CHIMICA
Le proprietà dei materiali dipendono dalla loro composizione chimica e dall’interazione tra gli atomi.
Es. Grafite e diamante→ diversa interazione tra gli stessi atomi di carbonio
Acqua e → a stessa temperatura e pressione si trovano in due stati fisici differenti nonostante il peso molecolare dell’acqua
2
sia 18 e quello della sia 44 (dovrebbero trovarsi in stati fisici opposti)
2
→ ossidi di azoto che determinano l’inquinamento e si formano nel motore a scoppio di un’auto (più precisamente ossidi di
azoto termici) → Producono uno smog fotochimico.
Modello atomico della materia
In natura esistono 98 specie atomiche differenti chiamati elementi.
La materia si presenta in tre stati di aggregazione.
La materia è tutto ciò che ha una massa e occupa uno spazio.
Un solido ha forma e volume propri
Un liquido ha volume proprio ma non una forma propria→ acquista la forma del recipiente
Un gas non ha né forma né volume propri
MATERIA→ miscela/miscuglio omogeneo o eterogeneo:
Omogeneo→ miscuglio costituito da una sola fase (es. aria)
Eterogeneo→ miscuglio costituito da più fasi (es. Acqua e olio)
Individui chimici o sostanze pure costituisco le miscele.
→ 78%
2
→ 21%
2
{ → Sostanze pure presenti nella miscela “aria”
→ < 1%
2
→ < 1%
2
Z → numero atomico→ numero di protoni
A→ numero di massa→ numero di protoni e neutroni
→ scrittura formale per un elemento→ X=nome dell’elemento
+
( ) }→ nucleo dell’atomo→ massa
()
−
( )→ volume
+ −19 −
( ) −( )
= 1,6 ∙ 10 = +
() ( )
= 4 → = 4
Il nucleo ha carica positiva che è un multiplo intero della carica di un singolo protone (es. ).
Il numero di elettroni in un atomo equivale al numero di protoni presenti nel nucleo.
Fissato Z, e quindi fissato l’elemento, il numero di elettroni può variare. Se si ha un numero di elettroni inferiore a Z si ha un
catione (+), al contrario avremo un anione (-).
Cationi e anioni sono IONI.
2+ 3+
→ → ↠ ruggine che si forma in seguito all’ossidazione del ferro grazie all’ossigeno che è in grado di strappare
2+
elettroni al e al .
Fissato l’elemento può variare anche il numero di neutroni formando ISOTOPI, cambia quindi il numero di massa.
1 2 3
= 1
Esempio: 1 1 1
+
99,985% = 1 → 1
+
0,015% = 2 → 1 + 1
+
= 3 → 1 + 2
Gli isotopi hanno stesso Z ma diverso A a causa del variare del numero di neutroni.
12 13 14
Il carbonio esiste sottoforma di isotopi → nuclidi
6 6 6
14 è usatp per la datazione dei reperti archeologici perchè instabile e quindi radioattivo (tende a trasformarsi in altre specie
6
chimiche stabili).
Peso atomico
Non ha unità di misura quindi è un numero puro.
È una massa atomica relativa (quantità adimensionale).
12
1
È una massa relativa alla massa di della massa del .
6
12
12 + 1 ()
= 6 + 6 ≅
→ 12 nucleoni→ 12
6
12 6
Il peso atomico è una massa atomica relativa media pesata (cioè sulle abbondanze isotopiche in natura).
Per misurare il peso relativo di un nuclide si utilizza uno strumento detto SPETTROMETRO DI MASSA.
= = → ∙ 12
relativa=
12 12
6 6
Modello atomico dell’atomo
All’inizio del 1800 il modello consolidato era quello ondulatorio per la radiazione elettromagnetica mentre agli inizi del 1900 si
consoliderà il modello corpuscolare.
PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG 1927
Fino ad ora, conoscendo posizione iniziale, velocità e forze in ballo di una particella era possibile calcolarne la traiettoria.
−31 ).
Tutto ciò non vale più per particelle dell’odine di grandezza dell’elettrone (10
ℎ
∆()
∆ ∙ ≥ 4
Non è possibile stabilire la traiettoria di un elettrone intorno al nucleo.
∆→ errore sulla posizione
∆() → errore sulla quantità di moto
−34
10 ∙
h→ costante di Planck= 6,63∙ ∆()
più piccolo è l’errore nel determinare la posizione, più grande sarà l’errore nel determinare la quantità di moto (∆ e
sono inversamente proporzionali).
Questo principio vale per qualsiasi oggetto in moto.
Ha validità GENERALE.
Nel mondo macroscopico questo principio non ha effetti, mentre per masse molto piccole ha effetti.
La quantità di moto è legata all’energia cinetica e poi quella totale dell’elettrone per quindi poi determinare uno spazio in cui è
probabile che l’elettrone sia presente (orbitali).
Fisica/meccanica quantistica non più deterministica perché si tratta di probabilità.
1901-MAX PLANK (introduzione ai QUANTI)
Una radiazione elettromagnetica è definita dalla lunghezza d’onda λ che è la distanza in metri tra due creste dell’onda.
= λ diminuisce
Onde Micro Infra Raggi Raggi
radio onde rossi visibile UV X γ
aumenta→ E aumenta
Onde elettromagnetiche facenti parte della banda
400 ≤ ≤ 700.
visibile hanno
L’intensità di E e B determinano la brillantezza dei
colori nella fascia del visibile. Spettro della radiazione elettromagnetica del visibile → SPETTRO CONTINUO
1901→ Max Planck studia la radiazione del corpo nero a diverse temperature.
Corpo nero→ corpo che assorbe tutta la radiazione elettromagnetica che incide su di esso.
Gli atomi sono in grado di assorbire ed emettere energia secondo quantità discrete dette QUANTI aventi energia:
= ℎ→ energia di ogni quanto
1905→ Albert Einstein studia l’effetto fotoelettrico.
Intuì il modello corpuscolare della radiazione elettromagnetica le cui particelle sono chiamate FOTONI, ciascuna delle quali
= ℎ
trasporta un’energia pari a
Se un’onda elettromagnetica ad una certa frequenza di soglia incide su una lamina metallica, da questa si liberano elettroni.
1924-LOUS DE BROGLIE→ teoria ondulatoria della materia
De Broglie intuì che la materia poteva essere concepita anche con una natura ondulatoria.
= ℎ ℎ ℎ
{ = =
→ → lunghezza d’onda di una particella materiale.
2
=
Comportamento ondulatorio dell’elettrone quindi avremo equazioni d’onde e non più di moto; parleremo di funzioni d’onda o
orbitali (possiamo considerare il modello ondulatorio per l’elettrone grazie alla sua piccola massa).
Un fotone con velocità 0 cessa di esistere dato che la sua massa è zero.
1910-BOHR (spettri atomici)
Si fa di solito riferimento allo spettro dell’atomo di idrogeno.
• Spettro di emissione → Idrogeno biatomico eccitato da una scintilla che scinde le molecole in idrogeno monoatomico il
quale rilascia l’energia sottoforma di radiazione elettromagnetica. Questa radiazione viene fatta incidere su una sottile
fenditura dal quale fuoriesce un pennello di luce. Questo lo si a incidere su un prima disperdente il quale separa la luce
in tutte le sue componenti che poi si vanno a imprimere su una lastra fotografica. Lo spettro che si ottiene è uno
spettro discontinuo (sfondo nero con righe colorate). Ciò significa che quando si eccitano gli atomi, questi riemettono
radiazioni elettromagnetiche con particolari lunghezze d’onda.
• Spettro di assorbimento→ se si investe l’idrogeno monoatomico con della luce bianca, alcune lunghezze d’onda
vengono assorbite mentre altre passano oltre. Quelle che passano vengono fatte incidere su un prisma e ciò che si
ottiene è uno spettro discontinuo (arcobaleno con righe nere). Le righe che mancano corrispondono alle lunghezze
d’onda assorbite dagli atomi.
Se si sovrappongono spettro di emissione e di assorbimento otteniamo uno spettro continuo (arcobaleno).
Quando gli atomi sono nel loro stato fondamentale saranno caratterizzati da energia E.
quando vengono investiti dalla luce bianca gli atomi assorbono solo le lunghezze d’onda necessarie per passare da un livello di
energia a un altro.
Bohr intuì inoltre che le energie consentite erano descritte dalla formula:
= −
{ lim = 0
2 →
→∞
= 1, ⋯ , ∞
= numero quantico principale
1926-EQUAZIONE DI SCHRӦDINGER (equazione d’onda) + 2+
, ,
L’equazione si può risolvere correttamente solo con l’atomo di idrogeno e tutte le specie mono elettroniche:
( )
= , , → massa nucleo
1 1 1
( )
= , , → massa elettrone
2 2 2
2 2 2 2 2 2 2
ℎ 1 1 ( ) ( )
[
− ( + + ) + ( + + )] + , , , , , = , , , , ,
1 1 1 2 2 2 1 1 1 2 2 2
2 2 2 2 2 2 2
8
1 1 2 2
1 2
(, )
,
Con funzione e V energia potenziale. , , ,
Risolvendo l’equazione troviamo infinite soluzioni 1 2
Le soluzioni sono funzioni d’onda orbitali. →
A ogni soluzione corrisponde una determina energia
Equazione semplificata
̂
=
̂
Con → operatore Hamiltoniano
→ , , , , ,
Fissata la funzione , ogni soluzione dell’equazione, oltre a dipendere da dipende anche da che sono detti
numeri quantici.
(, )
, , , , → = −
2
Numeri quantici
n→ numero quantico principale
= 1, ⋯ , ∞
= −
È strettamente correlato all’energia che compette all’elettrone descritto dalla funzione
2
l→ secondo numero quantico
= 0, ⋯ , − 1
È strettamente correlato alla forma dell’orbitale.
= 0→ orbitale s
= 1→ orbitale p
= 2→ orbitale d
= 3→ orbitale f
m→ numero quantico magnetico
= −, ⋯ ,0, ⋯ , +
È strettamente correlato all’orientazione degli orbitali nello spazio.
Prima terna caratterizzata da minore energia:
=1
{
→ →
= 0 1,0,0 1,0,0
=0
Seconda terna di numeri quantici:
=0→=0 2
= −1
=2→{ 2
= 1 → { } → {
→ ℎè = 1 →
= 0
= +1 2
=0→=0 3
= −1
3
{
→
= 1 → { }
= 0
3
= +1 3 2 2
= −2
=3→ −
3
= −1
= 2 → = 0 → → 3
= +1 3
{ {
= +2} 3
{ 2
2
Fissato ci sono orbitali con lo stesso contenuto energetico→ orbitali degeneri
(, 1,0,0) (, 1,0,0)
, , = , ,
1,0,0 1,0,0
(); Θ(); Φ()
Con funzioni.
può essere scrita come il prodotto di tre funzioni
1,0,0
−
0
= =
1,0,0 1 3
√ 0 −10
=raggio = 0,53 ∙ 10 = 0,53Å
di Bohr
0 1
2
→ → densità di probbabilità di trovare l’elettrone in quel punto.
1
Anche a distanza infinita dal nucleo si avrà comunque una probabilità di trovare l’elettrone.
2
L’elettrone non attraversa mai una superficie di raggio . Quindi se intendiamo l’elettrone come onda che si annulla in
0
2
prossimità della superficie di raggio , allora l’elettrone si troverà o dentro o fuori ma mai su quella superficie. Quella
0
superficie è detta superficie nodale.
→ sferici
→ bilobati {, } {, }
cos , = 90°
La funzione contiene al suo interno quindi quando (piano ) si annulla, allora il piano è un piano
nodale per .
2
∙ 4 → densità di probabilità radiale
1 (, )
, , , ,
Specie poli elettroniche→ approssimate → E approssimate
( )
→ → → 1
( )
→ → ; → +1
Quindi le specie poli elettroniche avrann