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Spinato Andrea

Appunti Anatomia Caratterizzante

Anatomia del distretto naso-

sinusale

Il naso esterno è formato da cartilagine alare, che

compone la parte bassa del naso. Superiormente

c’è la cartilagine triangolare, tutte due pari e

simmetriche. La cartilagine quadrangolare (o

cartilagine del setto) forma la porzione posteriore,

che dà forma al naso. Nella porzione più superiori

ci sono le vere ossa del naso, le uniche che si

possono fratturare. Ci sono anche delle altre

piccole cartilagini minori.

Nell’epitelio del vestibolo nasale sono presenti peli

duri che impediscono l’entrata di polvere e

microbi.

Il setto nasale separa le cavità nasali destra e sinistra, che terminano con le coane. La

porzione ossea è composta dalla fusione dell’osso vomere con la lamina

perpendicolare dell’etmoide. Posterioremente la lamina perpendicolare si articola con

la lamina quadrangolare.

la parete laterale e superiore è composta dalle ossa mascellari, nasali, frontale e

sfenoide. Il pavimento è costituito dalle ossa mascellari e dalle ossa palatina, per poi

terminare con il palato molle.

Le strutture rivestite con l’epitelio olfattivo sono la superficie inferiore della lamina

cribrosa, i cornetti nasali superiori e la porzione superiore del setto nasale.

I seni paranasali sono:

Seni frontali;

 Seni etmoidali;

 Seni mascellari;

 Seni sfenoidali.

Tutti i seni servono per diminuire il peso del cranio ma anche in caso di trauma, serve

ad attutire il colpo e non permettere la rottura del cranio.

I turbinati sono delle sporgenze ricoperte da epitelio che produce muco. Tra questi si

formano i meati, che sono delle strette insenature che hanno la funzione di rallentare,

riscaldare e inumidire l’aria che poi dovrà arrivare ai polmoni. I turbinati medio,

superiore e supremo fanno parte dell’etmoide. Il turbinato inferiore non fa parte

dell’etmoide, ed è quindi un ossicino a parte.

L’inserzione del turbinato medio nell’orbita, divide lo spazio tra: anteriormente il

complesso osteomeatale, e posteriormente il recesso sfenoetmoidale.

La vascolarizzazione del naso e dei seni viene attraverso l’arteria carotide esterna.

Questa si origina dalla carotide comune e si porta tra il processo mastoideo e l’angolo

dalla mandibola. Qui si divide in arteria mascellare e arteria temporale. Molto

importante è l’arteria sfeno-palatina (diramazione dell’arteria mascellare), che dà dei

rami turbinati, e dei vasi settali che vascolarizzano il setto nasale. Un’aggiunta

vascolarizzazione è data da un ramo dell’arteria oftalmica che vascolarizza il naso.

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La carotide interna ha un ramo chiamata arteria oftalmica (vascolarizza l’occhio), dalla

quale si staccano dei rami che vanno all’interno dei seni nasali, dividendosi in arterie

etmoidali anteriore e posteriore, i quali sono i diretti vascolarizzanti del setto nasale.

Il naso oltre al passaggio dell’aria la condiziona, quindi aumenta la temperatura

dell’aria fino a farla arrivare a 32°C circa. Serve a filtrare corpuscoli e polvere e poi

questa viene trasportata da un trasporto mucociliare, intrappolando le polveri e

tramite le ciglia il muco viene trasportato e poi portato nello stomaco dove viene poi

ingerito. Ha una importante azione di risonanza, quindi aumenta la cassa di risonanza

del suono prodotto dalle corde vocali nella laringe. Un altro effetto è quello “piggy

bank” che serve a riassorbire l’acqua emessa nell’espirazione che altrimenti andrebbe

persa.

L’azione reflessogena è una delle più importanti per la nostra sopravvivenza, che

grazie al riflesso nervoso del naso ci fa scappare dal pericolo dato dall’odore.

Molto importante è l’umidificazione dell’aria, che deve arrivare ai polmoni con una

percentuale di umidità superiore al 90%. Inspirando dal naso di arriva al 98%, mentre

dalla bocca al 90%.

L’orecchio

L'orecchio è l'organo che si occupa

dell'udito e del mantenimento

dell'equilibrio.

L'orecchio ha due funzioni principali:

- trasporta energia meccanica

(vibratoria) e la trasforma in energia

nervosa (funzione uditiva);

- concorre con altri apparati (visivo e

propriocettivo) al mantenimento

dell'equilibrio tramite la funzione

gesticolare.

Si divide in:

- orecchio esterno (dal padiglione

auricolare fino alla membrana

timpanica); --> percezione del suono

- orecchio medio (dalla membrana timpanica alla finestra ovale, fenestrazione del

labirinto in cui è avvolta la copia dei canali semicircolari); --> amplificazione del suono

- orecchio interno formato da canali semicircolari, un apparato per l udito e uno

mantenimento; --> trasformazione di energia meccanica in energia nervosa.

L'orecchio esterno serve a captare lo stimolo vibratorio ed è composto dal padiglione

auricolare (ha due strutture importanti: l'elice e l'antelice (che sono le incurvature elle

orecchie); poi abbiamo il trago e all'interno c’è l'antitrago) e dal canale uditivo esterno,

che si crea dal foro dell’osso temporale chiamato meato acustico esterno (formato dai

2 terzi laterali di cartilagine, mentre la sua porzione più interna è formata da osso, che

fa parte dell'osso temporale). Sono presenti cellule ceruminose che hanno lo scopo di

creare uno strato di cerume per inibire la crescita batterica e i bulbi piliferi per fermare

l’entrata di polvere e insetti.

L'energia vibratoria diventa energia nervosa. Lo stimolo nervoso arriva alla corteccia

temporale primaria e insieme a 3 centri porta al riconoscimento cosciente del suono.

L’orecchio medio è composto principalmente dalla membrana timpanica e i tre ossicini

dell’udito (martello, incudine e staffa). Le ossa dell’udito sono contenute in una cavità

ripiena d’aria chiamata cavità timpanica, che comunica con il rinofaringe tramite le

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tube di Eustachio.

Quando la membrana timpanica vibra, questo movimento viene trasmesso al martello,

che attraverso la sua articolazione con l’incudine, e questa a sua volta alla staffa crea

delle differenze di pressione nella chiocciola grazie all’unione della pianta della staffa

con la finestra ovale cocleare. Questo meccanismo serve per amplificare di molto la

percezione sonora visto che la superficie della membrana è 22 volte più grande di

quella della base della staffa.

Quando sono presenti rumori eccessivamente forti, che potrebbero rovinare l’udito,

entrano in gioco il muscolo tensore del timpano (sposta medialmente il martello che

così riduce l’intensità sonora) e il muscolo stapedio (tira la staffa riducendo i

movimenti sulla finestra ovale).

L’orecchio interno è composto da un labirinto membranoso tutto connesso, contenuto

in un labirinto osseo che è a sua volta suddiviso in canali semicircolari, vestibolo e

coclea. Nel labirinto membranoso scorre l’endolinfa mentre tra il labirinto osseo e

quello membranoso scorre la perilinfa.

I canali semicircolari e il vestibolo formano il complesso vestibolare, dato che il liquido

delle due camere è in ampia continuità. Nel vestibolo sono presenti due sacchi

chiamati utricolo e sacculo che, grazie a dei Sali di carbonato di calcio immersi in

una matrice gelatinosa (il complesso sale + gelatina prende il nome di otolite) a delle

stereociglia delle cellule capellute, permettono la percezione della gravità e delle

accelerazioni, percependo il cambio di pressione sulla membrana.

Sempre nel complesso vestibolare sono presenti i condotti semicircolari, che hanno la

funzione di percepire il movimento sui tre assi. I canali semicircolari sono quello

anteriore, che serve per il movimento di flessione, quello laterale per il movimento di

torsione e quello posteriore per il movimento di inclinazione. In ogni condotto sono

presenti delle ampolle che contengono i recettori che percepiscono il movimento del

fluido. I recettori sono sempre delle cellule capellute composte da stereociglia e un

chinociglio, immersi in una sostanza gelatinosa che prende il nome di cupola. Quando

il capo ruota lungo l’asse del condotto, si crea un movimento di liquido che muove la

cupola e distorce i componenti recettivi, creando un potenziale d’azione.

Dal complesso vestibolare, un condotto cocleare porta l’endolinfa fino alla coclea:

l’organo deputato all’udito. La coclea è una spirale di 2,5 giri attorno a un fulcro

centrale chiamato modiolo, e questo contiene il ganglio spirale. Attorno al condotto

cocleare ci sono due camere periferiche che sono il condotto vestibolare e quello

timpanico e sono comunicanti all’apice della spirale. La finestra ovale si trova alla base

della scala vestibolare mentre la finestra rotonda si trova alla base della scala

timpanica, e quindi si deduce che la prima è l’afferente e la seconda l’efferente.

Le cellule capellute del condotto cocleare formano l’organo del Corti, e tale formazione

giace sopra a una membrana basilare, che lo separa dalla scala timpanica. Le cellule

capellute si dispongono in due file longitudinali, una esterna e una interna. Le

stereociglia sono in contatto con la membrana tectoria.

Quando una vibrazione sollecita la membrana basilare, questa viene trasmessa alle

cellule capellute che creano l’impulso elettrico. Più si va verso il centro e più bassi

sono i suoni percepiti.

Il collo

Il collo è definito superiormente della mandibola e inferiormente dalle clavicole.

LE FASCE SONO DIVERSE TRA LIBRO E QUELLE SPIEGATE

Si suddivide il tre diverse fasce differenti molto importante nel senso chirurgico.

La fascia cervicale superficiale è una sottile lamina che ricopre il muscolo platisma de

è fortemente adesa ad esso. Contiene i muscoli trapezio e lo sternocleidomastoideo.

La fascia cervicale media circonda i muscoli sottoioidei e si attacca all’osso ioide e alla

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cartilagine tiroide a cricoidea.

La fascia cervicale profonda racchiude la colonna vertebrale e i muscoli deputati al

movimento vertebrale. È presente anche una fascia pret

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Spina97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Battaglia Paolo.
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