10_EPITELI DI RIVESTIMENTO
GENERALITÀ SUI TESSUTI EPITELIALI
1. Definizione di epitelio
Il termine epitelio deriva dal greco epì, «sopra», e thelè, «capezzolo»: fu usato inizialmente per
indicare il rivestimento del capezzolo e poi esteso a tutti i tessuti con la stessa organizzazione. Il
termine epitelio indica un tessuto formato da cellule molto vicine fra loro, organizzate in lamine, strati
o cordoni. La caratteristica strutturale fondamentale è la stretta adesione cellulare: le cellule sono
contigue e separate da spazi intercellulari molto ridotti. Tra le cellule epiteliali è presente pochissima
matrice extracellulare; questa si localizza in sottili interstizi e non forma una componente abbondante
come nel connettivo. La matrice intercellulare epiteliale è prodotta in larga parte dalle cellule epiteliali
stesse ed è costituita soprattutto da glicoproteine e proteoglicani.
La disposizione compatta permette all'epitelio di funzionare come superficie continua, capace di
separare ambienti diversi e regolare gli scambi. Gli spazi intercellulari sono in genere larghi soltanto
15-30 nm e contengono una quantità minima di matrice extracellulare prodotta dalle stesse cellule,
costituita soprattutto da glicoproteine e proteoglicani.
2. Funzioni generali degli epiteli
Gli epiteli possono rivestire superfici, secernere sostanze, partecipare all'assorbimento, proteggere
dai danni esterni e contenere cellule specializzate nella ricezione sensoriale. La funzione di
rivestimento riguarda la superficie esterna del corpo, le cavità interne e i condotti corporei. La
funzione di secrezione riguarda la porzione secernente delle ghiandole e, in molti casi, anche i dotti
che convogliano il secreto. La funzione di assorbimento richiede spesso cellule con superficie apicale
specializzata, come microvilli e orletto striato. La funzione di protezione è massima negli epiteli
pluristratificati, soprattutto quando sono esposti ad abrasione, disidratazione o agenti chimici. La
funzione sensoriale dipende da cellule epiteliali particolarmente differenziate o associate a
terminazioni nervose.
3. Le quattro categorie funzionali
Gli epiteli di rivestimento formano barriere cellulari e delimitano superfici esterne o interne. Gli epiteli
ghiandolari esocrini producono secreti che raggiungono superfici epiteliali o cavità attraverso un dotto.
Gli epiteli ghiandolari endocrini liberano i loro prodotti nel sangue o nel liquido interstiziale, senza
usare un dotto escretore. Gli epiteli sensoriali sono costituiti da cellule specializzate nella ricezione di
stimoli e nella loro trasformazione in segnali biologici. Queste categorie non sono completamente
separate: uno stesso organo può contenere epitelio di rivestimento, cellule secernenti e componenti
sensoriali.
4. Nutrimento, vasi e connettivo
Gli epiteli sono generalmente privi di vasi sanguigni nel loro spessore. Le sostanze nutritive arrivano
per diffusione dai capillari presenti nel tessuto connettivo sottostante. La distanza tra cellule epiteliali
e connettivo è quindi importante: se l'epitelio è spesso, deve avere un rinnovamento e un supporto
connettivale adeguati. Il liquido interstiziale attraversa gli spazi ridotti tra le cellule e permette scambi
metabolici essenziali. Questa dipendenza dal connettivo spiega perché il rapporto epitelio-connettivo
sia sempre mediato da una struttura specializzata: la membrana basale.
5. Membrana basale come idea guida
La membrana basale separa l'epitelio dal connettivo, ma allo stesso tempo li collega funzionalmente.
Funziona come supporto meccanico, piano di ancoraggio, filtro selettivo e guida per la rigenerazione.
La membrana basale diventa un riferimento indispensabile nella classificazione: negli epiteli semplici
tutte le cellule la toccano, negli stratificati solo lo strato basale. La sua integrità è importante anche in
patologia: la sua rottura permette di distinguere lesioni non invasive da tumori invasivi. Per questo,
quando si studia un epitelio, bisogna sempre chiedersi dove sia la membrana basale e quale rapporto
stabilisca con il connettivo.
GENERALITÀ SUGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO
10_EPITELI DI RIVESTIMENTO
1. Che cosa sono
Gli epiteli di rivestimento sono lamine o strati di cellule fittamente stipate che formano vere e proprie
barriere cellulari. Delimitano la superficie esterna del corpo, le cavità interne e i condotti corporei
comunicanti o non comunicanti con l'esterno. La loro funzione dipende dalla sede: possono
proteggere, assorbire, filtrare, secernere, trasportare o permettere scambi rapidi. Lo spazio
intercellulare è molto ridotto e la matrice amorfa tra le cellule è minima. La compattezza cellulare è
resa possibile da giunzioni intercellulari e molecole di adesione, che mantengono continuità e
coesione.
2. Sedi comprese negli epiteli di rivestimento
Rientrano negli epiteli di rivestimento quelli della cute, delle mucose, delle sierose e dei vasi
sanguigni e linfatici. Sono inclusi anche gli epiteli dei dotti escretori delle ghiandole, perché rivestono
un lume e convogliano secreti. Appartengono alla categoria anche l'epitelio della capsula di Bowman,
del labirinto membranoso, della cornea, della retina e della superficie ovarica. La varietà delle sedi
spiega perché gli epiteli di rivestimento siano molto diversi tra loro per forma cellulare, numero di strati
e specializzazioni. Nonostante questa varietà, resta costante il rapporto con il connettivo sottostante e
con la membrana basale.
3. Cute
Nella cute, l'epitelio superficiale prende il nome di epidermide. L'epidermide è sostenuta in profondità
dal derma, un tessuto connettivo ricco di vasi, fibre e terminazioni nervose. Sotto il derma si trova
l'ipoderma, o tessuto sottocutaneo, spesso ricco di tessuto adiposo. Tra epidermide e derma si
interpone la membrana basale, che garantisce adesione e separazione tra i due compartimenti. La
cute è quindi una struttura composta: epitelio in superficie, connettivo in profondità, più annessi
cutanei derivati dall'epidermide.
4. Mucose
Le mucose rivestono organi cavi comunicanti con l'esterno, come tubo digerente, apparato
respiratorio, vie urinarie e vie genitali. Una mucosa comprende sempre uno strato epiteliale
superficiale e uno strato connettivale profondo detto lamina propria o tonaca propria. La lamina
propria contiene vasi, cellule immunitarie e fibre connettivali; sostiene l'epitelio e ne permette il
nutrimento. In alcuni organi cavi, sotto la mucosa si trova la muscularis mucosae, un sottile strato di
muscolatura liscia. Più profondamente possono essere presenti sottomucosa, tonaca muscolare
esterna e rivestimento esterno sieroso o avventiziale. Le mucose possono essere lubrificate dal
secreto di ghiandole mucose annesse, utile a proteggere e idratare la superficie.
5. Sierose
Le sierose delimitano grandi cavità non comunicanti con l'esterno, come pleura, pericardio e
peritoneo. Sono formate da un epitelio pavimentoso semplice chiamato mesotelio e da una sottile
lamina di tessuto connettivo lasso. Il mesotelio permette scorrimento tra superfici opposte, riducendo
attrito durante i movimenti degli organi. La lubrificazione delle sierose dipende dal fluido interstiziale
che trasuda dal connettivo sottostante. Istologicamente il mesotelio appare come un rivestimento
molto sottile di cellule piatte disposto su connettivo lasso.
6. Rinnovamento degli epiteli di rivestimento
Gli epiteli di rivestimento sono spesso sottoposti a usura, perché entrano in contatto con ambiente
esterno, contenuti luminali o superfici in movimento. Le cellule superficiali perse devono essere
rimpiazzate da nuove cellule provenienti da compartimenti germinativi o staminali. La presenza di
cellule staminali o progenitori rende molti epiteli sedi di intensa attività rigenerativa. Il rinnovamento
non è uguale in tutti gli epiteli: l'intestino si rinnova rapidamente, mentre altri epiteli hanno turnover più
lento. Il mantenimento della barriera dipende dall'equilibrio tra proliferazione, differenziamento e
perdita delle cellule superficiali.
7. Origine embrionale
Gli epiteli derivano da tutti e tre i foglietti embrionali definitivi: ectoderma, mesoderma ed endoderma.
Dall'ectoderma derivano epidermide, epitelio corneale, epitelio della mucosa orale e, per
invaginazione, ghiandole sebacee, sudoripare e mammarie. Dal mesoderma derivano mesoteli delle
sierose, epitelio di rivestimento dell'ovaio ed endotelio dei vasi sanguigni e linfatici. Dall'endoderma
10_EPITELI DI RIVESTIMENTO
derivano epiteli di molte mucose interne, come stomaco, intestino e albero respiratorio, e parenchimi
ghiandolari come fegato e pancreas. Questo significa che il termine epitelio descrive soprattutto una
organizzazione istologica, non una sola origine embrionale.
CLASSIFICAZIONE E TIPOLOGIA DEGLI EPITELI DI RIVESTIMENTO
1. Perché si classificano
La classificazione serve a collegare la morfologia dell'epitelio alla funzione dell'organo in cui si trova. I
tre criteri principali sono numero degli strati cellulari, forma delle cellule e specializzazioni di
superficie. Il numero degli strati indica se l'epitelio è più adatto allo scambio oppure alla protezione. La
forma cellulare indica il tipo di attività prevalente: cellule piatte facilitano scambi, cellule alte spesso
assorbono o secernono. Le specializzazioni di superficie precisano la funzione: microvilli per
assorbimento, ciglia per movimento, stereociglia per assorbimento o funzione sensoriale.
2. Numero degli strati
Gli epiteli semplici o monostratificati sono formati da un solo strato di cellule, tutte poggianti sulla
membrana basale. Gli epiteli composti o pluristratificati sono formati da due o più strati cellulari
sovrapposti. Negli epiteli pluristratificati solo le cellule dello strato più profondo sono a contatto con la
membrana basale. La presenza di più strati permette resistenza meccanica, protezione e
rinnovamento superficiale. La presenza di un solo strato riduce lo spessore e facilita scambio,
filtrazione, assorbimento e secrezione.
3. Forma delle cellule
Le cellule pavimentose sono appiattite e sottili; sono adatte a superfici di scambio o rivestimento
molto sottile. Le cellule cubiche hanno altezza e larghezza simili; sono frequenti in dotti, tubuli e
strutture con attività secretoria o assorbente moderata. Le cellule cilindriche o batiprismatiche sono
più alte che larghe; spesso sono specializzate per secrezione, assorbimento o trasporto. Negli epiteli
stratificati il nome si basa sulla forma delle cellule superficiali, perché sono quelle che incontrano
direttamente il lume o l'ambiente esterno. Per questo un epitelio pavimentoso pluristratificato può
avere cellule basali cubiche o cilindriche, ma viene chiamato pavimentoso perché superficialmente è
appiattito.
4. Casi particolari
L'epitelio pseudostratificato sembra formato da più strati perché i nuclei sono a diverse altezze. In
realtà tutte le cellule poggiano sulla membrana basale, quindi è funzionalmente e strutturalmente un
epitelio semplice. L'epitelio di transizione, o urotelio, cambia morfologia secondo lo stato funzionale
dell'organo. Quando l'organo urinario è rilassato, l'urotelio appare più spesso e le cellule superficiali
sono cupoliformi. Quando l'organo è disteso, le cellule superficiali si appiattiscono e il numero
apparente degli strati diminuisce. Queste due eccezioni vanno distinte dagli epiteli pluristratificati
comuni: lo pseudostratificato è un epitelio semplice, mentre l’urotelio modifica forma e spessore con
la distensione.
5. Funzione e sede
Dove servono diffusione e filtrazione, come alveoli polmonari e capsula di Bowman, prevale l'epitelio
pavimentoso semplice. Dove servono protezione e resistenza, come cute ed epiteli esposti ad
abrasione, prevalgono epiteli pluristratificati. Dove servono assorbimento e secrezione, come intestino
e molti dotti o ghiandole, compaiono epiteli cubici o cilindrici. Dove serve trasporto di materiale sulla
superficie, come vie respiratorie e tube uterine, possono essere presenti ciglia. Dove serve
distensione mantenendo barriera impermeabile, come nelle vie urinarie, si trova epitelio di transizione.
EPITELI MONOSTRATIFICATI O SEMPLICI
1. Definizione generale
Gli epiteli monostratificati o semplici sono costituiti da un solo strato di cellule. Tutte le cellule di un
epitelio semplice sono a contatto con la membrana basale. La superficie libera può essere liscia
oppure specializzata con microvilli o ciglia. Sono adatti a scambio, filtrazione, secrezione,
10_EPITELI DI RIVESTIMENTO
assorbimento e trasporto, ma offrono protezione meccanica limitata. Le forme principali sono
pavimentoso semplice, cubico semplice e cilindrico semplice.
2. Logica funzionale
Lo spessore ridotto facilita il passaggio di gas, acqua, soluti o molecole tra lume e connettivo. Quando
le cellule sono molto sottili, la funzione prevalente è lo scambio o la filtrazione. Quando le cellule sono
cubiche, la funzione può essere conduzione, secrezione o assorbimento in tubuli e dotti. Quando le
cellule sono cilindriche, spesso vi è una polarità funzionale marcata, con polo apicale specializzato e
polo basale rivolto al connettivo. L'epitelio semplice è quindi più adatto a funzioni metaboliche e di
scambio che a resistenza meccanica intensa.
EPITELIO PAVIMENTOSO SEMPLICE
1. Struttura e aspetto
L'epitelio pavimentoso semplice è formato da un solo strato di cellule appiattite e molto sottili. Le
cellule sono in stretto contatto fra loro e formano una superficie continua, simile a un pavimento
quando osservata dall'alto. In visione frontale i contorni cellulari possono apparire irregolari, con
nuclei centrali ovali o sferici. In sezione, la parte citoplasmatica è così sottile che spesso è poco
evidente; il nucleo può sporgere verso il lume o la superficie. La sottigliezza della cellula è il dato
morfologico più importante perché spiega la funzione di scambio rapido.
2. Funzioni
La funzione principale è consentire diffusione, filtrazione, scambio o rivestimento a basso attrito.
Quando riveste cavità sierose, permette scorrimento tra superfici e contribuisce alla lubrificazione.
Quando riveste capillari e vasi, crea una barriera selettiva tra sangue e tessuti. Quando riveste alveoli
o capsula di Bowman, riduce al minimo la distanza tra due compartimenti e facilita il passaggio di gas
o filtrato. Non è adatto a protezione meccanica intensa, perché un solo strato sottile si
danneggerebbe facilmente.
3. Sedi principali
L'esempio più importante è l'endotelio, che riveste internamente vasi sanguigni e vasi linfatici. Un
secondo esempio è il mesotelio, che riveste pleura, pericardio e peritoneo. Si trova negli alveoli
polmonari, dove partecipa allo scambio ematosico insieme all'epitelio alveolare e all'endotelio
capillare. Si trova nel foglietto parietale della capsula di Bowman, dove contribuisce alla filtrazione
renale. È presente anche nel labirinto membranoso e sulla superficie interna della membrana
timpanica dell'orecchio.
VASI SANGUIGNI, ENDOTELIO E CAPILLARI
1. Organizzazione generale della parete vascolare
La parete dei vasi sanguigni, nelle arterie e nelle vene, è organizzata in tre strati detti tonache.
Procedendo dal lume verso l'esterno si riconoscono tonaca intima, tonaca media e tonaca
avventizia. La tonaca intima è la più interna e comprende endotelio, lamina basale e connettivo
lasso subendoteliale. La tonaca media contiene soprattutto cellule muscolari lisce disposte in senso
circolare, con fibre elastiche e reticolari. La tonaca avventizia è connettivale, ricca di fibre collagene
ed elastiche orientate prevalentemente in senso longitudinale. Le arterie di grande calibro hanno
diametro superiore a 1 cm; quelle medie misurano 2-10 mm, quelle piccole 0,1-2 mm, le arteriole
10-100 µm e i capillari 4-10 µm.
Nel complesso il sistema vascolare umano comprende circa 80-90 km di vasi rivestiti internamente
dall’endotelio.
2. Tonaca intima
L'elemento caratteristico della tonaca intima è l'endotelio, cioè un epitelio pavimentoso semplice
che riveste il lume vascolare. Sotto l'endotelio si trova la lamina basale, seguita da uno strato
subendoteliale di connettivo lasso. Nelle arterie e arteriole può essere presente una lamina elastica
interna fenestrata. Le fenestrazioni della lamina elastica interna permettono diffusione di sostanze
10_EPITELI DI RIVESTIMENTO
tra lume e strati più profondi della parete. La tonaca intima è quindi una zona di interfaccia tra
sangue, endotelio e parete vascolare.
3. Tonaca media e avventizia
La tonaca media regola il calibro vascolare grazie alle cellule muscolari lisce. Nelle arterie la tonaca
media è più sviluppata rispetto alle vene, perché deve sostenere pressioni più alte. Nelle grosse
arterie la componente elastica è molto abbondante e consente distensione e ritorno elastico. La
tonaca avventizia ancora il vaso ai tessuti circostanti e contiene connettivo con fibre collagene ed
elastiche. Nelle vene e nelle venule l'avventizia può essere relativamente più rappresentata rispetto
alla tonaca media.
4. Capillari
Nei capillari la parete è estremamente sottile e si riduce a endotelio, lamina basale e, in alcuni casi,
periciti. Mancano una vera tonaca media e una vera tonaca avventizia. Il lume capillare può essere
così stretto da permettere il passaggio degli eritrociti quasi uno alla volta. La struttura minima dei
capillari consente scambi efficienti tra sangue e tessuti. Il diametro e la permeabilità dei capillari
variano in base all'organo e alla funzione del tessuto. Nei capillari più stretti gli eritrociti passano uno
alla volta e possono ripiegarsi su se stessi; il contatto ravvicinato con la parete rende più efficaci gli
scambi.
5. Endotelio: morfologia
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Istologia ed embriologia umana, Prof. Papaccio Gianpaolo, libro consigliato Istologia di V. Monesi,…
-
Riassunto esame Istologia ed embriologia umana, Prof. Handerson Virginia, libro consigliato Istologia, Monesi
-
Riassunto esame Istologia ed embriologia umana, Prof. Della Corte Francesco Giuseppe, libro consigliato Istologia, …
-
Riassunto esame Istologia ed embriologia umana, Prof. Virgilio Alberto, libro consigliato Istologia, Monesi