Sistemi Energetici
2
Indice
1 Conversione dell’energia 5
1.1 Principi di conversione dell’energia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2 Impianti Termo-elettrici a vapore 21
2.1 Ciclo Rankine (a vapore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
2.2 Assetti co-generativi CHP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
2.3 Impianti Geo-termoelettrici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
2.4 Ciclo Rankine a fluido organico (ORC) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
3 Turbogas 41
3.1 Ciclo turbogas inter-refigerato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
3.2 Ciclo Rigenerativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
3.3 Ciclo con Ri-combustione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
3.4 Ciclo Ericsson . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
3.5 Classificazione dei turbogas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
4 Impianti a ciclo combinato 81
4.1 Caldaia a recupero vs. Caldaia a fuoco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
4.2 Assetti del ciclo a recupero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
4.3 Cicli combinati con post-combustione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
4.4 Repowering . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 95
4.5 Assetti co-generativi (CHP) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99
5 Motori Volumetrici Alternativi 103
6 Impianti Frigoriferi 109
6.1 Cicli a compressione di vapore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 109
6.1.1 Monostadio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 111
6.1.2 Multi-stadio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
6.1.3 Modalità Pompa di Calore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 114
6.2 Componenti d’impianto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
6.3 Macchine frigorifere a compressione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117
6.4 Cicli ad assorbimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119
7 Impianti idroelettrici 125
7.1 Risorsa Idrica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
7.2 Impianti di Pompaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 127
7.3 Turbine Idrauliche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 128
7.4 Scelta della macchine e Dimensionamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 132
3
4 INDICE
8 Impianti eolici 135
8.1 Risorsa Vento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136
8.2 Turbine Eoliche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137
8.3 Turbine Off-Shore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 141
9 Impianti Fotovoltaici 143
9.1 Risorsa Solare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143
Capitolo 1
Conversione dell’energia
1.1 Principi di conversione dell’energia
P otenza : Energia = P ortata : M assa
·
Energia = P otenza T empo
, mentre l’energia in
La potenza si misura in kCal Joule (J), kW h (M W h), BT U (∼
W att(W ), BT U h, h Il toe (tonnellate equivalenti di petrolio)
1055 J), kCal (∼ 4, 18 kJ), tep/toe (∼ 42 GJ).
esprime, essendo un unità di misura dell’ energia un dato in un arco temporale, infatti
l’energia è l’integrale di una potenza: Z
E = P ot dx
Nel corso vengono analizzate gli impianti nelle condizioni di design , mentre
(on-design)
nella realtà non si riesce a lavorare in questa condizione ma ci si trova in quella che prende
il nome di Queste ultime dipendono fortemente dal tipo di impianto, basti
off-design.
infatti pensare all’ambito fotovoltaico che dipende dalla radiazione solare.
Figura 1.1: schema conversione dell’energia
5
6 CAPITOLO 1. CONVERSIONE DELL’ENERGIA
Nell’immagine 1.1 possiamo osservare vari componenti. Per si
sistema energetico
intende qualunque componente che ha bisogno di un input energetico per restituire energia
finale all’output, ad esempio le caldaie ricevono energia primaria come il gas in ingresso e
restituiscono calore in uscita. Ogni sistema energetico reale prevede la non conversione di
una parte dell’energia, che costituirà l’energia dissipata.
−
E = E E
dissipata prodotta f inale
E P ot
f inale out
P otenza = oppure P otenza =
∆t P ot in
Mentre il rendimento di conversione: E P ot
f inale out
η = =
conv E P ot in
prodotta
Infine esistono vari tipi di energia:
• energia fossile:
carbone
– petrolio
– gas naturale
–
• energia rinnovabile:
energia solare
– energia eolica
– energia geotermica
– biomasse
– acqua
– in Italia gli impianti idroelettrici usano i corsi d’acqua, i più grandi sono
Osservazione:
già sufficientemente sfruttati e per tale motivo risulta molto difficile costruirne di grandi
dimensioni, inoltre la loro produzione risulta molto variabile visto l’anomalo andamento
delle precipitazioni con annate molto piovose e altre con la loro totale assenza. 7
1.1. PRINCIPI DI CONVERSIONE DELL’ENERGIA
L’energia finale più pregiata risulta essere l’energia elettrica poichè è molto facile da
trasportare e permette di alimentare dispositivi differenti
Figura 1.2
Figura 1.3
Da quest’immagine si può vedere il bilancio energetico nazionale, il settore elettrico
comporta circa dei consumi totali con un coperto dal rinnovabile, quello settore
1 38, 1%
4
termico coperto dal del rinnovabile, mentre quello dei trasporti con un
12 14
19, 9% 10, 7%
8 CAPITOLO 1. CONVERSIONE DELL’ENERGIA
rinnovabile.
Analizzando il bilancio energetico nazionale attraverso il di richiesta elet-
profilo orario
trica si possono fare alcune considerazioni, tendenzialmente questa analisi viene fatta in un
particolare giorno dell’anno che fino a qualche anno fa era il terzo mercoledì di dicembre,
mentre ora non è più considerato siccome si è osservato che nel periodo estivo si ha una
richiesta maggiore dettata dal fatto che per via delle elevate temperature si ha un maggior
utilizzo dei sistemi di refrigerazione e condizionamento e perciò risulta più rappresentativo.
Figura 1.4
Si può fare un confronto tra mesi diversi, il picco estivo è maggiore di quello invernale,
come anche l’andamento pomeridiano e la sella centrale è meno pronunciata. 9
1.1. PRINCIPI DI CONVERSIONE DELL’ENERGIA
Come si può vedere la curva presenta un andamento particolare, infatti durante la metà
della giornata si ha una sella, mentre alla mattina presto e nel tardo pomeriggio si ha una
decrescita della richiesta fino ad arrivare alla notte dove si raggiunge una diminuzione di
quasi il rispetto ai periodi più elevati.
60% Figura 1.5
Dalla figura la linea grigia risulta essere la produzione di energia elettrica italiana ed
è data dalla somma di tutti i sistemi produttivi presenti in Italia, mentre quella rosa è il
consumo interno lordo. Si vede subito come non c’è la totale copertura perchè una parte
dell’energia viene acquistata da paesi come Francia e Svizzera. Questo poichè costa meno al
rispetto che a produrla da sè per via del fatto che in Italia sono presenti impianti ormai
kW h
obsoleti rispetto a quelli d’oltrealpe, infatti questi paesi hanno anche impianti nucleari, che
comportano una spesa iniziale molto alta ma la quale viene tutta ammortizzata nel corso
del tempo anche perchè il costo produttivo risulta molto basso.
• Termoelettrico, profilo rosso, si cerca di mantenerlo circa a carico costante poi-
chè si vuole avere una produzione costante anche perchè i transitori di accensio-
ne, spegnimento e successiva ri-attivazione degli impianti risultano molto lunghi e
dispendiosi.
• Idroelettrico (fluente, bacino, serbatoio) è il profilo blu, viene usato molto in inverno
per coprire il mattino ed il pomeriggio.
• Fotovoltaico (bourdeaux) ha una produzione riservata al giorno, ed è molto basso in
inverno.
• Geotermico (giallo), andamento pressochè costante ma basso.
l’assorbimento istantaneo in italia è di circa , mentre quello annuale
50 GW
Osservazione:
. Sempre dall’immagine 1.5, il grafico a sinistra mostra la cosiddetta
300 T W curva di
che permette di capire il numero di ore dell’anno in cui la potenza richiesta è
durata,
10 CAPITOLO 1. CONVERSIONE DELL’ENERGIA
stata uguale o superiore al valore riportato in ordinata. Per esempio per ore all’anno
3000
la potenza richiesta sulla rete è stata maggiore di 4000.
Figura 1.6
Da quest’ultima immagine si vede come gli impianti termoelettrici (rosso) presentano
una diminuzione dell’andamento perchè negli ultimi anni molti impianti obsoleti sono stati
chiusi. Gli impianti vengono detti
Osservazione: Eolici e Fotovoltaici non programmabili,
cioè non si può accumulare la fonte energetica, hanno inoltre una sorta di via preferenziale
per immettere energia nella rete, mentre gli altri sistemi si adattano. In alcuni grafici
si possono avere degli andamenti negativi, questo è dovuto agli impianti di pompaggio,
infatti alcuni impianti idroelettrici hanno un sistema di pompe che riporta l’acqua da
valle a monte. Dal punto di vista energetico questa operazione ha poco senso, ma viene
fatta per una ragione economica, infatti anni fa veniva fatto durante la notte quando il
costo dell’elettricità era minore mentre ad oggi viene fatto quando si ha un esubero del
fotovoltaico al fine di non sprecare energia e anche perchè la differenza di costo dell’energia
tra giorno e notte non è più rilevante. 11
1.1. PRINCIPI DI CONVERSIONE DELL’ENERGIA
Figura 1.7
legenda:
• impianti di sola produzione elettrica:
ICE: internal combustion engine
– GT: gas turbine
– ST: steam turbine (turbine a vapore)
– CC: cicli combinati
– ICE: internal combustion engine
– GT: gas turbine
– CC: cicli combinati
– ST back
– ST cond
–
si osserva come l’eolico pesa il di produzione mentre il fotovoltaico il
7, 2% 8, 7%.
Un metodo per capire se stiamo/quanto stiamo sfruttando un impianto è analizzare il
Per si intende è un parametro che ci da l’indicazione di
HEQ. HEQ ore equivalenti,
quanto stiamo sfruttando un impianto energetico, infatti quest ultimo può trovarsi in varie
configurazioni, a carico massimo o parziale. Il massimo valore di produzione lo abbiamo
in condizioni di design. E
heq = P nom
dove con si intende l’energia effettivamente erogata, mentre con la potenza nomi-
E P nom
nale dell’impianto. Ad esempio per l’impianto fotovoltaico in figura 1.7 lavorava per 4000
ore all’anno ma è come se avesse lavorato al massimo per 1108 ore. Si osserva come gli
impianti che fanno cogenerazione anche se sono in minore numero producono molto di più.
12 CAPITOLO 1. CONVERSIONE DELL’ENERGIA
Cogenerazione (CHP)
La cogenerazione ha preso piede a metà degli anni 90 quando le grandi imprese hanno
capito che costava meno auto-produrre energia elettrica con conseguente produzione di
calore per l’azienda stessa. Ha permesso anche di spegnere impianti molto inquinanti come
le caldaie a gasolio. Gli stessi impianti di teleriscaldamento si sono sviluppati grazie alla
cogenerazione.
Per si intende la produzione combinata di elettricità e calore, entrambi
cogenerazione
intesi come effetti utili, in un processo in cascata. La modalità può essere di due tipi:
• in cui la produzione elettrica è effettuata con un ciclo termodinamico ad
Topping:
alta temperatura e quella termica è conseguente al rilascio di calore dal ciclo. Si parte
da energia primaria (chimica) che alimenta un ciclo termodinamico che converte una
parte del lavoro in energia elettrica e calore. Una parte di quest’ultimo lo si riesce a
recuperare anche se a bassa temperatura e la cogenerazione la si riesce a fare solo se
si ha un sistema che lavora alla temperatura con cui il calore viene scaricato.
• in cui il calore entrante nel ciclo di potenza è il cascame termico di un
Bottoming:
processo industriale ad alta temperatura (produzione di ceramiche, cementifici, ac-
ciaierie, . . . ). Il combustibile viene bruciato per produrre calore ad alta temperatura
(ad esempio altoforno) e successivamente il calore viene scaricato e usato per alimen-
tare un ciclo termodinamico che userà questo calore per produrre elettricità. Il ciclo
termodinamico in questo caso è sacrificato poichè usa calore ad una temperatura più
bassa. Figura 1.8
Rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e calore, la
produzione combinata, se efficace, comporta:
• un conseguente al minor consumo di combustibile;
risparmio economico 13
1.1. PRINCIPI DI CONVERSIONE DELL’ENERGIA
• una riduzione dell’impatto ambientale, conseguente sia alla riduzione delle emis-
sia al minor rilascio di calore residuo nell’ambiente (minor inquinamento at-
sioni
mosferico e minor inquinamento termico);
• e distribuzione per il sistema elettrico nazionale,
minori perdite di trasmissione
conseguenti alla localizzazione degli impianti in prossimità dei bacini di utenza;
• la sostituzione di modalità di fornitura del calore meno efficienti e più inquinanti
(caldaie, sia per usi civili sia industriali, caratterizzate da più bassi livelli di efficienza)
Figura 1.9
Da quest’ ultima immagine si vede che per produrre 40 unità di energia elettrica e 40
unità di calore usando la cogenerazione costa 100 unità di energia primaria, usando invece
metodi tradizionali ne dovrei usare 144 di energia primaria.
La produzione combinata di energia elettrica e calore trova applicazione sia in ambito
industriale, sia in ambito civile. Il calore, che per evitare costi e perdite eccessive non
può essere trasportato per lunghe distanze, viene utilizzato nella forma di vapore o di
acqua calda/surriscaldata, per usi di processo industriali o civili (es. riscaldamento urbano
tramite reti di teleriscaldamento) o nella forma di aria calda, per processi industriali di
essiccamento, mentre l’energia elettrica, che può contare su un’estesa rete di distribuzione,
viene auto-consumata oppure immessa in rete. Le utenze privilegiate per la cogenerazione
sono quelle caratterizzate da una domanda piuttosto costante nel tempo di energia termica
e di energia elettrica, come ospedali, piscine e centri sportivi, centri commerciali oltre che
industrie alimentari, cartiere, industrie legate alla raffinazione del petrolio ed industrie
chimiche.
L’uso del calore cogenerato come alimentazione di macchine frigorifere ad assorbimento per
la produzione di acqua refrigerata prende il nome di (CCHP, Combined
trigenerazione
Cooling Heat and Power). In ambito domestico la cogenerazione viene chiamata micro-
cogenerazione.
14 CAPITOLO 1. CONVERSIONE DELL’ENERGIA
Come si gestisce un impianto di cogenerazione?
Figura 1.10
Dalla figura 1.15 possiamo capire come dimensionare l’impianto: ad esempio si potrebbe
dimensionare sulla potenza elettrica nominale (viola), in quanto riesco a coprire tutto il
fabbisogno ma sovradimensiono, un altro modo sarebbe quello di farlo sulla potenza termica
nominale (azzurro), dove nelle ore in cui c’è un picco di richiesta riesco a recuperare calore,
mentre nel momento in cui la richiesta è bassa butto via calore. Gestire quindi un impianto
usando un metodo di taglia costante non è la scelta migliore. Un impianto di cogenerazione
può operare in modi diversi che dipendono dal criterio su cui si basa la regolazione della
produzione di energia elettrica/meccanica e di energia termica utile:
• l’impianto CHP si ac-
Inseguimento del carico termico (Heat-match mode),
corda con il profilo termico dell’utenza («termico segue»), producendo istante per
istante l’energia termica richiesta dall’utenza. In questo caso non è generalmente
possibile soddisfare anche la richiesta di energia elettrica (in eccesso o in difetto) e
la compensazione avviene tramite scambi con la rete. L’andamento mostra che in
alcune fasce orarie l’impianto produce di più di quanto sia la richiesta (curva gialla
sopra quella verde). Figura 1.11 15
1.1. PRINCIPI DI CONVERSIONE DELL’ENERGIA
• Copertura del carico termico di base (Base thermal load matching mode),
l’impianto CHP produce l’energia termica di base richiesta dall’utenza (carico termico
minimo), mentre la modulazione avviene con sistemi ausiliari di produzione di energia
termica. In questo caso l’impianto funziona al carico nominale (soluzione tipica
di impianti poco flessibili, come impianti a combustibili solidi. Risulta il metodo
migliore, più efficiente e più utilizzato.
Figura 1.12
• L’impianto CHP
Inseguimento del carico elettrico (Electricity-match mode),
si accorda con il profilo elettrico dell’utenza («elettrico segue»), producendo istante
per istante, l’energia elettrica richiesta dall’utenza. In questo caso non è general-
mente possibile soddisfare la richiesta di energia termica (in eccesso o in difetto) e
la compensazione avviene attraverso sistemi ausiliari di produzione termica, di ac-
cumulo termico, di dissipazione termica. L’impianto sarà meno efficiente poichè la
cogenerazione sarà minore, si adatta ad una logica speculativa di mercato.
Figura
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