Domande: tetraciclina, amminoglicosidi, Password materiale
carbapenems, cefalosporine, macrolidi,
ossazolidinoni, chinoloni e tutta la parte didattico: ampicillina.
di fitochimica. CHIMICA FARMACEUTICA 1 E FITOCHIMICA
LEZIONE 1
Questo è un corso è suddiviso in due parti fondamentali, una è relativa allo studio di tutti quei
farmaci che vengono denominati chemioterapici di tipo antimicrobico e di tipo antitumorale.
Dovremo conoscere la struttura di tutti i farmaci ad azione antimicrobica, intendendo farmaci che
vengono utilizzati nei confronti delle infezioni batteriche, infezioni virali, ma anche infezioni
provocate da microrganismi patogeni come i funghi e i protozoi. Per i farmaci antitumorali noi
faremo tutte quelle molecole utilizzate nei vari tipi di tumori. Quindi dovremo conoscere la
struttura dei farmaci, anche strutture molto complesse. Faremo il meccanismo d’azione dei vari
farmaci, anche la correlazione tra la struttura e l’attività, quindi come varia l’attività di un farmaco
all’interno di una stessa classe al variare della struttura. Poi dovremo andare a fare lo spettro
d’azione dei farmaci, cioè data una certa classe di antibiotici noi dovremo vedere su quali
antibiotici quel determinato principio attivo funziona e soprattutto su quali microbi è stata
consentita la sua applicazione terapeutica. Oltre lo spettro vedremo altre caratteristiche delle
molecole che vengono raggruppate sotto l’acronimo ADME (adsorption, distribution, metabolism
and excretion), quindi vediamo quello che è l’assorbimento del farmaco valutando la distribuzione
e il metabolismo con l’eliminazione. Cercheremo di giustificare tutte queste caratteristiche sulla
base della struttura delle molecole, non è sempre possibile, ma la maggior parte delle volte lo è,
tirando su delle caratteristiche generali. Quando faremo la parte generale sul metabolismo,
sebbene abbiamo fatto il metabolismo dei farmaci, noi lo vedremo sotto un altro aspetto, cioè noi
data la presenza di determinati gruppi funzionali in una molecola possiamo predire quale sarà la
possibile trasformazione di quel determinato farmaco. Quindi la formula di struttura dei farmaci la
dobbiamo conoscere, questo presuppone una buona conoscenza della chimica organica.
Poi vedremo anche tutti gli effetti di tossicità dei chemioterapici e tutti gli effetti collaterali, per
ottenere una panoramica completa di tutti i farmaci antimicrobici e antitumorali. Nei farmaci
antitumorali incontreremo degli aspetti che sono più peculiari, in particolare la tossicità dei
farmaci antitumorali sarà piuttosto elevata, questo perché dovranno avere come bersaglio
molecolare le nostre cellule tumorali e siccome non hanno un’elevata selettività e non distinguono
le cellule sane da quelle tumorali, hanno effetti collaterali elevati.
L’altra parte del nostro corso è legata alla fitochimica, dove analizzeremo le vie metaboliche
principali che la pianta porta avanti per sintetizzare i metaboliti secondari. Facciamo questo per
conoscere quelle molecole di interesse terapeutico, quindi avremo a che fare con delle reazioni
biochimiche che seguiranno delle regole generali che sono quelle dei meccanismi d’azione della
chimica organica, con il principio che le reazioni vengono portate avanti attraverso dei sistemi
enzimatici, quindi avvengono in condizioni blande.
Dovremo iniziare con un ripasso di chimica organica con la nomenclatura dei composti eterociclici,
qualche meccanismo di reazione (per la fitochimica) e qualcosa sulla isomeria.
Tutte le molecole sono di tipo eterocicliche quindi dovremo nominarle, per alcuni composti
possiamo usare nomi comuni, ma per altri non è sufficiente e quindi dovremo utilizzare una
nomenclatura specifica che ci permette di identificare in modo univoco quel determinato sistema
eterociclico. Cominciamo con i composti eterociclici contenenti azoto, quindi ricordiamo tutti quei
cicli che presentano almeno un eteroatomo. Noi vedremo gli anelli azotati, ossigenati e solforati,
alcune volte vedremo anche anelli con atomi di fosforo, quindi questi sono quelli su cui noi
dedicheremo la nostra attenzione.
Composti eterociclici azotati.
Il composto insaturo azotato a cinque termini si chiama
pirrolo, nome comune, quello a cinque termini che
contiene due atomi di azoto in posizione 1,3 si chiama
imidazolo, quando invece questi due atomi di azoto
sono in posizione 1,2 il nome è pirazolo. Se l’anello a
cinque termini azotato è completamente saturo
prende il nome di pirrolidina.
Un sistema invece a quattro termini completamente
saturo con un atomo di azoto prende il nome di
azetidina, con anello a tre atomi, saturo e azotato
prende il nome di aziridina, questi sono già nomi
chimici e non più nomi comuni.
L’anello azotato insaturo a sei termini si chiama piridina, con due atomi di azoto in posizione 1,3
invece pirimidina, in posizione 1,2 piridazina e in posizione 1,4 pirazina.
L’anello ad un solo atomo di azoto saturo prende il nome di piperidina, se invece è completamente
saturo con due atomi di azoto in posizione 1,4 si chiama piperazina e in posizione 1,2 piperidazina.
Tra i sistemi condensati ritroviamo invece la chinolina (ricordare che il chinone è un anello ciclico
ma non eterociclico, sono quei composti dove è presente un anello benzenico che in posizione 1,4
presentano due atomi di ossigeno sotto forma di gruppi chetonici), l’isochinolina (atomo di azoto
in posizione 2 dell’anello piridinico che è condensato con un anello del tipo benzenico),
la pteridina (anello pirimidinico condensato con un sistema pirazinico), l’indolo (triptofano) la
purina (anello pirimidinico condensato con un anello di tipo imidazolico).
La nomenclatura che solitamente si segue è quella di Hantzsch-Widman, cioè la nomenclatura che
utilizza un prefisso che dipende dall’eteroatomo presente nell’anello e poi utilizza un suffisso che
ci rende conto delle dimensioni dell’anello. Se è presente un atomo di ossigeno come eteroatono
allora bisogna mettere il prefisso ossa, se è uno zolfo tia, se è un azoto aza e se è un fosforo fosfa.
Per quanto riguarda invece la dimensione dell’anello lo vediamo volta per volta, nel caso più
semplice con l’anello azotato a tre atomi insaturo avremmo l’aza-irina (azirina), se invece è un
anello completamente saturo si avrà una aza-iridina (aziridina).
Se in un sistema insaturo è presente una posizione che non è insatura, allora bisogna indicare
questa posizione con la lettera H maiuscola indicando la posizione nell’anello
di quell’eteroatomo. Quindi questo anello è si un’azirina però se vogliamo
essere più precisi sarà l’1-H-azirina (perché all’eteroatomo si da il numero più
basso possibile, quindi in posizione 1 abbiamo l’atomo idrogenato). Quando la
posizione insatura non è sull’atomo di azoto ma è sull’atomo di carbonio allora sarà un 2-H-azirina.
Generalmente quando è un eteroatomo in un ciclo ad essere saturo e tutti gli altri atomi di
carbonio sono insaturi si omette, ma non si omette quando la posizione satura è occupata (come
nel terzo anello) da un atomo di carbonio.
Nei sistemi da quattro centri dovremo sempre mettere
il prefisso aza e nel primo caso, quando l’anello è
completamente saturo abbiamo l’azetidina, se invece
fosse insaturo con la presenza di due doppi legami si parlerebbe di un azete.
Quelli a cinque, il primo che vediamo è il pirrolo come nome comune ma il suo nome chimico è
azolo. Nel secondo caso vediamo l’1,3-diazolo che con nome comune è conosciuto come
l’imidazolo, nel terzo caso vediamo 1,2-diazolo, infine vediamo l’anello saturo che sarà azolidina.
Per i sei termini abbiamo visto la piridina, che con nome
chimico è azina (completamente insaturo).
La pirimidina invece sarà 1,3-diazina, ancora poi abbiamo
1,2-diazina e cosi via. Il sistema completamente saturo
della piridina sarà l’azinano, poi vediamo l’1,4-diazinano
e 1,2-diazinano.
Passiamo adesso hai composti eterociclici ossigenati.
Partiamo sempre dal nome corrente, il composto a cinque atomi insaturo prende il nome di furano
ma il suo nome chimico sarà quello che prevede il prefisso ossa e il suffisso olo, quindi ossolo.
Poi vediamo quello a cinque atomi
completamente saturo conosciuto come
tetra-idro-furano ma chimicamente sarà
chiamato l’ossolano.
Quello a sei insaturo prende il nome di tetra-idro-
pirano ma chimicamente è l’ossano.
Quando il composto non è completamente insaturo
prende il nome di pirano, ma c’è il prefisso che indica
la posizione satura perché non possiamo insaturare
completamente l’anello quindi avremo l’2-H-pirano o
meglio 2-H-ossina.
Vediamo anche l’alfa-pirone e beta-lattone che
vedremo molto spesso. Se nel beta-lattone l’atomo
di ossigeno è sostituito con un atomo di azoto
abbiamo il beta-lattame. A tre
atomi
con l’ossigeno abbiamo l’ossirano conosciuto come
epossido, invece a quattro abbiamo l’ossetano.
Composti eterociclici contenenti due eteroatomi diversi.
Si va in ordine di priorità, con ossigeno > zolfo > azoto.
Quindi quando abbiamo azoto e zolfo diamo la priorità allo
zolfo, dando come nomenclatura 1,3-tiazolo, dove con 3
indichiamo l’atomo di azoto e con 1 l’atomo di zolfo.
Stesso discorso vale quando abbiamo l’ossigeno e l’azoto o
l’ossigeno e lo zolfo, perché la priorità la ha l’ossigeno.
Composti eterociclici con uno o più anelli condensati.
Iniziamo con tutti quei composti che presentano un anello
diverso da quello eterociclico ovvero un anello di tipo benzenico,
in questo caso si deve dare la priorità all’anello eterociclico e si
indicano gli anelli come sostituenti. Quindi in questa immagine abbiamo l’anello furanico con due
anelli benzenici e sarà un di-benzo-furano. Nell’altra immagine abbiamo la piridina che è legata a
due anelli benzenici e sarà chiamata di-benzo-piridina indicando i punti di giunzione, ovvero il
punto in cui gli anelli aromatici sono condensati con l’anello eterociclico.
Quando gli anelli invece sono tutti anelli eterociclici bisogna capire a quale anello dare il nome
anello base e indicare gli altri anelli eterociclici come sostituenti.
Il primo ordine di priorità ci dice che il composto azotato ha la priorità sul composto ossigenato e
quest’ultimo ha la priorità sul composto solforato. Se consideriamo il primo anello vediamo che
l’anello azotato ha la priorità su quello ossigenato pertanto sarà un furo-piridina indicando le
posizioni di condensazione quindi sarà un 3,4-furopiridina.
Quando non ci è possibile dare un ordine di priorità perché i due anelli eterociclici contengono lo
stesso atomo come la seconda molecola, bisogna dare la priorità all’anello più grande.
Infine quando abbiamo gli anelli della stessa
grandezza con lo stesso atomo (come nella
terza molecola, azina-1,4-diazina) allora
bisogna dare priorità al composto che
contiene il maggior numero di eteroatomi. Posso usare anche le lettere (oltre ai
numeri) per indicare l’avvenuta
condensazione degli anelli eterociclici
con anelli non eterociclici, partendo
sempre con la numerazione
dell’eteroatomo. Le lettere indicano i
lati dell’anello eterociclico che ha la
priorità.
Quindi nella prima molecola indichiamo il furano che ha la priorità, indichiamo con la lettera [a] il
lato compreso tra l’ossigeno e il carbonio 1, indichiamo con [b] il lato compreso tra C1-C2 e con [c]
il lato compreso tra il C3-C4. Il lato C4 e C5 sarà uguale al lato [b] e lo chiameremo b, mentre tra il
C5 e l’ossigeno sarà il lato [a]. Quindi la prima molecola sarà chiamata benzo[b]ossolo.
Stereochimica con stereoisomeri. La stereochimica è molto importante dal
punto di vista farmaceutico, vedremo
come la semplice diversa disposizione
spaziale degli atomi all’interno di due
molecole che hanno la stessa formula
bruta in realtà interagiscono sul target
biologico in maniera completamente
diversa. Questo è il motivo per cui noi
troveremo dei farmaci che sono presenti
come singoli enantiomeri e non come
miscele racemiche.
Gli isomeri costituzionali sono tutte quelle molecole che pur presentando la stessa formula
molecolare differiscono per il modo in cui gli atomi sono concatenati, questa diversa
concatenazione si può avere attraverso l’inserimento nei due composti di un diverso gruppo
funzionale pur mantenendo la stessa formula molecolare come ad esempio l’alcol etilico
(CH CH OH) e il dimetil-etere (CH -O-CH ), oppure possono differire anche nella posizione del
3 2 3 3
gruppo. Questi non sono considerati dei veri e propri isomeri mentre lo sono gli isomeri spaziali,
ovvero gli stereoisomeri.
Gli stereoisomeri sono quei composti che hanno una stessa concatenazione atomica all’interno
della molecola, ma hanno un diverso orientamento spaziale degli atomi. Questo è un fenomeno
che possiamo osservare nel caso degli isomeri conformazionali, detti anche rotameri e questi sono
dei composti nei quali si può osservare lungo un asse C-C la rotazione che porta alla diversa
concatenazione spaziale reciproca degli atomi presenti su due atomi di C-C attorno al quale c’è
libera rotazione. Diciamo che questi si convertono molto rapidamente gli uni negli altri senza
avere rottura di legami e sono isomeri tra loro non separabili.
Più importanti sono i cosi detti stereoisomeri di tipo configurazionale, questi si suddividono in
enantiomeri (isomeri che presentano una diversa disposizione spaziale degli atomi e sono uno
l’immagine speculare dell’altro, inoltre questi due tra loro non sono sovrapponibili) e
diastereoisomeri (isomeri che presentano sempre una diversa disposizione spaziale degli atomi ma
non sono l’uno l’immagine speculare dell’altro e non sono nemmeno sovrapponibili).
Nel caso degli enantiomeri, il fatto di essere l’uno l’immagine speculare dell’altro, possiamo
immaginare che almeno un atomo di carbonio sia tale che presenta intorno ad esso quattro atomi
differenti, solo in questa condizione noi possiamo avere una coppia di enantiomeri, quindi due
isomeri che sono l’uno l’immagine speculare dell’altro. A questi composti è associato un potere
rotatorio specifico, cioè questi enantiomeri che presentano la caratteristica di avere un carbonio
che viene definito stereocentro, mentre la molecola viene definita molecola chirale, possono
ruotare il piano di luce polarizzata verso destra (destrogiro +) o verso sinistra (levogiro -).
A questi enantiomeri noi possiamo anche determinare il modo in cui questi quattro atomi sono
realmente disposti nello spazio attraverso una tecnica che permette di visualizzare questa
distribuzione con i raggi X che è possibile applicare solo se la sostanza (se i due enantiomeri) sono
presenti sotto forma di cristalli. Se la sostanza è un solido amorfo o un liquido allora non riusciamo
a riconoscere l’esatta disposizione spaziale degli atomi definita come configurazione assoluta.
Possiamo dunque avere due tipi di configurazione assoluta,
un enantiomero R e un enantiomero S dettate attraverso la
→
regola di Cahn, Ingold e Prelog.
Nel caso dei diastereoisomeri abbiamo steroisomeri che
non sono l’uno l’immagine speculare dell’altro, quindi se noi
immaginiamo uno specchio tra i due composti vediamo che
non sono speculari e non sono nemmeno
sovrapponibili e si definiscono come
diastereoisomeri configurazionali.
Con essi parliamo di tutti i composti che
presentano un doppio legame come gli alcheni
e che presentino due atomi differenti.
Definiamo questi tipi di diasteroisomeri di tipo
geometrico come isomeri di tipo E,Z e questa
nomenclatura può essere sempre assegnata a
differenza di quella CIS,TRANS in quanto
quest’ultima la si può dare solo se sono presenti due gruppi uguali legati ai due carboni del doppio
legame, mentre la E,Z si basa solo sulla priorità del numero atomico. Quando non è possibile
definire delle priorità all’atomo legato all’atomo insaturo bisogna vedere la priorità degli atomi
successivi. Esempi ne vedremo tantissimi, in cui è possibile anche definire come configurazione SIN
(Z) o ANTI (E) quando non abbiamo un doppio legame C-C ma bensì un doppio legame tra il C e un
altro atomo come l’azoto.
Ripassiamo velocemente le reazioni più comuni che ci serviranno per capire i meccanismi di
reazione che faremo con la fitochimica.
→
- -
Sostituzione nucleofila: CH Br + OH CH OH + Br
3 3
In questa reazione abbiamo l’utilizzo di un nucleofilo, cioè una specie elettron-ricca che è in grado
di mettere a disposizione un doppietto elettronico nei confronti di una specie che è un elettrofilo
quindi accetterà in quanto carente di elettroni. In questo caso si ha la sostituzione di un nucleofilo
-
OH (che è un forte nucleofilo) che sostituisce un altro nucleofilo rappresentato dall’atomo di
bromo. Il gruppo metilico è un elettrofilo in quanto legato al bromo quest’ultimo è più elettron-
attrattore, posizionando sul C metilico una parziale carica positiva per la carenza di elettroni.
Ovviamente il nucleofilo entrante deve avere una forza maggiore del nucleofilo uscente.
Vediamo due esempi, nel primo un alcol (meno nucleofilo del gruppo ossidrilico ma funziona per la
presenza di enzimi) che funge da nucleofilo che attacca il substrato che subisce la reazione di
sostituzione nucleofila che è la metionina (aminoacido) sostituito con un gruppo adenilico (SAM)
che rende l’atom
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Chimica farmaceutica 1 e fitochimica - Seconda parte
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Chimica farmaceutica 1 e fitochimica - Quarta parte
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Chimica farmaceutica 1 e fitochimica - Terza parte
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Riassunto esame Chimica farmaceutica e tossicologica 2, Prof. Duranti Andrea, libro consigliato Chimica farmaceutic…