Anatomia Applicata All’Attività Motoria
La scienza medica è nata dall’anatomia come desiderio di conoscere il corpo umana ed è
una materia che deve necessariamente collegarsi alla memoria visiva.
La prima dissezione anatomica viene praticata da Mondino De Liuzzi
, a Bologna, nel 1318.
Il termine chirurgo
, nei primi tempi, si riferiva ai paramedici, cioè coloro che effettivamente
operavano, al contrario dei docenti che davano semplicemente gli ordini. I due si
riconoscevano anche dal fatto che, appartenendo a due caste differenti, dovevano indossare
abiti diversi.
I primi a compiere dissezioni anatomiche furono gli artisti, come Michelangelo o Leonardo
Da Vinci
, i quali pagavano sottobanco per poter avere le salme da studiare.
L’ Anatomia è quindi la base dello studio della medicina, la quale sta subendo una lieve
trasformazione arrivando a definirsi come medicina preventiva
, che comprende appunto
l’ attività motoria
.
Il movimento è infatti spesso in grado di sostituirsi alla medicina mentre non può mai
accadere il contrario.
Il primo medico della cultura occidentale è stato Galeno
, attorno al 200 a.C., che nacque
appunto come medico dei gladiatori. Fu anche il primo a studiare le scimmie, ma soprattutto
i maiali in quanto più simili a noi. È stato anche il primo a capire che la vescica raccoglieva e
non produceva urina e descrisse, sempre per primo, il nervo ricorrente.
L’anatomia è anche lo studio della forma
, quindi anche qualcosa che tutti noi facciamo
quotidianamente.
Questa materia comprende diversi studi:
- anatomico → osserviamo ad occhio nudo (macroscopia → macroanatomia)
- dei tessuti → microscopia
- delle cellule → ultramicroscopia
- delle molecole → biologia molecolare
- studio dell’atomo e delle sue particelle
- anima (?)
Apparato Locomotore
Si parla di:
- ossa → osteologia
- articolazioni → artrologia
- muscoli scheletrici → miologia
Lo studio dello scheletro comprende lo studio delle ossa e delle articolazioni. Le funzioni che
può svolgere lo scheletro sono:
- sostegno
- movimento
- protezione di organi
- banca di minerali
- ematopoiesi → formazione e maturazione delle cellule del sangue
Noi abbiamo questa struttura perché ci siamo adattati alla gravità. SE questa non ci fosse, o
fosse diversa, anche la nostra struttura lo sarebbe.
Nelle ossa sono presenti cristalli e minerali, ovvero calcio e fosforo
, che le rendono dure e
resistenti.
Il calcio serve anche per rendere possibili le contrazioni dei muscoli.
I movimenti delle diverse articolazioni sono riconducibili a tre leve:
- prima classe
- seconda classe
- terza classe
I muscoli scheletrici hanno diverse caratteristiche:
- nome
- posizione
- origine
- inserzione
- azione
Tessuti
Sapendo che l’osso è un organo costituito dal tessuto osseo possiamo dire che:
- tessuto → insieme di cellule simili tra loro che si riconoscono e si riuniscono
- organo → insieme di tessuti diversi che hanno uno scopo comune e svolgono le
medesime funzioni
- sistema → insieme di organi simili che partecipano alla stessa funzione
- apparato → insieme di organi diversi che collaborano alla stessa funzione
Esistono vari tipi di tessuto:
- epiteliale
- nervoso
- muscolare
- connettivo
Tessuti Connettivi
I tessuti connettivi sono quei tessuti che, appunto, connettono ed uniscono e si possono
distinguere in:
- adiposo → grasso
- connettivo propriamente detto → tendini e legamenti
- cartilagineo → riveste le articolazioni
- osseo
- sangue
- linfa → seconda circolazione oltre a quella ematica
Hanno tutti origine comune da una cellula differenziata ma svolgono diverse funzioni:
- connettere tessuti ed organi tra loro
- sostenere meccanicamente
- nutrizione e scambio ionico e gassoso
- limitare infezioni e metastasi
Le componenti del tessuto connettivo sono:
Cellule :
- attività secretoria → fibroblaso
lipoblasto
condroblasto
osteoblasto
- mature → fibrocita
adipocita
condrocita
osteocita
Sostanza extracellulare (matrice) :
- fibre → collagene
elastiche
- sostanza fondamentale
:
A. GAGS → glicosaminoglicani; richiamano l’acqua e
possono legare fino a 50 volte la quantità di acqua rispetto
al loro peso molecolare
B. PGS → proteoglicani; si perdono nel tempo portando ad
una disidratazione del corpo. Da un'iniziale 90% si arriva
ad un 70% circa. Trattengono acqua grazie alle carica
negativa dei GAGS e formano un gel solido che resiste alla compressione. Sono
abbondanti nel tessuto cartilagineo dove attuano una sorta di ammortizzazione.
Tessuti Connettivi propriamente detti
Tessuto connettivo lasso
Ha una scarsa componente di fibre ma abbonda di sostanza extracellulare. Ha funzioni di
contenimento, separazione e collegamento oltre a regolare la differenza di sostanza
molecolari. Serve anche per la difesa da infezione e corpi estranei oltre che per la
riparazione tessutale.
Tessuto connettivo denso
Ha un’abbondante componente di fibre e una minor quantità di sostanza extracellulare.
In base alla disposizione può essere:
- regolare → le fibre sono parallele (tendini)
- irregolare → le fibre sono disposte casualmente (derma)
Collagene
È molto simile ad una corda d'acciaio in quando può allungarsi ma in maniera molto limitata.
Un tendine può infatti allungarsi massimo del 4% della sua lunghezza, mentre se va oltre
l’8/10% si rompe. Le fibre collagene di un tendine cambiano diametro se le corde vengono
tirate.
Lo scopo funzionale del collagene è trasmettere energia per poter compiere un movimento
preciso.
Essendo rigido viene consumata praticamente tutta l’energia.
Si distinguono in:
- tropocollagene → tre catene peptidiche a tripla elica dov’è ricorrente la tripletta di
amminoacidi glucina
, prolina e idrossiprolina le quali si legano formando la molecola
di collagene
. Queste catene sono tutte sinistrorse, quindi girano tutte a sinistra.
Quando si legano lo fanno invece girando a destra. Cinque molecole di collagene si
legano per formare una miofibrilla
.
- miofibrilla → le cinque molecole formano l’elica sinistrorsa, acquisendo resistenza
grazie a questo alternare destra - sinistra. È una sequenza di tropocollagene dove le
miofibrille si legano a destra, formando l’unità fondamentale che è la fibrilla
.
- fibrilla c’è un’alternanza banda chiara - banda scura chiamata bandeggiatura
. Le
→
fibre poi si legano - girando in senso non ancora determinato con certezza -
formando le fibre collagene
- fibre → sia visivamente che nella struttura sono simili a delle corde
Le fibre collagene possono quindi essere suddivise in due classi:
- piccolo diametro → omogenee
sottoposte a forze multidimensionali
- grande diametro → eterogenee
parallele ed impacchettate
sottoposte a forze tensorie unidirezionali
Fibre Elastiche
In un tendine le fibre elastiche rappresentano l’1/2 % del totale. Nella cute, nel connettivo, si
possono notare - osservate al microscopio - questo tipo di fibre che hanno visivamente una
forma amorfa ed un andamento elicoidale.
Proteoglicani
Sono sostanze amorfe, fondamentali poichè dimostrazione del fatto che il nostro elemento
portante è l’acqua.
I proteoglicani sono glicosaminoglicani
, che si legano. Possono legarsi tramite acido
ialuronico che ha la capacità di chiamare l’acqua ed idratare i tessuti.
Il 70/80% dei proteoglicani nel tendine sono dati dalla decorina che lega le fibre collagene
tra loro.
Tendini e Legamenti
Legamenti
Originano da un osso e si inseriscono in un altro. Servono per la stabilizzazione passiva
delle articolazioni.
Sono vascolarizzati ed innervati ed hanno, inoltre, una funzione propriocettiva grazie a
meccanorecettori sensibili alla deformazione.
Limitano e frenano i movimenti.
Tendini
Si inseriscono nel muscolo e nell’osso e servono appunto a trasmettere forza dal muscolo
all’osso. Sono innervati, vascolarizzati ed altamente propriocettivi oltre ad immagazzinare
energia elastica. Percentuale Peso Secco
Legamento Tendine Pelle Cartilagine
Collagene 70/80 75/85 56/70 60
Elastina 10 / 15 <3 5 / 10 >3
PG 1 / 03 1 / 2 2 / 4 40
Acqua 60 / 70 65 / 70 70 / 85
Il tendine ha diverse caratteristiche:
A. Connette il muscolo all’osso tramite le fibre di Sharpey che penetrano in profondità
nell’osso e si ancorano
B. Diverse forme → tendini o aponeurosi
C. Inestensibile → lavorano al 25% del massimo stiramento
D. Collagene di Tipo I
E. Comprendono vasi sanguigni e nervi
I tendini variano per forma e dimensione, da piatti a cilindrici
, a ventaglio o a nastro. LA
forma e le proprietà sono significamente correlate all’intero complesso tendine - muscolo
.
I muscoli che sviluppano potenza o resistenza, come il quadricipite, hanno tendini corti e
spessi. Al contrario quelli che determinano movimenti delicati o di precisione, come i flessori
delle dita, hanno tendini lunghi e sottili.
CRIMPS
Le fibre collagene sembrano parallele e rettilinee ma in realtà sono ondulate. Polarizzando le
immagini si è infatti notata una forma a piega, appunto CRIMPS
. Stirando un tendine i
crimps scompaiono.
Quando un muscolo si contrae può danneggiare il tendine. Per evitarlo assorbe quindi
l’energia trasmessa, appiattendo i crimps ed evitando danni.
Tessuto Osseo
È un tessuto connettivo particolare dato che è duro ed ha una componente di minerali. Il
periosto è la membrana di tessuto che riveste le ossa mentre il midollo osseo è invece ciò
che produce le cellule del sangue e si divide in rosso e giallo
.
Il tessuto osseo è un tessuto vivo e si divide in compatto e spugnoso (o trabecolare).
compatto → osso lamellare organizzato in
osteoni
; tra un osteone e l’altro si trovano resti di
osteoni parzialmente riassorbiti, cioè i sistemi
interstiziali
, lamelle che non sono organizzate
come gli osteoni; tutte le ossa hanno
esternamente un tessuto ultracompatto detto
corticale
spugnso → anche questo è lamellare; i vasi
sanguigni non penetrano all’interno del tessuto
trabecolare; le lamelle assumono la forma di sottili lamine, tubi o bare osse; negli spazi vuoti
si forma il midollo osseo
Cellule dell’Osso
Osteociti
Sono le principali cellule dell’osso maturo ed hanno vita lunga e forma schiacciata ed
allungata. Sono contenuti in una lacuna
, circondati da matrice calcificata
.
Sono intrappolati, quindi poco attivi metabolicamente, con la comunicazione tra una cellula e
l’altra resa possibile grazie a prolungamenti cellulari.
Le cellule stabiliscono gap-junctions - ovvero giunzioni comunicanti - che consentono il
passaggio di ioni e piccole molecole.
Osteoblasti
Producono la matrice extracellulare - collagene, proteoglicani, ecc.. - e la rivestono
all’esterno formando sulla superficie dell’osso pre-esistente uno strato di osteoide
Partecipano alla calcificazione e attivano gli osteoclasti
.
Hanno la forma cubica e si trovano a singolo strato sulla superficie dell’osso.
Cellule Osteoprogenitrici
Sono cellule appiattite a singolo strato sulle superfici dove non avviene deposizione o
riassorbimento di osso.
Si trovano nell’ endostio
. Possono differenziarsi e trasformarsi in osteoblasti per formazione
di ossa.
Osteoclasti
Sono grandi cellule polinucleate che derivano da cellule del sangue. Hanno molti mitocondri
e lisosomi
.
Demineralizzano la matrice e degradano la componente organica per il riassorbimento
dell’osso.
Struttura
La formazione dell’osso deriva dalla maturazione, dalla crescita. Nei bimbi piccoli è tutta
cartilagine ma con il passare del tempo si mineralizza, fino alla fine della crescita.
Difatti quando la cartilagine ialina finisce si smette di crescere, ovvero attorno ai 10/20 anni.
L’osso maturo è un osso lamellare, di cui si possono distingue:
- spugnoso
- compatto
L’osso di forma grazie all’apporto di sangue, ed è proprio attorno ai vasi sanguigni che
questo si forma. Si formano infatti delle lamelle - con file di cellule - fino a quando non
circoscrivono tutto il vaso. Si arriva poi alla formazione di un canale che contiene del tutto il
vaso.
Osso Lamellare Compatto
Sezionandolo si vede che lo spessore è costituito dall’osso compatto. Gran parte del tessuto
osseo compatto presenta osteoni
, che rappresentano l’unità funzionale di questo tessuto.
L’asse principale dell’osteone - nonchè suo canale vascolare - si chiama Haves
. Ci sono poi
canali trasversali che uniscono i canali di Haves che si chiamano canali di Volkmann
. Infine
troviamo anche canali interstiziali
, ovvero spazi tra osteoni. Questi sono tutti perpendicolari
all’asse terrestre
Osso Spugnoso
È chiamato anche trabecolare
, poichè formato da setti chiamati trabecoli
. Le estremità
dell’osso si chiamano epifisi e non è presente la struttura dell’osteone.
Le lamelle formano trabecole ossee che contengono il midollo osseo
.
Resistenza funzionale
Compatto → deve resistere a carichi verticali
Spugnoso → le trabecole non hanno direzione quindi devono tenere carichi
multidimensionali
Microstruttura dell’Osso
Componente cellulare → osteoplasti e osteociti
Componente extracellulare → fatta da componente organica - cioè fibra collagene e
sostanza amorfa - e sostanza inorganica - ovvero minerale
La sostanza organica differenzia il tessuto osseo grazie alla presenza di minerali
Rimodellamento Osseo
Continuamente - si parla di circa il 5% di tessuto osseo ogni anno - viene creato e rimosso il
tessuto osseo. Si parla quindi di turnover
.
Diversi sono i fattori che influenzano:
A. il riposo a letto, se molto prolungato, fa si che agiscano maggiormente gli osteoclasti,
demineralizzando l’osso
B. l’età comporta una progressiva perdita di massa ossea (specialmente nella donna
dopo la menopausa) + (osteoporosi)
C. l’esercizio fisico costante è molto utile per prevenire l’osteoporosi perchè fa
aumentare la deposizione di sali minerali e la produzione di fibre collagene
Notizie Cliniche
- crescita (+ osteoblasti; - osteociti)
- rimodellamento osseo o turnover
- riposo
- assenza di gravità
- esercizio fisico
- riabilitazione
- osteopenia → densità minerale al di sotto della norma
- osteoporosi → riduzione massa/densità ossea
Riparazione di fratture
● quando si frattura qualcosa - ad esempio l’omero - la prima cosa che accade è il
sanguinamento
● si forma un callo interno, un osso spugnoso, mentre un callo esterno di cartilagine ed
osso spugnoso stabilizza i margini esterni
● il rigonfiamento viene sostituito tramite turnover e si riassorbe leggermente
Un leggero stimolo meccanico può aiutare la riparazione. Un’altra terapia ricostituente è
quella dei campi elettromagnetici
.
Tessuto Cartilagineo
Il tessuto cartilagineo è un tessuto connettivo che ha due componenti:
Cellule
:
A. Condroblasti
: sono cellule immature che attivano la produzione di matrice; ogni
condroblasto si trova intrappolato in una lacuna, circondato da matrice; si dividono un
numero variabile di volte
B. Condrociti
: sono cellule mature raccolte in gruppi all’interno di una lacuna che
producono matrice
Matrice Extracellulare
A. Fibre Collagene Ed Elastiche
B. Sostanza Fondamentale
: gel che contiene prevalentemente proteoglicani, acqua e
sali
Le fibre collagene sono di tipo II, mentre quelle elastiche danno resistenza alla trazione.
La sostanza fondamentale da invece resistenza alla compressione.
I proteoglicani sono invece formati da un filamento proteico, più polimeri di carboidrati e
GAG.
Le cellule sono sempre accoppiate in gruppi di numero pari, nonché ricoperte da
abbondante matrice extracellulare.
Producono:
● fibre collagene
● fibre elastiche
● pericondrio → riveste la cartilagine nello sviluppo e fornisce loro nutrimento
Vascolarizzazione della cartilagine:
- sviluppo → m
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