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LA FONDAZIONE DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE (RPC) 中华人民共和国

La storia della Repubblica Popolare Cinese inizia il 1 ottobre 1949, dopo che i comunisti prendono il

potere in Cina e Mao Zedong ne proclama la fondazione dall’alto della porta del Palazzo Celeste a

Pechino. Il 1954 viene promulgata la prima Costituzione da parte dell’Assemblea Nazionale del Popolo e

Mao viene eletto formalmente Presidente e definito il Primo Piano Quinquennale.

1949-1954 → furono anni di emergenza politica, economica e sociale e della ricostruzione cercando di

cancellare le ingiustizie sociali e colpire i nemici dello stato.

Hang Kai-Shek cacciato, si rifugia a Taiwan. Taiwan è riconosciuta come unica Cina nel mondo da tanti

paesi, come l’America, fino al 1971-72. Mentre altri paesi distanti riconoscono la Cina di Mao, che va in

contro a un forte periodo di chiusura.

●​ La popolazione borghese era veramente poca, più dell’80% della popolazione apparteneva alla

cassa operaia e non sapeva né leggere né scrivere, infatti proprio in questo periodo Mao insieme

ai politici introdusse il cinese semplificato per renderlo accessibile a tutti.

●​ Dal punto di vista economico fu richiesto ai privati di cedere allo stato le loro proprietà mentre gli

stranieri furono costretti a cedere le loro proprietà e lasciare la Cina. Decide di ridistribuire le terre

in modo uniforme, inoltre nazionalizza tutte le fonti di reddito cinese (banca, infrastrutture,

servizi..).

●​ In campo sociale vengono approvate leggi a favore di nuovi diritti per donne e bambini (divorzio e

divieto di matrimonio per minorenni).

Primo Piano Quinquennale

Nel 1954 viene introdotto il piano quinquennale un programma di sviluppo economico e

五年计划,

sociale che ha come scopo lo sviluppo dell’industria pesante e la creazione di infrastrutture in tutto il

paese. Si ripropone di raggiungere la produzione di acciaio della Gran Bretagna in cinque anni, per

raggiungere questo obiettivo il paese dovette fare uno sforzo enorme. Con l’aiuto di tecnici sovietici,

costruirono gli altiforni, all’interno del quale viene fuso l’acciaio.

L'economia inizia a diversificarsi, oltre all’agricoltura troviamo la produzione pesante.

La Cina ha l’obiettivo di produrre e modernizzarsi, per fare ciò su un grande paese serve una buona

organizzazione:

●​ I territori in campagna vengono suddivisi in delle comuni popolari che sono a loro volta

人民公社,

suddivisi in contee. Devono essere autosufficienti, in questo modo garantiscono la produzione

che serve alla crescita del paese.

单位

●​ L’unità di lavoro invece corrisponde alla comune popolare, però si trovano in città.

Nei primi cinque anni vanno molto bene. Nel 1958 in occasione dell’avvio del secondo piano

quinquennale introduce il Grande Balzo in Avanti (1958-1962). Sceglie di prefissarsi di superare la

produzione dell’acciaio della Gran bretagna e rafforza le comuni popolari e fonda 25.000 comuni

popolari. Vengono costruiti più altiforni, confiscano tutte le cose in acciaio e vengono abbandonati i

campi. La produzione nelle Comuni entrò in crisi, i quadri di partito danno informazioni false ai capi di

partito, inizia una grande povertà e nel 1959 la Cina incontra la più grande carestia che vede 20-40 mila

morti. Il grande balzo in avanti cade in rovina.

Nonostante le numerose critiche Mao mette nuovamente in vigore il Grande Balzo in Avanti con

conseguenze devastanti, 1958-1962 → il PIL diminuisce del 35%. Nel 1961 il programma viene bloccato

e viene avviato un piano di riaggiustamento economico e politico per ripristinare la produzione agricola e

dell’industria.

MAO ZEDONG

Primo presidente della repubblica popolare cinese che viene eletto a vita (come ShiJing Ping). Mao si

dedica da sempre alle questioni interne.

Nace il 26 dicembre 1893 nel Hunan, da una famiglia abbastanza agiata, ha un rapporto conflittuale con

il padre. Studia la dottrina Confuciana, era vicino al pensiero di Marx e dell’unione sovietica. Viene

soprannominato il grande timoniere.

●​ Lui crede che la forza del paese sia quella dei contadini, andava nelle campagne per parlare con

loro per capire le problematiche.

●​ Partecipa alla Lunga Marcia del Partito Comunista, durante il quale era già vicino al popolo e

diventa sempre più conosciuto. Vuole risolvere i problemi della Cina.

L’ideologia di Mao è di stampo Marxista e Leninista, in un suo discorso parla delle contraddizioni.

I primi anni del suo governo, sono centrati sul risolvere queste due contraddizioni:

1.​ le contraddizioni tra la società cinese e il nemico

caccia tutti i nazionalisti che erano rimasti in campo comunista

2.​ le contraddizioni in seno al popolo

di carattere ideologico, è la linea che caratterizza tutta l’azione politica della Cina, che riguarda tutti quelli

che non rispettano gli ideali socialisti/comunisti.

Lotta di Classe Non Violenta

MARX: Il comunismo è lo stadio in cui tutti sono uguali, per arrivare al comunismo (il popolo esce dalla

fame) c’è bisogno della lotta di classe.

L’obiettivo di Mao è di debellare la povertà del paese.

Campagne Politiche

A pochi anni dalla fondazione della RPC, Mao lanciò delle campagne politiche per eliminare la

corruzione nelle città → Campagna per la Soppressione dei Controrivoluzionari (1950) volta a eliminare

gli elementi di destra; Campagna contro i Quattro Flagelli per eliminare ratti, mosche, zanzare e passeri.

Nascono i controrivoluzionari che sono i proprietari, coloro che avevano relazioni di parentela con

proprietari, i dottori, i medici, i professori…

Lo strumento che Mao utilizza per proseguire le lotte di classe sono le campagne politiche (运动), coloro

che venivano processati venivano portati in dei campi di lavoro e venivano riformati.

●​ Nel 1956, organizza un'assemblea e invita tutte le persone di spicco, gli intellettuali, per chiedere

di esprimere la propria opinione, questa campagna è chiamata CAMPAGNA DEI 100 FIORI.

Un mese dopo, tutti gli intellettuali che avevano mostrato critiche o incertezze verso la politica riformista,

vengono riformati in campi di lavoro. La campagna è strumento per trovare i controriformisti.

●​ Un caso particolare fu la campagna contro i passeri. Ci fu un problema riguardo i raccolti, perchè

i passeri mangiavano i semi, quindi attraverso questa campagna vennero uccisi tutti i passeri.

La Rivoluzione Culturale

La Grande Rivoluzione Culturale Proletaria si svolse tra il 1966 e il 1976, anno della morte di Mao

Zedong. Tuttavia, le sue radici affondano negli anni precedenti, quando, tra il 1960 e il 1965, Mao iniziò a

circondarsi di figure chiave che condividevano la sua visione di approfondire la lotta di classe e riformare

l’economia cinese. Tra questi vi erano l’esercito guidato da Lin Biao, i servizi di propaganda sotto Kang

Sheng e il fronte culturale diretto da Jiang Qing, moglie di Mao.

Nel 1964 fu creato il Gruppo per la Rivoluzione Culturale, con l’obiettivo di valutare la conformità

ideologica delle opere artistiche e letterarie. Mao segnalò personalmente una quarantina di opere da

censurare, tra cui Le dimissioni di Hai Rui di Wu Han, accusata di celare una critica a Mao stesso e di

difendere Peng Dehuai, un ex dirigente caduto in disgrazia. La polemica scoppiata attorno a quest’opera

generò un acceso dibattito all’interno del Partito, diviso tra chi voleva mantenere la discussione in ambito

accademico e chi, vicino a Mao, accusava i letterati di revisionismo.

Nel 1965, la tensione aumentò al punto che Mao si ritirò temporaneamente da Pechino. Durante la sua

assenza, il 1° giugno, studenti e docenti dell’Università di Pechino esposero manifesti che denunciavano

il revisionismo dei vertici universitari. Al suo ritorno, Mao sostenne pubblicamente questi studenti ribelli,

affiggendo un celebre manifesto intitolato Bombardare il quartier generale, in cui accusava alcuni

dirigenti di soffocare la nascente rivoluzione. Di lì a poco, la leadership del Partito passò nelle mani del

Gruppo per la Rivoluzione Culturale.

Nel 1966, nacquero nelle università le Guardie Rosse, composte da studenti di “famiglie rosse”, che si

autoproclamarono protagonisti della nuova rivoluzione. Denunciarono e attaccarono con violenza coloro

che appartenevano alle “classi nere” e si scagliarono contro i cosiddetti “Quattro Vecchiumi”: idee,

cultura, abitudini e comportamenti considerati obsoleti. Mao e il Gruppo per la Rivoluzione Culturale

appoggiarono apertamente queste azioni, arrivando ad accogliere un milione di Guardie Rosse in piazza

Tian’anmen il 18 agosto 1966.

Tuttavia, l’estrema violenza e il caos generati da questi movimenti portarono Mao, nel 1967, a richiamare

l’Esercito Popolare di Liberazione per ristabilire l’ordine. Inoltre, milioni di giovani vennero inviati nelle

campagne per un processo di “rieducazione”, con l’obiettivo di riconnettersi con le masse contadine e

allontanarsi dalle influenze urbane e borghesi.

In sintesi, la Rivoluzione Culturale fu un decennio di profondi sconvolgimenti politici, sociali e culturali,

guidato da Mao per riaffermare la sua leadership e spingere la Cina verso un radicale rinnovamento

ideologico.

Nel 1968 Mao decretò il passaggio dalla fase distruttiva a quella costruttiva della Rivoluzione Culturale,

sostenuto da Zhou Enlai. Tuttavia, Lin Biao e il Gruppo per la Rivoluzione Culturale volevano proseguire

con la rivoluzione senza preoccuparsi dello sviluppo del Paese. Secondo l’intelligence cinese, Lin Biao

progettò un colpo di stato (Piano 571), ma il piano fu scoperto e Lin morì fuggendo in aereo.

Dal 1971 al 1976, con Mao gravemente malato, il potere fu esercitato dalla Banda dei Quattro. Si

contrapposero a loro i moderati come Zhou Enlai, Zhu De e Deng Xiaoping, favorevoli alla

stabilizzazione e modernizzazione.

Nel 1976, durante la Festa del Qingming, si tennero manifestazioni popolari in piazza Tian’anmen in

memoria di Zhou Enlai e contro la Banda dei Quattro. Il Partito le represse. Dopo la morte di Mao il 9

settembre 1976, il suo successore Hua Guofeng fece arrestare la Banda dei Quattro il 6 ottobre,

●​ Le Guardie Rosse erano gruppi di studenti delle scuole superiori e delle università che

seguivano il pensiero di Mao contenuto nel Libretto Rosso. I protagonisti di questa Rivoluzione

sono gli studenti, i ragazzi. Che sin da subito puntano agli insegnanti, portati in piazza costretti a

dichiarare le loro colpe.

Letteratura del regime comunista

Negli anni ’50 in Cina il governo promosse una vasta alfabetizzazione e la riforma linguistica

(semplificazione dei caratteri e introduzione del pinyin), ma la produzione letteraria si ridusse a opere

celebrative del socialismo. Nel 1953 Zhou Yang definì i principi del realismo socialista, che prevedeva

una narrazione edificante della realtà rivoluzionaria con eroi idealizzati.

Per stimolare il dibattito culturale fu lanciato il Movimento dei Cento Fiori (1956-1957), ma le critiche

portarono a una repressione: molti scrittori vennero incarcerati, rieducati o si suicidarono.

Molti autori pre 1949 si ritirarono o cambiarono attività (es. Shen Congwen, Ba Jin, Lao She, Mao Dun).

Chi continuò a scrivere dovette aderire all’Associazione degli scrittori, producendo opere di propaganda

per riviste statali.

Hao Ran, contadino, fu tra i pochi nuovi autori emergenti, mentre Guo Moruo, inizialmente estetista, si

convertì al comunismo, divenendo autore di regime. Fu tra i primi a usare il baihua con metrica

occidentale e scrisse opere poetiche, teatrali e autobiografiche; la sua raccolta più nota è La dea,

incentrata sulla lotta di classe.

L’arte rivoluzionaria

La riforma dell’arte tradizionale investì anche il teatro, rivoluzionando forma e contenuto dell’opera. Nei

primi anni della Rivoluzione Culturale furono create otto “opere modello” a tema rivoluzionario, con

protagonisti lavoratori proletari e soldati eroici. Tra queste: Leggenda della lanterna rossa, Il villaggio

Shajia, Prendere la montagna tigre con la strategia, Raid sul reggimento tigre bianca e Al molo,

ambientate in vari contesti storici come la Seconda guerra sino-giapponese, la Guerra civile cinese e la

Guerra di Corea. Due balletti modello, Il distaccamento rosso delle

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rfergbfbtyhr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Cina 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Andreini Attilio.
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