GIS (Geographic Information Systems)
Introduzione
GEOGRAFIA = scienza che studia gli elementi fisici e gli esseri viventi che caratterizzano la Terra, le loro evoluzioni e
le loro interazioni.
CARTOGRAFIA = insieme di conoscenze scientifiche, tecniche e artistiche utilizzate per rappresentare simbolicamente
dei fenomeni che avvengono sulla Terra. È una branca della geografia che mira a rappresentare e mappare il mondo
reale, generalmente su un piano (carta), attraverso delle trasformazioni geometriche, dei sistemi di coordinati e degli
insiemi di simboli.
GEOGRAPHIC INFORMATION SYSTEMS = insieme di strumenti che consentono di trattare problemi relativi a
diversi domini utilizzando un approccio geografico, sia in fase di analisi sia per la rappresentazione dei risultati.
L’approccio geografico può essere comune a molte discipline (scienze ambientali, gestione risorse naturali,
pianificazione territoriale, navigazione, marketing, epidemiologia, turismo, criminologia, studi umanistici, gestione
trasporti…) e può essere usato ogni qual volta si debba analizzare e interpretare dei fenomeni dotati di connotazione
→
spaziale si basa sulla posizione degli oggetti. La tecnica cartografica rappresenta uno degli strumenti utilizzabili
nell’ambito dell’approccio geografico, e si serve di strumenti sia informatici che cartacei. Alcuni esempi applicativi della
tecnica cartografica:
→
ambito linguistico analisi dell’evoluzione temporale della diffusione di certi costrutti linguistici in Europa;
→
ambito epidemiologico dalla mappatura dei casi di colera durante l’epidemia londinese (1850 ca.) è stato
possibile vedere che la loro posizione era raggruppata attorno alle pompe dell’acqua, e questo ha permesso di
verificare che la causa dell’epidemia era la presenza di agenti biologici nell’acqua.
Tipicamente ormai si usano strumenti informatici, integrati con le tecniche cartografiche classiche, per produrre risultati
visuali come mappe o filmati, utili a rappresentare dei fenomeni. Non necessariamente quindi rappresenta fedelmente
il territorio: l’obiettivo è rappresentare un evento o fenomeno tenendo conto dell’aspetto spaziale, ad es. apprezzando
la distanza tra diversi eventi, il contenimento di un evento all’interno di un’area, la densità di eventi per unità di
superficie…
Le tecniche cartografiche complessivamente costituiscono i Sistemi Informativi Territoriali (SIT) = comprendono non
solo i software usati per l’elaborazione di dati geografici (GIS, Geographic Information Systems) ma anche l’insieme di
procedure, normative e personale utili a far funzionare il sistema stesso. Nonostante siano due cose diverse, i termini
GIS e SIT vengono spesso usati in modo intercambiabile a seconda del contesto. Google Maps e CAD non sono dei GIS,
perché mancano le funzionalità di analisi dei dati geografici. Un GIS per essere definito tale deve avere capacità di
visualizzazione, di analisi e di gestione dati (immissione, manipolazione, trasformazione, elaborazione in altro formato).
Programma:
cenni di cartografia;
modellazione dati territoriali;
i dati territoriali sono di vario tipo, ci sono modelli numerici
più adatti a determinate tipologie rispetto che ad altre.
introduzione alle basi di dati relazionali;
insieme di dati organizzati secondo un modello che ne garantisce la
coerenza e specifica che tipo di operazioni è possibile svolgere su di essi e
cosa se ne può estrarre (es. tutte le persone con lo stesso nome). Una volta
modellati, i dati territoriali possono essere elaborati in vari modi e, nel
momento in cui devono essere salvati in modo permanente, esistono alcuni
formati di file in grado di custodirli.
I dati registrati hanno degli attributi che possono essere usati per metterli in
→
relazione tra loro caratteristiche proprie delle basi di dati.
.shapefile = tabelle di una base dati salvata sul computer. In alternativa al
salvataggio su computer, esistono gestori di basi dati più flessibili, che
permettono di effettuare un maggior numero di operazioni e gestire volumi
→
maggiori di dati (decine di milioni di punti anziché decine di migliaia)
non si è vincolati al computer ed è possibile accedere ai dati nello stesso
momento in cui vi accendono gli altri.
processi elaborativi di base;
analisi spaziale;
casi d’uso.
Sistemi Informativi Territoriali (SIT)
I SIT sono strumenti che agevolano l’osservazione dei fenomeni dal punto di vista spaziale, secondo un approccio
geografico. Quando si osserva e analizza il mondo che ci circonda, uno dei criteri di analisi è quello della SPAZIALITÀ
degli oggetti. I GIS permettono di considerare il punto di vista spaziale in modo sistematico e semplice: ad esempio, si
considerano la forma, la posizione degli oggetti e quanto spazio occupano.
intesa come luogo preciso in cui è collocato
l’oggetto (coordinate) ma anche posizione
relativa rispetto ad altri oggetti (a contatto,
vicino a, a nord/sud di, all’interno di…).
La spazialità delle informazioni viene usata in ogni momento per:
scegliere un percorso in auto;
stimare il valore di un immobile in base ai luoghi di interesse;
verificare il funzionamento cellulare;
valutare situazioni militari;
mettere a punto un piano d’evacuazione in situazioni di emergenza o dopo una catastrofe.
può essere messo a punto per giudizio esperto. Esempio esondazione: sulla base degli eventi passati è possibile
determinare dove potrebbe avvenire la prossima. Nel momento in cui il fiume esonda, l’acqua arriva ad un certo
punto dopo un certo lasso di tempo e con un certo livello di piena; sulla base di queste informazioni e
dell’elevazione del suolo è possibile stimare quali punto verrebbero coperti dall’acqua, utilizzando simulazioni
effettuate con strumento automatici. Confrontando le zone allagata con i percorsi di fuga pianificati, si determina
quali rimangono agibili e quali no.
Il punto di vista spaziale fa emergere delle correlazioni che altrimenti potrebbero non essere evidenti. Esempio di analisi
territoriale: Nome comune Emissioni SO Ricoveri per malattie respiratorie
2
Perinello 606 5.1%
Monteventoso 14 1.1%
Scalterone 714 0.8%
Costamara 24 7.3%
San Gaudenzio 2047 7.3%
→ si ha una tabella con i campi lista comuni, emissioni di SO e ricoveri per malattie respiratorie. Ricoveri ed emissioni
2
sembrano essere incorrelati (r = 0.38). Tuttavia, l’analisi geografica suggerisce un’altra interpretazione del fenomeno:
Monteventoso Perinello Costamara
Scalterone San Gaudenzio
L’obiettivo di un GIS è quindi visualizzare gli stessi fenomeni da diversi punti di vista. Un GIS permette anche di
disegnare mappe e decidere in che modo rappresentare gli oggetti.
Oltre ad analizzare un fenomeno, i GIS possono essere utili anche per selezionare qualcosa di nostro interesse. Esempio
di problema intrinsecamente spaziale: scelta di una zona che abbia le caratteristiche richieste per un certo tipo di attività,
→
in questo caso un nuovo centro commerciale gli input sono la regione in cui si deve situare l’attività e una lista di
requisiti. A partire da questi input si produce come output una lista ordinata di siti, ciascuno con un punteggio associato.
I requisiti possono essere, ad esempio, la distanza minima da una città/un aeroporto, la quantità di strade nei dintorni,
la distanza da zone industriali, l’assenza di rischio di inondazione… Per verificare queste indicazioni sono necessari
alcuni dati di supporto sull’utilizzo del territorio (occorre sapere dove sono gli aeroporti, le zone industriali…). A questo
punto si può procedere manualmente, controllando le distanze sulla mappa per ogni singolo sito, o si può utilizzare un
GIS, caricando dei layer (→ fonti di dati di cui si ha bisogno) di vario tipo e servendosi di tecniche informatiche per
selezionare i dati di interesse. Attraverso strumenti automatici si possono trasformare i criteri qualitativi in criteri
→
quantitativi un criterio vago come “zona ben servita da strade” può essere trasformato in qualcosa di più specifico
come “zona in cui ci sia almeno tot lunghezza di strada per km ”. Quest’ultimo requisito è effettivamente quantificabile
2
e può contribuire a definire un punteggio tramite una formula matematica che lo calcoli automaticamente. Un’analisi
qualitativa indica, ad esempio, che una data area si trova vicino ad un porto, mentre un’analisi quantitativa indica
esattamente quanti chilometri dista.
Altri esempi: trovare tutti i terreni in vendita con determinate caratteristiche, tutte le zone abitate da più di un certo
numero di persone che siano situate lungo una strada molto trafficata…
I requisiti possono essere espressi direttamente con una richiesta al sistema, un’interrogazione. Ad esempio: quali sono
gli appezzamenti di terra in vendita per i quali sono soddisfatte le condizioni dei criteri? Queste interrogazioni tengono
conto del posizionamento spaziale degli oggetti e possono considerare oggetti provenienti da diverse fonti. Esempio: si
cercano le zone ad alta densità di popolazione situate vicino ad una strada trafficata (rappresentata come una linea); sul
sito Istat si trovano i dati relativi alla popolazione, con granularità molto fine . I dati relativi alla popolazione vengono
1
utilizzati in combinazione con i poligoni che ne rappresentano la posizione, i quali permettono di contestualizzare i dati
censuari dal punto di vista geografico.
Una volta definito il contesto geografico, è possibile correlare dei dati con qualsiasi altro dato che abbia anch’esso un
suo contesto geografico. L’informazione geografica permette l’utilizzo di dati eterogenei, funzionando come una chiave
universale: permette di mettere insieme fonti diverse, in quanto legata alla posizione univoca degli oggetti nel mondo.
Le coordinate delle posizioni vengono rappresentate secondo un SISTEMA DI RIFERIMENTO. Data una coppia
latitudine-longitudine che identifica una posizione, la distanza tra due posizioni può essere misurata correttamente solo
se entrambe sono espresse dallo stesso tipo di coordinate, con lo stesso sistema di riferimento basato sullo stesso geoide.
I sistemi di riferimento sono standardizzati e i dati possono essere convertiti dall’uno all’altro (in modo più o meno
preciso a seconda dei sistemi di origine e di destinazione).
I SIT si servono di un insieme di tecnologie per supportare l’approccio geografico nell’analisi dei problemi. I SIT
comprendono però anche l’organizzazione dei dati e del lavoro finalizzato al trattamento dei dati stessi.
Complessivamente, quindi, sono un insieme di aspetti tecnologici e organizzativi che hanno come obiettivo il
trattamento della componente spaziale dell’informazione.
A seconda del contesto, per GIS si può intendere:
• un software in grado di gestire genericamente dati georeferenziati;
• un insieme di procedure per il trattamento di dati georeferenziati;
• un’applicazione formata da hardware + software + procedure + competenze tematiche in grado di acquisire,
gestire, elaborare e rappresentare dati georeferenziati (→ accezione più vicina al significato proprio del termine
SIT).
Un isolato include 800-1000 abitanti. In campagna le zone sono larghe e diventano sempre più strette man mano che la popolazione
1
si densifica.
Esistono software in grado di gestire dati spaziali che però non sono dei GIS, in quanto hanno scopi diversi dalla
gestione dell’aspetto geografico (ad es. sono orientati prevalentemente al disegno anziché all’analisi spaziale, come i
CAD, permettono solo la visualizzazione di mappe, come Google Maps, o non sono adatti a gestire sistemi di
riferimento geografici).
SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI
relativi alla gestione di informazioni. I dati hanno a che vedere con DATI TERRITORIALI, relativi
al territorio. Le operazioni che vi si svolgono sono, ad
sono pensati per essere elaborati e trasformati esempio, trovare la vicinanza, l’adiacenza, la visibilità di
al fine dell’interpretazione e dell’utilizzo.
L’elaborazione richiede la presenza di un un punto da un altro, la presenza di ostacoli nel mezzo…
Tutti questi dati hanno come radice comune l’essere
operatore con competenze informatiche e georeferenziati (riferiti al territorio) e possono essere
applicative, oltre che banche dati e programmi
appositi. messi in relazione tra loro indipendentemente dalla loro
origine e dal loro modello, per mezzo sia di altri dati non
geografici a loro associati sia della loro stessa posizione.
non si tratta solo di semplice elaborazione dati. Spesso non sono direttamente pensati per avere una
Il contesto è caratterizzato da grande connotazione geografica, bensì sono il prodotto
eterogeneità e funziona grazie ad accordi collaterale di altri tipi di attività. Esempio: dati posizione
stabiliti tra diversi agenti in merito a come nei cellulari, sistemi di anticollisione nelle navi (che
→
operare per un determinato scopo necessità trasmettono costantemente posizione/direzione/velocità
di integrare dati diversi, partecipazione di più → c’è un’informazione geografica perché vengono
soggetti (persone ed istituzione), diverse trasmesse coordinate ma l’obiettivo non è l’analisi
competenze, interdisciplinarietà. software geografica).
informatici sono inseriti in un sistema
gestionale che descrive il flusso completo di
trattamento dei dati.
TIPO DI DATO = dominio all’interno del quale un dato può assumere un valore. Ad esempio, i numeri interi sono uno
specifico insieme; “essere di tipo intero” costituisce una variabile: non si sa che valore abbia quella variabile in generale,
ma ci si aspetta che contenga un intero. Nel momento in cui due variabili contengono dati di tipo intero, è possibile
svolgere tra quelle due variabili operazioni consentite per gli interi (somma, moltiplicazione…) e ottenere un nuovo
risultato che è a sua volta un intero. Per ciascun tipo di dato (testuale, date…) sono possibili determinate operazioni.
Nel caso di dati geografici, le operazioni specifiche comprendono misurare la distanza tra due posizione, misurare l’area
di una posizione, valutare se due elementi sono adiacenti, se un elemento è visibile da una certa posizione… Queste
operazioni sono rese possibili dalla tipologia di dato che si sta trattando e hanno significato per questa specifica tipologia.
Per costruirli sono necessarie competenze tecnico- Contesto applicativo multidisciplinare
informatiche: programmazione, scrittura del software (vengono usati da diversi settori), spesso
GIS, multimedialità, networking, computer graphics, associati a modelli.
database… Per reperire i dati:
SISTEMI telerilevamento
INFORMATIVI
Per interpretarli sono necessarie (immagini satellitari);
TERRITORIALI
competenze di cartografia e geodesia statistica
→ modellazione e rappresentazione.
Per rappresentare efficacemente i risultati ottenuti servono
competenze di comunicazione e organizzazione aziendale.
I GIS consentono di effettuare operazioni di vario tipo con i dati geografici (analisi, modifica, visualizzazione). Esempi
di settori applicativi della tecnologia GIS:
1. GEORMARKETING: analisi dei bacini d’utenza aziendale e dell’eventuale sovrapposizione coi bacini della
concorrenza. Il primo step è l’applicazione di uno sfondo per visualizzare il contesto
geografico. Il secondo step prevede il posizionamento degli elementi di interesse,
ovvero i siti dell’azienda e i poligoni di forma irregolare ottenuti sulla base delle
→
informazioni relative alla rete di trasporti si parte da delle posizioni e da un’analisi
di raggiungibilità (cosa è raggiungibile in un’ora, cosa con i mezzi pubblici…).
Sfondo, siti e poligono fanno ciascuno parte di un layer (livello) = gruppo di
contenuto omogeneo che può essere visualizzato o meno, e visualizzato secondo
specifiche regole. Esempio: layer contenente i dati dell’idrografia, rappresentati con
tratti blu di larghezza proporzionale al flusso, o all’importanza, o qualunque altro
criterio purché uniforme all’interno dello stesso layer.
Successivamente si può procedere all’estrazione automatica di zone con determinate
caratteristiche, ad esempio le zone di intersezione.
2. ANALISI DI MERCATO: analisi della capacità di attrarre la clientela e confronto con strutture
concorrenti. Anche in questo caso si parte dai punti vendita e dalle linee isotone
che rappresentano i luoghi raggiungibili in un dato tempo dal punto di
partenza. Dalla presenza di una certa zona all’interno di un’isotona si ricavano
informazioni sul tempo di raggiungibilità.
3. ANALISI AMBIENTALE: ad esempio la simulazione di un’esondazione utilizzando modelli numerici. Il
→
risultati dell’esecuzione di questi modelli deve essere visualizzato si devono
fornire al software delle informazioni di base (elevazione del suolo…), che in
seguito vengono esportate e applicate alla simulazione; infine, si importano i
risultati per produrre delle immagini (in questo caso una sequenza di immagini
combinate in un’animazione).
4. TURISMO E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI: un GIS può essere usato per produrre delle
immagini tridimensionali in cui appaiano
indicati determinati oggetti, ad esempio un
percorso di interesse turistico rappresentato
sulla mappa con una linea. Successivamente, ci
si può servire di immagini satellitari e
informazioni altimetriche per fare una
ricostruzione tridimensionale del suolo con i
rilievi presenti.
5. PROGETTAZIONE: valutazione dell’impatto ambientale di una nuova struttura.
6. CONTROLLO DEL TERRITORIO: la combina
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Introduzione ai sistemi operativi
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Introduzione ai sistemi lineari
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Introduzione VHDL
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Batteri -introduzione-