Parte 1: storia della microbiologia
1) Ruolo di Van Leeuwenhoek nella storia della microbiologia
Anthony Van Leeuwenhoek (1632-1723) era un commerciante di stoffe con l'hobby delle lenti, che utilizzava anche nel suo lavoro. Nel 1676, grazie alla sua capacità di realizzare dei microscopi con lenti di dimensioni piccolissime, è il primo che riesce a vedere i primi lieviti e batteri e invia le sue osservazioni alla British Royal Society nel 16tt4.
2) La diatriba della generazione spontanea
Per generazione spontanea si intende la teoria, secondo la quale, la vita potrebbe nascere in modo "spontaneo" dagli elementi inanimati. Per esempio si riteneva che alcuni esseri viventi, soprattutto i più semplici, potessero prendere vita spontaneamente da materiale in decomposizione o dal fango. Questa teoria si contrappone alla teoria della biogenesi, secondo cui la vita può generarsi solo a partire da altri esseri viventi, quindi tutti gli organismi sono originati per riproduzione sessuata/asessuata da altri esseri viventi.
Francesco Redi fece un esperimento per verificare o meno la teoria della generazione spontanea: pose della carne avariata in una serie di recipienti, alcuni chiusi da delle reticelle, altri aperti, e dimostrò che le larve nascevano solo dove le mosche avevano potuto depositare le uova, ovvero solo sui recipienti aperti, confutando la teoria della generazione spontanea.
Molti intellettuali parteciparono alla discussione sulla generazione spontanea (Voltaire, Spallanzani, Leclerc, Needham e soprattutto Pasteur) e alla fine ci fu un'intuizione secondo la quale certe trasformazioni subite dalle sostanze organiche potevano essere causate da esseri viventi invisibili ad occhio nudo.
3) Quale esperimento di Pasteur sconfisse definitivamente la teoria della generazione spontanea? Descrivilo
Sin dall'antichità la teoria della generazione spontanea ebbe un grande seguito tra scienziati e studiosi e fu considerata la più attendibile spiegazione sull'origine di forme di vita considerate ai tempi "inferiori" come mosche, vermi o funghi. A chiudere definitivamente la questione fu Louis Pasteur che, nel 1tt64, vinse un premio messo in palio dall'Accademia delle Scienze di Parigi, per chiunque risolvesse una volta per tutte la questione.
Il chimico francese utilizzò dei matracci di vetro contenenti un infuso di acqua e fieno, che fece bollire per sterilizzarlo. Le bolle, progettate in modo da avere un sottile collo ripiegato, permettevano il passaggio dell'ossigeno ma bloccavano spore e altri contaminanti; dimostrò quindi che i microrganismi riapparivano solo se il collo dei matracci veniva rotto, permettendo così agli agenti contaminanti di entrare.
4) Lo sviluppo dei postulati di Koch; in che modo definiscono cause ed effetti delle malattie infettive?
Il microbiologo e medico inglese Robert Koch (1tt43-191ti) dimostrò il nesso causale tra il Bacillus Anthracis ed il processo infettivo che porta alla malattia dell'antrace (o carbonchio). Koch formulò la sua teoria grazie al suo esperimento: analizzò al microscopio il sangue di un animale malato e scoprì la presenza di particolari microorganismi oltre ai globuli rossi, che non erano presenti nel corpo di un animale sano.
Isolò e coltivò i microorganismi e li iniettò nel sangue di un animale sano. Questo si ammalò e morì, facendo dedurre che era proprio il microorganismo il responsabile della malattia.
Nel 1ttt3 concettualizzò la sua teoria microbica delle malattie infettive attraverso 4 postulati (teoria microbica delle malattie):
- L'organismo sospetto patogeno deve ritrovarsi in tutti i casi di malattia ed essere assente in animali sani.
- L'organismo sospetto deve poter crescere come coltura pura.
- Cellule da una coltura pura dell'organismo sospetto devono indurre la malattia nell'organismo sano.
Parte 1: storia della microbiologia
Ruolo di Van Leeuwenhoek nella storia della microbiologia
Anthony Van Leeuwenhoek (1632-1723) era un commerciante di stoffe con l’hobby delle lenti, che utilizzava anche nel suo lavoro. Nel 1676, grazie alla sua capacità di realizzare dei microscopi con lenti di dimensioni piccolissime, è il primo che riesce a vedere i primi lieviti e batteri e invia le sue osservazioni alla British Royal Society nel 16tt4.
La diatriba della generazione spontanea
Per generazione spontanea si intende la teoria, secondo la quale, la vita potrebbe nascere in modo “spontaneo” dagli elementi inanimati. Per esempio si riteneva che alcuni esseri viventi, soprattutto i più semplici, potessero prendere vita spontaneamente da materiale in decomposizione o dal fango. Questa teoria si contrappone alla teoria della biogenesi, secondo cui la vita può generarsi solo a partire da altri esseri viventi, quindi tutti gli organismi sono originati per riproduzione sessuata/asessuata da altri esseri viventi.
Francesco Redi fece un esperimento per verificare o meno la teoria della generazione spontanea: pose della carne avariata in una serie di recipienti, alcuni chiusi da delle reticelle, altri aperti, e dimostrò che le larve nascevano solo dove le mosche avevano potuto depositare le uova, ovvero solo sui recipienti aperti, confutando la teoria della generazione spontanea.
Molti intellettuali parteciparono alla discussione sulla generazione spontanea (Voltaire, Spallanzani, Leclerc, Needham e soprattutto Pasteur) e alla fine ci fu un’intuizione secondo la quale certe trasformazioni subite dalle sostanze organiche potevano essere causate.