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Edema

Per edema si intende l’accumulo di un eccesso di fluido di origine plasmatica nel sottocompartimento interstiziale del compartimento extracellulare. Sotto l’aspetto eziopatogenetico è possibile distinguere l’edema infiammatorio (o essudato) dall’edema non infiammatorio (o trasudato). Una delle differenze tra questi due tipi di versamenti sta nel fatto che il trasudato ha un contenuto proteico inferiore rispetto all’essudato.

Causa di formazione dell'edema

Molteplici possono essere le cause di formazione dell’edema:

  • Ostacolo al rientro venoso per cui la quantità di liquido ceduta dal plasma all’interstizio supera quella che vi rientra. Può ostacolare il ritorno venoso del sangue la presenza di vene varicose caratterizzate da insufficienza delle valvole venose che fisiologicamente garantiscono l’unidirezionalità del sangue dalla periferia al cuore. In genere gli arti inferiori sono i più interessati per il fatto che la stazione eretta ostacola il rientro venoso. Il sangue, infatti, con il suo peso preme sulle pareti venose determinando dilatazione e perdita di elasticità.
  • Ostacolo al drenaggio del liquido interstiziale per ostruzione o danneggiamento dei vasi linfatici. A tal proposito si può pensare all’elefantiasi, un edema estremamente esteso con imponente turgore dei tessuti che si ha negli arti inferiori e/o a carico dei genitali nei pazienti affetti da una parassitosi. Si tratta della filariosi il cui agente eziologico, il nematode Wuchereria bancrofti, ha un tropismo selettivo per i vasi linfatici, all’interno dei quali esso si riproduce formando ammassi di parassiti che riducono il diametro del lume fino a determinarne l’occlusione.
  • Aumento della pressione colloido-osmotica del liquido interstiziale in conseguenza della presenza in esso di proteine plasmatiche che richiamano acqua dal plasma.
  • Riduzione della pressione colloido-osmotica del plasma, che fa prevalere lungo tutto il letto capillare la pressione idrostatica con aumento della filtrazione e riduzione del riassorbimento.

Esempi di edemi localizzati

  • Edema polmonare
  • Edema cerebrale. Il tessuto nervoso è particolarmente sensibile alla compressione esercitata dal liquido edematoso che si può formare in conseguenza di traumi, ischemia e tumori. Nell’encefalo infatti la mancanza di vasi linfatici impedisce qualsiasi forma di drenaggio, condizione questa aggravata ulteriormente dal fatto che esso è rinchiuso nella scatola cranica, che è inestensibile. I primi sintomi di edema cerebrale sono cefalea e vomito a digiuno.
  • Glaucoma. È una patologia dell’occhio caratterizzata da un aumento della pressione intraoculare, che dal valore normale può crescere notevolmente.
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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

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