoltre sottopone il legislatore anche al diritto dell’Unione Europea. Nei confronti delle istituzioni dell’Unione Europea, l’ordinamento costituzionale italiano ha effettuato una cessione di sovranità (art. 11 costituzione inizialmente scritto pensando all’Onu poi applicato per l’Unione Europea). La legge è affiancata da altri due tipi di fonti sempre primarie, i decreti-legge e i decreti legislativi.
Principio di continuità: i codici tra cui il Codice civile anticipano la costituzione, la costituzione arriva dopo: quando è arrivata la costituzione non ha messo fuori gioco quello che veniva prima, non è che entra in gioco la costituzione e si rifanno le leggi da zero, le leggi preesistenti hanno continuato a mantenersi in vigore; quando è stata riscontrata un'ipotesi di conflitto tra la legge e la costituzione, questa è stata eliminata. Una norma continua ad esplicare effetti anche se sono cambiati gli altri riferimenti del sistema, se questa è compatibile con la costituzione.
La dichiarazione Schuman
Dopo la Seconda guerra mondiale 3 comunità:
- Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA)
- Comunità economica europea (CEE)
- Comunità europea dell’energia atomica (CEEA o EURATOM)
La dichiarazione Schuman, rilasciata dall’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman il 9 maggio 1950, proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell'acciaio, aiutare la Germania, costituire una comunità. Condivisione tra Francia e Germania di materie prime, carbone e acciaio. Il fine è rendere la guerra impensabile, evitare il monopolio di queste materie prime che servono tra l’altro alla produzione di armi. La guerra da impossibile è diventata impensabile (Europa no coscrizione obbligatoria). Condividere le risorse invece che in ambito bellico in ambito energetico (come l’energia nucleare). Sottrarre alla possibilità di una guerra le ragioni economiche (mercato comune) e gli strumenti bellici. Ad una proposta di esercito comune si oppose la Francia, sia perché non voleva che la sua potenza militare venisse messa a disposizione di interessi extranazionali sia perché era ancora in una fase di decolonizzazione dell’Africa.
Discussione inerente al caso Bocconi
Università Bocconi ha utilizzato durante gli esami un software allo scopo di scoprire eventuali copiatori o atteggiamenti sospetti in sede d’esame. Il software però raccoglieva numerosi dati sensibili degli studenti (foto del volto, registrazioni video, foto dei documenti…) e trasmetteva questi dati negli Stati Uniti dove la tutela della privacy non è paragonabile alla nostra a insaputa degli studenti. Per questo motivo un ex studente dell’università ha citato quest’ultima in giudizio ed è stata condannata dal garante della privacy al pagamento di una multa.
Il software è selettivo e quella selezione può essere dannosa, esso potrebbe cambiare il giudizio del docente facendo focalizzare l’attenzione su uno studente invece che su un altro e portandolo sulla strada sbagliata. L’informativa relativa alla privacy per gli studenti era troppo vaga, inoltre si trattano di immagini che prendevano gli studenti in un ambiente privato. Ci sono ordinamenti diversi (Italia, Unione Europea, Stati Uniti) ci sono diverse mentalità (Unione Europea controlla i dati in una maniera mentre gli Stati Uniti in un'altra maniera). Ci sono delle istituzioni che sono deputate a tutelare i dati, cioè il garante della privacy.
La Repubblica
Caratteristiche della Repubblica sono: la partecipazione del popolo, la divisione dei poteri, la temporaneità degli organi (rotazione delle cariche) e il fatto che il capo dello stato non è individuato per vie ereditarie ma è scelto dai cittadini. Altro aspetto della repubblica è il principio democratico e la presenza del parlamento. La repubblica non ha un solo tipo di struttura ma ce ne sono molte: ci sono ordinamenti in cui il capo di stato è eletto direttamente dal popolo (Francia) e paesi in cui l’elezione è indiretta. La separazione dei poteri prevede che esista una divisione tra i poteri pubblici, il fatto che un potere non possa avocare a sé gli altri fa parte della struttura della repubblica ma non è esclusivo di questo tipo di ordinamento. Il nostro ordinamento è fondato sulla volontà del popolo. A farci preferire la repubblica rispetto ad una sovranità tradizionale è la presenza di diritti fondamentali e di tutele. I diritti fondamentali non possono essere tolti, né dal capo dello stato né da noi stessi (paradosso della libertà = non esiste il diritto a farsi schiavo). La nostra repubblica ha una costituzione che limita il potere, è rigida, si impone al legislatore. Si distingue la costituzione rigida da quella flessibile che è modificabile (prima della nostra costituzione vi era lo statuto albertino). Nelle costituzioni flessibili si hanno delle regole che possono essere sospese poiché la costituzione non è sovraordinata alla legislazione (Costituzione di Weimar, che però non ha impedito l’ascesa al potere di Hitler, perché non è una costituzione rigida, è rimasta sulla carta). La costituzione rigida non significa che non sia modificabile.
Art. 139 cost. Afferma che solo una parte della costituzione non si può modificare (quella che riguarda la forma repubblicana). L’articolo 138 ci dice come modificare o introdurre nuove leggi nella costituzione attraverso un procedimento aggravato: ciascuna delle due camere si deve esprimere due volte a distanza non inferiore di 6 mesi e solo la maggioranza assoluta in seconda deliberazione è sufficiente per far passare la riforma. La modifica costituzionale purtroppo è stata totalmente reclutata dentro al tema della dialettica politica. Molto spesso il fatto di cambiare la costituzione diventa esclusivamente un metodo di propaganda politica.
I limiti dell’art. 139 Costituzione
La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale. La dottrina interpreta l’art. 139 utilizzando due letture:
- La prima ritiene che l’articolo riguardi il divieto a ristabilire un «principio dinastico» per la nomina del Capo dello Stato, in altre parole, la carica di Presidente della Repubblica non può diventare ereditaria.
- La seconda, approvata anche dalla Corte costituzionale, sostiene che l’art. 139 “sancisce la non modificabilità in perpetuo del nuovo ordine repubblicano” in quanto questo rappresenta “la naturale, conseguente strutturazione ed organizzazione del principio democratico”.
La Corte costituzionale, in due diverse sentenze, ha affermato: “La Costituzione italiana contiene alcuni principi supremi che non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali”. Tra questi principi vi è la forma dello Stato e i “valori supremi” (quindi, possiamo immaginare l'uguaglianza, la libertà e la democrazia) sui quali si fonda la Costituzione italiana.
I diritti fondamentali
Diritti di prima generazione (civili): libertà personale, libero arbitrio, riunione, associazione, manifestazione di pensiero, professione di una religione o di nessuna, libero domicilio, etc.
Diritti di seconda generazione (politici): libertà di concorrere alla vita politica dalla maggiore età. Non è sempre detto che avere un diritto garantisce il suo godimento, per questo ci sono i diritti sociali.
Diritti di terza generazione (sociali) tipicamente europei. Le istituzioni pubbliche si impegnano a garantire che tutti possano godere effettivamente dei diritti civili e politici anche se non si hanno le possibilità economiche. Tutele nel campo del diritto del lavoro e della previdenza sociale. La costituzione federale americana non ha diritti sociali, non è che non esistano, ma non li ha in costituzione. Nel continente europeo dimensione orizzontale dei diritti, reclamare diritti nei confronti di altri membri sociali.
Nella cultura anglosassone i diritti fondamentali sono nei confronti dello stato, non nei confronti di privati, diritti verticali. Non c’è una protezione costituzionale dei propri diritti, si può reclamare la propria libertà di espressione nei confronti di un datore di lavoro pubblico ma non di un privato, la discriminazione in questo senso non è vietata dalla costituzione ma dalla legislazione. Paesi anglosassoni idea di consenso, tramite contratto. Se es vai da un datore di lavoro che non vuole che tu indossi un determinato abbigliamento, hai la libertà di non andare da quel datore di lavoro, se ti rechi accetti il contratto, dai il tuo consenso. L’idea di un disequilibrio tra le parti è un’idea tipicamente europea, la mentalità americana vede nelle disuguaglianze sociali un problema che si risolve, andando altrove.
Il referendum
Il referendum confermativo non ha bisogno di quorum: ciò significa che se anche pochissime persone vanno a votare e la maggioranza dei votanti vota a favore, il referendum passa. Per farlo passare cioè basta la maggioranza dei votanti. Il referendum abrogativo invece è uno strumento per contrastare il parlamento (solo abrogativo perché non si sostituisce al parlamento stesso). Il referendum è espressione di volontà popolare, ma è anche pericoloso perché alcune scelte politiche possono prendere il sopravvento senza poi possibilità di tornare indietro (esperienza del fascismo). Per questo motivo il referendum è solo demolitivo non costruttivo come il parlamento. Il referendum ti chiede solo sì o no, non ammette mediazioni e non contempla altri interessi. Il referendum costituzionale è approvativo e senza quorum, quello abrogativo elimina ex nunc la legislazione esistente e richiede il quorum. Negli ultimi vent’anni vari tentativi di modificare la costituzione, la maggioranza naufragati. L’accordo deve essere trasversale, da diversi partiti politici, per evitare che ciascuna maggioranza politica la cambi di volta in volta. Se il programma politico prevede una modifica costituzionale, cade la trasversalità dell’accordo. La possibilità della modifica è stata concepita.
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Appunti di Linguistica computazionale e intelligenza artificiale