M.C. FISIOLOGIA
01. Introduzione alla fisiologia; 17. Sistema respiratorio;
02. Concetto di omeostasi; 18. Forze che intervengono nella
03. Meccanismi a Feedback; ventilazione polmonare;
04. Meccanismi di trasporto; 19. Fattori che influenzano la
05. Trasporto epiteliale. ventilazione polmonare;
06. Introduzione ai tipi di comunicazione cellulare; 20. Volumi e capacità polmonare.
07. Comunicazione diretta;
08. Classificazione funzionale dei messaggi chimici;
09. Classificazione chimica dei messaggeri;
10. Meccanismi di trasduzione del segno.
11. Organizzazione del sistema nervoso
12. Sistema endocrino;
13. Sistema motorio;
14. Sistema cardiovascolare;
15. Sistema linfatico;
16. Composizione del sangue 1
M.C. 01. INTRODUZIONE:
La fisiologia è la scienza che studia il funzionamento degli organismi viventi, applicando i
principi stabiliti dalle leggi, tra cui:
- Fisica;
- Chimica;
- Biologia;
- Anatomia.
Un organismo è organizzato a livelli gerarchici sempre più complessi:
- Cellule, tra cui:
• Cellule nervose;
• Cellule muscolari;
• Cellule epiteliali;
• Cellule connettivali.
- Tessuti, composti da cellule riunite:
• Tessuto nervoso;
• Tessuto muscolare;
• Tessuti epiteliali;
• Tessuti connettivi.
- Organi, composti da tessuti organizzati;
- Sistemi o apparati, sono organi che collaborano insieme per svolgere una funzione
superiori.
Esempio/ apparato cardio-circolatore, è rappresentato dal cuore, ma anche
dall’insieme di tutti i vasi. Uno senza l’altro non hanno significato, in termini di
possibilità di svolgere la funzione di far circolare il sangue.
Ad ogni livello gli elementi hanno un’interazione tra di loro che consente il realizzarsi
di una funzione superiore.
Eritrociti (globuli rossi):
Gli eritrociti sono prodotti a livello del midollo osseo, e hanno lo scopo di trasportare
l’ossigeno dai polmoni ai tessuti, e riportare l’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni.
L’ormone eritropoietina è un ormone che stimola il midollo osseo nella produzione degli
eritrociti. Questo ormane viene prodotto a livello del rene (se viene prodotto poco ormone si va
incontro ad una anemia, pochi globuli rossi).
Gli eritrociti per svolgere il proprio compito devono essere carichi di ossigeno, quindi è
necessario l’apparato respiratorio. L’apparato respiratorio e composto da muscoli che hanno
bisogno di essere continuamente riforniti di energia, per questo entra in gioco l’apparato
gastrointestinale che processa le sostanze ingerite e fornisce energia ai muscoli. 2
M.C.
Dopo che l’eritrocita è carico di ossigeno deve andare in circolo per raggiungere i tessuti, per
svolgere questa funzione entra in gioco il sistema cardiovascolare, che trasporta gli eritrociti
in giro per il corpo, dai polmoni ai tessuti e viceversa.
Infine, entra in gioco il sistema nervoso, che permette di regolare la quantità corretta di
ossigeno che deve arrivare in quel determinato tessuto in quel determinato momento. 3
M.C. 02. CONCETTO DI OMEOSTASI:
Il termine omeostasi deriva dal greco e significa stessa stabilità.
Nell’ambiente esterno ed interno dell’organismo sono continuamente presenti influenze
perturbatici.
Tende al mantenimento di un ambiente interno stabile, nonostante la presenza di influenze
perturbatici dall’esterno all’interno.
Cenni storici:
Claude Bernard (1813-1878), coniò il termine “mezzo interno”, questo
perché pensava che questo mezzo era sempre stabile (pH, T°). Questi
mezzi cambiano per regolarsi con l’ambiente esterno.
Esempio/ quando fuori fa freddo, il nostro corpo percepisce questa condizione e
inizia a far andare il sangue nelle zone più importanti (cuore, polmoni, cervello), e va
a cercare una vasocostrizione ad esempio nelle dita della mani. Questo e per far
adattare il corpo all’ambiente esterno.
L’omeostasi può essere applicata a livello:
- Microscopico, di singola cellula;
- Macroscopico, dell’intero organismo
Omeostasi a livello microscopico:
Si tratta del mantenimento della concentrazione delle
varie sostanze all’interno della singola cellula entro un
range: se le sostanze sono troppe si devono espellere, se
sono poche si devono assumere dall’esterno. Il tutto per
mantenere la cellula in un ambiente costante.
Omeostasi a livello macroscopico:
L’organismo (ambiente interno) è rappresentato dal
rettangolo. Si vedono le sue principali funzioni (tubo
digerente, apparato respiratorio, cardio-circolatorio,
funzione renale di filtrazione del sangue e di eliminazione
delle scorie con l’urina).
Ambiente esterno Come per la cellula: è necessario
prendere sostanze dall’esterno (ossigeno e sostanze
nutritive) ed eliminarne altre (sotto forma di feci, urine e
sudore). 4
M.C. 03. MECCANISMI A FEEDBACK:
L’organismo per mantenere l’omeostasi utilizza il meccanismo di Feedback (retroazione), che
si divide in negativo e positivo.
Feedback Negativo:
All’aumentare della variabile in questione si metteranno in atto dei meccanismi volti a ridurre
la variabilità.
Il risultato dell’azione ha un effetto opposto rispetto a quello iniziale.
Meccanismo che contrasta gli stimoli esterni o interni per riportare i parametri corporei a un
valore stabile e di riferimento.
Per far avvenire questo tipo di feedback c’è bisogno di tre passaggi:
- Sensori, sono i sensori della variabile, quindi generalmente
il segnale di input del sistema, segnalando lo stato della
condizione attuale dell’organismo;
- Integratori, le informazioni di input devono essere integrate
da strutture a livello del sistema nervoso. L’ipotalamo, ad
esempio, è un integratore di informazione, paragona le
informazioni che riceve dai sensori con il valore che
dovrebbe essere mantenuto costante. Se il confronto tra
input e situazione ottimale rileva differenze, viene segnalato
un errore e si deve mettere in atto una risposta;
- Effettori, ovvero generatori di risposta in caso di differenza
tra input e valori desiderati: si avrà la generazione di segnali
di uscita dal sistema nervoso (output) diretti agli organi
effettori, che hanno il compito di generare un frecce sottili rappresentano le
comportamento opposto a quello che ha attivato il sistema. informazioni in uscita
Esempio/
- Rilievo, riduzione della temperatura come segnale di input;
- Paragone, segnale di errore;
- Genero, aumento della temperatura, aumento della produzione di calore.
Feedback positivo:
All’aumentare della variabile in questione si metteranno in atto dei meccanismi volti ad
aumentare gli effetti.
Il risultato dell’azione rafforza l’effetto iniziale. Si tratta di un meccanismo quindi opposto, che
va nella direzione opposta all’emostasi. 5
M.C. 04. MECCANISMI DI TRASPORTO:
Ogni cellula ha un ambiente leggermente diverso rispetto:
- All’ambiente di altre cellule appartenenti ad altri tessuti;
- All’ambiente extracellulare.
Per mantenere questa diversità di composizione dei nostri liquidi biologici, le cellule sono
delimitate da membrane e tali membrane devono possedere dei meccanismi in grado di
regolare la tipologia e la quantità di sostanze che possono entrare o meno.
Per regolare questi scambi di sostanze tra interno ed esterno ci sono meccanismi di trasporto.
Le nostre membrane sono costituite da molecole (fosfolipidi), composti
da: - Una parte idrofila (parte gricia, acidi grassi);
- Una parte idrofilia, formata da uno scheletro di glicerolo e dalla
colina fosfato (azzurra).
All’interno del doppio strato lipidico sono inserite diverse proteine. Queste proteine hanno una
serie di funzioni che consentono, tra le altre cose, il passaggio di sostanze.
Meccanismi di trasporto:
Le cellule per spostarsi hanno la possibilità di usare due componenti:
proteine che mi consentono di creare un ambiente, che non è quello della membrana,
- adatto al passaggio delle sostanze;
ricorrere ai meccanismi di esocitosi o endocitosi.
-
per lo spostamento c'è bisogno di energia, ATP.
Il trasporto di molecole attraverso le membrane segue gli stessi principi delle reazioni
chimiche, possiamo individuare due tipi di movimento:
passivo, avvengono da regioni ad alta energia verso regioni a bassa energia;
- attivo, per muovere molecole in direzione opposta c'è bisogno di energia.
-
L'energia dipende da:
concentrazione del soluto;
- dalla carica (se il soluto è uno ione).
-
L'energia cresce all'aumentare della concentrazione del soluto. I soluti si muovono da una
regione ad alta concentrazione ad una a bassa concentrazione in modo passivo, questo è
perché segue il gradiente.
Meccanismi di trasporto passivi:
I meccanismi di trasporto passivi non richiedono energia, però alcuni dei suoi componenti
necessitano di proteine. Il trasporto passivo è composto da: 6
M.C.
DIFFUSIONE SEMPLICE:
La diffusione semplice non necessità dell’utilizzo di proteine.
È un tipo di trasporto passivo, che obbedisce alla legge della diffusione di Frick. Questo tipo di
diffusione funziona per:
Gas;
- Molecole idrofobiche;
- Piccole molecole polari.
-
Due componenti (interno o esterno), o artificialmente creati, divisi da una barriera permeabile alla
sostanza in questione. Possiamo individuare 3 condizioni:
a. sostanza tutta nel lato 1;
b. con il tempo la sostanza si muoverà e casualmente urterà la
barriera spostandosi verso il lato 2. Questo fenomeno, all'inizio, è
molto spiccato. Infatti, nel lato 2, all'inizio non si ha nessuna
molecola che casualmente si muove, urta la membrana e passa
nel lato 1;
c. le molecole che passano da 1 a 2 sono uguali alle molecole che
da 2 vanno ad 1. il flusso netto è zero.
Flusso netto, sarebbe il numero di molecole che da un lato vanno
all'altro, molecole che si muovono nella direzione opposta.
La quantità di sostanza che passa nell'unità di tempo (F) dipende da quanto è facile il passaggio
della sostanza (P), dell'area di superficie delle membrane (A) e dal gradiente di concentrazione
(delta C).
Tutto questo dipende dalle caratteristiche chimiche sia della sostanza sia della membrana.
A parità di membrana e sostanza è una costante, cioè non varia a parità di condizione.
OSMOSI:
L'osmosi non necessita di proteine.
Per osmosi si intende il passaggio di acqua (solvente) attraverso una membrana
semipermeabile.
Se due ambienti contengono una soluzione a diversa concentrazione sono separati da una
membrana semipermeabile, il solvente si muoverà dall'ambiente con soluzione meno
concentrata a quello con soluzione più concentrata, tendendo così ad equilibrare la
concentrazione del solvente stesso. 7
M.C.
Si parla di tonicità quando si confronta la forza di richiamo dell'acqua, quindi la forza osmolare,
di due soluzioni diverse messe vicine considerando la quantità di soluto non permanente.
Si ha una cellula immersa in un liquido con una concentrazione diversa di soluti. Fuori c'è una
soluzione con dei soluti che tenderanno a richiamare acqua dal globulo rosso, con una forza
decisamente più forte. Il globulo rossi si raggrinzisce fino ad arrivare, se possibile, alla metà del
suo volume.
Compartimenti liquidi nell’organismo:
L’acqua contenuta dento la cellula è separata dall’acqua contendete fuori dalle cellule. Questi
compartimenti devono essere tenuti in equilibrio.
L’acqua totale (su 70 kg) è di 42 litri. L’acqua che troviamo dento le cellule è di circa 28 litri. La
rimanente parte, ovvero 14 litri, sono liquido extracellulare.
L’acqua extracellulare si può ulteriormente suddividere in 3 litri a livello del plasma, e 11 litri di
acqua nel liquido interstiziale, ovvero quel liquido in cui sono immersi le cellule dei nostri
tessuti.
DIFFUSIONE FACILITATA:
La diffusione facilitata è caratterizzata dalla necessità di proteine di membrana. Sono dei
meccanismi di trasporto estremamente semplici.
Si ha un passaggio di sostanza secondo gradiente, da dove la sostanza è più concentrata
(alta) a dove è meno concentrata (bassa), senza richiesta di energia.
C’è la necessità di un facilitatore: infatti le sue caratteristiche fisico-chimiche della specifica
sostanza non sono idonee al passaggio attraverso la membrana. 8
M.C.
All’inizio, con l’aumentare del gradiente di concentrazione aumenta il flusso. Poi questa
relazione si blocca ed il flusso netto rimane costante.
Questo avviene perché si va incontro a saturazione: ognuno di questi trasportatori oscilla e
può trasportare una certa quantità di sostanza. Quando lavora al massimo, anche se il
gradiente di concentrazione aumenta, non può lavorare di più.
Il trasportatore legherà una sostanza con cui ha affinità, questa e detta specificità chimica.
Riassumendo le sue caratteristiche sono:
Trasporto lungo gradiente;
- Passività;
- Utilizzo di proteine trasportatrici;
- Saturabilità;
- Specificità chimica;
- Competizione.
-
PASSAGGI ATTRAVERSO CANALI:
Necessità dell’utilizzo di proteine.
Si possono individuare due tipi di canali per il passaggio di sostanze:
Acqua, passa attraverso dei canali che si chiamano acquaporine.
- Questi canali sono costituiti da una proteina con un foro centrale, un
canale, da cui possono passare le molecole di acqua. Il passaggio è
di tipo passivo, è governato dall’osmosi; quindi, l’acqua segue il
gradiente e va dove ci sono più soluti che esercitano una forza
attrattiva.
Ioni, si tratta di canali, quindi di proteine che fanno passare ioni. I canali
- ionici sono alla base del funzionamento del nostro sistema nervoso. I
segnali nervosi sono possibili perché si hanno delle correnti elettriche
veicolate da ioni che si spostano dentro e fuori delle cellule. Si possono
classificare a seconda:
Meccanismi di apertura e chiusura, a seconda della
▪ differenza di protezionale elettrico tra interno ed esterno della cellula,
oppure attraverso stimoli meccanici, o stimoli chimici;
Della selettività ionica.
▪
Meccanismi di trasporto attivo:
I meccanismi di trasporto attivi richiedono energia, e sono componenti che necessitano di
proteine. Il trasporto attivo è composto da: 9
M.C.
POMPE:
È una proteina di membrana che sposta sostanze contro
gradiente, da dove ci sono meno sostanze a dove sono
maggiormente concentrate. Di conseguenza consuma energia ad
ogni ciclo.
Questo consumo di energia, da parte della pompa, viene effettuato in modo diretto, si parla di
trasporto attivo primario. La stessa proteina di membrana che sposta la sostanza contro il suo
gradiente è in grado di rompere l’ATP, prende l’energia e sposta la sostanza.
COTRASPORTATORI E CONTRO-TRASPORTATORI:
Sono meccanismi attivi secondo, spostano sostanze
contemporaneamente: una contro gradiente una lungo gradiente.
Possono essere:
Stessa direzione, si parla di cotrasporto o simporto;
- Direzione opposte, si verifica un flusso opposto di sostanze
- contro-trasporto o antiporto.
ENDOCITOSI/ESOCITOSI:
Le macromolecole hanno dimensioni tali che non possono attraversare la membrana
plasmatica neanche con l’aiuto di proteine trasportatrici. Perciò riescono ad attraversare la
membrana plasmatica solo se inglobate in vescicole.
Endocitosi, le molecole presenti nel liquido extracellulare entrano nelle cellule tramite la
formazione di vescicole, che si originano a livello della membrana plasmatica, denominate
endosomi. Ci sono tre tipi di endocitosi:
Fagocitosi, molecole di dimensioni maggiori (a);
- Pinocitosi, molecole di piccole dimensioni (b);
- Mediata da recettori, vengono internalizzate molecole specifiche riconosciute da
- recettori (c). c
a b 10
M.C.
Esocitosi, le macromolecole presenti all’interno delle cellule vengono impacchettate in
vescicole secretorie che fondendosi con la membrana plasmatica
rilasciano il loro contenuto nel liquido interstiziale.
Contrario dell’endocitosi: una vescicola all’interno della cellula si
fonde con la membrana plasmatica e libera il suo contenuto
nell’ambiente extracellulare.
Ha tre funzioni:
Aggiunge componenti alla membrana plasmatica;
- Riciclare recettori precedentemente rimosso dalla membrana plasmatica mediante
- endocitosi;
Secernere specifiche sostanze all’esterno della cellula, nell’ambiente extracellulare.
-
Esempio/ i vasi sanguini sono delimitati, anche i piccoli capillari, da almeno uno strato di cellule
che regola la modalità con cui le sostanza possono entrare ed uscire dai capillari stessi. 11
M.C. 05. TRASPORTO EPITELIALE:
Molte cellule sono organizzate insieme a formare dei tessuti (tessuto epiteliale, epitelio),
cellule specifiche, fittamente addensate e legate “orizzontalmente” tar di loro.
Questo ha lo scopo di:
Separare gli ambienti;
- Meccanismi per il trasporto di materiali, e può essere:
- Assorbimento (esterno interno);
→
▪ Secrezione (interno esterno).
→
▪
Ogni compartimento è delimitato da file di cellule.
La struttura di un epitelio è costituita da diverse cellule legate tra di loro in particolari punti. Il
fatto che vi siano queste giunzioni tra una cellula e l’altra fa sì che quella che è la parte della
membrana cellulare rivolta da un lato (ad esempio il lume, la cavità dello stomaco o del tubulo
renale) abbia delle caratteristiche e sia completamente separata rispetto alla parte di
membrana rivolta dall’altro lato.
In uno strato cellulare epiteli
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