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5 conferenze sulla psicoanalisi

Appunti di Psicologia dinamica aulle 5 conferenze sulla psicoanalisi basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Casonato dell’università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib, Facoltà di psicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dinamica docente Prof. M. Casonato

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Prima conferenza

Nel 1908 (5­9 Settembre) Hall, rettore della Clarck University (Massachussets) invitò Freud a tenere una conferenza.

Egli inizia la conferenza affermando che il merito di aver creato la psicoanalisi non è tutto suo ma bensì del suo professore viennese, il dottor Josef

Breuer che per la prima volta applico questo procedimento per curare una ragazza malata d'isteria.

La paziente era Anna O, 21 anni, da due anni paziente di Breuer.

Era una ragazza di elevate doti intellettuali che sviluppò una serie di disturbi somatici e psichici.

Sintomi somatici

• 1. Paralisi da contrattura in entrambe le estremità del lato destro con insensibilità, a tratti colpiva anche il lato sinistro.

2. Disturbi dei movimenti oculari e varie deficienze della funzione visiva

3. Intensa tosse nervosa

4. Ripugnanza per il cibo e incapacità di bere, nonostante una sete tormentosa.

Sintomi psichici

• 1. Riduzione della loquela, che giunse sino alla perdita della parola e della capacità di parlare o di comprendere la propria

madrelingua

2. Stati di assenza, di confusione, delirio.

Se un quadro clinico di questo genere compare in una donna dagli organi vitali interni normali, la quale però ha subito violente scosse emotive, i

medici sono inclini a non prendere il caso troppo sul serio, affermando che non si stratta di una sofferenza organica del cervello ma quello stato

misterioso chiamato isteria, in grado di simulare una serie di immagini patologiche, tipiche anche di malattie gravi.

I disturbi della ragazza comparvero mentre curava il padre che amava, durante la malattia che lo portò alla morte.

Nel momento in cui un medico riconosce che si tratta di isteria cambia atteggiamento nei confronti del paziente. Prima di tutto non gli concede più la

stessa partecipazione che concede ad un malato organico, in quanto ritiene il primo “non malato”. Secondo posto di fronte al fenomeno dell'isteria,

crolla tutto il suo mondo scientifico, basato sui suoi studi, di conseguenza ne perde la simpatia. Breuer invece tentò di aiutare la paziente.

Breuer notò come durante i suoi stati di assenza, la ragazza mormorava fra sé alcune parole.

Il professore decise di fargliele ripetere durante uno stato di ipnosi ed ella riprodusse delle creazioni psichiche che l'avevano dominata durante le

assenze e che si erano tradite in quelle parole pronunciate.

Erano fantasie profondamente tristi. Dopo aver raccontato un buon numero di queste fantasie, la ragazza sembrò come guarita, uscita dal suo stato

di assenza, ricadendoci il giorno successivo, per poi essere eliminata nello stesso modo

Talking cure (Chimney­sweeping/spazzare il camino)= nome della terapia suggerito da Anna.

• Con questa pulizia della psiche si poteva ottenere ben più di una temporanea eliminazione degli stati di offuscamento psichico, era

possibile far scomparire del tutto alcuni sintomi del male se si poteva far ricordare alla paziente sotto ipnosi quando questi sintomi sono

comparsi per la prima volta

Cura della repulsione al bere= Durante l'ipnosi Anna racconto che una volta una sua dama di compagnia che non amava, lasciò il suo

• cane bere da un bicchiere e ne rimase inorridita, lei non disse niente per essere gentile, dopodiché sfogò la sua rabbia repressa e infine

riusci a bere

Cura dei disturbi visivi= si riferivano a singole occasioni. Mentre piangeva al capezzale del padre si chiese che ore fossero, ed ella non

• vendendo bene dovette avvicinarsi l'orologio molto vicino da vedere il quadrante molto grande (macropsia e strabismo convergente).

Cura dell'arto paralizzato= Anna sedeva al letto del malato, il braccio destro appoggiato sullo schienale della sedia, cade in uno stato di

• dormiveglia e vide una biscia nera avvicinarsi al malato per morderlo , essa voleva respingerla ma era paralizzata, il suo braccio destro

si era addormentato e nel guardarlo si tramuto in un serpente con tanti teschi.

Cura della non produzione ne comprensione della lingua madre= quando la biscia scomparve, nel suo terrore cercò di pregare, ma non

• riusciva a parlare nessuna lingua, finché non trovo un versetto infantile inglese e poté allora pensare e pregare.

Tutti i sintomi anche più gravi, erano residui di esperienze cariche d'affetto, traumi psichici.

Questi traumi erano determinati dalle scene di cui rappresentavano i residui mnestici.

Il sintomo non era il residuo di un'unica esperienza, moltissimi traumi avevano cooperato nel crearlo, questa concatenazione doveva poi essere

riprodotta in successione cronologica.

I malati isterici soffrono di reminiscenza, i sintomi sono residui e simboli mnestici di determinate esperienze traumatiche.

Gli isterici e i nevrotici non solo ricordano le esperienze dolorose del loro remoto passato, ma sono ancora attaccati ad esse emotivamente; non

riescono a liberarsi del passato e trascurano per esso la realtà e il presente. Questa fissazione della vita psichica ai traumi patogeni è uno dei

caratteri più importanti della nevrosi. Finora abbiamo spiegato soltanto il rapporto fra sintomi isterici e la biografia della malata ma ci sono altri due

elementi importanti.

In quasi tutte le situazioni patogene di Anna, doveva reprimere un forte eccitamento, anziché permetterne il deflusso attraverso i segni

• d'affetto, le parole e le azioni adeguate. Ad esempio nell'episodio del cane evitò di mostrare la sua rabbia, e nel caso del padre sul punto

di morte non dimostrò la sua tristezza e il suo dolore. Queste emozioni “esplosero” durante le ipnosi, come se fossero state tenute in

serbo fino ad allora. Queste emozioni vengono trasportate in innervazioni e inibizioni somatiche inconsuete (conversione isterica)

Gli stati di coscienza. La malata mostrava stati di assenza, di confusione e alterazione di carattere. Nello stato normale lei non sapeva di

• quelle scene patogene e del loro nesso con i suoi sintomi (double conscience). Quando in una simile scissione della personalità la

coscienza rimane legata costantemente a uno dei due stati, chiamiamo questo stato psichico conscio, quello che è staccato da esso,

inconscio.

I sintomi isterici nascono all'interno di questi stati particolari, chiamati ipnoidi, qui gli eccitamenti divengono patogeni perché non possono

seguire il normale decorso , quindi nasce il sintomo.

Seconda conferenza

Janet approfondisce i processi psichici dell'isteria studiati da Charcot e lo studio si sposta sulla scissione psichica e la disintegrazione della

personalità.

Secondo Janet l'isteria è una forma di modificazione degenerativa del sistema nervoso, che si manifesta attraverso una debolezza congenita della

sintesi psichica.

I malati isterici sarebbero incapaci sin dall'inizio di tenere raccolti in unità i molteplici processi psichici, e da ciò deriverebbe la tendenza alla

dissociazione psichica.

A Freud interessava soprattutto la pratica, ovvero il modo per guarire la malattia.

Già aveva tentato l'ipnosi ma aveva deciso di non utilizzarla in più, quindi decise di lavorare sullo stato normale della persona.

Ma come si poteva venire a sapere qualcosa che anche il malato non conosceva e che ovviamente senza entrare in uno stato ipnotico non poteva

conoscere?

Si ricordo di un'esperienza assistita da Bernheim a Nancy.

Bernheim aveva dimostrato che le persone poste in stato di sonnambulismo ipnotico e alle quali faceva vivere in questo stato ogni sorta di

esperienze, perdevano soltanto in apparenza il ricordo dell'esperienza sonnambolica e che era possibile destare in loro questi ricordi anche nello

stato normale.

Interrogati sulle esperienze sonnamboliche, essi in principio affermavano di non saperne nulla, ma s'egli non cedeva, allora i ricordi dimenticati

riemergevano regolarmente.

Freud fece così anche con i suoi pazienti.

Quando giungeva al punto che loro affermavano di non sapere niente, assicurava loro che invece sapevano, e affermava che avrebbero ricordato

nel momento in cui posavano la mano sulla sua fronte.

Così senza applicare l'ipnosi i malati raccontavano il necessario per stabilire il nesso tra le scene patogene dimenticate e i sintomi che ne erano

residuati ma era un procedimento lungo e faticoso.

Freud trovò conferma che i ricordi non erano scomparsi, ma che una certa forza impediva a questi di divenire coscienti. La forza che manteneva in

vita lo stato morboso veniva avvertita come una resistenza da parte del malato, ovvero il meccanismo patogeno dell'isteria.

Su questa idea di resistenza fondò la sua concezione di processi psichici nell'isteria. Bisognava eliminare queste resistenze per la guarigione.

Le stesse forze, che oggi come resistenza impedivano al materiale dimenticato di divenire cosciente, dovevano a suo tempo aver provocato un oblio

e aver espulso dalla coscienza le corrispondenti esperienze patogene, queste forze presero il nome di Rimozione.

Ma quali sono queste forze?

In tutte le vicende era avvenuto che affiorasse un impulso di desiderio, il quale era in netto contrasto con gli altri desideri dell'individuo e si rivelava

incompatibile con le esigenze etiche ed estetiche della personalità.

C'era stato un breve conflitto e alla fine di questa lotta interiore quella rappresentazione del desiderio inconciliabile cadeva nella rimozione e,

insieme ai ricordi ad essa pertinenti, veniva espulsa dalla coscienza e dimenticata.

L'incompatibilità di codesta rappresentazione con l'Io del malato era dunque il motivo della rimozione, le esigenze etiche o di altro tipo dell'individuo

erano le forze rimoventi.

• Esempio= Una giovane ragazza, che aveva perduto poco tempo prima il padre dimostrò una particolare simpatia per il nuovo cognato,

simpatia che ella poté mascherare come affettuosità familiare. Ben presto la sorella si ammalò e morì. La sorella e la madre erano ignari

di ciò e la raggiunsero solo dopo la morte. Appena vista la sorella morta la paziente la prima cosa che penso fu “ora è libero e può

sposarmi”. Questa idea, attraverso la quale si svelava alla sua coscienza l'intenso amore per il cognato di cui lei stessa non era

consapevole, venne consegnata un momento dopo alla rimozione dal tumulto dei suoi sentimenti. La ragazza si ammalò di gravi sintomi

isterici e quando Freud la prese in osservazione risultò immediatamente che lei aveva completamento dimenticato la scena al letto della

sorella e l'orribile impulso egoistico in lei sorto. Se ne ricordò durante il trattamento, riproducendo un'emozione violentissima e poi guarì.

Esaminando i malati isterici si arriva alla conclusione che in essi è fallita la rimozione dell'idea a cui è legato il desiderio intollerabile.

L'hanno è vero, cacciata dalla coscienza e dalla memoria e si sono in apparenza risparmiati una grande quantità di dispiacere, ma nell'inconscio

l'impulso di desiderio rimosso continua ad esistere, rinviando poi alla coscienza, una formazione sostitutiva deformata e resa irriconoscibile, alla

quale ben presto si allacciano le stesse sensazioni di dispiacere che si credeva di avere evitato attraverso la rimozione.

Questa formazione sostitutiva dell'idea rimossa, il sintomo, è immune da ulteriori attacchi da parte dell'Io difensivo e al posto del breve conflitto

subentra ora una sofferenza che non cessa col passare del tempo.

Nel sintomo si può constatare, un residuo di somiglianza, con l'idea originariamente rimossa e per la guarigione del paziente è necessario che il

sintomo venga ricondotto sulle stesse vie e nuovamente tradotto nell'idea rimossa (psicoanalisi).

Terza conferenza

Nel malato in trattamento agiscono due forze contrarie; da una parte la sua aspirazione cosciente ad attirare nella coscienza il materiale


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devil389

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher devil389 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Casonato Marco.

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