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2° CAPITOLO

-LA TEORIA ATOMICA DI DALTON

Nel V secolo a.C. il filosofo Democrito espresse l’idea secondo cui tutta la materia

consiste di particelle molto piccole e indivisibili, chiamati atomi. Poiché questa Non era

fondata su un nessun presupposto scientifico non venne accettata. Nel 1808 lo

scienziato inglese John dalton formulò una precisa definizione sulla natura della

materia, chiamata teoria atomica riassunta nei seguenti punti:

Elementi

1. Gli sono composti da particelle estremamente piccole, denominate

atomi . atomi

2. Tutti gli di un dato elemento sono identici ed hanno le stesse dimensioni,

masse e proprietà chimiche, ma differiscono dagli atomi di tutti gli altri

elementi.

composti

3. I sono formati da atomi di almeno due elementi diversi. In qualsiasi

composto, il rapporto del numero di atomi di qualsiasi coppia di elementi

presenti è o un numero intero o una frazione semplice

reazione chimica

4. Una coinvolge solo la separazione, la combinazione, o il

riarrangiamento di atomi; il suo risultato non è la loro creazione dal nulla o la

loro distruzione.

-LA STRUTTURA DELL’ATOMO

Basandoci sulla teoria atomica di dalton, possiamo definire un atomo come l'unità

base della materia, la più piccola porzione di un elemento chimico che conserva le

proprietà chimiche dell'elemento stesso. Tuttavia, una serie di ricerche

dimostrarono che gli atomi hanno una struttura interna; ovvero, essi sono costituiti

da particelle più piccole, chiamate particelle subatomiche: elettrone protone e

neutrone.

-LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA CHIMICA

Questi assunti sono estensioni di alcune importanti leggi chimiche sviluppate nel corso

dei secoli

1. La legge di Proust o delle proporzioni definite: Gli elementi che costituiscono un

composto sono combinati secondo un rapporto ponderale fisso e costante.

Ad es. 1,000 g di H reagiscono sempre con 7.9367 di O per dare

2 2

8.9367 g di H O

2

2. La terza ipotesi di Dalton supporta anche un’altra importante legge, la legge

delle proporzioni multiple. Secondo questa legge, se due elementi possono

combinarsi per formare più di un composto, le masse di un elemento, che si

combinano con una determinata massa dell'altro elemento, stanno tra loro in un

rapporto esprimibile con numeri interi e piccoli. Le leggi di dalton spiegano la

legge delle proporzioni multiple in maniera piuttosto semplice: composti diversi

costituiti dagli stessi elementi, differiscono per il numero di atomi di ciascuna

specie che si combinano. Per esempio, il carbonio forma due composti stabili

con l'ossigeno cioè il monossido di carbonio e il biossido di carbonio. Le

moderne tecniche ci indicano che un atomo di carbonio si combina con un

atomo di ossigeno in monossido di carbonio e che un atomo di carbonio si

combina con due atomi di ossigeno nel biossido di carbonio. Ne consegue che il

rapporto tra l'ossigeno nel monossido di carbonio e l'ossigeno del biossido di

carbonio e di 1:2. Questo risultato è in accordo alla legge delle proporzioni

multiple poiché la massa di un elemento in un composto è proporzionale al

numero di atomi dell'elemento presente.

3. La quarta ipotesi di dalton è un altro modo di esprimere la legge di

conservazione della massa o legge di Lavoisier, la quale asserisce che la

materia non può essere né creata né distrutta, ne consegue allora che la

somma dei pesi delle sostanze che reagiscono deve essere uguale alla somma

dei pesi delle sostanze che si ottengono nella reazione.

-L’ELETTRONE

Molti scienziati furono coinvolti nello studio delle radiazioni, cioè l'emissione

naturale e la propagazione di energia attraverso lo spazio sotto forma di onde o

particelle. Uno dei primi dispositivi utilizzati per studiare l'emissione di radiazione

fu il tubo a raggi catodici ovvero un tubo di vetro contenente un gas rarefatto con

due piastre metalliche fissate all'interno. Un gas normalmente è un cattivo

conduttore di corrente ma quando viene rarefatto può condurre elettricità

attraverso una scarica elettrica. Quando le due piastre metalliche sono collegate ad

una sorgente ad alta tensione la piastra con carica negativa chiamata catodo,

emette un raggio catodico. Tale raggio è attratto dalla piastra con carica positiva,

chiamata anodo; qui passa attraverso un foro e prosegue il suo viaggio fino all'altra

estremità del tubo; quando infine il raggio colpisce la superficie produce una luce

intensa. I risultati possono essere riassunti in questo modo: in presenza di campo

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Scienze chimiche CHIM/03 Chimica generale e inorganica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariagrazia.franzese di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Chimica generale ed inorganica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Gravino Carmine.
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