L'agricoltura altomedievale
Nell'ambito delle superfici coltivate, vi era una prevalenza di seminativi, destinati soprattutto alla produzione di cereali, e dei vigneti, che conquistarono vaste zone dell'Occidente non mediterraneo, diffondendosi fino al limite ultimo delle loro possibilità ecologiche.
Cerealicoltura e produttività
La cerealicoltura era basata sulla coltivazione dei cereali inferiori. Vi era una bassa produttività dell'agricoltura (rese di 3:1 per i cereali) dovuta alla scarsità e al carattere rudimentale degli attrezzi agricoli, alle modeste e poco diffuse conoscenze tecniche e agronomiche. "L'agricoltura dei secoli bui era dunque un'agricoltura molto estensiva, con attrezzi di qualità inferiore, male associata a un allevamento del bestiame anche se numericamente insufficiente. Essa esigeva, al tempo stesso, una manodopera e vasti spazi liberi per il «sovrabbondante» maggese. I rendimenti, infine, erano incredibilmente bassi" (Storia economica dell'Occidente medievale).
Il sistema agro-silvo-pastorale
Alla compenetrazione tra spazi incolti e superfici coltivate (“Terra et silva”) che caratterizza il paesaggio altomedievale corrisponde un sistema economico produttivo definito dallo storico francese Georges Duby, basato sull'agricoltura, sulla pastorizia e sullo sfruttamento degli spazi incolti.
Questo sistema, nato dall'integrazione di modelli e valori produttivi romani e germanici, poteva esistere in conseguenza del favorevole rapporto popolazione/risorse che caratterizza i secoli dell'Alto Medioevo. I livelli molto contenuti della popolazione europea di quel periodo assicuravano a tutti gli uomini di raggiungere il livello minimo di sussistenza pur all'interno di un sistema economico scarsamente produttivo. Inoltre, i rapporti di proprietà e di produzione non impedivano a nessuno di utilizzare boschi, foreste e spazi incolti attraverso le diverse attività di sfruttamento, anche quando appartenevano al re, a un signore o a un istituto ecclesiastico. Ognuno poteva contare su fonti di approvvigionamento differenziate.
Risorse alimentari
Vi era la possibilità per tutti i ceti sociali di poter contare su un ampio ventaglio di risorse e su un regime alimentare variato, caratterizzato da una presenza regolare di prodotti animali quali carne, grasso, latticini, accanto a quelli vegetali.
La curtis
La Curtis era un modello di organizzazione della grande proprietà terriera caratteristico dei secoli dell'Alto Medioevo. I grandi proprietari terrieri romani furono costretti a trovare modi alternativi per organizzare il lavoro agricolo quando la ridotta offerta di schiavi rese antieconomico l'impiego della manodopera servile nelle loro proprietà fondiarie a gestione diretta.
- Frazionamento di grosse porzioni delle grandi proprietà terriere in un numero crescente di poderi affidati a coloni liberi o a servi casati.
- I piccoli proprietari liberi cedono i propri terreni ai grandi proprietari in cambio di protezione, diventando suoi coloni.
- Più le grandi proprietà vengono articolandosi in poderi dati in concessione a coloni liberi di condizione servile e in terre.
-
Appunti Agricoltura biologica
-
Agricoltura di precisione
-
Benessere e sviluppo in agricoltura sociale
-
Agricoltura e sistema curtense nel Medioevo