Radioprotezione in ambito infermieristico
Indagini di diagnostica per immagini
La radiologia è diventata una punta avanzata dello sviluppo tecnologico, la domanda di prestazioni è molto elevata e differenziata per l’esplosivo aumento delle conoscenze scientifiche. L’offerta è poliedrica sia nella fase di diagnosi precoce, sia di diagnosi di lesioni acute e sia di monitoraggio post terapeutico, perciò è generalmente molto influente sull’iter clinico del paziente. Per questo l’equipe di radiologia non deve essere considerata un insieme di supertecnici, ma un gruppo di collaboratori che partecipano al programma diagnostico-terapeutico, coinvolti, sempre più di frequente, in maniera attiva, a dare un altro contributo scientifico, nella relazione dei lavori di ricerca clinica e di ricerca avanzata.
Modalità di diagnostica per immagini
Le indagini di diagnostica per immagini avvengono attraverso le ecografie, la radiologia tradizionale, la tomografia computerizzata, la risonanza magnetica, la medicina nucleare e l’angiografia.
Ecografia
Il principio fisico dell’ecografia sono gli ultrasuoni, e le immagini sono generate dagli echi prodotti nell’interazione coi tessuti di un fisico di ultrasuoni. È considerato un esame di prima istanza, è poco costoso, è riproducibile in formato cartaceo e video, ed è applicabile a tutti. L'ecografia è una metodica di imaging che impiega onde ultrasonore, cioè onde meccaniche elastiche longitudinali caratterizzate da lunghezze d'onda piccole e frequenze elevate. L’ecotomografia sfrutta il principio dell'emissione di eco e della trasmissione di onde ultrasonore o di ultrasuoni.
Radiologia tradizionale
Il principio fisico della radiografia sono le radiazioni ionizzanti, viene utilizzato per esami di primo livello per la patologia polmonare, per le patologie ossee, e non è applicabile a tutti. Le immagini radiografiche rivelano i corpi con maggiore potere di attenuazione, detti radio-opachi, e i corpi con minore potere di attenuazione, detti radio-trasparenti. Tuttavia, i concetti di radio-opacità e radio-trasparenza sono comunque relativi e non assoluti.
Tomografia computerizzata (TC)
L'imaging radiologico TC ha come principio fisico le radiazioni ionizzanti. È un esame di secondo livello, molto costoso, molto sensibile e specifico, e non è applicabile a tutti. La scala di Hounsfield converte ciascun valore di attenuazione dei voxel in corrispondenti tonalità di grigio riprodotte sul monitor del computer.
- HU-1000 (aria) = nero
- HU negativo = tonalità di grigio più scure
- HU 0 (acqua) = bassa tonalità di grigio
- HU positivo = tonalità di grigio più chiare
- HU +1000 (osso compatto) = bianco
Iper-, iso- e ipodensità di una lesione sono valutazioni relative ai tessuti circostanti. Per finestra si intende un restringimento dei valori di grigio entro un raggio definito, e vengono divise in due: finestra ampia = minore contrasto, finestra stretta = maggiore contrasto.
Risonanza magnetica (RM)
L'immagine radiologica RM ha come principio fisico i campi elettromagnetici. È un esame di secondo livello, multiparametrico e di caratterizzazione tissutale, parecchio costoso, ad alta sensibilità e specifica, ma non applicabile a tutti. Quando si deve descrivere un segnale su un organo, una lesione o una parte dell'immagine di risonanza magnetica si usa la seguente terminologia:
- Iperintenso: bianco, bianco saturo (valore pseudo assoluto)
- Discretamente iperintenso: grigio molto chiaro
- Lievemente iperintenso: grigio chiaro
- Isointenso: grigio medio (questo è il valore di riferimento, che può avere discrete variazioni a seconda della ponderazione e della sequenza)
- Lievemente ipointenso: grigio scuro
- Ipointenso
- Marcatamente ipointenso: grigio molto scuro
- Segnale vuoto: nero (valore assoluto)
Ruoli del TSRM e dell'infermiere
La differenza tra il TSRM e l’infermiere è che “il tecnico ha al centro del suo interesse la buona riuscita dell’esame” mentre per l’infermiere “il centro di interesse è la cura del malato”. L’infermiere si occupa della preparazione del paziente, della raccolta delle anamnesi, della partecipazione all'acquisizione del consenso, della posizione dell’ago cannula, della preparazione del mezzo di contrasto e dell’assistenza al paziente al termine dell’esame.
I mezzi di contrasto in radiologia
I mezzi di contrasto sono sostanze che modificano la densità delle strutture, e il procedimento mira a generare un contrasto favorevole per lo studio di una determinata struttura. Il principio fondamentale è l’assoluta atossicità e una estrema limitazione degli effetti collaterali e secondari. I mezzi di contrasto si suddividono in due categorie: naturali e artificiali. Quelli naturali sono l’aria e l’osso, e possono sussistere tra gli organi e le strutture adiacenti come per esempio la gabbia toracica e il polmone. I mezzi di contrasto artificiali vengono soprannominati G.I, e sono suddivisi in opachi, per O.S. BaSO4, per il clisma e per e.V., cioè uro angiografici, e in trasparenti cioè forma gassosa (CO2, N2O, O2).
I mezzi di contrasto artificiali opachi sono utilizzati per la valutazione di: esofago, stomaco ed intestino, vi è differenza di viscosità a seconda del tratto da studiare. I mezzi di contrasto uroangiografici sono sostanze che introdotte per e.V. diffondono in maniera reversibile negli spazi interstiziali e sono eliminate mediante ultrafiltrazione glomerulare, attraverso l’atomo di assorbimento, lo iodio ha la capacità di formare legami particolarmente stabili.
I mezzi di contrasto possono essere ionici o non-ionici; le proprietà dei mezzi di contrasto ionici sono:
- Chemiotossicità elevata
- Ridotta idrosolubilità
- Iperosmolarità elevata
Per questo motivo nell’ultimo decennio hanno introdotto dei mezzi di contrasto non-ionici a bassa osmolarità al posto di quelli ad alta osmolarità, che ha portato ad una riduzione o all’annullamento di reazioni avverse. Infatti, i mezzi di contrasto organo-iodati non-ionici risultano meglio tollerati a livello del sistema cardiovascolare, SNC e renale. I mezzi di contrasto non-ionici sono utilizzati in oltre il 95% delle indagini uroangiografiche.
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