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Influenza della competizione sulle popolazioni

-La competizione per le risorse, per lo spazio, è alla base della evoluzione biologica (la lotta per la

sopravvivenza)

-Tasso di natalità, di mortalità, i movimenti sono regolati dalla competizione.

-Gli individui di una popolazione che non hanno risorse sufficienti aumentano il tasso di mortalità,

diminuiscono la natalità, tendono a spostarsi (se possono).

-Non è possibile comprendere la dinamica di una popolazione senza comprendere i ruoli della

competizione.

-Un aspetto rilevante in questi temi è l’effetto della densità: al crescere della densità si osserva un

aumento della mortalità (modello densità-dipendente), l’aumento di densità ha effetto sulla

competizione per le risorse.

Meccanismi di competizione

COMPETIZIONE PER SFRUTAMENTO (O INDIRETTA): Non c’è contatto diretto tra gli organismi

che competono e la competizione è mediata dalla risorsa

- Una risorsa sfruttata da un organismo non sarà più disponibile per un altro organismo

COMPETIZIONE PER INTEFERENZA (O DIRETTA): C’è contatto diretto fra gli organismi

 Intraspecifica

Competizione  Interspecifica

Competizione intraspecifica

-competizione per interferenza diretta

-competizione per sfruttamento delle stesse risorse

La competizione ha effetti sulla fitness individuale (probabilità di sopravvivenza)

Avviene per risorse limitate

 Effetti:

Riduzione risorse disponibili, riduzione tasso di crescita, aumento del rischio di predazione,

riduzione della sopravvivenza, riduzione della fecondità

Competizione intraspecifica regola la densità (es.riduzione numero di piccoli per nidiata)

- Esempio di competizione intraspecifica

Pesco (Prunus persica). Onde evitare una eccessiva competizione intraspecifica tra la pianta

madre e le piante figlie che potrebbero nascere troppo in prossimità di essa, l'apparato radicale

della pianta madre secerne una serie di molecole nel terreno a forte azione inibente degli apparati

radicali delle piante della medesima specie (ad eccezione della pianta madre

ovviamente). La zona di terreno interessata dall'apparato radicale della pianta madre sarà quindi

fortemente repressivo per la crescita delle piante nate dai semi prodotti da lei stessa, di

conseguenza attraverso una competizione "preventiva" intraspecifica ed "indolore" (semplicemente

i semi non germogliano) si evitano tutte le problematiche sopra citate, che porterebbero ad una

forte riduzione nella crescita sia della pianta madre che di quelle figlie. Germoglieranno così solo i

semi che si troveranno ad una distanza dall'apparato radicale della pianta madre tale per cui non si

abbiano problematiche di spazio e di interferenza nell'assorbimento degli elementi nutritivi.

Competizione interspecifica

Tra individui appartenenti a specie diverse, spesso fra specie dello stesso livello trofico.

- competizione per interferenza diretta

- competizione per sfruttamento delle stesse risorse relazioni competitive tra specie differenti

La competizione interspecifica è uno dei motori principali della distribuzione e della abbondanza di

una popolazione, è anche una delle forze evolutive più rilevanti.

Una comunità, così come la osserviamo è il risultato di relazioni tra specie, tali relazioni sono

mediate dalla competizione (sulle risorse trofiche, sullo spazio, dunque sulla capacità di riprodursi,

di far crescere la prole, ecc…). I fattori competitivi tra specie non sono sempre così evidenti,

spesso sono mediati.

Interazioni tra specie: Se le nicchie fondamentali di due specie si sovrappongono molto, si ha

competizione interspecifica e una delle specie può: emigrare in un’altra area, cambiare le sue

abitudini alimentari o comportamentali, subire un crollo di popolazione, estinguersi localmente e

globalmente.

Riguarda spazio, cibo, malattie, ecc…

Può portare a equilibrio tra le due specie o alla sostituzione di una popolazione di una specie da

parte di un’altra, costringere l’altra ad occupare un altro spazio o usare altra fonte alimentare. Gli

effetti provocati dalla competizione interspecifica possono influenzare le dinamiche delle

popolazioni coinvolte dalla competizione il che, alla fine, può determinare conseguenze anche a

livello evolutivo. Se due specie sono simili spesso non possono trovarsi negli stessi posti, se

accade essi usano diverse risorse alimentari o in diverse fasi della giornata

Principio di esclusione competitiva di GAUSE

 Esclusione competitiva

Competizione interspecifica  Coesistenza

Competizione interspecifica

Principio di esclusione competitiva

Se due specie competono per la stessa risorsa, una delle due è destinata all’estinzione. In

particolare, avrà la meglio la specie che ha bisogno della quantità minore di risorsa per la pure

sopravvivenza. Nella realtà ogni specie cerca di evitare la competizione sfruttando variazioni

nell’ambiente o nelle risorse.

Due specie non possono occupare la stessa nicchia e competere per le medesime risorse nello

stesso habitat per molto tempo: se due specie coesistono in un medesimo ambiente ciò avviene in

ragione del fatto che esse presentano nicchie ecologiche separate.

Nel 1936 Gause (1910-1986) effettuò un esperimento in laboratorio: Fece crescere due colture di

Parameci (protozoi-animali monocellulari) di specie diversa (Paramecium Aurelia e Paramecium

Caudatum): stesso genere stessa nicchia ecologica.

-Per prima cosa fece sviluppare le due colture separatamente

-Successivamente fece una coltura congiunta, mettendo le due specie nello stesso ambiente.

Risultato: Nelle colture separate ogni specie si sviluppava fino ad un valore costante (Capacità

portante). Nella coltura congiunta una specie si sviluppa molto meno che da sola: dipende dalle

condizioni ambientali

Principio di competizione: le due specie si influenzano a vicenda se costrette a sfruttare le risorse

di uno stesso ecosistema

NICCHIA ECOLOGICA

La nicchia è uno spazio concettuale delimitato da tutte le condizioni, biotiche e abiotiche, che

influenzano l’esistenza di una specie in un ecosistema. La nicchia ecologica comprende sia lo

spazio fisico che il ruolo funzionale svolto in un ecosistema. Per ogni specie la nicchia occupata

definisce le relazioni che si instaureranno con gli altri organismi dell’ecosistema, in quanto è

attraverso la propria attività che ogni organismo entra in relazione coi propri vicini.

In un ambiente è molto difficile che due specie con la stessa nicchia (stesso tipo di alimentazione,

stesse esigenze ambientali) possano coesistere. Se due nicchie presentano un certo grado di

sovrapposizione si scatena la competizione.

La nicchia ecologica è un termine che indica la posizione di una specie all’interno di un

ecosistema, ossia il suo modo di vivere, il suo ruolo e tutte le condizioni fisiche, chimiche e

biologiche che ne permettono l’esistenza in quel particolare ambiente. Per definizione una nicchia

ecologica esiste solo se esiste una popolazione che la occupa. Nicchia: professione, habitat:

indirizzo. La diversificazione delle nicchie favorisce un miglior utilizzo delle risorse ambientali!!

- Sovrapposizione delle nicchie: nelle foreste dell’Europa, la quasi perfetta sovrapposizione della

nicchia dello scoiattolo americano (introdotto accidentalmente) con quella dello scoiattolo europeo

sta determinando la scomparsa di quest’ultimo. Le possibilità di coesistenza di due specie simili

aumentano quando il numero di dimensioni-nicchia aumenta. Per evitare effetti negativi della

competizione vengono aumentate la diversità e l’adattabilità attraverso la ricerca di nuovi habitat e

nuove risorse.

Es. Stratificazione di piante specializzate e di nicchie animali a vari livelli di una foresta tropicale

pluviale ( da Milleri 1997 ). Queste nicchie specializzate permettono alle specie di evitare o

minimizzare la competizione per le risorse con le altre e permettono la coabitazione di una grande

varietà di specie. La specializzazione della nicchia è regolata a livelli diversi di luce disponibile

negli strati della foresta e da centinaia di migliaia di anni di evoluzione in un clima abbastanza

costante.

- Competizione interspecifica: tendenza a sviluppare nicchie sempre più ristrette e specializzate in

modo da ridurre gli effetti della competizione

- Competizione intraspecifica: necessità di risorse sempre più diversificate (stessa nicchia

ecologica)

Competizione interspecifica (ESEMPI)

Interazioni tra specie  L’ecologo Robert H. MacArthur ha studiato le abitudini alimentari di cinque

specie di passeriformi che convivono nelle foreste degli Stati Uniti nordorientali: pur trovandosi in

competizione per le stesse risorse alimentari (insetti che vivono sugli alberi), riducono la loro

competizione predando in zone diverse.

Differenziamento eco-morfologico tra specie di Uccelli conviventi e tassonomicamente affini >

Nei boschi di conifere della Scandinavia, vivono diverse specie di piccoli passeriformi insettivori.

Cinque di questi formano in periodo invernale, gruppi misti che si spostano tra gli alberi alla ricerca

di cibo. Nonostante l’affinità tassonomica, la condivisione d’habitat e l’aggregazione alimentare, le

cinque specie mostrano differenze molto sottili nelle modalità di ricerca trofica - selezionando

ognuna parti diverse dei rami - dovute a differenze nella morfologia delle ali e delle zampe. In

definitiva, le cinque specie convivono sfruttando risorse alimentari lievemente diverse in modi

leggermente diversi.

Il fatto che specie affini che convivono nello stesso habitat differiscano nel modo con cui utilizzano

comuni risorse non implica, in sé, che tali differenze si siano evolute come risultato della loro

interazione. Le specie potrebbero essersi adattate a utilizzi diversi della stessa risorsa in luoghi

diversi. E differenze potrebbero quindi essersi mantenute successivamente, quando le specie si

fossero trovate a convivere nello stesso luogo. Tuttavia, i dati osservazionali dimostrano che i

caratteri di specie strettamente affini tendono a sovrapporsi là dove le rispettive popolazioni sono

geograficamente separate (condizione di allopatria) mentre tendono a divergere là dove le

popolazioni convivono (condizione di simpatria).

-specie simpatriche: specie che occupano una medesima area geografica o che presentano

almeno una parziale sovrapposizione dell’areale.

-specie allopatriche: specie che occupano aree completamente separate e che non presentano

alcuna sovrapposizione di areale.

-specie parapatriche: presentano una parziale e marginale sovrapposizione degli areali

Altro esempio :

Fringuelli delle Galapagos: becchi di differente dimensione per cibarsi di semi di diversa grandezza

e ridurre così la competizione > Fattore che innesca la selezione, in quanto, se due specie hanno

nicchie che si sovrappongono esse finiscono per competere per le stesse risorse con reciproco

danno. La pressione selettiva andrà allora nella direzione di far modificare le abitudini che

generano la competizione, inducendo così una modificazione dei caratteri.

Il fenomeno viene indicato come “spostamento dei caratteri” ed è considerato come una risposta

evolutiva alla competizione interspecifica. le differenze tra specie affini sono spesso accentuate,

cioè divergono, in condizioni di simpatria, mentre sono meno accentuate in condizioni di allopatria.

Da un punto di vista ecologico-evoluzionistico, il fenomeno determina:

a) una riduzione della competizione;

b) aumento della sopravvivenza;

c) aumento della riproduzione in ciascuna popolazione.

d) accelerazione del processo evolutivo.

PARASSITISMO

Forma di interazione biologica fra due specie di organismi in cui uno è detto parassita P e l’altro

ospite O

-il P è privo di vita autonoma e dipende da O a cui è più o meno legato da una relazione anatomica

e fisiologica

-il P ha una struttura anatomica e morfologica semplificata rispetto O

- P è più piccolo di O

-Il ciclo vitale di P è più breve di O e si conclude prima della morte di O

- P ha rapporti con un solo O

- O può avere rapporti con più P

- In base alla parte del corpo di O che viene parassitata si parla di endoP (plasmodio malaria) che

vivono in O e ectoP (pidocchi) che colonizzano la superficie.

- Relazione temporanea o permanente

I parassiti sono altamente adattabili, spesso sviluppano sistemi per schivare i meccanismi di difesa

dei loro ospiti e resistenze ai farmaci e ai composti chimici usati per eliminarli. Durante il loro ciclo

vitale molti parassiti sfruttano due o più ospiti, un ospite definitivo o finale e uno o più ospiti

intermedi in cui trascorrono parte del loro ciclo vitale.

Il plasmodio della malaria è un protozoo endoparassita permanente che colonizza i globuli rossi

del sangue umano e viene trasmesso da una specie di zanzara (vettore).

Solitamente la specie parassita raggiunge un certo equilibrio con la specie parassitata, che quindi

giunge alla morte in tempi più o meno lunghi o sopravvive e, in certi casi, non risente

apparentemente dello sfruttamento da parte del parassita.

Tipologie di parassitismo

Parassita facoltativo

È in grado di vivere autonomamente ricorrendo all'occorrenza a forme di regime dietetico non

riconducibili al parassitismo.

Parassita obbligato

Può vivere solo nell'ambito di un rapporto trofico riconducibile al parassitismo. Spesso ha

semplificazioni morfologiche, anatomiche e funzionali o specializzazioni anatomiche e fisiologiche

che lo obbligano alla dipendenza dall'ospite impedendone la vita autonoma.

Endoparassita

Detto anche parassita endofago, vive all'interno del corpo dell'organismo ospite e in genere mostra

un notevole grado di specializzazione anatomica e fisiologica finalizzata al particolare ambiente

che lo deve ospitare.

Ectoparassita

Detto anche parassita ectofago, vive all'esterno del corpo dell'organismo ospite, al quale è

comunque strettamente legato. La specializzazione anatomica e fisiologica è in genere limitata

all'apparato boccale e ad organi che gli permettono di restare legato all'ospite.

Coparassitismo

È un rapporto di competizione interspecifica fra parassiti di specie diversa che sono associati alla

stessa specie ospite. Il coparassitismo può sfociare in casi di multiparassismo o di

iperparassitismo.

Multiparassitismo

È un rapporto di competizione interspecifica fra parassiti di specie diversa (coparassiti) che

attaccano contemporaneamente lo stesso individuo.

Superparassitismo

È un rapporto di competizione intraspecifica fra parassiti della stessa specie (gregari) che si

sviluppano a spese di uno stesso individuo, talvolta in numero elevato.

Iperparassita

È un organismo che si sviluppa a spese di un altro parassita. Una catena alimentare che segue la

via del parassitismo ha sempre inizio con un parassita primario. I parassiti di ordine superiore

(secondari, terziari) sono iperparassiti.

Cleptoparassita

Ruba il cibo che l'ospite è riuscito a procacciarsi o a recuperare in altro modo.

Parassitoide

Si può considerare una forma di transizione fra il parassita propriamente detto e il predatore. Pur

presentando nel complesso le stesse prerogative del parassita, il parassitoide raggiunge il

completo sviluppo prima dell'ospite e ne provoca la morte impedendone la riproduzione. I

parassitoidi si riscontrano fra gli insetti entomofagi e sono perciò largamente sfruttati in

metodologie di lotta biologica contro gli insetti dannosi. Ottimo mezzo di controllo delle dinamiche

di popolazione in quanto in caso di percentuali di parassitizzazione elevate riducono sensibilmente

il potenziale riproduttivo della specie ospite.

Autoparassita

È un organismo che si sviluppa a spese di un ospite della stessa specie. Forme di

autoparassitismo si riscontrano ad esempio in alcuni animali vivipari dove lo sviluppo

postembrionale si attua in parte all'interno del corpo della madre

MUTUALISMO +/+

Interazione interspecifica dalla quale entrambe specie interagenti traggono vantaggio. Le piante di

legumi nutrono i batteri annidati nei loro noduli radicali ma ne ottengono l’azoto in forma

utilizzabile. Uomo e flora intestinale: uomo fornisce ambiente stabile e ricco di cibo, flora

intestinale favorisce. Digestione e sintetizza vitamine B e K.

Lichene:composto da due organismi che vivono in associazione assai stretta. Uno è un’alga, un

produttore microscopico che sintetizza il cibo con la fotosintesi. L’altro è un fungo, un consumatore

che trae il suo cibo dall’alga, ma, in cambio, fornisce all’alga l’acqua necessaria per vivere

Piccoli pesci puliscono i denti a pesci più grossi ricavandone cibo

EFFETTI DEL MUTUALISMO: Difesa dai predatori: pesci pagliaccio (Amphiprion) ed attinie delle

barriere coralline. Pesce trae protezione e attinia allunga i tentacoli (favorisce fotosintesi).

Consente la riproduzione e la dispersione delle piante: impollinatori ed inseminatori.

Catena del

Catena di detrito

pascolo

Commensalismo +/0  Interazione non obbligatoria fra due esseri viventi di cui uno approfitta del

nutrimento o degli scarti dell’altro senza procurare sofferenza o disturbo. Un organismo tra i due

trae dei benefici dall’altro e l’altro non ne è ne danneggiato ne aiutato

•Il gabbiano mangia ciò che resta dei nostri pasti o scarti;

•Lo storno approfitta del nido abbandonato di un piccione;

•Orchidee su alberi, ricevono una base solida e elevata per raccogliere luce e acqua

Cooperazione +/+

Interazione biologica nella quale due organismi o popolazioni beneficiano mutuamente, ma questa

condizione non è essenziale per la vita di entrambi, poiché possono vivere anche separati

Alcuni insetti, uccelli e pipistrelli, che permettono la riproduzione delle angiosperme (piante che

hanno gli ovuli racchiusi nell’ovario). Gli animali ci guadagnano nutrimento, mentre la pianta ci

guadagna l'impollinazione

Sistemi preda-predatore: tipologia e natura; dieta, spettro trofico, comportamento

alimentare, erbivoria, decompositori e detritivori

La predazione

La predazione è un tipo di interazione antagonista in cui un organismo predatore usa come fonte di

cibo un altro organismo preda. Si parla di prede sia in campo animale che in campo vegetale. Il

predatore ne trae vantaggio e la popolazione della preda si riduce. I predatori possono portare

vantaggi alla popolazione delle prede nel suo insieme attraverso la rimozione di individui inadatti

e/o la prevenzione della sovrapopolazione

Oppure ridurre la preda all’estinzione. Le popolazioni di prede e di predatori sono caratterizzate da

oscillazioni con un valore di oscillazione maggiore per le prede.

Modello preda-predatore Proposto indipendentemente nel 1924 dal demografo americano Alfred

James Lotka e nel 1926 dal matematico italiano Vito Volterra, quello di Lotka-Volterra è stato

storicamente il primo modello consumatore-risorsa.

Equazioni di Lotka-Volterra (equazioni preda-predatore), sono un sistema di equazioni differenziali

che forniscono un modello matematico in grado di descrivere la dinamica di un ecosistema in cui

interagiscono soltanto due specie animali: una delle due come predatore, l'altra come la sua

preda.

Modello lotka-Volterra. È il modello di interazione preda-predatore. Il modello fu elaborato

indipendentemente da Lotka (1925) e Volterra (1926):

Dn/dt= rN x (K-N)/K dH/dt = rH – aHP dP/dt = bHP- mP

Dove:

H= densità della presa

P= densità del predatore

r= tasso di intrinseco di aumento della popolazione della preda

a= coefficiente del tasso di predazione

b= tasso di riproduzione del predatore per 1 preda consumata

m= tasso di mortalità del predatore

Equazioni di LotkaVolterra  Tasso di rimozione delle prede è direttamente proporzionale al

prodotto della popolazione dei predatori e della popolazione delle prede. Il predatore ha bisogno

della preda per riprodursi. La preda si riproduce con un suo tasso di riproduzione. Se il predatore

uccide una quantità eccessiva di preda allora la preda non può riprodursi nella quantità necessaria

al predatore il quale, non potendo riprodursi diminuisce. Questa situazione è favorevole alla preda

che vede diminuire la sua mortalità. La riproduzione della preda favorisce però di nuovo il

predatore il quale può di nuovo riprodursi dando luogo ad un ciclo simile al precedente. Le quantità

della preda e del predatore hanno un andamento oscillatorio nel tempo. Le popolazioni di preda e

predatore sono cicliche perché operano un controllo reciproco della crescita.

I predatori possono essere classificati, sia per il tipo di cibo consumato (classificazione per livelli

trofici), sia per le modalità di accesso alle risorse nutritive (classificazione funzionale).

1. PREDATORI VERI  Uccidono sempre la loro preda e lo fanno più o meno immediatamente

dopo averla attaccata e consumano alcune o molte prede individuali nel corso della loro vita.

2. PASCOLATORI  I pascolatori attaccano alcune o molte prede individuali nel corso della loro vita

ma consumano soltanto una parte di ciascuna preda individuale e quindi di solito non uccidono la

loro preda, specialmente a breve termine.

3. DECOMPOSITORI  Generalmente batteri che decompongono i resti animali e vegetali in

sostanze riutilizzabili dai produttori. Determinano la decomposizione della materia organica,

rimineralizzano le sostanze nutritive (specialmente azoto e fosforo) che sono riutilizzate dagli

organismi autotrofi.

4. DETRITIVORI  Decompositori che frantumano le particelle organiche

5. PARASSITI  Organismo che durante una parte o la totalità della sua esistenza vive a spese di

un altro, danenggiandolo senza procurarne la morte immediata durante il contatto diretto. Spesso

si possono formare dei rapporti di parassitismo molto forti, tanto che gli ospiti possono avere un

solo organismo parassita che li accompagna per tutta la vita.

6. PARASSITOIDI  Organismi che vivono solo nel loro ospite e traggono nutrimento direttamente

da lui. Hanno un comportamento da una parte simile ai parassiti e dall’altra ai carnivori, in quanto il

loro ospite non muore subito ma viene lentamente consumato, al fine di permettere la

sopravvivenza del parassitoide. Diversamente dai parassiti, quindi, il destino dei loro ospiti è,

inevitabilmente, la morte.

Un esempio di organismo parassitoide è dato dalla vespa icneumone. Essa depone le sue uova

all’interno di un’altra specie. Le sue larve si nutrono dell’ospite dall’interno, non provocando grandi

danni inizialmente, ma a lungo andare divorano gli organi interni, fino a portare alla distruzione del

sistema nervoso e, successivamente, alla morte della preda, che avverrà quando le larve avranno

raggiunto la piena maturazione.

Classificazione per livelli trofici  Carnivori: consumatori di animali; Erbivori: consumatori di piante;

onnivori: consumatori di entrambe le categorie.

organismi produttori, capaci di procurarsi il nutrimento attraverso la trasformazione delle sostanze

inorganiche o dall'assorbimento dell'energia solare. Essi sono la fonte nutritiva dei

consumatori primari, gli erbivori; coloro che si nutrono di altri animali sono i consumatori secondari.

I consumatori secondari sono detti carnivori. Sopra i consumatori secondari ci possono essere dei

consumatori terziari, che si nutrono di altri carnivori.

Una prima differenza tra predatori riguarda la varietà di prede che sono in grado di impiegare come

cibo. I predatori generalisti (quelli con ampio spettro alimentare) non risentono della perdita di una

specie in quanto possono utilizzare altre fonti energetiche. I predatori specialisti invece sono

strettamente dipendenti da una o poche prede: questo spiega perchè essi siano caratteristici di

ambienti più stabili. La monofagia richiede quasi sempre una forte specializzazione del predatore

che presenterà strutture adattate a questo scopo: spine, sostanze tossiche, ecc.

SPETTRO TROFICO

Una catena alimentare o catena trofica è l’insieme dei rapporti tra gli organismi di un ecosistema.

Ogni ecosistema ha una sua catena alimentare e siccome un individuo può appartenere a più di

una catena alimentare, si crea una vera rete alimentare. Se degli organismi hanno lo stesso ruolo

nella catena alimentare, appartengono allo stesso livello di alimentazione. Ad es. al 1° livello ci

sono i produttori primari, al 2° gli erbivori (o consumatori primari), ecc


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienza della formazione primaria (laurea a ciclo unico - 4 anni)
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessia.dinardo.1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ecologia e didattica delle scienze naturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Santolini Riccardo.

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