SISTEMI ELETTRONICI DI MISURA
Appunti del corso di sistemi elettronici di misura di Ingegneria dell’Energia
Elettrica Magistrale Sapienza
Trattazione completa e accurata: 37 pagine che sintetizzano l’intero corso e
consentono una preparazione solida e approfondita dell’esame.
MISURAZIONE E MISURA
Misurare significa fornire una descrizione quantitativa di una grandezza fisica detta misurando, la misurazione é il processo e la misura è il
risultato, la misura si riporta in valore, accuratezza e unità di misura.
La strumentazione digitale, grazie alla disponibilità di microprocessori, è vantaggiosa, poiché effettua inizialmente una conversione analogico
digitale del segnale su cui opererà per ricavare le informazioni di interesse più disparate, infatti analogico significa struttura hardware
appositamente progettata, digitale significa valutare il parametro di interesse impiegando esclusivamente adeguati algoritmi numerici, quindi
il costo per uno strumento digitale risulta spesso inferiore al costo globale degli strumenti analogici richiesti per determinare le varie
grandezze incognite.
Uno strumento digitale avrá accuratezza risoluzione e sensibilità migliori, campo di frequenze più ampio, display, velocità di misura,
memorizzazione e controllo automatico.
MISURE DI TENSIONE
I blocchi di costruzione di uno strumento digitale sono:
- circuito di ingresso che serve ad amplificare o attenuare e filtrare passa basso per evitare l’insorgere del fenomeno di aliasing
- conversione analogico digitale che ha la funzione di convertire la tensione analogica di ingresso in un numero binario. Questa
conversione avviene in due sotto blocchi, il primo è il campionamento e il secondo è l’associazione del valore campionato ad un valore
numerico, tramite quantizzazione e codifica in codice binario (ci sono due tipi di convertitori quelli che non integrano per i quali l’eventuale
rumore sovrapposto può essere eliminato solamente con l’impiego di filtri e quelli che integrano, per questi viene automaticamente eliminato
il rumore a valor medio nullo nell’intervallo di integrazione).
Circuiti di ingresso
Devono adeguare l’ampiezza della grandezza sotto misura, rispetto alla portata del blocco di conversione analogico digitale, attenuandola
oppure amplificandola: per questo si utilizza una combinazione di amplificatori ad ingresso invertente e non invertente.
Il primo blocco è un amplificatore in configurazione invertente, il
secondo blocco è un amplificatore in configurazione non invertente.
Facendo i calcoli, avrò quindi quattro casistiche in funzione della
posizione dei commutatori:
-1111: -> attenuazione
-2222:
-333:
-444: -> amplificazione
Conversione analogico digitale
Segnali analogici e digitali
Un segnale analogico può essere rappresentato mediante una funzione nel tempo a= f(t)
Un segnale digitale è rappresentato da una funzione tempo discreta e quantizzata: tempo discreta perché è definita solamente in istanti di
tempo equamente spaziati di Tc, quantizzata perché dotata di un codominio costituito da un insieme discreto di valori. In questo caso la
rappresentazione risponde a d=(nTc) dove Tc è il periodo di campionamento.
Pregi del segnale digitale:
-I segnali digitali hanno una maggiore reiezione ai disturbi
-I i segnali digitali possono essere elaborati più facilmente dei segnali analogici
-I segnali digitali possono essere registrati in maniera più fedele e stabile
Per passare da un segnale analogico a un segnale digitale esistono gli ADC, il cui
primo compito è il campionamento del segnale analogico con una certa frequenza di
campionamento fc.
Tale frequenza è definita dal teorema di Shannon che enuncia che affinché la
ricostruzione sia possibile il campionamento deve avere
altrimenti il segnale viene ricostruito con un errore detto aliasing.
Nota che nel caso in cui il segnale abbia banda B limitata fra le frequenze fmin ed fmax è sufficiente che la frequenza di campionamento
sia ma frequenze di campionamento superiori non pos
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