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Anatomia del cuore: appunti con studio autonomo del libro

Appunti di anatomia umana integrati con studio autonomo del testo di riferimento.

Ottimo per: preparare l'esame; ripassare per le materie precliniche.

Utile per: ripassare per l'esame di abilitazione ed il concorso per le scuole di specializzazione.

Esame di Anatomia umana docente Prof. S. Morini

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ANATOMIA DEL CUORE

MORFOLOGIA DEL CUORE.

È situato nella cavità toracica nello spazio compreso tra i polmoni, che prende il nome di mediastino. È avvolto da un sacco

fibrosieroso, il pericardio, che lo tiene ancorato al diaframma ma che, allo stesso tempo, lo isola dagli organi circostanti. In basso ili

cuore è adagiato sulla cupola diaframmatica che lo separa dagli organi dell'addome; anteriormente è protetto dalle cartilagini delle

coste dalla III alla VI, posteriormente dalle vertebre dalla V alle VII, per questo si parla anche di vertebre cardiache. In alto il cuore

presenta il peduncolo vascolare, formato da grandi vasi che portano il sangue in uscita e in entrata: l’aorta, il tronco polmonare e la

vena cava superiore. Al suo interno il cuore è diviso in 4 cavità, due posterosuperiori: atrio destro e sinistro; e due anteroinferiori:

ventricolo destro e sinistro. Longitudinalmente gli atri sono separati dal setto interatriale, mentre i ventricoli dal setto

interventricolare. Ogni atrio è collegato con il sottostante ventricolo tramite l'orifizio atrioventricolare, provvisto di una valvola.

Nella parte destra del cuore troviamo la valvola tricuspide, mentre un quello sinistra la valvola mitrale o bicuspide. Il cuore è

composto principalmente da muscoli, in particolare dal miocardio che ci sottrae continuamente e spontaneamente, poiché questo

tessuto è capace di auto depolarizzarsi. Ad ogni battito corrisponde una fase in cui il cuore è contratto, sistole, ed una in cui e

rilassato, diastole.

MORFOLOGIA ESTERNA

Il cuore ha la forma di un cono appiattito in senso anteroposteriore di cui possiamo individuare una base, corrispondente alla

porzione atriale, e una punta, corrispondente alla componente ventricolare. Un terzo del cuore è situato a destra, due terzi a sinistra.

La base è rivolta in alto, posteriormente e verso destra, mentre la punta in basso, anteriormente e verso sinistra. Possiamo dire che il

cuore ha un andamento obliquo con un'inclinazione di circa 45° rispetto il piano trasversale. Durante l'inspirazione, dato che il

diaframma si abbassa, il cuore assume una posizione più verticale; in seguito, durante l'espirazione, ritorna nella sua posizione

originaria. In un maschio adulto in buona salute il diametro longitudinale massimo misura circa 13 cm, il diametro basale 10 e lo

spessore 4-5 cm. Le dimensioni del cuore, tuttavia, dipendono dall'età e dal sesso del soggetto, quindi come regola di massima si dice

che il cuore di un individuo sia grande quanto il suo pugno chiuso. Anche il peso può variare a seconda dei parametri detti in

precedenza; tuttavia vi sono dei valori massimi, oltre i quali si è di fronte ad una patologia: 350g per l'uomo e 300g per la donna. Il

colore del cuore è rossastro, come quello degli altri muscoli scheletrici; in più il cuore presenta zone giallastre in corrispondenza di

sedimenti adiposi che possono variare a seconda dell'età e dello stile di vita dell'individuo. È ricoperto dall'epicardio.

Faccia anteriore o sterno costale.

È moderatamente convessa e rivolta in alto e a sinistra. Si estende dal margina acuto, che la delimita dal diaframma, al margine

ottuso. Longitudinalmente è attraversata dal solco interventricolare, composto dai vasi coronarici, che parte in alto dal margine acuto

e decorre verso il basso fino ad arrivare al margine acuto, a destra della punta del cuore, dove forma l'incisura cardiaca. Il ventricolo

destro occupa i 2/3 della faccia sterno costale, mentre quello sinistro solo 1/3. In alto il ventricolo destro prosegue con una porzione a

cono che va poi a formare il tronco polmonare. Dalla base del ventricolo sinistro e posteriormente rispetto al tronco polmonare

origina l'aorta che decorre in alto e a destra e vi si avvolge a spirale formando il cosiddetto arco aortico. Insieme questi due grandi

vasi formano il setto aortico polmonare e insieme alla vena cava superiore costituiscono il peduncolo vascolare. Lateralmente rispetto

al setto aortico polmonare ci sono le due auricole atriali, destra e sinistra. Quella di destra è più grande, è a forma di cono e con il suo

margine sinistro circonda l'origine dell'aorta; viceversa quella di sinistra è più piccole, a forma di S e abbraccia il tronco polmonare.

Tra le due auricole atriali c'è il solco atrioventricolare o coronario.

Faccia posteroinferiore o diaframmatica.

È rivolta verso il basso ed è piana. Dal margine acuto a quello ottuso si estende il solco atrioventricolare. Da questo in modo

perpendicolare si dipartono il solco interventricolare posteriore, verso la punta del cuore, ed il solco interatriale, verso la base del

cuore. Questi solchi dividono la faccia posteriore in 4 parti e vengono perciò chiamati crux cordis. Sulla faccia posteriore il

ventricolo sinistro presenta la maggior estensione.

Base del cuore.

È a forma di cupola e rivolta in alto, posteriormente e a destra. Comprende la parte posterosuperiore degli atri e gli sbocchi delle vene

polmonari e delle vene cave; procede verso il basso fino al solco atrioventricolare. In sua corrispondenza gli atri hanno la massima

estensione. I due atri sono divisi dal solco interatriale che non sempre è visibile. Subito a destra del solco si trovano i punti di entrata

delle vene cave: in alto la v. cava superiore, in basso la v. cava inferiore. Lateralmente rispetto alla vena cava troviamo il solco

terminale che delimita l'atrio destro vero e proprio dal seno delle vene cave. Il fatto che il questo seno sia disposto in asse con le

vene, fa sì che l'atrio destro sia sviluppato principalmente in altezza. A sinistra del solco interatriale troviamo immediatamente lo

sbocco delle due vene polmonari destre e più lateralmente quello della vena polmonari destre. Lo spazio che intercorre tra i due

sbocchi prende il nome di tetto o vestibolo che è un analogo del seno delle vene cave.

Punta del cuore.

L'apice del cuore è rivolto in basso, anteriormente e verso sinistra. È composto solo dal ventricolo sinistro ed è compreso nello spazio

tra la V e la VI cartilagine costale.

RAPPORTI

dipendono dalla posizione del cuore all'interno del mediastino anteriore e dal pericardio che lo avvolge. La faccia sterno costale è per

la maggior parte ricoperta dai seni costomediastinici della pleura e solo una piccola parte triangolare è a diretto contatto con la faccia

posteriore dello sterno; tale zona viene chiamate aia di ottusità assoluta. La faccia diaframmatica poggia sulla cupola diaframmatica o

centro frenico, attraverso la quale il cuore contrae rapporti con gli organi della loggia sottofrenica. La base del cuore prosegue in alto

con il peduncolo vascolare, che comprende la vena cava superiore, il tronco polmonare e l'aorta; a destra è in contatto con la faccia

mediale del polmone destro e con il nervo frenico; a sinistra e in dietro è in contato con i linfonodi mediastinici e con l'esofago. La

punta del cuore è invece circondata dall'incisura cardiaca del margine anteriore del polmone.

MORFOLOGIA INTERNA

Il cuore è diviso al suo interno in 4 cavità: due atri e due ventricoli, divisi longitudinalmente rispettivamente dai setti interatriale ed

intervertebrale.

ATRI

Gli atri hanno forma grossolanamente globosa con una parete dello spessore di circa 1mm. La superficie interna è liscia in

corrispondenza dello sbocco delle grandi vene, mentre ha un aspetto tubercolato lateralmente e davanti. Inferiormente presenta

l'orifizio atrioventricolare a cui è associata una valvola.

Setto interatriale.

I due atri sono separati dal setto interatriale che presenta caratteristiche particolari. Sulla faccia destra è presente un avvallamento

allungato in senso verticale che prende il nome di fossa ovale, che non è altro che un residuo fetale. Anteriormente e superiormente

troviamo un rilievo semilunare che prende il nome di lembo della fossa ovale. In corrispondenza della fossa ovale, ma sulla

faccia sinistra del setto interatriale, troviamo la plica semilunare; anch'essa di origine fetale. Può capitare che durante lo sviluppo la

plica non si chiuda, ciò non comporta alcun cambiamento nella fisiologia del cuore, visto che il sangue non passa da un atrio all'altro

data la differenza di pressione, che è maggiore nell'atrio sinistro.

Atrio destro.

È sviluppato principalmente in senso longitudinale ed è disposto obliquamente rivolto in alto e a destra. Presenta una base che cos

risponde all'orifizio atrioventricolare, ina parete, che corrisponde al setto interatriale ed un tetto che coincide con l'auricola destra. La

superficie liscia è nettamente separata da quella trabecolare dalla cresta terminale, che si trova in corrispondenza con il solco

terminale sulla superficie esterna del cuore. Questa origina in alto a destra dello sbocco della vena cava superiore, decorre

lateralmente e verso il basso, raggiunge lo sbocco della vena cava inferiore e termina al di sotto del seno coronario.

Perpendicolarmente alla cresta si dipartono i muscoli pettinati che raggiungono l'auricola con un andamento più irregolare.

Immediatamente a sinistra della cresta terminale troviamo gli sbocchi delle grandi vene: in alto quello della vena cava superiore, in

basso quello della vena cava inferiore. Quest'ultimo presenta una valvola chiamata valvola della vena cava inferiore o valvola di

Eustachio. Lateralmente rispetto allo sbocco della vena cava inferiore troviamo il punto di entrata del seno coronario che raccoglie il

sangue refluo che precedentemente ha irrorato le pareti del cuore. Anche qui troviamo una valvola, che prende il nome di valvole di

Tebesio. Tra i due orifizi della vena cava e del seno coronario troviamo un piccolo cordino fibroso che si chiama tendine di Todaro,

che passa al di sotto dell'endocardio e raggiunge il setto interatriale. Qui si incontra con la sezione settale della valvola tricuspide e

forma il vertice di un triangolo che prende il nome di triangolo di Koch, che è un punto di repere per il nodo atrioventricolare.

Troviamo inoltre punti di sbocco degli alcuni vene minime.

Atrio sinistro.

È sviluppato principalmente in senso trasversale ed è la porzione del cuore più rivolta all'indietro. È delimitato da un tetto che

coincide con la porzione dove sboccano le vene polmonari e continua nella parete posteriore.; da una base, che corrisponde

all'orifizio atrioventricolare provvisto di valvola mitrale; e da ina parete anteriore che continua nell'auricola sinistra ed è in rapporto

con l'aorta. La superficie liscia, molto estesa, non si distingue nettamente da quella trabecolare e vi sboccano le vene polmonari

superiore ed inferiore, che sono prive di valvole. Anche nell'atrio sinistro ci sono sbocchi di vene minime.

VENTRICOLI

Sono di forma conica con la base che coincide con il pavimento degli atri. Sono rivolti in basso e anteriormente e sono separati da un

setto interventricolare. La superficie interna presenta rilievi disposti in modo vario che prendono il nome di trabecole carnee. Queste

non sono altro che fibre di miocardio. In base al loro andamento si distinguono tre tipi di trabecole:

1. trabecole di III ordine: sporgono dalla parete ventricolare come dei bassorilievi

2. trabecole di II ordine: hanno le estremità agganciate alla superficie ventricolare e fungono da ponti

3. trabecole di I ordine o muscoli papillari: hanno un'estremità agganciata alla superficie ventricolare ed un'altra che continua

con un tendine e si aggancia alla valvola atrioventricolare.

Ogni ventricolo presenta due orifizi: uno che lo collega al soprastante atrio e un altro che lo mette in comunicazione con la rispettiva

arteria.

La parte del ventricolo vicina alla valvola è detta porzione di afflusso e la sua superficie è ricca di trabecole; invece la parte

prospiciente allo sbocco dell'arteria è detta porzione di efflusso ed è liscia.

Le due parti sono collegate dalla porzione trabecolare. Durante il suo percorso il sangue scende dall'atrio ed entra nella porzione di

afflusso, riempie la parte centro apicale e poi risale per andare nella porzione di efflusso. Entrambi gli orifizi ventricolari presentano

delle valvole.

Valvole atrioventricolari

Sono dette valvole a cuspidi perché sono costituite da lembi di forma triangolare. Questi lembi sono tre nella valvola che collega

atrio e ventricolo destro; sono invece due nella valvola che collega atrio e ventricolo sinistro. La prima è detta tricuspide, la seconda

bicuspide. Ogni lembo, visto in sezione, presenta una parte centrale detta lamina fibrosa che è in continuità con l'anello fibroso che

circonda l'orifizio. Al di sopra della lamina fibrosa troviamo uno strato spongioso e ancora più sopra lo strato di endocardio in

continuità con l'atrio. Questa superficie è detta assiale ed è liscia. Al di sotto della lamina fibrosa troviamo direttamente l'endocardio

in continuità con la parete ventricolare. Questa è detta superficie parietale e si si agganciano i tendini dei muscoli papillari. Le cuspidi

non sono vascolarizzate, ma ricevono i nutrimenti per diffusione dal sangue con cui sono in contatto. Quando il ventricolo è in fase di

sistole, le cuspidi si alzano, ma viene impedito loro di rivoltarsi verso l'atrio grazie all'apparato di tensione costituito dai tendini e dai

muscoli papillari. La chiusura della valvola avviene lungo delle linee di chiusura situata sulla faccia assiale ad alcuni millimetri dalla

superficie libera. La porzione compresa tra superficie libera e facci assiale è più spessa a causa della presenza di una maggior

concentrazioni di corde tendinee.

Valvole arteriose

Sono a forma di semiluna e per questo vengono dette valvole semilunari. Sono presenti in qualsiasi orifizio arterioso che presenti un

anello fibroso che lo circondi. Sono formate da tre lamine fibrose che presentano un margine aderente, che si inserisce sull'anello

fibroso; un margine libero che si proietta verso l'interno dell'orifizio; una faccia superiore concava rivolta verso l'arteria; e una faccia

inferiore convessa rivolta verso l'interno del ventricolo. I margini aderenti sono adiacenti gli uni agli altri e formano delle commisura.

Ciascuna lamina è ricoperta da endocardio; dalla parte concava l'endocardio si fonde con la tonaca intima dell'arteria, dalla parte

convessa l'endocardio prosegue nel resto del ventricolo. Sul margine libero è presente un ispessimento nodulare che, per la valvola

polmonare, prende il nome di nodulo di Morgagni; mentre per la valvola aortica prende il nome di nodo di Aranzio. Quando la

valvola si chiude i nodi si incontrano migliorando la chiusura. Anche par le valvole semilunari abbiamo una superficie di chiusura

che non coincide con il margine libero. Lo spazio tra margine libero e linea di chiusura è più fino, tanto che prende il nome di lunula.

Occasionalmente può presentare fenestrature, ma questo non compromette il funzionamento della valvola. Anche queste valvole non

sono direttamente vascolarizzate, ma assumono i nutrimenti per diffusione. Questa struttura delle valvole permette il passaggio del

sangue in uscita durante la sistole, ma poi in diastole impedisce il flusso del sangue all'interno del ventricolo.

Setto interventricolare

Si estende per tutta la lunghezza dei ventricoli ed è leggermente convesso verso destra in modo da sporgere nel ventricolo destro. A

causa di uno sfalsamento della base degli atri una piccola striscia del setto interventricolare separa il ventricolo sinistro dall'atrio

destro. Il setto interventricolare corrisponde sulla superficie del cuore ai solchi interventricolari anteriore e posteriore. La faccia

destra è liscia, in alto è in contatto con una cuspide della tricuspide e in basso con l'origine del muscolo papillare settale. Dall'alto in

basso è percorsa da una trabecola carnea di II ordine, il fascio moderato redi Leonardo da Vinci. La faccia sinistra è per la maggior

parte liscia, solo nella parte apicale presenta delle trabecole carnee di III ordine variamente intrecciate.

Ventricolo destro.

È a forma di piramide a base quadrata con una parete dello spessore di circa 3mm. Presenta una base che coincide con il pavimento

dell'atrio destro, una parete mediale che corrisponde al setto interventricolare, una parete anteriore che coincide con la faccia sterno

costale ed una parete posteroinferiore che corrisponde ad una piccola parte della faccia diaframmatica. Le due pareti si congiungono

al margine acuto. La parete settale è convessa e quindi il ventricolo destro in sezione appare a forma di semiluna e lume di forma

ovale. Presenta due orifizi: il primo è il foro atrioventricolare, il secondo il foro che lo collega al tronco polmonare. I due fori sono

separati da una cresta sopra ventricolare, di forma arcuata, che poi continua nel fascio moderatore di Leonardo da Vinci. La valvola

atrioventricolare è la tricuspide, così chiamate perché ha tre lembi, anteriore, posteriore e mediale, fusi in corrispondenza dell'anello

fibroso che circonda l'orifizio. Al margine libero e alla faccia parietale si agganciano le corde tendinee che originano dai muscoli

papillari o direttamente dalla parete settale.

Distinguiamo tre muscoli papillari:

Muscolo Origine Inserzione

Estremità inferiore del fascio moderatore di Leonardo da vinci (trabecola setto marginale) e porzione apicale del Cuspidi anteriore e

Papillare anteriore ventricolo posteriore

Papillare Cuspide posteriore e

Parete posteroinferiore del setto interventricolare

posteriore mediale

Papillare mediale Parete settale Cuspide mediale

Nel ventricolo destro la porzione di afflusso e quella di efflusso sono separate da un anello muscolare dato dalla cresta sopra

ventricolare, dalla trabecola setto marginale e dal muscolo papillare anteriore.

Ventricolo sinistro.

Ha forma di cono con la punta rivolta in direzione anteroinferiore e corrispondente alla punta del cuore. La sezione è circolare e lo

spessore della parete è di circa 9-10mm. La parte anteriore corrisponde ad una piccola parte della faccia sterno costale, quella laterale

al margine ottuso, quella posteriore a gran parte della faccia diaframmatica e quella mediale alla faccia sinistra del setto

interventricolare. Il tetto è costituito dalla base dell'atrio sinistro e dall'orifizio atrioventricolare, ovale, con circonferenza di 10-12mm

e provvisto di valvola mitrale. Sempre in corrispondenza del tetto troviamo l'orifizio aortico, circolare, con circonferenza di circa 7

cm e con valvola semilunare. Possiamo distinguere all'interno del ventricolo tre zone: la parte di afflusso, che comprende la valvola

mitrale e il suo sistema di tensione; la parte centro apicale, finemente trabecolata; e quella di efflusso, liscia. Data la vicinanza tra i

due orifizi il ventricolo sinistro non presenta alcuna divisione netta tra parte di afflusso e quella di efflusso. La valvola mitrale

presenta due cuspidi: una anteriore e una posteriore. Quella anteriore origina da meno della metà dell'anello fibroso che circonda

l'orifizio ma presenta una notevole altezza; invece duella posteriore ha maggiore superficie ma minore spessore. La cuspide

posteriore, inoltre, comunica con la semiluna posteriore della valvola semilunare, visto che i due anelli fibrosi sono fusi insieme. Sul

margine libero di entrambe le cuspidi e sulla faccia parietale si agganciano i tendini dei muscoli papillari anteriore e posteriore.

Ciascun muscolo, infatti invia tendini a ciascuna cuspide.

AIA CARDIACA

Per conoscere la dimensione e la posizione topografica del cuore facciamo riferimento all'aia cardiaca; è ovvio, però, che questi

parametri vanno presi come indicativi, visto che cambiano a seconda dell'età, dello stile di vita e del sesso. Questa è rilevabile sia

attraverso riferimenti ossei, come lo sterno e le coste, sia con manovre semeiologiche come la percussione, sia con tecniche

radiologiche come il teleradiogramma, sia con gli ultrasuoni come l'ecocardiogramma. L'aia cardiaca ha un contorno trapezoidale con

base maggiore rivolta verso il basso e base minore verso l'alto. La base maggiora va dal V spazio intercostale, 1 cm a sinistra della

linea margino sternale, fino alla VI cartilagine costale, 1 cm a destra della linea margino sternale. Il margine destro va, con una linea

leggermente curva e convessa verso destra, dal limite destro della base maggiora alla III cartilagine costale, nel punto in cui si


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Morini Sergio.

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