BIOCHIMICA (prof. Alessandro Prinetti)
DIGESTIONE
Principi alimentari= grosse molecole polimeriche che devono essere demolite con
l’ottenimento di molecole più semplici (nutrienti) utilizzabili senza ulteriori demolizioni
3 categorie: carboidrati, proteine, grassi
DIGESTIONE dei principi alimentari = IDROLISI delle molecole polimeriche ad unità
monomeriche
ASSORBIMENTO dei nutrienti= passaggio di molecole semplici attraverso le mucose
del tratto gastroenterico nel torrente circolatorio o linfatico (e distribuzione a tutte le
cellule dell’organismo)
Digestione e assorbimento sono costituiti da una complessa serie di eventi
(bio)chimici e fisici:
1. Omogeneizzazione (esposizione di maggiore superficie del S all’enzima
digestivo), idratazione e miscelazione delle sostanze solide ingerite con i
secreti del tratto gastrointestinale.
Il cibo procede in senso cranio caudale grazie ai movimenti del tratto
gastrointestinale.
2. Secrezione di
a) Enzimi digestivi che catalizzano l’idrolisi delle macromolecole (amilasi,
proteasi, lipasi)
b) Elettroliti (acidi e basi) che creano l’ambiente chimico ottimale per
l’azione degli enzimi digestivi
c) Agenti tensioattivi (acidi biliari) che stabilizzano l’emulsione dei
grassi consentendone digestione e assorbimento
ottengo: oligomeri, dimeri e monomeri
3. Idrolisi di oligomeri e dimeri a opera di enzimi digestivi localizzati alla superficie
delle cellule intestinali (digestione terminale) in corrispondenza dell’orletto a
spazzola
4. Assorbimento
Alcuni nutrienti dopo la digestione luminale (enzimi secreti ed enzimi alla superficie
delle cellule intestinali) vanno incontro a digestione intracellulare.
Intervento di numerosi ORGANI DEL TRATTO GASTROINTESTINALE:
1. Ghiandole salivari: secrezione di fluidi ed enzimi digestivi inizio della
digestione degli zuccheri (amilasi)
2. Stomaco: secrezione di acido cloridrico e proteasi (pepsina) inizio digestione
delle proteine
3. Pancreas: secrezione di bicarbonato di sodio e numerosi enzimi idrolitici
Digestione delle proteine (tripsina, chimiotripsina, elastasi,
carbossipeptidasi)
“ dei lipidi (lipasi, colesterolo esterasi, fosfolipasi)
“ dei carboidrati (amilasi)
4. Fegato/colecisti: secrezione e immagazzinamento della bile digestione e
assorbimento dei lipidi
5. Intestino tenue:
enzimi digestivi alla superficie delle cellule epiteliali digestione
terminale
sistemi di trasporto assorbimento delle sostanze nutritive
La digestione gastrica degli alimenti non è essenziale per una corretta alimentazione
in quanto può essere compensata da un aumento dell’attività pancreatica e
intestinale.
Gli enzimi pancreatici sono riversati insieme alla bile nel lume del duodeno.
I carboidrati sono scissi in monosaccaridi per essere trasportati negli enterociti,
invece di e tri-peptidi possono passare negli enterociti e qui vengono digeriti dalle
peptidasi intracellulari con formazione di aa liberi.
REGOLAZIONE NEUROENDOCRINA attività secretagoga
La regolazione dei processi secretori avviene grazie a sostanze ad
che interagiscono con i recettori sulla superficie delle cellule esocrine. Possono essere
neurotrasmettitori, mediatori locali (oppure farmaci e tossine batteriche).
Neurotrasmettitori: segnali nervosi da SNC+ riflessi locali (sistema nervoso
enterico)
- Acetilcolina: principale neurotrasmettitore nella regolazione del tratto
gastrointestinale. Stimolo della secrezione di enzimi salivari, gastrici,
pancreatici.
(recettori muscarinici)
- Peptide vasoattivo intestinale (VIP): stimolo secrezione di elettroliti
Mediatori locali: secreti da cellule endocrino-epiteliali del tratto g.i.
AMMINE BIOGENE
- Istamina (deriva da istidina): cellule della mucosa gastrica.
Agisce sul recettore H2 presente sul lato controluminale della MP delle cellule
parietali e stimola la produzione di HCl.
È implicata nelle reazioni allergiche legandosi al recettore H1.
- Serotonina: stomaco e intestino. Riversata soprattutto nel circolo ematico ma ha
azione paracrina stimolando la secrezione di elettroliti.
ORMONI PEPTIDICI
- Gastrina: stomaco.
presente in una forma di 17 e una forma di 34 aa: piccola e grande gastrina.
Entrambe le forme sono attive perché la porzione attiva è il pentapeptide
carbossi-terminale.
Stimola secrezione di HCl.
- Colecistochinina/pancreozimina: la stessa molecola ha due azioni. Prodotta nel
duodeno, determina:
a) Contrazione della colecisti con riversamento di bile nel duodeno
b) Secrezione del succo pancreatico
AA liberi e peptidi che derivano dalla parziale digestione delle proteine nello
stomaco (che di persè è irrilevante) stimolano le cellule endocrino-epiteliali.
- Secretina: prodotta nel duodeno quando in esso arriva il contenuto dello
stomaco. Se Ph del contenuto gastrico <5 viene stimolata produzione di
secretina che agisce a livello pancreatico stimolando la secrezione di un succo
pancreatico ricco di bicarbonato di sodio (NaHCO3) che serve a neutralizzare
l’acidità.
Gli enzimi duodenali hanno un Ph vicino alla neutralità, inoltre un Ph basso è
potenzialmente dannoso per un epitelio perché la mucosa del duodeno non ha
meccanismi di protezione.
Guanilina: peptide prodotto dalle cellule mucipare e liberata nel lume intestinale, si
lega ad un recettore sull’orletto a spazzola e stimola la secrezione di NaCl.
Gli enzimi digestivi vengono secreti in forma di proenzimi
La secrezione è esocrina in quanto diretta verso il lume intestinale.
Le proteine vengono sintetizzate sui ribosomi adesi al RER e nel Golgi e poi conservate
granuli di zimogeno
in (vescicole). Gli zimogeni sono i proenzimi inattivi.
CAVO ORALE
Avviene la masticazione e la secrezione della saliva che è un vero e proprio succo
digestivo. Essa idrata i cibi solidi e contiene due enzimi:
1. Amilasi: inizia la digestione dei carboidrati (amido). È l’unico enzima digestivo
della saliva
2. Lisozima: depolimerizza la parete batterica (idrolasi). Tra i batteri che
assumiamo alcuni sono potenzialmente pericolosi lisozima abbassa carica
batterica
I principali carboidrati presenti nella dieta sono saccarosio, amido e lattosio.
Monosaccaridi assorbiti direttamente
Disaccaridi e oligosaccaridi enzimi orletto
Polisaccaridi amilasi + enzimi orletto
AMIDO= polisaccaride vegetale di riserva, carboidrato
più abbondante nella dieta. Accumulato sotto forma di
granuli
Formato da: legami
- Amilosio (20%): catena di glucosio con
1-4 glicosidici
- Amilopectina (80%) (rapporto legame 1,6/legame 1,4 è di 1:20)
Il glicogeno è un polisaccaride di riserva negli animali simile all’amilopectina ma con
ramificazioni più frequenti. (1:4).
endosaccaridasi (glucosidasi) presente in saliva e succo pancreatico.
-amilasi=
Specificità alfa amilasi: legami 1-4 interni, no legami adiacenti a quelli 1,6.
Alfa-amilasi pancreatica e salivare non sono identiche ma hanno lo stesso tipo di
specificità e di modalità d’azione.
Cellulosa (fibra alimentare) ha legami beta quindi non siamo in grado di digerirla e
assorbirla (non è un nutriente). Risultato della digestione di è una miscela di
-amilasi
oligomeri: - Destrine limite (prodotto principale) = oligosaccaridi
formati in media da 8 unità di glucosio centrati attorno
ad un legame 1,6.
- Maltosio = disaccaride formato da 2 molecole di
glucosio con legame 1,4 (non si forma l’isomaltosio =
disaccaride formato da 2 molecole di glucosio con
legame 1,6)
- Maltotriosio = 3 molecole di glucosio
- Glucosio libero
Amilasi salivare idrolizza il 30% dei legami covalenti dell’amido e
più il cibo permane in bocca più l’azione dell’enzima aumenta.
La grande quota di carboidrati che mangiamo è in forma di
polisaccaridi ma assumiamo anche disaccaridi: lattosio e saccarosio. Questi non
vengono digeriti nel cavo orale ma da enzimi specifici dell’orletto a spazzola nel tenue
Trealosio: idrolasi (trealasi) nell’orletto a spazzola.
In un pasto per 1000 cal i carboidrati valgono circa il 40-60%. Meno del 35%: dieta low
carb, 50% dieta mediterranea
Carboidrato più assunto è amido (80% delle 500-600 calorie)
NB: La velocità con cui avviene la digestione influenza la velocità di immissione in
circolo delle molecole (es: il glucosio che deriva dalla digestione dell’amido viene
immesso in circolo tardi).
STOMACO
[HCl] nello stomaco è molto alta Ph nello stomaco prima che arrivi il bolo
alimentare è prossimo allo 0. 6
Tra Lume dello stomaco e sangue c’è una differenza di Ph di 6,5 10 : fortissimo
gradiente di protoni a cavallo della mucosa gastrica.
- ∆[H+] dovuta soprattutto a pompa
protonica gastrica (antiporto) presente
sul versante luminale delle cellule parietali
gastriche. Scambia protoni con ioni potassio
idrolizzando una molecola di ATP. Le cellule
della mucosa usano una grande quantità di
ATP.
I protoni che si trovano nella cellula della
parete gastrica derivano dalla dissociazione
dell’acido carbonico.
- Il bicarbonato viene immesso nel sangue in
scambio con uno ione cloruro (antiporto)
- Cl- trasportato in simporto con K+ (che esce
secondo gradiente). Il gradiente di K viene
creato dalla sodio potassio ATP-asi -> altro
consumo di ATP
Il ph acido è necessario per:
1. Denaturare le proteine
2. Diminuzione della carica batterica: grande riduzione. Anche se non tutti i batteri
vengono eliminati
3. Attivazione della pepsina
PEPSINA= endopeptidasi (non proteasi perché le proteine sono state denaturate)
Rilasciata sotto forma di pepsinogeno (inattivo) che per essere attivato deve subire
un taglio proteolitico. Questa è una modifica covalente della struttura di un enzima ma
non è un modo di regolazione perché non è reversibile.
Il pepsinogeno è molto debolmente attivo in ambiente molto acido autoattivazione
+ idrolisi non enzimatica in ambiente acido
Dopo attivazione la prima proteina idrolizzata è il pepsinogeno rimanente.
Catalisi carbossilica (2 gruppi carbossilici nel sito attivo dell’enzima)
La pepsina idrolizza legami ammidici in cui il gruppo amminico è fornito da un aa
aromatico.
Quindi prodotto dell’idrolisi è formato da una miscela di:
- Grossi peptidi
- Piccoli peptidi
- aa liberi
Nella dieta quantità di proteine assunta ogni giorno è di 70-100g.
MECCANISMI DI PROTEZIONE:
Secrezione di acido cloridrico non è continua ma si attiva solo quando arriva il
bolo
Muco: insieme di carboidrati complessi che formano una barriera fisica che
protegge la mucosa gastrica. Prodotto dalle cellule della mucosa gastrica.
Sostanze con effetto di regolazione di HCl: molecole bioattive, derivate di acidi
grassi essenziali. Sono le prostaglandine. Importantissima azione protettiva:
blocco di pompa protonica e stimolo secrezione di muco.
Principale causa di ulcera gastrica: ulcera iatrogena (i medici prescrivono ai
pazienti antinfiammatori che esercitano il loro effetto perchè sono inibitori
dell’enzima che catalizza la prima tappa della sintesi delle prostaglandine).
Omeprazolo: inibitore della pompa protonica.
DUODENO
Mucosa priva di protezione dell’acidità quindi è necessario neutralizzare l’acidità ->
pancreozimina.
Ambiente neutro o lievemente alcalino è favorevole per enzimi che vengono riversati
attraverso il succo pancreatico nel duodeno:
Amilasi pancreatica: identica a quella salivare. Porta avanti digestione ma
non idrolizza destrine libere, maltosio e maltotriosio.
Lipasi
Enzimi precursori di peptidasi
Tutte le peptidasi del succo pancreatico vengono secrete sotto forma di
precursore inattivo (zimogeno).
PEPTIDASI
Peptidasi con specificità diverse (preferenza per alcuni residui piuttosto che
altri, luogo del legame)
Molto diverse tra loro da un punto di vista catalitico.
Sono 5:
- Tripsina, chimotripsina ed elastasi appartengono alla famiglia delle
proteasi a serina che usano oh come nucleofilo per idrolizzare il legame
peptidico.
- Carbossipeptidasi A e B: meccanismo catalitico prevede come elemento
determinante nel sito catalitico la presenza di uno ione zinco (acido di lewis).
Sono le uniche esopeptidasi (prodotto = polipeptide + aa)
Elastasi efficiente nell’idrolisi di legami peptidici che coinvolgono piccoli
amminoacidi
B aa basici
A aa idrofobici
Risultato:
- Piccoli peptidi
- Aa liberi
Livelli di regolazione del tratto gastrointestinale
1° LIVELLO: secrezione dei mediatori locali da parte delle
cellule endocrino epiteliali in risposta alla progressione del cibo
-> secrezione di proenzimi ed elettroliti
2° LIVELLO: l’attivazione dei proenzimi non è indipendente dal
segnale che ne ha determinato la secrezione La CCK agisce
anche su enterocita che è in grado di produrre
l’enteropeptidasi (o enterochinasi) = peptidasi che ha come principale substrato
il tripsinogeno (attivatore). La tripsina attiva altre molecole di tripsinogeno e tutti gli
altri zimogeni del succo pancreatico.
Enteropeptidasi peptidasi che non digerisce proteine alimentari ma inizia cascata
proteolitica che attiva peptidasi digestive.
Se il secreto pancreatico non è sufficientemente basico a neutralizzare acidità oppure
se c’è un’eccessiva attività idrolitica si può avere un’ulcera duodenale.
LIPASI I principali lipidi che ingeriamo sono trigliceridi (o triacilgliceroli) principale
lipasi è trigliceride-lipasi.
Questa libera acidi grassi dai trigliceridi.
Colesteroloesterasi: Colesterolo ha gruppo OH che può essere esterificato ad
un acido grasso -> l’enzima idrolizza gli esteri del colesterolo
Fofolipasi: idrolizzano fosfolipidi.
I cibi contenenti lipidi sono molto compatti.
In una dieta tipo quantità di lipidi al giorno che varia da 60 a 150g. di questi circa il
90% sono trigliceridi. Il rimanente 10% miscela di vari lipidi: fosfolipidi, colesterolo in
forma libera, esterificata, acidi grassi liberi (in piccola quantità).
Nel tratto gastrointestinale oltre ai lipidi della dieta transita una mole di lipidi di origine
endogena perché nel duodeno, per effetto del CCK, la colecisti riversa la bile.
Questa contiene:
- SALI BILIARI (derivati del colesterolo), molecole con forti capacità
emulsionanti (antipatiche)
- 7-20 g di FOSFATIDILCOLINA: emulsionante (anche nelle preparazioni
alimentari)
FASI DELLA DIGESTIONE DEI LIPIDI:
I lipidi tendono a formare una massa unica = grande goccia lipidica
a) La digestione inizia nello stomaco (lipasi gastriche): 30% dell’idrolisi totale dei
trigliceridi.
b) Gli acidi grassi si dispongono sulla superficie esterna frammentando la goccia
(più accessibile ad enzimi): emulsificazione in ambiente acquoso, agevolata
dalla peristalsi dello stomaco goccioline lipidiche
Il chimo rilasciato nel duodeno contiene di 2mm (D).
c) Emulsificazione continua nell’intestino, in cui agiscono le lipasi pancreatiche=
principali enzimi
Gli acidi grassi stabilizzano sempre l’emulsione (che non è un sistema stabile).
Intervengono anche:
- Fosfatidilcolina: ha 2 code idrofobiche che si inseriscono nella micella e una
testa idrofila a contatto con l’ambiente acquoso.
- Sali biliari: si dispongono sulla goccia lipidica perché hanno una struttura ad
anello alifatico che è idrofobico da una parte e idrofilico dall’altra e hanno un
gruppo chimico altamente polare.
micella mista
A questo punto si è creata una (vero substrato delle lipasi, forma
di bastoncino).
i Sali biliari sono dei forti inibitori della lipasi stessa. Nel succo pancreatico c’è
la colipasi che forma un complesso con la lipasi che è in grado di superare
l’inibizione dei Sali biliari.
Le sostanze alcoliche migliorano la digestione dei grassi.
La digestione dei lipidi è più complessa di quella delle proteine perché sono necessarie
condizioni chimico fisiche particolari.
Dopo un pasto la principale forma di lipidi che trovo nel sangue sono i trigliceridi
perchè per essere assorbiti devono essere risintetizzati.
Trigliceridi con acidi grassi a lunga catena (>12C)
- Lipasi pancreatica scinde legame estereo in posizione con formazione di -
monoacilgliceroli + 2 acidi grassi liberi
- Attività lipasi molto bassa su 2 acilglicerolo ma su superficie di enterociti attività
enzimatiche che lo idrolizzano con rilascio di un altro acido grasso libero e una
di glicerolo
- Gli acidi grassi liberi vengono legati da proteine su superficie di enterociti e li
trasportano nell’enterocita. Gli acidi grassi liberi infatti non sono ben solubili.
- Nell’enterocita si legano ad altre proteine di trasporto (FAB o FABP2) che li
portano al reticolo endoplasmatico
- L’acido grasso libero viene attivato usando una molecola di ATP con idrolisi di
due legami ad alta energia: formazione di un acil-coenzimaA (legame
tioestereo ad alta energia deriva idrolisi ATP). Questi acil coenzimaA possono
trovare o monoacilglicerolo o glicerolo, e si ha quindi la risintesi dei
trigliceridi nel reticolo endoplasmatico (il glicerolo viene prodotto dal glicerolo
3 fosfato che deriva dal glucosio quindi enterocita ha sempre abbastanza
glicerolo per la sintesi).
- Sintesi dei chilomicroni nel reticolo endoplasmatico: CHILOMICRONI =
lipoproteine globulari che presentano in superficie fosfolipidi e Apolipoproteine
(in particolare ApoB48) che creano una superficie idrofilica attorno ai lipidi.
- Secrezione dei<
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Biochimica degli alimenti, della nutrizione e delle malattie metaboliche. Modulo Prof. Prinetti
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Biochimica degli alimenti, della nutrizione e delle malattie metaboliche. Moduli Prof. Iametti e Prinetti
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