CAPITOLO UNO
1. Cos’è la religione?
La religione è un complesso di credenze che si fondano da un lato su dogmi e dall’altro su riti che
hanno lo scopo di avvicinare i fedeli alle entità soprannaturali.
Tylor nel 1871 raccomandava di non considerare la religione come qualcosa di troppo simile
all’idea che ne avevano gli europei, altrimenti la maggior parte dell’umanità avrebbe potuto essere
difficilmente ritenuta come “religiosa’.
Alcuni studiosi sottolineano l’idea di religione come qualcosa di costituito da una essenza
irriducibile, comune a tutte le forme di esperienza religiosa.
Una religione non è comprensibile al di fuori della considerazione del rapporto tra potere e verità,
ossia, il rapporto che si crea tra coloro che sono in grado di produrre discorsi su ciò che è vero e
coloro chiamati a rispettare questa autorità.
Tuttavia, se poniamo la nostra attenzione agli aspetti motivazionali della religione, otterremo una
visione più unitaria del fenomeno e coglieremmo la natura dall’esperienza religiosa.
Le due dimensioni toccate dalla religione sono:
Significato: sta nei valori che esprimono i fini ultimi e le preoccupazioni estreme
• Potere: risiede nell’idea che vi sia qualcosa o qualcuno che ha l’autorità di sanzionare tali valori
•
La religione svolge dunque due funzioni: normativa e integrativa proprio perché pretende di
difendere la bontà e la verità di quelli che essa giudica come i valori ultimi di una società. Riveste
dunque una funzione protettiva delle certezze della società.
La sua finalità è pratica, scientifica ed estetica.
Le due funzioni integrativa e normativa, si esplicano in concreto attraverso simboli, riti e miti. I
simboli costituiscono i concetti, i quali, costituiscono i significati dei simboli; i riti sono le azioni
che mettono “in scena” i concetti; i miti sono “racconti” che organizzano i concetti in discorsi dotati
di una coerenza.
2. Nozioni antropologiche relative alla religione
Esistono nozioni specifiche dello studio della religione
2.1 I culti individuali
Sono praticati dal singolo individuo all’interno di un codice di rappresentazioni condiviso.
(Ex: indiano nordamericano si rivolge al proprio spirito perché lo assista nella caccia al bisonte)
2.2 I culti sciamanici
Tali culti sono tipici nelle società in cui il contatto con le potenze invisibili è all’opera di un uomo o
una donna, definiti sciamani.
La pratiche sciamaniche sono accompagnati da musica e l’assunzione da parte dello sciamano di
sostanze psicotiche che possono portarlo in uno stato di trance. Questo stato porterà lo sciamano al
contatto con la potenza invisibile che gli permetterà di guarire il suo paziente.
2.3 Possessione
Le possessioni consistono in “esibizioni” organizzate di soggetti instabili; il corpo diventa
ricettacolo dell’essere che se ne impossessa. Tale corpo funge come ponte tra il mondo degli esseri
umani e quello degli esseri soprannaturali.
Casi noti sono quelli delle possessioni vudù. 1
Esistono tipi di possessione istituzionalizzata, dove l’individuo (donna, serva) si offre alla
possessione per aiutare un giovane morto che non è riuscito ad effettuare il suo passaggio all’età
adulta.
Un altro caso di possessione è quello dei re defunti che si impossessano di un giovane per parlare
attraverso la sua bocca.
2.4 Mana
Il mana è concepito come una sostanza, un medium invisibile che gli uomini cercano di procurarsi
presso gli antenati. L’espressione mana per me, significa “dammi il mana” (lingua polinesiana).
Nelle lingue dell’Oceania, il mana corrisponde a un verbo “di stato” che ha come significati “essere
efficace, vero, completo, forte” come se tale forza ed efficacia fossero il frutto di una benedizione o
protezione.
2.5 I culti comunitari
Prevedono la partecipazione di gruppi organizzati (età, sesso, rango etc.), praticati con fini
terapeutici.
2.6 Il totemismo
Un tipo speciale di culto comunitario. Il termine totem significa “egli fa parte della mia parentela”.
Questa religione nasce dai nativi nordamericani che ergevano pali con incise figure dei loro antenati
mitici. Questa religione totemica ha fondamento nel culto dell’antenato eponimo.
Nel 1962, Claude Lévi-Strauss dimostrò che questa forma di religione era solo un modo per
classificare gli individui basato sul repertorio delle specie animali e vegetali.
2.7 I culti ecclesiastici
Pretendono l’esistenza di gruppi di individui specializzati nel culto (sacerdoti). Le varie chiese
cristiane e islamiche posseggono queste caratteristiche.
Con i culti ecclesiastici siamo di fronte a religioni in possesso di testi scritti.
2.8 Tabù
Parola di nascita polinesiana (tapu o tabù) so