PROGETTAZIONE TRAVE: l’altezza
Chi fa le norme? Il Ministero infrastrutture e trasporti della sezione della
1
emana le norme tecniche tramite decreto, per mezzo di della lunghezza della trave
trave principale deve essere 10
commissioni tecniche, e il consiglio dei lavori pubblici le
stessa (L) ; la Base deve essere maggiore di 2
approva prima di emanarle.
Alle norme tecniche viene allegata una circolare PILASTRO: È un elemento verticale che scende di piano in
esplicativa per l’approfondimento generale della materia piano e trasmette i carichi alle fondazioni. Sottoposti a
(non ha valore legare ma viene seguita quest’ultima) prevalente sforzo normale (N). La luce della campata
(tra pilastro e pilastro) è tra i 6-10 m.
Cosa vuol dire progettare? Ideare. Progettare uno spazio =
=
PROGETTAZIONE PILASTRO:
che rispetti le funzioni attese. Definire tutti gli elementi
50%∙
dell’organismo esistente (solaio, trave ecc)
Organismo strutturale:
le azioni agiscono prima sul solaio, poi travi, pilastri,
fondazioni e terreno dove vengono scaricati i carichi TELAI: È un sistema di elementi verticali e orizzontali
connessi tra di loro. Possono essere indipendenti però
devono essere opportunamente connessi tra di loro, per
formare una scatola tridimensionale resistente. Le travi
secondarie devono essere perfettamente collegate per
formare con i telai un sistema unico in grado di resistere
SOLAIO: è costituito da Travetti, pignatte e soletta (o alle azioni orizzontali
caldana). I travetti scaricano sulle travi in base Come si collegano i telai?
all’orditura. L’orditura del solaio indica le direzioni di
trasmissione dei carichi. FONDAZIONI: Sono elementi strutturali che
Si dividono in: distribuiscono in maniera omogenea i carichi della
• Solaio monodirezionale: trasmette i carichi solo in sovrastruttura al terreno.
una direzione. (luce tra 5 e 8 m)
• Solaio bidirezionale: viene utilizzato di meno, solo AZIONI: La struttura deve essere progettata per resistere
per grandi opere e grandi luci (tra 10 e 15 m) alle azioni che agiscono su di essa. Le azioni sono:
• Verticali
• Orizzontali (sisma e vento)
• Carichi gravitazionali, che si dividono in:
➔ (pesi proprio dei materiali)
Permanenti
− strutturali G1 (volume degli elementi strutturali
es. solaio, travi)
− non strutturali G2 (tamponature, tramezzi
divisori interni)
Perché utilizzo il laterizio, invece di fare una soletta –
➔ (o anche Variabili) comprendono i
Accidentali
piena? Perché se si considera un elemento inflesso nella carichi delle destinazioni d’uso:
parte inferiore ci sta trazione e nella parte superiore ci sta − carichi verticali concentrali Q
k
compressione. e dato che il cls non resiste a trazione ma carichi verticali uniformemente distribuito q
−
l’acciaio sì, ecco perché vengono inseriti un numero di k
– Valori dei carichi d’esercizio per le diverse categorie di
Tabella 3.1.II
ferri (o barre) sufficiente. Una soletta piena, solo di edifici
cemento, collasserebbe. E il laterizio viene aggiunto per 2
A. Edificio residenziale 2 kN/m
riempire e per alleggerire il solaio (infatti la pignatta non 2
B. Uffici 3 kN/m
ha funzione strutturale). 2
D. Ambienti ad uso commerciale 4 kN/m
1 ∙ uce
PROGETTAZIONE SOLAIO: H=
30 le azioni sono amplificate con dei coefficienti parziale di
sicurezza: (criterio semiprobabilistico)
TRAVI: Trasmettono i carichi ai pilastri e possiamo avere: = 1,3 coefficiente parziale del peso proprio della
travi principali e travi secondarie. G1
struttura
Nelle strutture a telaio le travi principali sono quelle che =1,5 coefficiente parziale dei pesi propri degli elementi
trasferiscono i carichi ai pilastri, e le secondarie quelle, G2
non strutturali
che di solito, portano i solai. =1,5 coefficiente parziale delle azioni variabili.
Qi evacuare le persone dall’edificio. Inoltre, maggiore è
La Combinazione fondamentale delle azioni
Generalmente impiegata per gli stati limite ultimi: il copriferro, maggiore è la resistenza al fuoco (lo
⋅G1) ⋅G2) ⋅Qk1) 2
= (γ + (γ + (γ = kN/m
F spessore non è mai meno di 4 cm)
SLU G1 G2 Q1 - esplosioni;
–
Classificazione delle azioni - urti ed impatti;
(CAPITOLO 2.5 AZIONI SULLE d) sismiche (Earthquake): azioni derivanti dai terremoti.
COSTRUZIONI) dell’effetto delle
Si definisce azione ogni causa o insieme di cause capace di Quando rilevante, nella valutazione
indurre stati limite in una struttura. azioni è necessario tenere conto del comportamento
La normativa vigente fornisce una classificazione delle dipendente dal tempo dei materiali, come per la viscosità.
azioni in relazione al: La Vita nominale di un progetto è convenzionalmente
1. al modo di esplicarsi nella quale l’opera
a) dirette: definita come il numero di anni
a. forze concentrate, fissi o mobili mantiene specifici livelli prestazionali. nel quale è
b. carichi distribuiti, fissi o mobili; previsto che sia soggetta alla necessaria manutenzione.
b) indirette: cedimenti di vincoli, difetti di montaggio, I valori minimi da adottare per i diversi tipi di costruzione
distorsioni impresse, effetti di variazione di temperatura sono: –
c) azioni di carattere chimico-fisico: 1. Costruzione temporanee vita nominale minore o
- endogeno: del materiale di cui è uguale a 10 anni
alterazione naturale
composta l’opera strutturale; –
2. Costruzioni con livelli di prestazioni ordinari vita
- esogeno: alterazione delle caratteristiche dei nominale maggiore uguale a 50 anni
materiali costituenti l’opera strutturale, 3. Costruzioni con livelli elevati - vita nominale maggiore
a uguale a 100 anni
seguito di agenti esterni. se la vita nominale è inferiore a 2 anni non si fa la verifica
2. Secondo la risposta stutturale
a) statiche: azioni applicate alla struttura che non Sismica
provocano accelerazioni significative della stessa o di Le classi d’uso:
alcune sue parti (esempio le persone sono definite Con riferimento alle conseguenze di una
statiche) interruzione di operatività o di un eventuale collasso, le
costruzioni sono suddivise in classi d’uso così definite:
b) pseudo statiche: azioni dinamiche rappresentabili
mediante un’azione statica equivalente; (esempio il vento Classe I: Costruzioni con presenza solo occasionale di
è una forza variabile nel tempo ma è considerato forza persone, edifici agricoli.
statica equivalente, perché non è costante) Classe II: Costruzioni il cui uso preveda normali
affollamenti, senza contenuti pericolosi per l’ambiente e
c) dinamiche: azioni che causano significative
accelerazioni della struttura o dei suoi componenti. senza funzioni pubbliche e sociali essenziali.
Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti
Variazione della loro intensità nel tempo
a) permanenti (Gravity): azioni che agiscono durante significativi. Industrie con attività pericolose per
l’ambiente.
tutta di progetto della costruzione, la cui
la vita nominale
variazione di intensità nel tempo è così modesta e lenta. Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o
sulla costruzione o sull’elemento
b) variabili (Q): azioni strategiche importanti, anche con riferimento alla
strutturale con valori istantanei che possono risultare gestione della protezione civile in caso di calamità.
sensibilmente diversi fra loro nel tempo:
Le azioni variabili sono dette di agiscono Stato limite la struttura o una sua parte non può più
lunga durata:
con un’intensità significativa, anche non svolgere le funzioni per cui è stata progettata
continuativamente, per un tempo non trascurabile si verifica il collasso della struttura e la
Stato limite ultimo:
possibilità di perdita di vite umane
rispetto alla vita nominale della struttura. si verifica la perdita di
Sono dette di se agiscono per un periodo di Stato limite di esercizio:
breve durata funzionalità della struttura in relazione alle esigenze di
tempo breve rispetto alla vita nominale della struttura. impiego (non collassa).
c) eccezionali (Accidental): azioni che si verificano solo
eccezionalmente nel corso della vita nominale della PVR: È la probabilità di superamento nel periodo di
struttura; riferimento, ovvero la probabilità che la struttura supera
- incendi, dove nelle strutture in C.A. la resistenza al la forza del sisma ed è dato dalla vita nominale della
fuoco viene dato con il copriferro. ∙
un coefficiente d’uso. = V C
struttura per V
Il evita che le barre si possano ossidare e
copriferro R N u
corrodere, e che siano direttamente esposte al fuoco
per non farle sciogliere e dare il tempo necessario per
Le sigle dello SLE e SLU:
=
f cd
Gli stati limite di esercizio sono: dove:
– –
SLO stato limite di operatività la struttura a seguito rappresenta la tensione di progetto massima del
f cd
del terremoto non deve subire danni ed interruzione conglomerato cementizio, però nella realtà la tensione di
d’uso significativi. PVR 81% progetto massima è rappresentata da un valore
– –
SLD stato limite di danno a seguito del terremoto maggiore, perché noi con il coefficiente parziale di
subisce danni da non mettere a rischio gli utenti, e non sicurezza partecipa a ridurne il valore per fini di sicurezza.
compromettere la rigidezza e la resistenza della struttura. è la resistenza caratteristica cilindrica a compressione
f ck
PVR 63% del cls
Gli stati limite ultimo sono: è il coefficiente riduttivo per le resistenze di lunga
– –
SLV stato limite di salvaguardia della vita a seguito del durata = 0.85
terremoto l’edificio subisce rotture e crolli degli elementi è il coefficiente parziale di sicurezza relativo al cls (in
non strutturali e significativi danni dei componenti
passato in Italia si utilizzava il valore di =1.6; nella nuova
strutturali. PVR 10% normativa in coerenza con quanto suggerito dal
– –
SLC stato limite di prevenzione del collasso a seguito =1.5).
Eurocodice2, 2004, si assume
del terremoto l’edificio subisce gravi danni e rotture degli
elementi strutturali e componenti. PVR 5% Il cls viene classificato sulla base della sua resistenza a
compressione o tensione a compressione, rappresenta
f
cd
La duttilità e fragilità: l’apice della parabola che avviene in prossimità della
La duttilità è proprietà fisica dei materiali. Che ne indica la deformazione.
capacità di deformarsi plasticamente prima di giungere a
σ =
e deformazione
Quindi, la relazione tra tensione =
rottura. Maggiore è la deformazione plastica e maggiore
∆
sarà la duttilità. I materiali che maggiormente godono di ottenuta durante la prova, viene definita legame
questa proprietà sono i metalli. La duttilità può essere ).
costitutivo (σ -
influenzata dalla temperatura; essa diminuisce al Per il diagramma tensione-deformazione del cls è
diminuire della temperatura. Per questa ragione, anche possibile adottare opportuni modelli con andamento a
materiali duttili (in particolare i metalli con reticolo cubico parabola-rettangolo (a), triangolo-rettangolo (b) o più
a corpo centrato) possono diventare fragili se esposti al semplicemente a rettangolo (c), definiti sulla base della
gelo o comunque a basse temperature. Proprietà opposta e della deformazione ultima a
resistenza di calcolo f cd
alla duttilità è la fragilità, ovvero l'incapacità di
rottura cu
deformarsi sotto carico e giungere ad improvvisa rottura
(anche detta rottura Legame parabola-rettangolo per il cls
fragile). –
Duttilità deformazione
plastica e poi si rompe
–
Fragilità si rompe subito.
Per valutare la duttilità del materiale, ovvero puntuale, si
fa riferimento al legame costitutivo del materiale.
L’acciaio, come detto, è in generale un materiale molto La normativa consiglia e permette di utilizzare il
duttile, mentre il calcestruzzo e le murature sono diagramma parabola- rettangolo, definito da un arco di
parabola passante per l’origine, che raggiunge σ per una
materiali fragili. cd
per poi mantenersi con una
deformazione = 2‰
c2
deformazione = 3,5‰
cu
LEGAMI COSTITUTIVI
La normativa italiana, NTC 2018, prevede diversi modelli
del legame costitutivo fra cui il progettista può scegliere.
è:
Per il cls la resistenza di calcolo a compressione, f
cd
Legame elasto-plastico per il cls A. Legame
elasto-plastico
B per l’acciaio
A B. Legame
tensione
deformazione
con ramo
incrudente per
l’acciaio
Il legame previsto da normativa è lineare fino alla
e costante fino
il comportamento dell’acciaio è di tipo elastico lineare per
deformazione di = 1,75‰ = 3,5‰.
c3 cu
Dunque il legame fornisce una duttilità pari a 2 il primo tratto sino al raggiungimento della tensione di
in corrispondenza della
snervamento di progetto f yd
deformazione di snervamento . Superata la soglia di
Legame rettangolo (stress block) per il cls sy
tale tensione, l’acciaio entra in fase di plasticizzazione, in
cui si verifica un comportamento per il quale è ancora
capace di resistere ad una sollecitazione impressa sino
, nella quale avviene la rottura
alla deformazione ultima su
del materiale e vale 0,01 (adimensionale)
Deformazione e tensione sono legate tra loro dalla
seguente relazione
Il modello normativo più semplice è evidentemente dove Es è il modulo di elasticità dell’acciaio
σ
= E
s s s
ed
quello costante fra i limiti c4 cu
Per cls di resistenza normale, si assume =0,2 SEZIONE RETTANGOLARE CON ARMATURA SEMPLICE
c4 cu –
(ESERCIZIO A CASA ED ESAME GUARDA PRONTUARIO)
LEGAME COSTITUTIVO DELL’ACCIAIO: nel caso di travi sollecitati a flessione, una parte della
resistenza di calcolo dell’acciaio, è riferita alla
la f sezione sarà tesa e una parte sarà compressa; la linea di
yd
tensione di snervamento ed il suo valore è dato da: passaggio tra le due zone si chiama Asse neutro.
L’armatura si dice semplice quando i ferri As si trovano
=
f yd
soltanto nella zona tesa; si dice doppia quando i ferri sono
dove: anche nella zona compressa.
rappresenta la tensione di progetto massima
f yd
dell’acciaio, però nella realtà la tensione di progetto
massima è rappresentata da un valore maggiore, perché
noi con il coefficiente parziale di sicurezza partecipa a
ridurne il valore per fini di sicurezza.
per armatura ordinaria è la tensione caratteristica di
F yk
snervamento dell’acciaio, per armature da
precompressione è la tensione convenzionale La rottura avviene sempre per schiacciamento del cls in
caratteristica di snervamento data, a seconda del tipo di = 3,5%
corrispondenza della deformazione ultima
prodotto 0
e della tensione ultima
all’acciaio
f
è il coefficiente parziale di sicurezza relativo cd.
Le risultanti delle tensioni di trazione e di compressione si
( =1.15).
sono si sono indicate rispettivamente con Fs e Fc. Fc dista
dal bordo compresso 0,416·x mentre la distanza tra le due
La normativa, per quanto riguarda lo stato tensionale è pari a z= d-0,416·x (0,416 coeff. di posizionamento)
dell’acciaio, prende in esame la tensione di snervamento,
di progetto ovvero quella tensione superata la quale, il
f yd
comportamento del materiale diventa di tipo elasto-
plastico, perdendo così il comportamento elastico lineare
e formando deformazioni irreversibili.
Una importante caratteristica dell’acciaio è la sua
duttilità, definita come rapporto tra la deformazione
Si ricorda che l’asse neutro è quell’asse in corrispondenza
→
e deformazione di snervamento
ultima μ=
su sy del quale sia le tensioni che le deformazioni si annullano.
Se diminuisce l’armatura – diminuisce l’asse neutro y,
Il diagramma di calcolo delle tensioni per il cls (la z
risultante delle tensioni Fc è posta convenzionalmente a aumenta, aumenta , diminuisce il momento ultimo Mu
a
Se aumento l’H –
0,4·x dal bordo compresso) noi lo abbiamo considerato della sezione Ta rimane uguale, z
l’asse neutro rimane
come parabola-rettangolo semplificato. In alternativa al aumenta (quasi) proporzionalmente,
diagramma parabola-rettangolo, per una semplificazione costante y,
si trova nel campo elastico bisogna fare l’equazione
di calcolo, la normativa emette l’uso del ,
diagramma se a
di II grado Ta
rettangolo (stress block) equivalente k=0,81 che è
perfettamente equivalente al diagramma parabola- La rigidezza è la capacità di opporsi a una deformazione
rettangolo. L’angolo rappresenta la duttilità generate da un carico, per questo ne dipende la
distribuzione del momento flettente tra travi e pilastri per
strutture iperstatiche.
La rigidezza dipende da:
0,81x 1. Materiale E (modulo elastico)
>
2. Inerzia I (della sezione)
→
3. Geometria luce e altezze da rispettare, perc
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