APPLICAZIONE: TEOREMA DI BERNOULLI PER CORRENTE IN CONDOTTA TRA 2 SERBATOI
Si considera un esempio di applicazione di questo risultato a un caso concreto di corrente:
una condo a che collega due serbatoi.
La configurazione è la seguente. Si hanno due serbatoi (recipien ) che contengono fluido
fino alla quota geode ca (serbatoio di monte) e fino alla quota geode ca (serbatoio
̃ ̃
di valle). Si suppone che entrambi i serbatoi contengano lo stesso fluido di peso specifico γ. I
serbatoi sono collega da una condo a di diametro D e lunghezza L.
̃ ̃
Quando i due serbatoi vengono messi in comunicazione a raverso la condo a, il fluido si
muoverà dal serbatoio più pieno (con maggiore energia potenziale) al serbatoio con livello
più basso. Il fluido sarà in moto nella direzione dal serbatoio di monte al serbatoio di valle.
Il teorema di Bernoulli per corren lineari richiede che il fluido sia ideale, pesante e
incomprimibile, che il moto sia stazionario e che la corrente sia lineare. L'ipotesi di moto
stazionario richiede che niente cambi nel tempo.
Come per il processo di efflusso visto precedentemente, per avere un processo stazionario è
necessario:
Nel caso di volumi fini : alimentare il serbatoio di monte e far uscire dal serbatoio di
valle la stessa portata che arriva, per mantenere i livelli costan
Nel caso di volumi infini : i volumi dei serbatoi sono talmente grandi che nel periodo
di osservazione quello che si sposta da un serbatoio all'altro è trascurabile rispe o al
volume totale
Il termine "volume infinito" significa che il volume del recipiente è molto maggiore di quello
che circola nel tempo di osservazione. In entrambi i casi, l'ipotesi di moto stazionario implica
che niente sta cambiando nel tempo, in par colare i livelli nei serbatoi rimangono costan .
Sono no : diametro D e lunghezza L della condo a, quote e , peso specifico γ del
̃ ̃
fluido. Si assumono valide tu e e cinque le ipotesi necessarie per il teorema di Bernoulli
per corren lineari.
Si vuole determinare:
1. La linea dei carichi totali (LCT)
2. La linea piezometrica (LP)
3. La portata Q che viaggia nella condo a
Linea dei carichi totali (LCT): rappresenta il valore di carico totale medio , sezione per
sezione lungo la corrente. È l'equivalente, per le corren , di quanto si era visto per la singola
traie oria.
Linea piezometrica (LP): rappresenta il valore di quota piezometrica z̃ + P/γ di ogni sezione.
Non è necessario specificare "media" perché se vale l'ipotesi di corrente lineare, la quota
piezometrica è uguale in tu i pun della sezione (è costante sull'area trasversale).
Prima di procedere con la risoluzione, è necessario definire dove il campo di moto è
effe vamente una corrente in questo schema. Le par celle dal serbatoio convergeranno
verso la condo a, come nel processo di efflusso verso un foro. Ci sarà quindi una regione in
prossimità dell'inizio della condo a dove le traie orie non sono parallele tra loro.
Si considera corrente dalla prima sezione I-I' (sezione di imbocco), in cui le traie orie sono
tu e parallele e l'inerzia iniziale del fluido nel serbatoio è stata persa. Analogamente, si
definisce una corrente fino alla sezione U-U' (sezione di uscita), che è l'ul ma sezione della
condo a prima del serbatoio di valle. Si ha quindi una corrente tra la sezione I e la sezione
U, lungo la quale valgono i principi deriva .
Per disegnare la LCT, se valgono le ipotesi da 1 a 5, è costante lungo s:
= 0
Questo significa che la linea dei carichi totali è una linea orizzontale, come visto per la
singola traie oria.
Per poterla tracciare è necessario avere un valore di partenza. Si considera una generica
par cella che parte da un punto A nel serbatoio di monte e arriva a un punto B sulla sezione
di imbocco I. ̃ ̃
Lungo questa traie oria da A a B, se valgono le ipotesi di fluido ideale, pesante e
incomprimibile e di moto permanente (le ipotesi del teorema di Bernoulli per la singola
par cella), il carico H della par cella si man ene costante:
=
P
̃ + + =H
γ 2
Se A è preso sufficientemente lontano dall'imbocco, la velocità in A è pra camente zero (il
moto si concentra a velocità rilevan solo nelle immediate vicinanze della condo a). Di
conseguenza, in tu i pun del serbatoio lontani dalla sezione di imbocco, compreso A, si
può ritenere la quota piezometrica uguale a quella della superficie libera del serbatoio. Per
la legge di Stevino (valida per fluido pesante e incomprimibile in quiete):
P
̃ + =H
γ
H = ̃
Questa considerazione vale per ogni traie oria che parte da un punto sufficientemente
lontano e arriva sulla sezione I. Di conseguenza, il carico totale medio sulla sezione I è:
= ̃
,
Dall'applicazione del teorema di Bernoulli per corren lineari, questo carico totale medio è
costante per ogni sezione della condo a. La linea dei carichi totali è quindi una linea
orizzontale a quota , dalla sezione I alla sezione U.
̃
̃ ̃
Per disegnare la linea piezometrica, si parte dall'osservazione che è costante lungo s. Se
anche l'altezza cine ca media α·v_m²/(2g) è costante lungo s, si può dedurre che anche la
quota piezometrica z̃ + P/γ è costante lungo s. Vale quindi che:
̃ + = −
2
La velocità media è definita come = Q/A. La portata volumetrica Q, so o le ipotesi di
fluido incomprimibile e moto stazionario, si man ene costante lungo s. L'area trasversale A,
per una condo a cilindrica di diametro costante D, non cambia lungo la condo a. Quindi la
velocità media è costante lungo s.
Il coefficiente α, che indica quanto il profilo di velocità si discosta dall'uniformità, se non ci
sono variazioni rilevan di configurazione geometrica, rimane sostanzialmente costante. Per
una condo a che man ene il suo diametro, ci si aspe a un moto uniforme nella direzione
preferenziale e un profilo di velocità che non cambia in modo rilevante.
Di conseguenza, l'altezza cine ca α· ²/(2g) è costante lungo s per la conservazione della
massa e per il diametro costante.
Se a destra dell'equazione si ha una costante lungo s ( ) meno un'altra costante lungo s
(altezza cine ca), anche la quota piezometrica è costante lungo s. La LP è quindi una linea
orizzontale.
Per determinare il valore, si considera la sezione di uscita U. Su questa sezione le traie orie
sono tu e re linee e parallele, quindi la quota piezometrica è costante sull'area
trasversale. La corrente di fluido, quando arriva al serbatoio di valle, si trova circondata da
fluido in quiete con quota piezometrica pari a . I pun del contorno della sezione U sono a
̃
conta o dire o col fluido in quiete nel serbatoio di valle. La quota piezometrica sul
contorno deve essere , e quindi, essendo costante su tu a la sezione per traie orie
̃
re linee, su tu a la sezione U si ha:
̃ + = ̃
La linea piezometrica è quindi una linea orizzontale a quota , dalla sezione I alla sezione
̃
U.
Per rappresentare la linea dei carichi totali si parte dal serbatoio di monte. Per
rappresentare la linea piezometrica si parte dal serbatoio di valle.
̃
V
α· 2g ̃
La distanza ver cale che separa le due linee rappresenta l'altezza cine ca α·v_m²/(2g). Dal
grafico si osserva che: V
̃ − ̃ = α · 2g
La differenza rappresenta la differenza di energia potenziale per unità di peso
̃ − ̃
(differenza di carico) tra i serbatoi di monte e di valle. Per la conservazione dell'energia
meccanica (non ci sono dispersioni per l'ipotesi di fluido ideale), questa differenza di energia
potenziale si trasforma completamente in energia cine ca del moto.
Me endo in comunicazione serbatoi che hanno questo dislivello di energia potenziale per
unità di peso, si instaura una corrente associata a questa altezza cine ca, ovvero energia
cine ca per unità di peso.
L'ul mo obie vo è determinare la portata veicolata dalla condo a. Applicando il teorema
di Bernoulli per corren tra le sezioni di imbocco I e di uscita U:
=
, ,
Esplicitando: V
̃ = ̃ + α · 2g
Avendo riconosciuto che e che la quota piezometrica in U è , come
= ̃ ̃
,
determinato graficamente) V
̃ − ̃ = α · 2g
Risolvendo per la velocità media: )
2(̃ − ̃
=
La portata volumetrica si o ene mol plicando per l'area: )
2(̃ − ̃
= =
4
3.4-EQUAZIONE DI BERNOULLI PER FLUIDI REALI
3.4.1-L’INSORGENZA DELLE PERDITE DISTRIBUITE
Come è stato fa o per i processi di efflusso, dove si è applicata la teoria e poi si è ricreato
sperimentalmente il processo per verificare quanto la soluzione teorica si avvicinasse al caso
reale, si procede analogamente per il processo di moto in condo a.
Si suppone che valgano ancora le ipotesi di fluido pesante, incomprimibile, in moto
stazionario e per corrente lineare. Le ipotesi di fluido pesante e incomprimibile valgono per
la maggior parte dei fluidi u lizza nelle applicazioni pra che. Il moto stazionario può
essere creato mantenendo costan i livelli nei serbatoi: se ques sono sufficientemente
grandi e il tempo di osservazione è limitato, non è necessario preoccuparsi del volume che
transita. Altrimen , occorre alimentare e far uscire rispe vamente dal serbatoio di monte e
dal serbatoio di valle la stessa portata che circola nella condo a. La corrente è re linea per
la configurazione geometrica considerata.
̃ ̃
Per verificare se l'ipotesi di fluido ideale è soddisfa a anche nella pra ca, il metodo più
immediato è applicare uno strumento che consenta di delineare, anche per il caso pra co,
la linea piezometrica, ovvero tracciare il valore di z + p/γ lungo la condo a.
La linea piezometrica rappresenta il valore della quota piezometrica. Lo strumento
rivelatore più semplice della quota piezometrica è il piezometro. Nella sta ca dei fluidi,
quando si introduce un tubicino in un serbatoio di fluido fermo, facendo risalire un piccolo
volume di fluido senza alterare lo stato del volume principale, si osserva fino a che quota
risale il fluido. Se valgono le leggi della sta ca (in par colare il principio di Stevino), quel
livello di risalita è l'indicatore della quota piezometrica, perché il livello rappresenta
l'interfaccia tra il fluido e la pressione atmosferica.
Il piezometro può essere u lizzato anche per fluidi in moto, ed è par colarmente u le come
rivelatore di quota piezometrica quando si ha a che fare con corren re linee. In una
corrente re linea, in tu i pun della sezione trasversale si ha la stessa quota
piezometrica, quindi la distribuzione della pressione è idrosta ca. Inserendo un tubicino
piccolo all'interno della condo a, in modo che il processo non sia perturbato dalla misura, il
livello risale fino a indicare la quota piezometrica associata a quella sezione, ovvero fino alla
linea piezometrica.
Nel caso dell'esperimento ideale con fluido ideale, se la teoria fosse una perfe a
rappresentazione della realtà, ci si aspe erebbe che, ovunque si inserisca il tubicino
piezometrico, il livello si stabilizzi sempre allo stesso valore, corrispondente alla linea
piezometrica orizzontale del serbatoio di valle.
̃ ̃ − ̃
V
α· 2g ̃
Procedendo in laboratorio con l'inserimento di piezometri in diverse sezioni, si osserva un
comportamento diverso. Inserendo un tubicino in prossimità del serbatoio di valle, il livello
si porta effe vamente a una quota vicina a quella del serbatoio di valle. Tu avia, inserendo
un altro piezometro più verso monte, il livello si sposta verso l'alto. Procedendo con ulteriori
piezometri sempre più vicini al serbatoio di monte, si osserva che i livelli con nuano ad
aumentare. ̃ ̃
Questo semplice strumento consente di visualizzare uno scostamento dal comportamento
a eso so o l'ipotesi di reologia di fluido ideale. La presenza di sforzi tangenziali
all'interno del moto reale fa sì che la quota piezometrica non si mantenga costante.
L'andamento osservato, unendo i vari livelli nei piezometri, mostra una linea piezometrica
inclinata che decresce procedendo da monte verso valle. Si ricorda che le linee vengono
tracciate tra la sezione di imbocco I e la sezione di sbocco U nella condo a.
A par re dalla linea piezometrica così tracciata sperimentalmente, è possibile tracciare
anche la linea dei carichi totali. Il carico totale medio è definito come la somma di quota
piezometrica e altezza cine ca:
= + +
2
Le due linee (carichi totali e piezometrica) sono parallele perché, per conservazione della
massa so o le ipotesi di fluido incomprimibile e moto stazionario, la portata volumetrica è
costante. Inoltre, non essendoci rilevan variazioni della configurazione geometrica (l'area
trasversale è costante), anche il profilo di velocità può essere ritenuto sostanzialmente
uniforme lungo la condo a, di conseguenza il coefficiente α può essere considerato
costante. Il termine di altezza cine ca è quindi costante lungo s, e le due linee risultano
parallele.
Questa proprietà vale anche nel caso di fluido reale. La conservazione della massa è un
principio fondamentale, non un'approssimazione come il modello reologico. Quindi, anche
nel caso reale, le due linee (carichi totali e piezometrica) sono parallele, separate dall'altezza
cine ca costante /2g:
̃ ̃
Un'osservazione fondamentale emerge dall'esperimento: la differenza di energia potenziale
per unità di peso tra il serbatoio di monte e il serbatoio di valle (̃ ) non è più
− ̃
completamente conver ta in energia cine ca come nel caso ideale. Solo una parte di questa
differenza si converte in energia cine ca.
̃ ̃ − ̃
V ̃
α· 2g
∆
Il fa o che le linee non siano più orizzontali ma inclinate e penden verso valle indica che
l'insorgenza di fenomeni dissipa vi, dovuta alla presenza degli sforzi tangenziali nella
realtà, porta a una perdita di energia per effe o degli a ri .
Tu avia, si nota che la pendenza di queste linee è costante. Il riscontro sperimentale mostra
che a parità di incremento Δs dell'ascissa curvilinea, si ha sempre lo stesso decremento
Δ del carico totale medio. Per distanze Δs uguali si hanno perdite Δ uguali.
Questo comportamento suggerisce di definire una nuova grandezza:
= − = [. ]
Questa quan tà prende il nome di cadente energe ca (o cadente piezometrica) ed è
proprio la pendenza costante (in valore assoluto) della linea dei carichi totali. Il segno
nega vo è necessario perché l'ascissa curvilinea s ha direzione posi va nel verso del moto,
mentre sta diminuendo nel verso del moto.
è una grandezza adimensionale (rapporto tra due misure di lunghezza),tu avia è possibile
dare un'interpretazione fisica più significa va. In un'interpretazione energe ca, il carico
totale medio può essere visto come un'energia per unità di peso, che dimensionalmente è
comunque una lunghezza. Dividendo per una lunghezza, il rapporto rimane adimensionale,
ma questa visione fornisce maggiori informazioni sul significato fisico della grandezza:
= ℎ
La cadente energe ca J rappresenta la perdita di energia per unità di peso a cui va
incontro una corrente re linea per unità di lunghezza percorsa.
Con questa nuova comprensione derivante dal riscontro sperimentale, è possibile scrivere
come diventa l'equazione di Bernoulli per fluidi reali. Se è il tasso con cui diminuisce ,
e la distanza tra la sezione di imbocco I e la sezione di sbocco U è L, allora la perdita totale di
energia che si verifica lungo il percorso sarà :
≔
Questa quan tà prende il nome di perdita distribuita, proprio perché è costante lungo tu a
la corrente, distribuita uniformemente.
Scrivendo l'equazione di Bernoulli tra le due sezioni:
= +
Esplicitando i termini:
̃ + + = ̃ + + +
2 2
Ragionando:
̃ + + = =
2
Prendendo un punto A lontano dalla sezione di imbocco dal quale parte una traie oria che
arriva proprio sulla sezione di ingresso possiamo applicare il teorema di bernoulli perché
lontano dalla sezione di ingresso gli sforzi tangenziali del moto sono nulli pra camente e
quindi è come se avessi fluido ideale:
P P
̃ + + = = = = ̃ + + = ̃ + = Stevino = ̃
2 γ 2 γ
Il fluido che esce dalla sezione di sbocco è a conta o con il fluido in quiete del serbatoio di
valle e quindi vale Stevino (quota piezometrica costante e in questo caso uguale a :
̃
̃ + + + = ̃ + +
2 2
Quindi sos tuendo:
̃ = ̃ + +
2
Da questa relazione si può ricavare la velocità media effe va:
2
= [̃ − ̃ − ]
CONFRONTO CASO IDEALE VS CASO REALE
CASO IDEALE CASO REALE
̃ − ̃ = ̃ − ̃ = +
2 2
2 2
= [̃ − ̃ ] = [̃ − ̃ − ]
Nel caso ideale tu a l’energia potenziale per unità di peso viene conver ta in energia
cine ca per unità di peso. Nel caso reale una parte viene “persa” (e quindi la velocità
effe va è anche minore)
Mentre nel caso dell’efflusso si correggeva banalmente con un coefficiente qui è più
complicato perché la perdita dipende dalla lunghezza della condo a e dalla cadente che
dipende dalla configurazione della condo a. L’obie vo è ricavare una legge empirica (la si
ricava empiricamente) che fornisce a par re da parametri quali diametro, rugosità,
velocità…
3.4.2-DETERMINAZIONE DI LEGGI EMPIRICHE: METODOLOGIA GENERALE E TEOREMA DI
BUCKINGHAM
Una legge empirica è la relazione funzionale che lega una determinata grandezza a una serie
di variabili da cui essa dipende fisicamente. Esistono mol modi per determinare una legge
empirica, uno dei quali consiste nell'impostare una sperimentazione che por alla
determinazione di questa relazione funzionale.
FOCUS: LEGGE EMPIRICA
Una generica grandezza , che si sa essere legata fisicamente a una serie di grandezze del
processo richiede l'individuazione della relazione funzionale:
, , … , )
= ( , , … ,
Le grandezze sono chiamate variabili di controllo e sono cara eris che in
, , … ,
input dell'esperimento. è chiamata variabile di stato e viene misurata dall'esperimento.
L'interesse è impostare una sperimentazione efficace per determinare questa relazione
funzionale Quando è nota, si può sapere quanto vale la grandezza per qualsiasi
.
combinazione dei parametri .
, , … ,
Le variabili di controllo sono parametri del sistema che possono essere imposta e
controlla . La variabile di stato è quella che viene misurata. La prima scelta nell'applicazione
della determinazione di una legge empirica è scegliere una grandezza di output che sia
facilmente misurabile.
Nel caso specifico della determinazione di quale variabile di stato è u le? Si consideri un
,
tra o di condo a lungo separato da due piezometri, uno nella sezione con baricentro A e
uno nella sezione con baricentro B.
Se la condo a è orizzontale, le quote dei baricentri e sono uguali. Tra le due sezioni A
̃ ̃
e B distan varrà che:
− =
Sviluppando:
̃ + + − ̃ + + =
2 2
Le altezze cine che nelle due sezioni sono uguali per con nuità (stessa area, stessa portata).
Inoltre, se la condo a è orizzontale . Quindi:
̃ = ̃
− =
Ovvero: 1 ∆
= ∙
La variabile di stato u le per la determinazione della legge empirica è quindi la caduta di
pressione per unità di lunghezza ΔP/. Questa è la grandezza che deve essere misurata in
tu e le sperimentazioni.
Il passo successivo è iden ficare le variabili di controllo, ovvero capire di quali parametri in
input dipende ΔP/. Il problema è un moto di fluido in condo a, quindi ΔP/ sarà funzione di
una serie di parametri rilevan del processo.
Il moto viene descri o in termini di una velocità media . Questa è la prima variabile di
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Meccanica dei fluidi
-
Risposte Domande Teoriche - Meccanica dei fluidi
-
Esercizi svolti di Meccanica dei fluidi
-
Appunti di meccanica del fluidi
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
Per termini, condizioni e privacy, visita la relativa pagina.