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Prima conferenza

Nel 1908 (5-9 settembre) Hall, rettore della Clark University (Massachusetts), invitò Freud a tenere una conferenza. Egli inizia la conferenza affermando che il merito di aver creato la psicoanalisi non è tutto suo ma bensì del suo professore viennese, il dottor Josef Breuer, che per la prima volta applicò questo procedimento per curare una ragazza malata d'isteria. La paziente era Anna O, 21 anni, da due anni paziente di Breuer. Era una ragazza di elevate doti intellettuali che sviluppò una serie di disturbi somatici e psichici.

Sintomi somatici

  • Paralisi da contrattura in entrambe le estremità del lato destro con insensibilità, a tratti colpiva anche il lato sinistro.
  • Disturbi dei movimenti oculari e varie deficienze della funzione visiva.
  • Intensa tosse nervosa.
  • Ripugnanza per il cibo e incapacità di bere, nonostante una sete tormentosa.

Sintomi psichici

  • Riduzione della loquela, che giunse sino alla perdita della parola e della capacità di parlare o di comprendere la propria madrelingua.
  • Stati di assenza, di confusione, delirio.

Se un quadro clinico di questo genere compare in una donna dagli organi vitali interni normali, la quale però ha subito violente scosse emotive, i medici sono inclini a non prendere il caso troppo sul serio, affermando che non si tratta di una sofferenza organica del cervello ma quello stato misterioso chiamato isteria, in grado di simulare una serie di immagini patologiche, tipiche anche di malattie gravi. I disturbi della ragazza comparvero mentre curava il padre che amava, durante la malattia che lo portò alla morte.

Nel momento in cui un medico riconosce che si tratta di isteria, cambia atteggiamento nei confronti del paziente. Prima di tutto non gli concede più la stessa partecipazione che concede a un malato organico, in quanto ritiene il primo “non malato”. Secondo, posto di fronte al fenomeno dell'isteria, crolla tutto il suo mondo scientifico, basato sui suoi studi, di conseguenza ne perde la simpatia. Breuer invece tentò di aiutare la paziente. Breuer notò come durante i suoi stati di assenza, la ragazza mormorava fra sé alcune parole. Il professore decise di fargliele ripetere durante uno stato di ipnosi ed ella riprodusse delle creazioni psichiche che l'avevano dominata durante le assenze e che si erano tradite in quelle parole pronunciate. Erano fantasie profondamente tristi. Dopo aver raccontato un buon numero di queste fantasie, la ragazza sembrò come guarita, uscita dal suo stato di assenza, ricadendoci il giorno successivo, per poi essere eliminata nello stesso modo.

Talking cure (chimney-sweeping/spazzare il camino) = nome della terapia suggerito da Anna. Con questa pulizia della psiche si poteva ottenere ben più di una temporanea eliminazione degli stati di offuscamento psichico, era possibile far scomparire del tutto alcuni sintomi del male se si poteva far ricordare alla paziente sotto ipnosi quando questi sintomi sono comparsi per la prima volta.

  • Cura della repulsione al bere: Durante l'ipnosi Anna raccontò che una volta una sua dama di compagnia che non amava, lasciò il suo cane bere da un bicchiere e ne rimase inorridita, lei non disse niente per essere gentile, dopodiché sfogò la sua rabbia repressa e infine riuscì a bere.
  • Cura dei disturbi visivi: Si riferivano a singole occasioni. Mentre piangeva al capezzale del padre, si chiese che ore fossero, ed ella non vedendo bene dovette avvicinarsi all'orologio molto vicino da vedere il quadrante molto grande (macropsia e strabismo convergente).
  • Cura dell'arto paralizzato: Anna sedeva al letto del malato, il braccio destro appoggiato sullo schienale della sedia, cade in uno stato di dormiveglia e vide una biscia nera avvicinarsi al malato per morderlo, essa voleva respingerla ma era paralizzata, il suo braccio destro si era addormentato e nel guardarlo si trasformò in un serpente con tanti teschi.
  • Cura della non produzione né comprensione della lingua madre: Quando la biscia scomparve, nel suo terrore cercò di pregare, ma non riusciva a parlare nessuna lingua, finché non trovò un versetto infantile inglese e poté allora pensare e pregare.

Tutti i sintomi, anche più gravi, erano residui di esperienze cariche d'affetto, traumi psichici. Questi traumi erano determinati dalle scene di cui rappresentavano i residui mnestici. Il sintomo non era il residuo di un'unica esperienza, moltissimi traumi avevano cooperato nel crearlo, questa concatenazione doveva poi essere riprodotta in successione cronologica. I malati isterici soffrono di reminiscenza, i sintomi sono residui e simboli mnestici di determinate esperienze traumatiche.

Gli isterici e i nevrotici non solo ricordano le esperienze dolorose del loro remoto passato, ma sono ancora attaccati ad esse emotivamente; non riescono a liberarsi del passato e trascurano per esso la realtà e il presente. Questa fissazione della vita psichica ai traumi patogeni è uno dei caratteri più importanti della nevrosi. Finora abbiamo spiegato soltanto il rapporto fra sintomi isterici e la biografia della malata, ma ci sono altri due elementi importanti.

  • In quasi tutte le situazioni patogene di Anna, doveva reprimere un forte eccitamento, anziché permetterne il deflusso attraverso i segni d'affetto, le parole e le azioni adeguate. Ad esempio, nell'episodio del cane evitò di mostrare la sua rabbia, e nel caso del padre sul punto di morte non dimostrò la sua tristezza e il suo dolore. Queste emozioni “esplosero” durante le ipnosi, come se fossero state tenute in serbo fino ad allora. Queste emozioni vengono trasportate in innervazioni e inibizioni somatiche inconsuete (conversione isterica).
  • Gli stati di coscienza: La malata mostrava stati di assenza, di confusione e alterazione di carattere. Nello stato normale lei non sapeva di quelle scene patogene e del loro nesso con i suoi sintomi (double conscience). Quando in una simile scissione della personalità la coscienza rimane legata costantemente a uno dei due stati, chiamiamo questo stato psichico conscio, quello che è staccato da esso, inconscio. I sintomi isterici nascono all'interno di questi stati particolari, chiamati ipnoidi, qui gli eccitamenti divengono patogeni perché non possono seguire il normale decorso, quindi nasce il sintomo.

Seconda conferenza

Janet approfondisce i processi psichici dell'isteria studiati da Charcot e lo studio si sposta sulla scissione psichica e la disintegrazione della personalità. Secondo Janet, l'isteria è una forma di modificazione degenerativa del sistema nervoso, che si manifesta attraverso una debolezza congenita della sintesi psichica. I malati isterici sarebbero incapaci sin dall'inizio di tenere raccolti in unità i molteplici processi psichici, e...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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