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Test di differenza degli attributi

I test di differenza degli attributi misurano un singolo attributo, ad esempio la dolcezza, e implicano un confronto di due o più campioni tra loro. Si noti che la mancanza di una differenza tra i campioni per quanto riguarda un attributo non implica che non esista alcuna differenza complessiva.

Test tra due campioni

I test di differenza degli attributi che coinvolgono due campioni sono semplici per quanto riguarda la progettazione dei test e il trattamento statistico; la difficoltà principale è quella di determinare se il test è unilaterale o bilaterale. Con più di due campioni i disegni sperimentali e le analisi statistiche sono più complessi. Si può ipotizzare di confrontare ogni campione con tutti gli altri, tuttavia, il numero dei confronti aumenta polinomialmente con il numero dei campioni.

Metodo del confronto a coppie

Questo metodo è utilizzato per determinare se esiste una differenza percepibile nell'intensità di un descrittore tra due campioni. Si tratta di un metodo a scelta forzata, in quanto obbliga a scegliere uno dei due campioni confrontati, anche se la scelta si basa sulla sola supposizione. Questo metodo è applicabile solo se i due campioni sono sufficientemente omogenei e non permette di determinare l'entità della differenza. Questo significa che anche in questo metodo si prevede di effettuare un confronto tra i campioni che vengono presentati simultaneamente; quindi, è molto importante che siano omogenei e che non siano differenti all'aspetto, per evitare che i giudici vengano influenzati. Inoltre, questo metodo permette di evidenziare differenze tra i campioni, ma non permette di determinare di quanto si differenziano.

  • In seguito a un cambiamento degli ingredienti, della materia prima, le percentuali degli ingredienti all'interno del prodotto etc.
  • Durante la selezione e l'addestramento dei giudici
  • Per confrontare 2 prodotti in termini di preferenza, quindi in questo caso non vengono usati dei giudici addestrati ma i consumatori

Questo metodo può essere unilaterale o bilaterale. L'elaborazione dei risultati deve tener conto di ciò.

Numero di assaggiatori necessari

Dopo aver scelto i valori di rischio α, rischio β e pd, abbiamo definito il livello di sensibilità del metodo. Ora bisogna determinare il numero di assaggiatori necessario per effettuare il test (unilaterale o bilaterale). Se il test è bilaterale a parità α, β e pd, si ha un numero di assaggiatori necessario per effettuare il test più alto. 30 o 32 assaggiatori quando si vogliono evidenziare differenze tra i prodotti. 60 assaggiatori quando si vogliono dimostrare similitudini tra i prodotti. Agli assaggiatori vengono presentati due campioni, chiedendogli di indicare quale dei due presenta la più alta intensità del descrittore sensoriale in esame, anche se la scelta è basata solo su una supposizione. I giudici devono indicare il campione più salato, più dolce, più duro, o il campione preferito.

Ci sono due campioni che vengono presentati con codici numerici a tre cifre, acqua per sciacquare la bocca, scheda di valutazione e recipiente per espettorare i campioni. Ai giudici viene chiesto di indicare ogni coppia, di assaggiare da sinistra verso destra e indicare sotto la risposta (per esempio quale prodotto è più dolce). Se nessuna differenza è chiara si deve scegliere sempre, non è permessa la risposta che non ci sono differenze. Se si permettesse ai giudici di dare come risposta «nessuna differenza», quelli che danno tale risposta dovrebbero essere eliminati dalle successive analisi e si deve elaborare i dati solo sui soggetti che hanno riscontrato differenze, ma in questo modo si va a modificare la sensibilità del test. Bisogna ricordare che per tutte le tabelle viste si tiene conto che esiste una certa probabilità di dare una risposta corretta per effetto del caso.

Protocollo di lavoro

In cui si inseriscono le variabili del test: Tipo di prodotto, data del test, chi è il campione A e chi il campione B, per ogni assaggiatore qual è l’ordine di assaggio (viene presentato prima A oppure prima B), codici attribuiti ai campioni, risposta corretta, risposta fornita. Viene aggiunta una x nella colonna relativa alla risposta esatta quando la risposta corretta e la risposta fornita presentano lo stesso codice.

Analisi dei risultati

Per l’elaborazione dei risultati si conta la somma di risposte a favore di un campione e la si confronta con il valore riportato sulle tabelle, differenti a seconda che il test sia unilaterale o bilaterale.

  • Test unilaterale (quando si ha un’ipotesi nulla e una sola ipotesi alternativa unidirezionale): Si calcola il numero totale di risposte corrette e lo si confronta con il valore riportato in tabella (in funzione del numero di assaggiatori scelti n e del rischio α). Nel test unilaterale se si hanno due biscotti preparati con il 5% e il 10% di zucchero, il campione con il 5% di zucchero non potrà mai essere più dolce del campione con il 10%. Non si potrà mai ammettere che A è più dolce di B, si può ammettere che A e B sono uguali, perché la differenza nella quantità di zucchero non viene percepita, ma l’ipotesi alternativa è che B è più dolce di A. Questo è il motivo per cui si conta il numero totale di risposte corrette cioè tutti i soggetti che correttamente hanno detto che B è più dolce di A.
  • Test bilaterale (quando si ha un’ipotesi nulla e due ipotesi alternative): Si calcola il numero totale di risposte, sia a favore di un campione che dell’altro, e si confronta il numero più alto con il valore riportato in tabella (in funzione del numero di assaggiatori scelti n e del rischio α). Se si hanno due biscotti di due marche diverse e non si conoscono gli ingredienti, si ha un’ipotesi nulla che A è uguale a B (non viene percepita differenza di dolcezza tra i due campioni) e si hanno due ipotesi alternative (A è più dolce di B oppure B è più dolce di A).

Esistono tabelle diverse sia per la definizione del numero di assaggiatori e sia per l’elaborazione dei risultati. Nel caso in cui il test è unilaterale, per il confronto a coppie e per il duo trio si hanno le stesse tabelle, perché in entrambi i casi la probabilità di dare la risposta corretta a caso è pari a ½, e in entrambi i casi si ha una risposta corretta o una risposta sbagliata. Nel caso del test bilaterale non si può considerare una risposta corretta e una risposta sbagliata, ma bisogna tener conto del fatto che dare una risposta a favore di A o di B non determina aver dato una risposta corretta o sbagliata al test. In questo caso si ha una probabilità di scegliere un campione rispetto ad un altro, che è pari a ½.

Quando non si hanno conoscenze dettagliate sul campione tali da ipotizzare che le differenze sono in un senso anziché in un altro non si può considerare il test unilaterale. Nella maggior parte dei casi se si chiede ai soggetti di esprimere un giudizio di preferenza tra due campioni (si propone A e B e si chiede quale prodotto preferisce) si utilizza un test bilaterale. In alcuni casi si ipotizza che il test sia unilaterale, anche se di preferenza, quando i due campioni variano per un ingrediente e si sa che sono stati utilizzati ingredienti più economici e quindi si ipotizza che il prodotto realizzato con ingredienti più economici viene preferito di meno rispetto al prodotto standard, e si ipotizza un test unidirezionale. Ma è una forzatura.

Anche il test del confronto a coppie può essere utilizzato per stabilire similitudini anziché differenze, e in questo caso bisogna raddoppiare il numero degli assaggiatori perché a parità di α si deve mantenere anche un livello del rischio β basso.

Esempio 7: Metodo del confronto a coppie

Un’azienda produttrice di biscotti intende diminuire la percentuale di zucchero (dal 20 al 15%) nella formulazione di un biscotto e vuole verificare se tale diminuzione è percepita.

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Scienze agrarie e veterinarie VET/04 Ispezione degli alimenti di origine animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mikybbg04 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Proprietà fisiche e sensoriali dei prodotti alimentari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Di Monaco Rossella.
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